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Carissimi, questa è la richiesta più impertinente da quando frequento il forum. Il mitico Enrico ha avauto la pazienza di ridefinirmi le macro \LaTeX. TeX e \LaTeXe appositamente per il lavoro che sto facendo… ma io non sono ancora a posto… 😳
Guardo e riguardo il frontespizio (fatto con i font Iwona), ma mi pare che la spaziatura tra le lettere della parola LaTeX non sia sufficiente, rispetto alla spaziatura del maiscuoletto spaziato.
`\begin{center}
\LARGE
\spacedlowsmallcaps{Questa è solo una piccola prova con \ctLaTeX}
\end{center}`
Infatti se al posto di \ctLaTeX si usa il semplice LaTeX, le dimensioni in altezza sono esagerate ed il risultato è inaccettabile, ma le lettere sono molto ben spaziate.È solo una mia impressione?
Grazie e mi scuso con Enrico per l’impertinenza della domanda… 😳
Vuoi il logo di LaTeX, che è fatto in quel modo, con le lettere abbassate, rimpicciolite o alzate e ravvicinate, oppure un’altra cosa?
Ciao
Enrico
::Altro problema, il relatore di cui si è già discusso desidera gli editors nella forma:
in J. Olney (a cura di)
anche nella bibliografia.
La modifica suggeritami da Enrico l’ho apportata con il comando:
`\renewcommand\jbRevedNotFirstNoVonNoJr{\bibfnfmt{\jbFirstAbbrv\space}\biblnfmt{\jbLast}}%`
e funziona nelle note a piè pagina create dal pacchetto, vengono invece lasciati immutati gli autori e gli editori nella bibliografia ovvero rimangono nel formato Olney, James.
Questo mi va bene per gli autori ma devo mettere la forma J. Olney per il nome dell’editore (come già succede a piè pagina)..
se vado a vedere nella bibliografia (il file *.bbl) la voce bibliografica è così composta:
`\bibitem[{Starobinsky\jbdy {1980}}%
{}%
{{0}{}{inbook}{1980}{}{}{}{}%
{Princeton University Press\bpubaddr {} Princeton\bibbdsep {} 1980}}%
{{Fictions of the {S}elf: {T}he {E}nd of {A}utobiography}%
{}{}{1}{}{}{}{}{}}%
]{starobinski}
\jbbibargs {\bibnf {Starobinsky} {Jean} {J.} {} {}\bibfnfont {;} \bibenf
{Olney} {James} {J.} {} {} \edfont {\editorname}} {Jean Starobinsky} {au}
{\Bibchaptername{} The Style of Autobiography In \bibapifont {Fictions of the
{S}elf: {T}he {E}nd of {A}utobiography}\bibatsep\ \apyformat {Princeton
University Press\bpubaddr {} Princeton\bibbdsep {} 1980} } {\bibhowcited}
\jbdoitem {{Starobinsky}{Jean}{J.}{}{}} {{Olney}{James}{J.}{}{}} {}
\bibAnnoteFile {starobinski}`dove:
\bibenf {Olney} {James} {J.} {} {} \edfont {\editorname} indica il nome dell’editor ed aggiunge (a cura di) che è caricato in \editornamesembra che le opzioni ci siano tutte e che a scegliere se scrivere Olney, James o J. Olney sia il comando \bibenf
Nle file jurabib.sty il suddetto comando, definito con \DeclareRobustCommand{\bibenf}[5]{% etc.. prevede diverse opzioni (che non ho ben capito) controllate con degli ifthenelse. Ne riporto uno:
`\ifjb@first@author@reversed
\@ifundefined{jb@first@editor}{%
\@namedef{jb@first@editor}{}%
\ifthenelse{\equal{#2}{\@empty}}{%
\jbRevedFirstVonJr%jbRevedFirstOnlyLast
}{%
\ifthenelse{\equal{#4}{\@empty}}{%
\ifthenelse{\equal{#5}{\@empty}}{%
\jbRevedFirstVonJr%jbRevedFirstNoVonNoJr
}{%
\jbRevedFirstVonJr%jbRevedFirstNoVonJr
}%
}{%
\ifthenelse{\equal{#5}{\@empty}}{%
\jbRevedFirstVonJr%jbRevedFirstVonNoJr
}{%
\jbRevedFirstVonJr%jbRevedFirstVonJr
}%
}%
}%`
i vari \jbRevedFirstVonJr li ho messi io, il comando che era presente nel pacchetto è quello dopo il commento% immediatamente a fianco. E così ho fatto per tutti gli ifthenelse successivi dentro alla definizione del comando.
messo nel preambolo:
`\renewcommand\jbRevedFirstVonJr{\bibfnfmt{\jbFirstAbbrv\space}\biblnfmt{\jbLast}}` mi aspetto che qualsiasi ifthenelse venga risolto dal comando \bibenf il risultato deve essere la formattazione dell’autore secondo \jbRevedFirstVonJr ovvero nome editore puntato (jbFirstAbbrv), spazio e cognome estesto (jbLast) tipo J. Olney dell’esempio sopra..invece alla fine della bibliografia mi trovo sempre in Olney, James (a cura di)..dove sbaglio? Comincio a pentirmi di non aver scelto BibLaTex all’inizio..ma ormai sono alla definizione dei particolari (salvo altre genialate del fantastico relatore) e ripartire da zero equivale ad un suicidio!!
Per prima cosa, non ridefinirei quei comandi, ma ne creerei di nuovi per evitare problemi. Quei condizionali servono a verificare se ci sono parti del tipo “Von” o “Jr” nel nome che, nel caso di James Olney, non ci sono. E ce n’è uno principale che controlla se rovesciare i nomi. Tu dai l’opzione “citationreversed”, quindi mi aspetto che anche i nomi dei curatori siano rovesciati.
Lascia i nomi dei comandi come sono, aggiungendoci solo xx prima: per esempio, fa’ diventare \jbRevedFirstOnlyLast \xxjbRevedFirstOnlyLast.
Cerca le definizioni dei comandi originali e definisci i modificati nel modo che più ti aggrada. E non dimenticare di farlo anche sulla parte dopo “not first author!”. Non ti dovrebbe servire modificare i comandi del tipo “…NotReved…”
In bocca al lupo.
Ciao
Enrico
::Si ,infatti provvisoriamente l’oh messa li.. ma se volessi metterla alla fine di un capitolo intermedio, come posso fare?
Un’appendice a metà di un libro? 😯 Non si è mai vista, una cosa così!
Ricorda: se una cosa non la puoi fare facilmente con LaTeX (soprattutto se sei agli inizi), quasi sempre è perché non si deve fare.
Filosoficamente parlando, la cosa ricorda l’imperativo categorico kantiano: “devi, dunque puoi”. O, equivalentemente, “non puoi, dunque non devi”. 8)
Andrei cauto con “non si sono mai viste”. Può accadere, principalmente però nel caso di opere a più autori di cui ciascuno scrive un capitolo; questi capitoli potrebbero avere appendici. Sconsiglierei di usare “appendici ai capitoli”; ma segnalo il pacchetto appendix che permette di usare l’ambiente appendices per questo scopo.
Ciao
Enrico
::Ciao a tutti, non mandatemi a quel paese…
Come detto più volte sul forum, il caricamento di babel è necessario per avere la sillabazione italiana, ma non sufficiente, in quanto serve anche che il file ithyph.tex sia attivato.
Se si usa MikTEX, per attivare il file ithyph.tex è necessario, dal pannello languages su MikTEX options, selezionare la voce italian-ithyph.tex ed aggiornare il sistema (update now).
Se si usa la dstribuzione TeX Live su Linux è necessario lanciare sudo texconfig-sys dalla linea di comando, scegliere hyphenation e togliere il % davanti a italian nel file che comparirà.
Se si usa la distribuzione TeX Live su Mac non c’è bisogno di fare nulla (il file ithyph.tex viene attivato automaticamente durante l’installazione).
È giusto questo riassunto (soprattutto per quanto riguarda la parte su Linux)?
Vi ringrazio,
L.http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=1634&highlight=hyphenation
Direi di sì. Anche se forse ormai TeX Live abilita tutto in fase di installazione; occorrerebbe fare prove, distinguendo forse fra installazione con qualche package manager o da DVD.
Ciao
Enrico
::Beh, a dire il vero la parentesi quadra aperta nel file .tex non c’era (anche perché se ci fosse stata mi avrebbe dato degli errori di compilazione), ma l’ho inserita chissà come nello scrivere il topic. Adesso provo a cercare colorlinks. Intanto, se può essere indicativo, vorrei aggiungere che su Google ho trovato centinaia di pagine con warning del tipo
Package hyperref Warning: Option (…) has already been used,
(hyperref) setting the option has no effect on input line (…)Da cosa dipenderanno?
Una prova scrivendo le righe incriminate fra \documentclass[a4paper]{article} e \begin{document} non produce alcun errore. Evidentemente sta da qualche altra parte.
Solito discorso: cerca di togliere dal tuo documento tutto ciò che non produce l’errore. Aggiungi un \end{document} a metà, se l’errore si ripresenta mettilo a metà della metà, se non l’errore sta nell’altra metà. E così via. Quando hai ridotto al minimo, togli anche i pacchetti non necessari. O trovi l’errore o hai un esempio che puoi esibire qui.
Ciao
Enrico
::ringrazio ancora per i suggerimenti
…
Al momento il mio indice è così (ho personalizzato un attimo le indentazioni) e così mi va più che bene.🙄 Dei quattro dizionari che ho consultato, due non riportano la parola “indentazione”, gli altri due la danno come termine specialistico di geografia, con il significato di “leggera rientranza di una linea costiera”. 🙄
Il termine corretto è “rientro”.
Ciao
Enrico
::OK!!!!!
ora funziona!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 😀 😀
ho tolto lo spazio e ora fa quello che voglio!!! perfetto!!!Imparare a tuffarsi cominciando con un doppio avvitamento e doppio salto mortale e mezzo non è proprio il modo giusto. 🙂
Con un word processor abbastanza evoluto quella costruzione è certamente possibile, anche se non alla portata di tutti. Il vantaggio di LaTeX è che la costruzione non richiede di memorizzare scelte da menù e pulsanti da premere: il codice necessario è scritto e fa parte del documento. Se ti serve qualcosa di analogo, sai dove cercarlo.
In ogni caso, è meglio se cominci dalle cose semplici. La (mica tanto) breve introduzione spiega bene la faccenda degli spazi.
Ciao
Enrico
::Sto creando la lista dei documenti corrispondenti alle singole copertine emesse.
Ho pensato di utilizzare il file dati.tex in cui vi sono unicamente i comandi \copertina{a}{b}{c} dove a, b, c sono i campi variabili, utilizzando un secondo file (parallelo a quello che genera le copertine), dove ho inserito il comando \input{dati} all’interno di un ambiente supertabular:
Ecco la ridefinizione del comando copertina:
`\newcommand{\copertina}[3]{%
\texttt{#3} & #2 & \textbf{#1}\\
\midrule}`ed ecco il suo utilizzo:
`\begin{supertabular}{cp{8cm}|c}
\input{dati}
\end{supertabular}`nel file dati.tex vi sono le linee:
`…
\copertina{uno}{relazione uno}{originale uno}
\copertina{due}{relazione due}{originale due}
\copertina{tre}{relazione tre}{originale tre}
…
`il problema è che la tabella va oltre il margine inferiore, mentre nella pagina successiva ricompare ma da un numero di riga successivo.
Penso che ciò sia dovuto a difficoltà di calcolo dei punti in cui spezzare la tabella.
Ma l’idea è molto buona perchè con un unico file di dati in cui una riga corrisponde ad un documento, ottengo sia le copertine che un elenco complessivo perfettamente corrispondente.
Usa longtable.
Ciao
Enrico
::Grazie ad entrambi.
Ho dato un occhiata abbastanza rapida al pacchetto tocloft, ma dovrei studiarlo meglio, mi sembra abbastanza complicato.
Ringrazio Enrico per i comandi che mi consentono l’indentazione dell’indice, adesso mi manca solo l’aggiunta delle subsubsection nell’indice, per il resto è a posto.
L’utilizzo della classe elsart non è assolutamente stata una scelta obbligata, googlando abbastanza a caso mi era capitato il documento di spiegazione di questa classe e mi sembrava abbastanza ben fatta come forma grafica, ma in caso di una valid alternativa non ho nessun problema a tralasciarla.
Ogni comando di divisione del documento è associato a un numero: \section (1), \subsection (2), \subsubsection (3), \paragraph (4), \subparagraph (5). Questi numeri possono essere usati per decidere se numerare la divisione o se inserirla nell’indice. Ciò si ottiene stabilendo il valore di un contatore, secnumdepth per la numerazione e tocdepth per l’inserimento nell’indice; il codice:
`\setcounter{tocdepth}{3}`
dovrebbe essere ciò che ti serve. Purtroppo la classe elsart fa qualcosa di cui sinceramente non capisco il motivo: se dai il comando \tableofcontents, stabilisci il valore di tocdepth a 2 e quello di secnumdepth a 4. 😯
`\makeatletter
\def\tableofcontents{%
\begingroup\small
\leftline{\bfseries\contentsname}
\@starttoc{toc}%
\endgroup
}
\makeatother`
Con questo rimedi al malfatto. Più la studio e più mi convinco che fa orrore.Ciao
Enrico
::mammamia!!
non ci sarei mai arrivata!!ti ringrazio tanto e faccio tesoro dei tuoi consigli…
sai quale è un altro problema??? ho inizato con una cosa troppo “difficile” !! non avevo mai usato il LateX e mi sono messa a fare un lavorone complicato…
ecco perchè sto incontrando mille difficoltà!!ora provo a levare lo spazio e vedo che succede
nel frattempo ti dico cosa leggo nella finestra Log File:
PRIMA COSA
l.381 \myincludegraphics [width=0.1\textwidth]
{nome_immagine}
Dimensions can be in units of em, ex, in, pt, pc,
cm, mm, dd, cc, nd, nc, bp, or sp; but yours is a new one!
I’ll assume that you meant to say pt, for printer’s points.
To recover gracefully from this error, it’s best to
delete the erroneous units; e.g., type `2′ to deleteSECONDA COSA
in corrispondenza di
\newcommand{\myincludegraphics}[1][2]{\vtop{\center\hrule height0pt \includegraphics
[#1]{#2} } } mi dice illegal paremeter numberErrore (ma ce n’è uno anche mio):
`\newcommand{\myincludegraphics}[2][]{%
\vtop{\centering\hrule height0pt\includegraphics[#1]{#2}}}`
È chiaro che da questo (avevi scambiato 1 con 2, ma quell’1 non ci doveva andare) dipende anche il messaggio di errore.Cerca di copiare meglio! 🙂 Per esempio, non \center, ma \centering.
Ciao
Enrico
::io in realtà sto usando MiKTeX…
però credo che il mio sia proprio un problema di codice, indipendente dal programma…ecco perchè ho postato qui e non nella sezione “altri programmi”…
forse sbaglio??Sai dov’è il problema? In due apparentemente inoffensivi spazi prima di %:
`\setlength{\mytablen}{\wd\mytabbox} %
\usebox{\mytabbox} %`
Quegli spazi non ci devono essere: lo scopo di % è proprio di evitare lo spazio che sarebbe inserito dal fine riga; se lo spazio ce lo metti tu, il % è inutile.Ovviamente, se dovessi avere molte costruzioni del genere, sarebbe il caso di definirsi una macro apposita.
Già che ci sono, ti sconsiglio vivamente le tabelle riquadrate. Consulta la documentazione del pacchetto booktabs, oppure la Breve guida
C’è anche un’altra correzione:
`\textcolor{blue}{\bfseries\Large TITOLO DI QUESTA PAGINA}`
è più che sufficiente.Ciao
Enrico
::Salve a tutti e tanti auguri di buon anno 😀
Un caro amico mi ha posto una questione su cui mi piacerebbe sapere il vostro parere.
Ho trovato parziale risposta alle mie domande qui:
http://www.guit.sssup.it/phpBB2/viewtopic.php?t=1191,
ma il mio quesito non riguarda strettamente LaTeX, che vorrei consigliare a questo mio amico di usare (sarà dura), ed è per questo che sto usando questo forum.Il problema è questo: dovendo scrivere una tesi di laurea, mi ha chiesto se sapevo come creare un documento con 28 righe per pagina e 70 “battute” per riga (e qui la prima domanda: “battuta” è un tipo di misura tipografica o semplicemente un sinonimo di carattere risalente alle macchine da scrivere?), utilizzando un font “Times New Roman” corpo 14 e interlinea 1.5 (seconda domanda: 1.5 è una misura relativa alla dimensione del carattere, vero?) . Avreste dovuto vedere la mia faccia inorridita.
Io gli ho risposto che per quanto di mia conoscenza una tale richiesta non ha senso perché il Times New Roman non è monospaziato, dunque non c’è verso di ottenere con nessun software lo stesso numero di caratteri per riga, e che quindi il numero 70 doveva essere inteso in maniera non tassativa, ma semplicemente come una media.
Terza domanda: esiste una risposta migliore (ammesso che la mia sia giusta) ?
Quarta ed ultima domanda: Volendo consigliare Latex, avete qualcosa da aggiungere a quanto già visto nel posto sopra citato? O è meglio non fare sporcare le mani al LaTeX con tale orrido formato?
Orrido è dire poco. Più o meno, 70 battute medie a corpo 14 corrispondono a una giustezza fra i 14 e i 15 centimetri. Togliamo circa un centimetro per la rilegatura, su carta ISO-A4 rimangono 5 o 6 centimetri per i due margini.
Aggiungiamo magari venti righe per pagina e scopriamo perché ci sono tali richieste, che risalgono ai tempi dei dattilografi che si arricchivano a spese dei laureandi, prendendo un tanto a pagina. Non va trascurata la gratificazione del relatore che vede piazzare davanti al presidente della commissione di laurea una bella tesi corposa. Corposa sì, ma perché ha preso gli anabolizzanti come uno Schwarzenegger di annata.
LaTeX fa qualsiasi cosa, sia chiaro. Con la classe extbook puoi impostare il corpo 14 (anche con toptesi, volendo) e con geometry stabilire giustezza e margini. Magari con titlesec si può limitare la bruttezza delle intestazioni dei capitoli.
Il vantaggio a usarlo è che con semplici modifiche al documento si può ottenere una stampa decente invece di quella indecorosa che viene richiesta.
Ciao
EnricoPS: mi sono accorto che nella distribuzione di toptesi (anche la più recente versione), è presente un file size14.clo, che va eliminato. L’opzione per il corpo 14 infatti usa topsiz14.clo e quel file (oltre ad avere un errore fatale già alla prima riga) entra in conflitto con l’omonimo del pacchetto extsizes, di cui extbook fa parte.
::volevo sapere se esiste un comando per inserire l’output di una shell di unix e di stamparlo con il font tipico di una macchina da scrivere!
sto usando il pacchetto lstlisting per evitare di modificare ogni tilde o underscore ma non riesco a stamparlo con il font desiderato!Cerca di usare il forum adatto: quello sulla tipografia è per discutere questioni generali e non problemi TeXnici.
Se leggi la documentazione di listings troverai di certo che
`basicstyle=\ttfamily
columns=fullflexible`
è ciò che fa al caso tuo. Puoi mettere queste scelte nell’argomento opzionale dell’ambiente lstlisting oppure come argomento a \lstset per applicarle globalmente.Ciao
Enrico
::altro problema!
io ho una lista di circa 50 nomi di società e le ho messe in una supertabular divisa in due , cosi ho due colonne con due liste, il problema adesso è che le due colonne sono differenti in larghezza e si nota molto sia nella stessa pagina che tra le due pagine in cui è stata divisa da supertabular!
esiste un modo per avere le due colonne di larghezza uguale? e che mantenga la larghezza anche se divise in due pagine?
il mio codice:
`
\begin{center}
\begin{supertabular}{c||c}American Megatrends Inc. & ARM\\
Aruba Networks & Atmel\\
AuthenTec, Inc. & AVAYA\\
Broadcom Corporation & Certicom Corp.\\
Citrix Systems, Inc & Decru\\
Dell, Inc. & DPHI, Inc.\\
..
..
UPEK, Inc. & Utimaco Safeware AG\\
VeriSign, Inc. & VMware, Inc.\\
Vodafone Group Services LTD & Wave Systems\\
Western Digital & Winbond Electronics Corporation\\\end{supertabular}
\end{center}
`È un noto problema di supertabular. Con longtable non si presenta.
Ciao
Enrico
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