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Buongiorno a tutti,
sto preparando la mia tesi di laurea in ingegneria edile-architettura
e il mio relatore mi ha convinto ad utilizzare latex.Ho scaricato tutti i manuali possibili, da quelli generali a quelli piu’ specifici,
e piano piano sto cercando di sirolvere i problemucci che incontra
un principiante al suo primo utilizzo con latex,
e mi sto promettendo di NON DISTURBARVI per futili motivi.Ma la mia domanda è molto generale e non ho trovato nulla a riguardo:
“Io devo compilare l’intera tesi o salvare file capitolo per capitolo e poi “montarla” in seguito? Io su quale file lavoro (il mio test editor è TexnicCenter), quello dell’editor, o sul pdf?”Quello che vorrei sapere è, in poche righe, l’iter da seguire durante la stesura… Nel senso: io lavoro sempre sullo stesso file di Tex e poi valuto l’impaginazione o ogni volata devo scrivere un pezzettino, provare a costruirlo, visualizzarlo e se tutto va bene tornare al file di Tex e proseguire?
L’impaginazione è l’ultimissima cosa da controllare. Tieni sempre in mente questa direttiva: l’impaginazione è l’ultimissima cosa da controllare. Se vuoi te la ripeto, ma penso che non serva. 🙂
Davvero, non devi preoccupartene: LaTeX fa un lavoro egregio. Concentrati sul contenuto, che è la faccenda fondamentale.
Per quanto riguarda l’organizzazione del lavoro: puoi dividere il tuo testo nei vari capitoli, un file per ciascuno. Ci pensa LaTeX ad assemblarli con la tipica struttura del “main file”:
`\documentclass[a4paper]{book}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[latin1]{inputenc}
%%% altri pacchetti che servano %%%%%% comandi personalizzati %%%
\begin{document}
\title{…}
\author{…}
\maketitle\frontmatter
\tableofcontents
%%% altri indici generali %%%\mainmatter
\input{intro}
\input{…}
\input{…}
…\end{document}`
Così puoi scrivere separatamente ciascun capitolo. Finché non sono scritti puoi commentare la relativa riga di \input.Ciao
Enrico
17 Ottobre 2007 alle 20:39 in risposta a: come togliere il numero di pagina alla prima pagina #17788::Grazie.
Dato che ho utilizzato per la mia prima pagina (intestazione del documento) una struttura del tipo:
`\title{
\vspace{-2.5 cm}
\begin{figure}[htdp]
\centerbmp{6cm}{2cm}{Unical.bmp}
\end{figure}
\vspace{0.5cm}
\begin{Huge}
UNIVERSITA' DELLA CALABRIA\\
…
…
}\date{}
\maketitle
\tableofcontents
\newpage`
utilizzando \thispagestyle{empty} il numero della pagina viene tolto alla prima pagina del \begin{document} (successiva all’intestazione reale del mio documento).Ho provato a inserire \thispagestyle{empty} all’interno dell’intestazione (dentro \title{ }) ma non toglie il numero della pagina.
Direi di no. Non funziona.
Ma perché non provare a metterlo subito prima di \newpage?
E togli quell’ambiente figure dal titolo, ti prego. 🙂 Quell’istruzione \colorbmp può andare ovunque, l’ambiente figure è per illustrazioni fuori testo.
Ciao
Enrico
::Salve,
ho questa parte di documento che viene visualizzata in maniera strana:
`\begin{lstlisting}
.
\end{lstlisting}\textbf{\lstinline{
}} rappresenta il fonema di base per il \textit{decision tree} e \textbf{\lstinline{ }}, che può essere “l'', “r'', “f'' o “n'', che stanno rispettivamente per left-context, right-context, full-context e no-context, specifica a quale contesto sono applicate le domande.` Ecco come mi appare:
La prima riga, trattandosi di codice, è giusto che abbia lo sfondo grigio in quel modo, anche perché l’ho specificato io. Non mi spego invece perché appaia anche nella terza riga, che è del testo normale.
Cosa potrebbe essere?
Immagino che abbia a che fare con l’a capo. Secondo me, scomodare listings per queste cose è un po’ eccessivo.
`\newcommand{\synt}[2][\bfseries]{%
\mbox{\normalfont#1$\langle$#2$\rangle$}}
\newcommand{\greyline}[1]{\par\addvspace{\medskipamount}
\noindent\colorbox[gray]{.8}{\rlap{\ #1}\hspace{\columnwidth}\hspace{-2\fboxsep}}%
\par\medskip\nobreak}`
Il tuo input può diventare:
`\greyline{\synt[]{phoneme}.\synt[]{context}}
\synt{phoneme} rappresenta il fonema di base per il \emph{decision tree}…`
Più pulito che con listings e dando \textbf fuori. L’argomento opzionale di \synt è una dichiarazione (o niente) del font che vuoi usare.Ciao
Enrico
::Il sistema operativo è Windows.
Il LateX è PcTeX5Evaluation.
Ho installato il basic-miktex-2.6.
Ho caricato attraverso il tasto +: europecv.
Sembra che le operazioni le abbia fatte tutte.
Però quando riprovo a fare il typeset mi fa il solito errore: “Not found europecv.cls”.PCTeX è una distribuzione (commerciale) di TeX; MikTeX è un’altra distribuzione di TeX. Non serve a nulla aggiungere pacchetti a MikTeX e poi usare il compilatore di PCTeX, perché questo va a guardare la sua struttura dei file.
Non direi nemmeno tanto in giro che usi una versione di valutazione di un prodotto commerciale molto tempo dopo la scadenza; che sia scaduto il tempo è evidente, dato che esiste già da un po’ la versione 6 di PCTeX. Hai due scelte: abbandonare PCTeX per una distribuzione “free” oppure comprare la versione 6 di PCTeX (non faresti male, Lance Carnes è un amico e un grande sostenitore di TeX; la versione normale costa solo 79 dollari, mi pare siano 350 per una licenza dipartimentale).
Ciao
Enrico
::Scusa Enrico… una delucidazione…
Ho scritto i file bibliografici in due file differenti, vorrei che tu mi indicassi dove sbaglio… il codice che scrivo è:
`
\begin{filecontents}{biblio.bib}
\include{libri} o \input{libri}
\end{filecontents}
\begin{filecontents}{siti.bib}
\include{web} o \input{web}
\end{filecontents}\documentclass{book}
…`Provo a compilare i file biblio.bib e siti.bib con bibtex, ma non va e l’errore che mi ritorna è:
I couldn’t open file name ‘….\biblio.aux’
Please type input file name (no extention) — bibtex.exe: Bad file descriptoril mio file biblio.bib esce così:
%% LaTeX2e file `biblio.bib’
%% generated by the `filecontents’ environment
%% from source `tesi’ on 2007/10/17.
%%
\include{libri}Devo salvare i file libri e web come .tex, invece che come .bib???
Ho provato anche questa via, ma non mi fa quello che desidero… grazie comunque per il tempo dedicatomi…Ah visto che ci sei ho un altro problemino che ho già esposto qui grazie mille ancora!!! 😳 😉
No, no! L’ambiente filecontents serve per includere nel documento principale un file che, alla compilazione, viene scritto se già non esistente. Se hai già i tuoi file, puoi tranquillamente dimenticartene.
Ciao
Enrico
::Mi stavo chiedendo se il segno di sottrazione (come in 10-5) e il segno di numero negativo (come in -1) debbano venire rappresentati tipograficamente allo stesso modo. A gusto estetico mio, mi verrebbe da rendere il segno di numero negativo più piccolo, ma non so quale sia la convenzione.
Se in effetti sono diversi, come faccio in LaTeX a indicare un numero negativo?
Il prof. B. D’Amore, che insegna Matematiche Complementari a Bologna, sottolinea la differenza scrivendo la sottrazione come $10-5$ e il numero negativo con (qualcosa come) ${}^{-}5$. Non so se sia una notazione “sua” personale, o se sia diffusa, ma propendo per la prima ipotesi (anche tenendo conto dell’intervento di Enrico). Ad ogni modo, nei suoi libri, editi per lo più dalla casa editrice Angeli, la notazione è quella.
La spiegazione richiede un piccolo intervento off topic, ma penso possa interessare. Parliamo solo dei numeri interi, per non andare troppo in là.
L’esigenza di eseguire operazioni con i numeri “relativi” è antica. È intuitivo che per sommare un debito a un credito si debba eseguire una sottrazione; il risultato sarà un debito o un credito a seconda di quale cifra sia maggiore. Pacioli, se non ricordo male, insegnò a indicare i debiti in rosso e i crediti in nero, usanza ancora viva nei modi di dire (andare in rosso). Emerge presto l’idea che a ogni numero “positivo” è associato un numero “negativo” (i nomi non sono dati a caso, discendono proprio dall’associazione dei positivi con i crediti e dei negativi con i debiti). Ovviamente, denotare con colore diverso i numeri negativi non è fattibile a stampa o richiede grandi spese.
Come evitare la colorazione? Appiccicando ai numeri negativi un contrassegno, e quale migliore del segno di sottrazione? In questo modo si ottengono varie semplificazioni: quel segno “meno” davanti a un numero denota l’opposto di quel numero e può essere usato anche davanti a una lettera per indicare l’opposto del numero denotato da quella lettera, sia esso positivo o negativo; si può evitare di definire un’operazione di sottrazione, sottintendendo un segno di addizione davanti a ciascun segno “meno” (non iniziale)
a – b = a + (-b)
e questo evita i problemi dovuti alla non associatività della sottrazione.
Quando però si presenta il problema di introdurre i numeri negativi ai ragazzini delle medie, è importante fissare prima il concetto che a ogni numero positivo è associato un ben determinato numero negativo; si estendono le operazioni fra numeri positivi a questo nuovo insieme numerico e, a questo punto si scopre che non serve usare contrassegni speciali (come il piccolo meno in alto a sinistra), ma basta indicare un numero negativo come l’opposto di un numero positivo (unico).
Prodi, in un testo per il biennio superiore, usa frecce sotto i numeri: a destra per quelli positivi, a sinistra per quelli negativi. Io sono propenso a considerare migliore questo approccio che quello di D’Amore che secondo me non chiarisce bene ciò che si fa: prima vengono i numeri negativi, poi si può introdurre la sottrazione fra numeri interi e ancora dopo si elimina la sottrazione a favore di “sommare l’opposto”.
Per chi ha superato lo stadio introduttivo, non c’è più bisogno di notazioni diverse: il “meno” è un operatore unario e si conviene di sottintendere un “più” nei casi come quello già descritto. Quindi non ci sono due simboli, ma uno solo.
Ciao
Enrico
::Mi stavo chiedendo se il segno di sottrazione (come in 10-5) e il segno di numero negativo (come in -1) debbano venire rappresentati tipograficamente allo stesso modo. A gusto estetico mio, mi verrebbe da rendere il segno di numero negativo più piccolo, ma non so quale sia la convenzione.
Se in effetti sono diversi, come faccio in LaTeX a indicare un numero negativo?
Il “segno di sottrazione” e il “segno di numero negativo” sono lo stesso simbolo, per motivi storici e matematici.
Ciao
Enrico
::Grazie Enrico… E anche il problema del linguaggio l’ho risolto…
Sto cominciando a capire 😀Ma se aggiungo i pacchetti
`\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{lmodern}`
non cambia il font di tutto il documento?!Se usavi i font standard (Computer Modern), non c’è differenza.
Comunque non ho capito come fare il typewriter bold, una volta cambiato il font:
se aggiungo in `\lstset{…keywordstyle=\bfseries}` non cambia nulla…Non c’è tantissima differenza fra i caratteri neri e quelli medi, in effetti. Ma c’è.
Dovresti provare in stampa che cosa succede. Altrimenti puoi usare
`basicstyle=\fontfamily{pcr}\small`
che sceglie il font Courier che ha un nero nettamente più marcato del medio.Per i luximono c’è il pacchetto luxi per MikTeX.
Ciao
Enrico
::mmm…a dire il vero non è che mi hai semplificato il lavoro! Cioè, ora ho gli strumenti per fare le mappe di Karnaugh (e te ne sono grata)…devo solo trovare la voglia e l’intelligenza necessaria a capire come funziona il tutto..nessun aiutino?
Ho semplicemente cercato “Karnaugh” sul catalogo di CTAN; ho una vaghissima idea di che cosa siano le mappe di Karnaugh, ma mi pare che la documentazione sia abbastanza chiara al riguardo, almeno per chi sappia che cosa sono.
Ciao
Enrico
::Adesso il codice relativo al listings è:
`\usepackage{listings}
\lstloadlanguages{Java} \lstset{basicstyle=\small\ttfamily, frame=single, extendedchars=true, breaklines=true, commentstyle=\itshape}
\addto\captionsitalian{%
\renewcommand{\lstlistingname}{Listato}}
\addto\captionsitalian{%
\renewcommand{\lstlistlistingname}{Elenco dei listati}}
`
e posso inserire un listato semplicemente con:
`\lstinputlisting{esempio1.java}`PROBLEMA 1): `commentstyle=\itshape` viene ignorato, ovvero il testo è tutto tipo macchina da scrivere. C’è da usare un pacchetto particolare nel caso di Java, visto che l’esempio era per Pascal?!
Devi anche dichiarare il linguaggio che usi. Se usi solo Java puoi metterlo in \lstset, altrimenti nelle opzioni di \lstinputlisting: “language=Java”
PROBLEMA 2): Ho letto (pag, 53 guida al pacchetto listings) che:
How to get bold typewriter type keywords
Use the LuxiMono package available from CTAN/fonts/luximono.Vorrei sapere è ciò che devo fare io visto che desidero avere le parole chiave sempre nel carattere tipo macchina da scrivere ma in grassetto e non so come fare. Nel caso che debba seguire queste indicazioni, nel Package Manager il pacchetto luximono non c’è. Come faccio a recuperarlo dopo che l’ho scaricato zippato? 🙁
Puoi usare i font Latin Modern che sono simili ai Computer Modern e hanno il Typewriter Type anche nero.
`\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{lmodern}`
Ciao
Enrico
::1) Non è che ci sono pacchetti che vanno in conflitto?!
2) Comunque, purtroppo, ~ viene accettata all’interno del comando \url{} ma risulta comunque un po’ in alto rispetto al carattere, non proprio a metà come vorrei io.
3) Dato che devo inserire alcuni link anche nella bibliografia, mi consigliate di usare il comando \url{} “puro” (risulta un carattere tipo macchina da scrivere) oppure di cambiare? Se è meglio cambiare carattere, come?
Per adesso ogni item della bibliografia è composto così:
`\bibitem{…} \textsc{Autori} \textit{Titolo} Casa editrice, anno. \url{http://…}`(1) Hai provato? Non dovrebbero essercene.
(2) La tilde ha quel disegno nel font cmtt. Prenditela con Knuth. 🙂
(3) Usa quel tipo di carattere, aiuta a distinguere fra una parte e l’altra.
Ciao
Enrico
::Ciao a tutti!
E’ la prima volta che scrivo direttamente, visto che me la sono sempre cavata andando a vedere i vecchi topic. Molto probabilmente si tratta di un problema stupido o già trattato, però questa volta non riesco proprio a venirne a capo.
Devo scrivere delle relazioni per un laboratorio di elettronica all’interno delle quali dovrei riportare anche le mappe di Karnaugh per la minimizzazione delle funzioni booleane. Esiste un modo per rappresentare le mappe di Karnaugh (con tanto di raggruppamenti interni) o devo farle a mano ed inserirle come figure?
Grazie…Esiste un pacchetto su CTAN che fa ciò che chiedi. Si chiama karnaugh (è un link da dove lo puoi scaricare). Ti basta installare kvmacros.tex da qualche parte (anche nella stessa cartella del documento, provvisoriamente), leggere la documentazione ed è fatta.
Ciao
Enrico
::Ciao,
utilizzo tex su un Mac, ho installato il pacchetto mactex e uso come editor texshop.
Ho dovuto utilizzare il pacchetto rotating che permette di ruotare le tabelle in modo da farle entrare in un foglio a4.
Con texshop, una volta compilato (tex + ghostscript), vedo l’articolo con orientamento normale (verticale), quando arrivo alla tabella in questione, vedo la pagina automaticamente con orientamento orizzontale. Ciò facilità la lettura quando guardo il file dvi (non devo ruotare la testa per leggere), ma crea dei problemi nel pdf: se vado a stampare, la tabella in questione non viene stampata correttamente. La pagina tabella mantiene l’orientamento orizzontale, la tabella non viene di fatto girata e esce dai margini. E’ come se il pacchetto ruotasse la pagina invece che la tabella.
La cosa mi succede anche con il file di esempio del pacchetto
Con windows non avevo problemi.Se invece converto le figure in pdf e compilo con pdftex tutto fila liscio.
dato che vorrei continuare i file eps, qualcuno potrebbe aiutarmi?
Che ti hanno fatto di male i pdf?
Ciao
Enrico
::CIao,
Se un sito web che voglio citare contiene il carattere tilde, come faccio a riportarlo correttamente?
La tilde dei siti web non sta in alto, ma a metà carattere, quindi ho provato con $\sim$… Tuttavia non mi piace troppo questa soluzione, anche perchè quando poi creo il pdf, Adobe consente di cliccare direttamente sui siti, ma quando c’è la tilde (fatta con \sim) il browser non riporta ~ (ma %18!) e quindi non funziona. 🙄Pacchetto url; se usi già hyperref, hai il comando \url{…} necessario.
Ciao
Enrico
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