egreg9

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  • in risposta a: ClassicThesis: numerazione figure #19357
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    Ciao a tutti,

    con ClassicThesis le figure vengono numerate progressivamente come “Figura 1”, “Figura 2”, ecc.

    Come si fa ad avere la numerazione standard “Figura 1.1”, “Figura 1.2”, … “Figura 2.1”, “Figura 2.2”, … ?

    Mi pare che carichi amsmath, quindi
    `\numberwithin{figure}{section}`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Definizione comando e comando asteriscato #18895
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    E se volessi fare la stessa cosa con le sezioni?

    Non ti applichi. 🙂

    \show\section ti dice che viene richiamato il comando \@startsection, il quale non dice molto. Allora si fa \show\@startsection e qui compare \@ifstar alla fine, dal quale si deduce che occorre ridefinire \@ssect come \@sect. Ma c’è un problema: così ridefinisci anche tutti i comandi da \section in giù.

    Soluzione solo per \section:
    `\let\orig@section\section
    \def\section{\@ifstar\orig@section\orig@section}`
    Così ti mangi l’eventuale * e vai avanti con l’originale \section.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: simulare \thanks con molti \author nel documento [risolto] #19350
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    `
    \@authortoks={\@gobble}
    `
    Serve a mangiarsi la prima virgola, giusto?

    Esattamente. Dando
    `\author{Pinco Pallino}{1}
    \author{Tizio Caio}{1}`
    il “vero” campo autore contiene
    `@gobble\@authorcomma Pinco Pallino\footnotemark[1]\@authorcomma
    Tizio Caio\footnotemark[1]`
    ma quando si usa \orig@author per la composizione il risultato è quello giusto.

    Si sarebbe potuto eseguire il test se si è al primo autore, ma non mi sembrava il caso.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: simulare \thanks con molti \author nel documento [risolto] #19348
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    Ciao a tutti,
    poiché ho cercato a lungo una soluzione a questo problema, e alla fine l’ho trovata, ho pensato che fosse utile metterla a disposizione di tutti qui.

    Sto curando la redazione degli atti di un convegno. Chi mi ha preceduto in questo improbo compito lo scorso anno ha usato la classe editor (di cui peraltro non ho trovato traccia in rete), e mi ha passato lo scheletro della pubblicazione dello scorso anno. Comunque, c’è un documento principale funziona da contenitore e ogni contributo viene inserito tramite \input. Mi pare di capire che il documento unico sia il mezzo per avere la numerazione delle pagine consecutiva.

    Quindi all’inizio di ogni pezzo c’è una sezione \title e \author con il suo buon \maketitle. Quello di cui ho bisogno è poter indicare in nota a pié di pagina l’istituto di provenienza dell’autore o degli autori, usando però non un numero, ma un simbolo tipo asterisco, dagger, etc.. (Questa è la convenzione accademica in archeologia, che vi devo dire…)

    Purtroppo (almeno a me, ma dovrebbe essere così per tutti), il comando \thanks non fa il suo mestiere, forse perché ci sono molti \author nel documento, non so. In ogni caso, non farebbe al caso mio, perché, ad esempio, se ho 3 autori tutti della stessa università, non devo avere 3 note, ma una sola (e un simbolo solo). Anche il pacchetto footmisc non è di aiuto.

    Ho quindi risolto, dopo un po’ di ricerche, in questo modo:

    `\renewcommand{\thefootnote}{\fnsymbol{footnote}}
    \author{

    Alessandro Bezzi\footnotemark[1],
    Luca Bezzi\footnotemark[1],
    Rupert Gietl\footnotemark[1],
    Wilfrid Allinger-Csollich\footnotemark[2],
    Sandra Heinsch\footnotemark[2],
    Walter Kuntner\footnotemark[2]
    }

    \date{}
    \maketitle

    \footnotetext[1]{Arc-Team s.n.c.}
    \footnotetext[2]{Dipartimento di Orientalistica e Storia Antica, Università di Innsbruck}
    \renewcommand{\thefootnote}{\arabic{footnote}}
    `

    Mi pare abbastanza pulito, è semplice da usare e soprattutto fa esattamente quello di cui ho bisogno. Spero che nessuno debba subire una tortura di questo genere (atti di un convegno, testi che arrivano in .doc, etc) , ma nel caso potrebbe essere un suggerimento utile.

    Puoi evitare tutti quei comandi espliciti definendoti qualche comando, che metterai nella tua classe o in un file .sty che richiamerai per ogni lavoro:
    `\newtoks\@authortoks
    \@authortoks={\@gobble}
    \newcommand{\@authorcomma}{, }
    \let\orig@author\author
    \renewcommand\author[2]{%
    \@authortoks\expandafter{\the\@authortoks\@authorcomma#1\footnotemark[#2]}%
    }
    \newtoks\@addresstoks
    \newcommand{\address}[2]{%
    \@addresstoks\expandafter{\the\@addresstoks\footnotetext[#1]{#2}}}
    \let\orig@maketitle\maketitle
    \def\maketitle{%
    \orig@author{\the\@authortoks}
    \begingroup
    \renewcommand{\thefootnote}{\fnsymbol{footnote}}%
    \orig@maketitle
    \the\@addresstoks
    \endgroup}`
    Adesso puoi inserire i tuoi autori così:
    `\author{Alessandro Bezzi}{1}
    \author{Luca Bezzi}{1}
    \author{Wilfrid Allinger-Csollich}{2}
    \author{Rupert Gietl}{1}
    \author{Sandra Heinsch}{2}
    \author{Walter Kuntner}{2}

    \address{1}{Arc-Team s.n.c.}
    \address{2}{Dipartimento di Orientalistica e Storia Antica, Università di Innsbruck}

    \date{}
    \maketitle`
    Non funziona, ovviamente, con la classe article, perché il testo del campo “‘autore” non viene giustificato. Ma probabilmente la classe che usi si comporta diversamente.

    Qual è il vantaggio rispetto al tuo metodo? Che il codice è ancora più pulito e non rischi di dimenticarti qualcosa per la strada.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Conclusione e indice #16217
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    anche a me l’idea di fare un capitolo “conclusioni”, che consisterà in massimo 2 pagine di puro parlato, lascia un po’ perplessa… però ci vuole perchè devo tirare le fila del discorso sviluppato nella “relazione di tesi triennale”, visto che sto trattando un argomento sperimentalmente e teoricamente molto vivo della fisica delle particelle…
    ci sono alternative “politically correct”?

    Come ho già detto, il capitolo “Conclusioni” mi sa tanto di riassunto per vedere velocemente quello che c’è scritto davvero nella tesi. Probabilmente il tutto andrebbe nell’introduzione!

    Ma, se l’uso del settore è quello, uniformati.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Definizione comando e comando asteriscato #18893
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    Un altro problema collegato a questo.

    Posso scrivere una cosa del genere, che naturalmente non funziona?
    `\let\chapter*\chapter`
    Cioè \chapter* deve essere identico a \chapter.

    Ho provato anche a scrivere
    `\let\chapterns\chapter
    \renewcommand\chapter{\@ifstar\chapterns\chapterns}`
    Ma naturalmente non va.

    In pratica voglio distruggere la versione asteriscata ridefinendola uguale a quella non asteriscata.
    Ho provato anche con \let…\@gobble e \empty e a ridefinire ma nulla da fare.

    Non è come con gli “ambienti asteriscati”. Essenzialmente, un comando \pippo che ammette la variante * è definito come
    `\newcommand\pippo{\@ifstar\pippostar\pipponostar}`
    Nel caso di \chapter è un po’ diverso, nel senso che il controllo viene passato alla macro \secdef; se dai \show\chapter, avrai in risposta
    `> \chapter=\long macro:
    ->
    \secdef \@chapter \@schapter .`
    Se adesso chiedi \show\secdef avrai
    ` \secdef=macro:
    #1#2->\@ifstar {#2}{\@dblarg {#1}}.`
    Quindi capisci che \secdef usa il primo argomento se non si trova subito dopo un *, altrimenti il secondo. Il tuo scopo si ottiene scrivendo
    `\let\@schapter\@chapter`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Sovrapporre figure senza bordo #19323
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    Si scusa x l’espressione.. è ke ho scritto in fretta..
    `\begin{picture}(100,100)
    \put(10,0){\line(0,1){100}
    \put(10,20){\framebox(20,60)}
    \end{picture}`
    questo codice dovrebbe creare un linea verticale con sovrapposto un lato del framebox, ma non lo sovrappone giusto, ma un pixel di fianco.

    E rispondi scrivendo in SMSese? 👿

    Il problema è che \framebox(x,y){} (mettici l’argomento anche se è vuoto), disegna il suo bordo “metà dentro e metà fuori”. Infatti lo spostamento è esattamente di 0.2 punti (la linea è spessa 0.4 punti). Quindi, o disegni la scatola usando tre \line oppure tieni conto di questo spostamento togliendo 0.2 punti da tutti i lati:
    `\begin{picture}(100,100)
    \put(10,0){\line(0,1){100}}
    \put(10.2,20.2){\framebox(19.6,59.6){}}
    \end{picture}`
    Funziona solo se lasci \unitlength al suo valore normale di 1 punto.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Sovrapporre figure senza bordo #19321
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    Salve a tutti.. eccomi di nuovo qui a chiarirmi un dubbio su Latex..

    Io ho fatto un piccolo disegnino con graphicx, ma se disegno una linea verticale, con a fianco un rettangolino, del quale un suo lato dovrebbe farmelo sovrapposto, mi lascia uno spazietto e me lo fa di fianco.. come posso fare ad eliminare questo spazio? E’ vero che ogni oggetto della picture c’ha un bordo? è possibile mettere questo bordo a 0?

    Con graphicx non si fanno disegni. Con l’ambiente picture, forse. Se il disegno è piccolo, perché non ne mostri il codice?

    “C’ha” lascialo a Pasolini. È pessimo italiano e pessima ortografia. 🙂

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: longtable con righe enormi #19302
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    Ciao Enrico, grazie per la velocità. Sono nuovo di latex (meno di una settimana) e non ho ben capito come posso risolvere il problema, in che modo posso cambiare il modo di presentare il materiale? Con le sottosezioni? grazie ancora

    `\subsection{Sviluppo: requisiti di V\&V}

    \subsubsection{Compiti di V\&V}
    \noindent\textbf{Input Richiesti} Documento dei requisiti. SRS. IRS.

    \medskip

    \noindent\textbf{Output Richiesti} Valutazione dei requisiti del software. Resoconto delle Anomalie.

    \medskip

    Valutazione dei requisiti del software: valutare i requisiti di SRS (documento dei
    requisiti) e di IRS (requisiti specifici di interfaccia) per la correttezza, consistenza,
    completezza, accuratezza, leggibilit\`a e testabilit\`a. I criteri sono i seguenti:
    \begin{enumerate}
    \item Correttezza:
    \begin{itemize}
    \item Verificare e validare che i requisiti del software rispondano alle esigenze del sistema …
    \item Verificare che i requisiti del software aderiscano agli standard, ai riferimenti, alle regola …
    …
    \end{enumerate}`
    Non volendo numerare la sottosottosezione, puoi dare il comando \setcounter{secnumdepth}{2} nel preambolo del documento.

    Altrimenti devi adattarti a spezzare a mano quella roba. Ma a che servono quelle bande laterali completamente vuote? Non è più semplice e meno offensivo alla vista questo sistema?

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Carta studio intestata #19318
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    Chiedo scusa ma sono del tutto digiuno di LaTeX e, sperando di non violare troppe norme della netiquette, espongo il mio problema.
    Utilizzo texlive su un computer che ha come sistema operativo Linux (distro Ubuntu 7.10).
    Volendo creare la carta intestata dello studio, ho scritto (con Kile) il file cartastudio.tex
    Lo scopo era quello di creare una prima pagina nella quale fossero riportati tutti i nomi dei componenti dello studio mentre, nelle pagine successive, doveva essere scritto solamente quello di uno dei vari soci.
    Kile non da messaggi di errore e il risultato sembra quello sperato.
    Mi chiedo, però, se potrebbe funzionare anche con il pacchetto cdpbundle e se, comunque, il listato sia scritto correttamente.
    Vorrei anche sapere se qualcuno mi può indicare pacchetti specifici per il settore legale, ovviamente in italiano.

    Vi trascrivo il file cartastudio.tex
    `\documentclass[a4paper,11pt]{article}
    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[dvips]{graphicx}
    \usepackage{lipsum}
    \usepackage{layout}
    \usepackage

    {geometry}
    \usepackage{afterpage}
    \usepackage{fancyhdr}
    \pagestyle{fancy}
    \headheight=3cm
    \chead{\scshape {Studio Farisei \& Soci\\}\textsl{barabba@sinedrio.~com}\\[36pt]}
    \lhead{Dott.~Xxxxxxxx xxxxxx\\Dott.~Xxxxxx Xxxxx\\Dott.~Xxxxxx Xxxxx}
    \rhead{{Dott.~Xxxxxx Xxxxx\\[12pt]}}
    \lfoot{}
    \cfoot{V.~le Ponzio Pilato, 30 99999 – Gerusalemme\\Tel.~099 – 11111111 Part.~Iva 0000000000}
    \rfoot{\thepage}
    \renewcommand{\headrulewidth}{0.1pt}
    \renewcommand{\footrulewidth}{0.1pt}
    \afterpage{\lhead{\scshape {Dott.~Xxxxxxxx xxxxxx\\}}}
    \afterpage{\rhead{{}}}
    \begin{document}
    \lipsum
    \lipsum
    \end{document}`

    Non userei afterpage per questo, ma definirei uno stile “normale” e imporrei alla prima pagina una modifica.
    `\documentclass[a4paper,11pt]{article}
    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage{graphicx}
    \usepackage{lipsum}
    \usepackage{layout}
    \usepackage

    {geometry}
    \usepackage{fancyhdr}
    \setlength{\headheight}{3cm}
    \renewcommand{\headrulewidth}{0.1pt}
    \renewcommand{\footrulewidth}{0.1pt}

    \fancypagestyle{fancynormal}{%
    \fancyhead[C]{\textsc{Studio Farisei \& Soci}\\\textsl{barabba@sinedrio.~com}\\[36pt]}%
    \fancyhead[L]{\textsc{Dott.~Xxxxxxxx xxxxxx}\\}%
    \fancyhead[R]{}%
    \fancyfoot{}%
    \fancyfoot[C]{Viale Ponzio Pilato, 30 — 99999 Gerusalemme\\
    Tel.~099-11111111 — Part.~Iva 0000000000}%
    \fancyfoot[R]{\thepage}%
    }
    \fancypagestyle{fancyfirst}{%
    \fancyhead[L]{Dott.~Xxxxxxxx xxxxxx\\Dott.~Xxxxxx Xxxxx\\Dott.~Xxxxxx Xxxxx}%
    \fancyhead[R]{Dott.~Xxxxxx Xxxxx\\[12pt]}%
    }
    \pagestyle{fancynormal}
    \AtBeginDocument{\thispagestyle{fancyfirst}}

    \begin{document}
    \lipsum
    \lipsum
    \end{document}`
    Come vedi ho stabilito uno stile di pagina “fancynormal” che però viene modificato come richiesto nella prima pagina dando il comando \thispagestyle{fancyfirst} appena dopo \begin{document}. Siccome lo stile di pagina è già impostato, fancyfirst opera solo le modifiche indicate.

    Ho corretto anche alcuni erroretti qua e là.

    (1) I comandi \lhead, \rhead e compagnia sono obsoleti e vanno sostituiti con i più agevoli \fancyhead e \fancyfoot con i loro argomenti opzionali.

    (2) \scshape non è un comando con un argomento, quello giusto è \textsc; non userei i comandi di fine riga dentro all’argomento di \textsc o simili.

    (3) Non userei mai l’abbreviazione ❓ “V.le” invece di “Viale” (tanto meno lasciando uno spazio dopo il punto). Se una cosa abbrevia, deve essere più breve, no?

    (4) Il prefisso telefonico va separato con uno spazio oppure con un trattino breve (uso tedesco, direi). Non separerei il codice postale dal nome della città, ma userei trattini lunghi per separare i vari campi.

    Su cdpbundle non saprei risponderti, forse qualcun altro sì.

    Pacchetti per cose di tipo legale ce ne sono, soprattutto per le citazioni bibliografiche; documentazione in italiano no.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: longtable con righe enormi #19300
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    Ciao a tutti, è la prima volta che uso latex ed il vostro sito mi ha aiutato molto. Ora però ho un problema che non sono riuscito a risolvere con una semplice ricerca. Ho più tabelle lunghe svariate pagine ciascuna, per poterle spezzare ho usato longtable, solo che alcune di queste tabelle hanno righe che da sole occupano più di una pagina e in questo caso longtable non funziona 🙁 .
    vi faccio un esempio di codice:
    `
    \subsection{Sviluppo: requisiti di V\&V}
    …
    \end{longtable}`

    il problema è che non mi va proprio nell’altra pagina, nella pagina successiva ho la nuova riga della tabella, non la prosecuzione di questa.

    Una riga di una tabella non viene mai spezzata, è un blocco unico. Spiacente, ma devi cambiare il modo di presentare il materiale. Del resto una tabella di quel genere non è una tabella: usa sottosezioni.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Creazione comando con più parametri #19305
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    Normalmente un comando con più parametri ha la seguente definizione
    `\newcommand\comandol[3][parametro 1 se non definito]{%
    …..
    }`

    e si usa nel seguente modo
    `
    \comando[p1]{p2}{p3}`

    oppure
    `
    \comando{p2}{p3}`

    se p1 non è specificato. Io vorrei creare un comando con tre parametri ma che si comporti
    nel seguente modo:
    `\newcommand\comandol[3][se non specificato parametro 1][se non specificato parametro 2]{%
    ….
    }`

    e che sia possibile chiamarlo nel seguente modo
    `
    \comando[p1][p2]{p3}%
    `

    oppure
    `
    \comando[p2]{p3}%
    `
    se il parametro 1 non è specificato, oppure
    `
    \comando{p3}%
    `
    se i primi due parametri non sono specificati.

    Il comportamento è analogo al comando \vpageref di varioref.

    Mi serve questo tipo di comportamento perché non voglio sempre scrivere
    \comando{}{p3} nel caso in cui entrambi i parametri 1 e 2 non servano.

    Ho provato a vedere la definizione di \vpageref ma non ci ho capito molto.
    Ho visto solo che usa `\@ifnextchar[`
    che forse c’entra qualcosa.

    E certo che c’entra. 🙂 Ma puoi usare il pacchetto twoopt.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: \textwidth \textheight #19312
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    Ciao a tutti!
    Il mio problema sarà stato già trattato ma ho provato a guardarci e non ho capito nulla.
    Io uso il documentclass amsart e devo impostare la larghezza e l’altezza del testo a 13.5cm X 21.5cm.
    Io ho utilizzato il seguente metodo:

    `\usepackage[text={13.5cm,21.5cm},centering]{geometry}`

    Il risultato non è corretto. Ho stampato, ho misurato e le misure sono inferiori.

    Qualcuno riesce a spiegarmi come posso fare? Devo assolutamente avere le misure corrette.

    Niente geometry con amsart:
    `\setlength{\textheight}{21.5cm}
    \setlength{\textwidth}{13.5cm}
    \calclayout`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Delucidazione su “tabulary” #19286
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    a titolo d’esempio, la prima tabella viene visualizzata correttametne, mentre la seconda no:
    `
    \begin{table}[H]
    \centering
    \begin{tabulary}{100mm}{rL}
    \toprule
    ID: & T001\\
    \midrule
    Scopo: & Creare correttamente una nuova guida \\
    \midrule
    Prerequisiti: & \textendash \\
    \midrule
    Test data: & title, description, solution place selection, PDF document \\
    \midrule
    Steps: & 1. inserimento title, description. solution place\\
    & 2. select PDF document\\
    & 3. click tasto salva\\
    \midrule
    Risultato atteso: & 1. messaggio di conferma di avvenuta memorizzazione dei parametri della guida\\
    & 2. visualizzazione della struttura del documento di interscambio\\
    & 3. visualizzazione del documento PDF selezonato nell'istanza di \emph{Acrobat Reader}\\
    \bottomrule
    \end{tabulary}
    \caption{Test case 001\label{}}
    \end{table}
    `

    `
    \begin{table}[H]
    \centering
    \begin{tabulary}{100mm}{rL}
    \toprule
    ID: & T002\\
    \midrule
    Scopo: & Creare una nuova guida senza selezionare il documento PDF di riferimento\\
    \midrule
    Prerequisiti: & \textendash \\
    \midrule
    Test data: & title, description, solution place selection\\
    \midrule
    Steps: & 1. inserimento title, description. solution place\\
    & 2. click tasto salva\\
    \midrule
    Risultato atteso: & 1. messaggio di avviso di mancata selezione del documento PDF\\
    & 2. ritorno alla schermata di creazione della guida\\
    \bottomrule
    \end{tabulary}
    \caption{Test case 002\label{}}
    \end{table}
    `

    Sinceramente non so dire perché tabulary si trovi in difficoltà con la seconda tabella. Usa il pacchetto tabularx e
    `\begin{tabularx}{100mm}{r>{\raggedright\arraybackslash}X}`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Definizione comando e comando asteriscato #18891
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    Molte grazie. 😀
    Non pensavo fosse così facile.

    Comunque la prima definizione dovrebbe essere
    `
    \newenvironment{oggetto}{\primo}{\endprimo}
    \newenvironment{oggetto*}{\secondo}{\endsecondo}`

    Piccola dimenticanza. Avevo scritto pippo e poi modificato con il nome proposto da te.

    Basta ricordare che

    (1) \begin{} esegue un certo numero di comandi standard e alla fine
    `\csname
    \endcsname`
    (2) \end{
    } esegue
    `\csname end
    \endcsname`
    e poi un certo numero di comandi standard.

    è una lista di token che devono essere caratteri (indipendentemente dalla categoria, purché non caratteri di commento, ignorati o non validi o “escape”. Si può perfino definire
    `\newenvironment{$$}{…}{…}`
    oppure 😀
    `\newenvironment{$&#@!#!#}{inizio insulti}{fine insulti}`
    Ciao
    Enrico

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