egreg9

Risposte nei forum create

Stai visualizzando 15 risposte – dal 11,191 al 11,205 (di 13,205 totali)
  • Autore
    Risposte
  • in risposta a: subequation #18556
    Up
    0
    Down
    ::

    Dovrei numerare delle quazioni come fa l’ambiente subequation, ma il problema è che le varie equazioni non sono raggruppate tutte insieme, ma sono disposte a destra e a manca con del testo che le separa…. Come faccio?

    `\begin{subequations}
    Qui comincia l'avventura del signor Bonaventura che vuol fare
    \begin{equation}
    1+1
    \end{equation}
    ma non sa quanto deve venire. Allora chiede a un fisico che risponde
    \begin{equation}
    1+1=O(10^1).
    \end{equation}
    Un ingegnere invece risponde, dopo aver maneggiato il regolo, che
    \begin{equation}
    1.9<1+1<2.1,
    \end{equation}
    lasciando il signor Bonaventura perplesso. Ancor più perplesso dopo che sente un matematico gridare
    \begin{equation}
    \text{$1+1$ converge!}
    \end{equation}
    “Ma quanto fa $1+1$?'' continua a chiedersi Bonaventura.
    \end{subequations}`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: lettere minuscole usando \bibliography{ … } #18562
    Up
    0
    Down
    ::

    salve a tutti

    sto documento latex dove i riferimenti bibliografici sono contenuti in un file web.bib percio per generare la bibliografia uso il comando \bibliography{web}…e fin qua tutto bene..

    il fatto è che nel pdf generato tutte i titoli, gli autori, qualunque cosa nella pagina della bibliografia è scritta in minuscolo (a parte la prima lettera – del titolo, dell’autore o di quel che è), questo mi scoccia perchè tante delle voci di qs bibliografia contengono sigle e le sigle devono stare in maiuscolo…

    Devi mettere ciò che non va modificato tra graffe:
    `@MISC{reflection,
    title={La Reflection in {.NET}},
    note={http://www.aspitalia.com/articoli/asp.net/reflection.aspx}
    }`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Breve guida, nuova edizione #11257
    Up
    0
    Down
    ::


    Annuncio la pubblicazione della nuova edizione (2007) della “Breve guida ai pacchetti più comuni”, nella quale ho aggiunto, rispetto alla precedente, la descrizione di booktabs e di ifpdf, oltre a qualche miglioria.

    La guida è scaricabile, in formato PDF e anche in codice sorgente, QUI

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: GuitBeamer… nome e istituto #18460
    Up
    0
    Down
    ::

    Buonasera,
    Scusate se ve lo chiedo…
    – non sono stato chiaro?
    – la cosa non è fattibile in alcun modo?
    – è forse una cosa un po’ stupida?

    in tal caso, come faccio a creare un comando tipo \author{nome} o simili che si inseriscono solo quando li richiamo io in un momento particolare?

    La lettura del manuale di beamer rivela che \author e \institute hanno un argomento opzionale (pagina 87, dove sono descritti quei comandi):
    `\author[A. U. Tore]{Ampelio Umberto Tore}
    \institute[Polimi]{Politecnico di Milano}`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: \textwidth #18512
    Up
    0
    Down
    ::

    Ho provato a scrivere questo…
    `
    \begin{document}

    \newlength{\unitl}
    \setlength{\unitl}{0.5\textwidthfactor}

    \setlength{\unitlength}{1pt}
    \begin{picture}(\textwidthfactor,\textwidthfactor)
    \put(0,0){\line(0,1){\textwidthfactor}}
    \put(1,0){\line(0,1){\unitl}}
    \end{picture}

    \end{document}
    `

    ..ma mi da errore nel definire \unitl e se lo inserisco al posto della lunghezza mi disegna solo la linea con la larghezza del foglio.. e non la linea con lunghezza / 2

    ..help.. scusate.. ma sono un po alle prime armi con il disegno…

    Nelle coordinate che passi all’ambiente picture devono esserci NUMERI 👿 Non lunghezze.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: \textwidth #18510
    Up
    0
    Down
    ::

    ultima cosa.. io avrei bisogno anche di definirmi una lunghezza tipo “\unita” che è una frazione di \textwidth.. come posso fare???

    `0.5\textwidth`
    Se devi usare quella lunghezza più volte:
    `\newlength{\unita}
    \setlength{\unita}{0.5\textwidth}`
    Puoi usare qualunque numero al posto di 0.5 (purché la dimensione risultante non sia superiore al massimo ammesso, cioè poco meno di 576 cm).

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: \textwidth #18506
    Up
    0
    Down
    ::

    Qualcuno sa spiegarmi perché nella definizione di una picture non mi accetta \textwidth???
    `\begin{picture}(\textwidth,2)
    \put(0,1){\line(1,0){\textwidth}}
    \end{picture}`

    Perché \textwidth è una lunghezza e non un numero. I numeri che specifichi nell’ambiente picture vanno interpretati come moltiplicatori della lunghezza \unitlength.

    Se \unitlength ha il suo valore usuale (1 pt), puoi estrarre facilmente il fattore che ti serve con
    `\makeatletter
    \newcommand{\textwidthfactor}{\strip@pt\textwidth}
    \makeatother`
    e usare \textwidthfactor invece di \textwidth. Ma se desideri solo disegnare un filetto che occupi la giustezza (una riga orizzontale, per intenderci), basta scrivere
    `\hrule`
    fra due righe vuote.

    Se invece giochi con \unitlength, la faccenda è leggermente più complicata.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Apostofi in latex #18438
    Up
    0
    Down
    ::

    Effettivamente mi sono spiegato male. Il problema è che io prima scrivo in Word e dopo trasporto tutto su un file di testo. Gli apostrofi fatti in word non vengono tradotti con il classico ‘ ma con l’apostrofo “storto” che qui purtroppo non riesco a fare. Lo stesso problema si verifica con le virgolette. La soluzione \l’ l’ho trovata io per assonanza con \a’ che si utilizza per mettere gli accenti. Purtroppo solo poco fa mi sono accorto di quella fastidiosa sbarretta che compare sulla L e di cui mi avete spiegato prontamente la motivazione.
    Il mio prof ha detto che il problema degli apostrofi si può risolvere con quel pacchetto, ma mi ha anche detto che usando il miktex devo fare operazioni particolari eincludere 2 pacchetti che però non riesco ad includere. A questo punto però mi viene il dubbio che anche lui abbia frainteso il mio problema…
    Qualcuno mi sa dire qualcosa di più? Sbaglio io ad usare Word e il problema è irrimediabile o c’è qualche pacchetto che interpreta gli apostrofi “storti” come ‘, risolvendo quindi il mio problema? Grazie.

    Sbagli a usare Word, questo è certo. 🙂

    Il problema si risolve in due modi: uno è di trovarti un editor di testo migliore (e non si fa fatica, ce ne sono decine a disposizione). Il secondo è di capire quale sia la codifica usata nell’esportazione come testo; aggiungendo al documento una fra le seguenti righe
    `\usepackage[ansinew]{inputenc}
    \usepackage[latin1]{inputenc}
    \usepackage[utf8]{inputenc}`
    ti permetterà di interpretare correttamente il tuo apostrofo. Quale delle tre? Dipende da come Word e il tuo sistema operativo decidono.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Virgolette e spazio #15580
    Up
    0
    Down
    ::

    Ciao a tutti,

    mi inserisco nella discussione per un dubbio sull’argomento.

    Stando a quanto scrive Enrico le soluzioni sono 2 (come da manuale babel):
    “prova”
    o
    “”prova” (mi sono permesso di correggere nella tua citazione l’errore di battitura che avevi già segnalato)
    con la seconda soluzione mi evito il backtick e quindi il fastidio dell’Alt+096..fatto sta che io uso
    \usepackage[italian]{babel}
    ed ho spuntato il file ithyph.tex nelle option di Miktek, ma lo shortcut “” continua a non produrre risultati..il backtick invece si mantiene efficace come sempre..seppur latitante dalla tastiera.

    Intanto per le virgolette chiuse è meglio usare due volte l’apostrofo:
    `””prova''`
    (sono nove caratteri in tutto). Il seguente documento
    `\documentclass[a4paper]{article}
    \usepackage[italian]{babel}
    \begin{document}
    “”prova''
    \end{document}`
    dà il risultato cercato. Probabilmente stai facendo qualcosa che non hai detto. 🙂

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Utilizzo \underline #18492
    Up
    0
    Down
    ::

    Grazie per il suggerimento. Ho caricato un’immagine del risultato per avere un parere:

    Mi sembrano spesse ma probabilmente è una mia impressione errata e sono perfette.

    Secondo me sono artefatti dovuti al visualizzatore PDF; prova a ingrandire al massimo.

    Mi spiegheresti come usare l’argomento opzionale?

    \Overbar{x} fa in modo che la barra non copra del tutto la x, lasciando un piccolo margine a sinistra e a destra. Con caratteri diversi può essere necessario correggere la dimensione di questo “gap”: \Overbar[2]{B} produce un gap doppio di prima. Puoi usare anche decimali.

    Un ultima cosa, come si vede dalla figura le parentesi sono più corte rispetto alla sottolineatura, che tipo di parentesi di conviene usare? ho letto che l’utilizzo di \left e \right è sconsigliato, mi conviene usare \bigl?

    Non mi pare che siano troppo corte. Lascerei così anche nel caso in cui la lettera sottolineata e sopralineata abbia ascendenti o discendenti; il “rimedio” con \big o \Big sarebbe peggiore del male.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Utilizzo \underline #18490
    Up
    0
    Down
    ::

    Ciao a tutti!
    Vorrei ottenere una rappresentazione dell’intervallo reale. Utilizzo questa espressione:
    `$\mathbf{x} = [\underline{x},\overline{x}]$`
    Il problema è che le sottolineature e sopralineature sono estremamente spesse, in particolare se confrontate con la larghezza della parentesi quadra. Esiste un modo per ottenere delle sotto e sopra lineature più fini?

    Lo spessore mi pare giusto. Piuttosto potresti voler modificare \overline e \underline:
    `\newcommand{\Overline}[2][1]{%
    {}\mkern#1mu \overline{\mkern-#1mu #2 \mkern-#1mu}\mkern#1mu {}}

    \renewcommand{\Underline}[2][1]{%
    {}\mkern#1mu \underline{\mkern-#1mu #2 \mkern-#1mu}\mkern#1mu {}}`
    in modo da evitare il problema noto di \overline e \underline di “riempire tutto lo spazio disponibile”. L’argomento opzionale serve per poter aggiustare meglio il margine “non riempito”.

    Non mi sembra una notazione molto chiara, in ogni caso.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Sitografia #18420
    Up
    0
    Down
    ::

    Grande Enrico: ora va!

    Un’ultima cosa: come si fa a mettere la sitografia immediatamente sotto la bibliografia? Ora ho il termine della bibliografia e poi, in una nuova pagina, la sitografia ma preferisco avere tutto insieme nella stessa pagina: è possibile?

    Sono due capitoli, se usi la classe book. Un possibile “workaround” dovrebbe essere questo: lasci tutto come sta nel preambolo e quando arrivi alla bibliografia-sitografia scrivi
    `\cleardoublepage
    \begingroup
    \addcontentsline{toc}{chapter}{Bibliografia e Siti consultati}
    \chapter*{Bibliografia e Siti consultati}
    \let\chapter\section
    \begin{thebibliography}{99}
    \bibitem{…} …
    …
    \end{thebibliography}

    \begin{thesitography}{99}
    \bibitem{…} …
    …
    \end{thesitography}

    \endgroup`
    Avrai due sezioni separate, una intitolata Bibliografia, l’altra “Siti consultati”. Ma, secondo me, è meglio averle come capitoli diversi.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Verbatim in ambiente footnote #18383
    Up
    0
    Down
    ::

    il comando `\string` produce in output il suo argomento senza interpretarlo, è corretto?

    Circa. Ma l’argomento è il token che segue, quindi mai metterlo tra graffe. Ciò che è prodotto da \string\pippo e da \string{\pippo} è ben diverso: il primo produce la stringa \pippo fatta di caratteri, il secondo dà un messaggio di errore, due se \pippo non è definito.

    Per la precisione \string produce la rappresentazione “testuale” del ; se questo è un token carattere (che non sia di categoria 10, gli spazi sono ignorati dopo una sequenza di controllo, di categoria 5, per lo stesso motivo, di categoria 9, carattere ignorato, categoria 14, commento) viene prodotto quel carattere con codice di categoria 12; se è un token simbolico, viene prodotta la stringa di caratteri (tutti di categoria 12) che ne rappresenta il nome preceduto dal carattere (sempre di categoria 12) numero \escapechar (di solito la barra rovescia).

    La distinzione è irrilevante se usiamo \string per produrre testo da mandare in output; può essere rilevante se usiamo \string per passare qualcosa a una macro.

    Lo stesso accade con certi usi di \the.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Apostofi in latex #18435
    Up
    0
    Down
    ::

    lo puoi trovare sul Texbook capitolo 9!

    Direi di no. C’è solo un riferimento a “\l”, quando si dice che serve a produrre la “l soppressa” del polacco.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Sitografia #18418
    Up
    0
    Down
    ::

    Ti illustro meglio:

    sezione del preambolo:
    `
    \mainmatter
    \pagestyle{fancy}

    \input{cap1}
    \input{cap2}
    \input{cap3}
    \input{cap4}
    \input{cap5}
    \input{cap6}
    \input{cap7}
    \input{cap8}

    \input {biblio}

    %\makeatletter
    \let\@orig@endthebibliography\endthebibliography
    \renewcommand\endthebibliography{%
    \xdef\@kept@last@number{\the\c@enumiv}%
    \@orig@endthebibliography}

    \newenvironment{thesitography}[1]
    {\def\bibname{Siti consultati}%
    \thebibliography{#1}%
    \setcounter{enumiv}{\@kept@last@number}%
    }
    {\@orig@endthebibliography}
    \makeatother`

    Mentre nel file biblio.tex ho trascritto esattamente quello che hai scritto tu:
    `\begin{thebibliography}{99}
    \bibitem{PMBOK} Project Management Institute, \emph{“ciao''}, 2000.
    \end{thebibliography}

    \begin{thesitography}{99}
    \bibitem{io} \texttt{www.io.it}
    \end{thesitography} `

    Il preambolo è ciò che sta tra \documentclass[…]{…} e \begin{document}. Non commentare \makeatletter, mi raccomando.

    Qui hai definito l’ambiente da usare dopo averlo chiamato: è ovvio che non può funzionare, no?

    Ciao
    Enrico

Stai visualizzando 15 risposte – dal 11,191 al 11,205 (di 13,205 totali)

Go to top▲