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Ciao!
Ho usato questo codice, trovato su internet, per avere un rientro davanti a tutte le righe delle note a piè di pagina.
`\makeatletter
\newlength{\myFootnoteWidth}
\newlength{\myFootnoteLabel}
\setlength{\myFootnoteLabel}{1em}% <-- can be changed to any valid value \renewcommand{\@makefntext}[1]{% \setlength{\myFootnoteWidth}{\columnwidth}% \addtolength{\myFootnoteWidth}{-\myFootnoteLabel}% \noindent\makebox[\myFootnoteLabel][r]{\@makefnmark\ }%\makebox \parbox[t]{\myFootnoteWidth}{#1}% }` Con questo comando però Latex non mi divide più su due pagine le note troppo lunghe e così si creano degli spazi vuoti sulla pagina che mi sembrano un po' brutti. Come faccio per far sì che Latex spezzi la nota come fa normalmente su due pagine se è troppo lunga ed eliminare quegli spazi vuoti? Va bene anche un altro codice che fa rientrare tutte le righe delle note, che non crei questi spazi vuoti sulla pagina.È il problema di riciclare codice che non si comprende.
Dal momento che tutto il testo della nota è messo dentro una \parbox, è evidente che non può più essere spezzato. Se prometti di non usare liste dentro le note (ambienti enumerate, itemize, description, center, flushleft e flushright), puoi ottenere il risultato che cerchi così:
`\makeatletter
\newlength{\myFootnoteLabel}
\setlength{\myFootnoteLabel}{1em}% <-- can be changed to any valid value \renewcommand{\@makefntext}[1]{% \noindent\makebox[\myFootnoteLabel][r]{\@makefnmark\ }%\makebox \hang\myFootnoteLabel #1% }` Ma, secondo me, sprechi spazio. Il pacchetto bigfoot fa questo e altro. Ciao Enrico::Capisco il tuo punto di vista, Enrico 😉 Volevo chiedere, per caso sapete in quali casi il pacchetto xspace potrebbe non funzionare a dovere?
Fino ad ora io l’ho utilizzato in comandi semplici. Per esempio, nella mia tesi mi stufavo a scrivere un’espressione chimica e quindi mi sono scritto un comando:
`\newcommand{\LiNbO}{$\text{LiNbO}_3$\xspace}`
una cosa molto semplice…e questo comando veniva utilizzato solo in ambienti di testo. Mi dovrei aspettare problemi anche per un uso di questo tipo?In generale no, ma consulta la documentazione di xspace per capirne di più. Sinceramente, io preferisco mettere gli spazi dove devono andare.
Il tuo comando dovrebbe essere più correttamente definito come
`\newcommand{\LiNbO}{\textup{LiNbO}$_3$\xspace}`
perché i simboli degli elementi chimici vanno, che io sappia, sempre in tondo (aste diritte, per intenderci). Con \text questo può non avvenire, se il comando compare in un contesto corsivo.Ciao
Enrico
::Salve a tutti,
ho dato un occhiata alla documentazione ed ai post, ma purtroppo non ho capito come risolvere il “problema”:
ho creato una serie tabelle (sono 8 ) e, prima di esse, devo inserire un disegno.
Ho inserito il codice relativo al disegno da inserire prima della prima tabella, ma latex me lo posiziona dopo di essa (ma prima delle restanti tabelle).
Probabilmente il programma posiziona in questo modo il disegno poichè è la posizione migliore (infatti, la sezione si trova verso la fine della pagina e posizionando la tabella prima, lo spazio viene sfruttato meglio).Il problema è che, necessariamente, devo posizionare il disegno prima del resto.
Vi posto il codice fino alla prima tabella
`…
\end{tabular}\\\\`Vi chiedo cortesemente se potete darmi una mano per risolvere questo inghippo.
La figura non deve essere considerata come un oggetto mobile. In tal caso non userei mai una didascalia, ma se proprio insisti, puoi usare il pacchetto caption e procedere così:
`\begin{center}
\includegraphics[…]{…}
\captionof{figure}{testo della didascalia}
\begin{tabular}{…}
…
\end{tabular}
\end{center}`
Naturalmente rischi che l’impaginazione sia terribile.Vedo che non ascolti i consigli su come impostare le tabelle. 👿
Non importa, fa’ come ti pare. Ma di sicuro togli quella orrenda sequenza di quattro barre rovesce. Non si fa così per avere una spaziatura fra due parti del documento, si deve usare un comando come \medskip.
Ciao
Enrico
::passo ad article, allora.
per l’altro problema… aveva cominciato a darmi lo stesso errore anche con la riga eliminata. ho chiuso e riaperto il compilatore e ora non dà più errore anche se la riga resta… bah… se va bene a lui…
comunque, quella riga non serviva per usare i caratteri accentati come da tastiera? se sì perchè quando l’ho levata non è cambiato nulla?
Senza sapere qual è l’errore, è difficile dare una risposta, non credi? Quanto alla ininfluenza del pacchetto, la risposta è facile: il tuo sistema operativo usa la codifica latin1 e hai caricato il pacchetto fontenc con l’opzione T1 (ho indovinato?). La codifica T1 dei font è molto simile alla latin1, ma non identica. La maggior parte delle lettere accentate, però, è nello stesso posto.
Ciao
Enrico
::Dalla Not so short:
I comandi \clearpage e \cleardoublepage ordinano a LaTeX di stampare immediatamente tutti gli oggetti mobili rimasti nelle code e cominciare una nuova pagina. \cleardoublepage va ad una nuova pagina dispari.
Se devo essere sincero, non so dirti di preciso perché con quel comando la numerazione delll’indice vada a posto: aspettiamo la spiegazione di un esperto.
Non studi abbastanza! 🙂
Con l’opzione oneside \cleardoublepage e \clearpage sono equivalenti; con l’opzione twoside, \cleardoublepage non solo azzera le code degli oggetti mobili e ordina un cambio pagina, ma emette anche una pagina vuota se ci si dovesse trovare a una pagina pari.
Dunque, mettendo \cleardoublepage prima di \addcontentsline, ordiniamo a LaTeX di portarsi a una nuova pagina destra (in oneside tutte sono destre) e \addcontentsline è così capace di assegnare il numero di pagina corretto per la bibliografia che comincerà proprio su quella pagina.
Ciao
Enrico
::Un attimo, forse non mi sono spiegato bene…
Partendo dal newtheorem sovradefinito, se chiamerò:
`\begin{PROB} … \end{PROB}`
avrò come risultato:
Problema 1.1.1 …
Per altre due chiamate avrò un incremento dell’ULTIMO numero, cioè una successione:
Problema 1.1.2 …, Problema 1.1.3 …
A questo punto vorrei dare due formulazioni diverse delle stesso problema, quindi non vorrei un Problema 1.1.4 e un Problema 1.1.5, ma un Problema 1.1.4a e un Problema 1.1.4b. Ora, se io volessi fare questa cosa con due equazioni, sarebbe sufficiente racchiuderle dentro un sovraenvironment `\begin{subequations} … \end{subequations}` Che cosa bisogna fare invece per ottenere questo risultato con i newtheorem? Chiaramente, per le chiamate successive, vorrei si ripristinasse la numerazione di default, cioè:
Problema 1.1.5 …, Problema 1.1.6 …, etc.
Imitiamo la definizione di subequations
`\makeatletter
\newcounter{parentenv}
\newenvironment{subnumber}[1]
{\refstepcounter{#1}%
\protected@edef\theparentenv{\csname the#1\endcsname}%
\setcounter{parentenv}{\value{#1}}%
\setcounter{#1}{0}%
\expandafter\def\csname the#1\endcsname{\theparentenv\alph{#1}}%
\def\keep@argument{#1}%
\ignorespaces
}{%
\setcounter{\keep@argument}{\value{parentenv}}%
\ignorespacesafterend
}
\makeatother`
Come si usa?
`\begin{subnumber}{PROB}
\begin{PROB}
Sottoproblema a
\end{PROB}
\begin{PROB}
Sottoproblema b
\end{PROB}
\end{subnumber}`
Ciao
Enrico
::Salve a tutti gli utilizzatori del forum,
Ho una piccola curiosità sul comando input che non sono riuscito a trovare sulla “(mica tanto) breve introduzione a LaTeX2e” e anche su altri manuali. Esiste un modo per comunicare a LaTeX che i file da includere con input sono in una determinata cartella un po’ come si fa con
`\graphicspath{{cartella/}}`
per includere le cartelle con le immagini.La possibilità ci sarebbe, ma è assai sconsigliabile. Di fatto non vedo tanti problemi a scrivere
`\input{cartella/file}`
che fra l’altro rende il codice meno criptico. Altrimenti, un bel comando e via:
`\newcommand{\myinput}[1]{\input{cartella/#1}}`
Se vuoi che LaTeX si cerchi il file da sé senza dirgli dove esplicitamente, meglio agire sulla shell:
`export TEXINPUTS=:cartella1//:cartella2//`
se i tuoi file stanno in cartelle con quei nomi. Se usi Windoze, non saprei proprio che dirti. Nei migliori front end che girano sotto *nix, c’è la possibilità di passare le variabili d’ambiente alla shell che esegue le compilazioni.Ciao
Enrico
::Occorre però ricordare che lo stile inglese prevede che le abbreviazioni “i.e.” e “e.g.” siano sempre seguite dalla virgola. Quanto a “w.r.t” o “w.l.o.g.”, niente da fare! Non vanno usate mai e poi mai se non alla lavagna.
Ciao Enrico,
grazie per le note stilistiche!
Ho inserito lo spazio dopo quelle abbreviazioni ovunque nel testo… ora mi fiondo a correggerle. 😯
E vado anche ad espandere le abbreviazioni “w.*”, non sapevo che non si potessero usare negli scritti!Sempre in tema di abbreviazioni, “et al.” dovrebbe essere seguita da uno spazio insecabile, giusto?
Al momento la sto scrivendo così:
`Tizio \emph{et al.}~think …`
Non ricordo di altre abbreviazioni da aggiungere per ora.Non è che sia vietato usare w.r.t. e simili, è brutto. Che è peggio. 🙂 Come diceva uno non ricordo a proposito di che cosa, “è peggio che un errore, è stupido”.
Su “et al.” consiglierei, se lo usi spesso, qualcosa come
`\newcommand{\etal}{\emph{et~al.}}`
e di far seguire il comando \etal o da {} se capita a fine periodo o da ~ se è nel discorso. Nei casi in cui dovesse dare problemi di “Overfull \hbox”, se proprio non c’è altro da fare, potrai sostituire “~” con “\ “. Non separerei mai le due componenti di “et al.”.Ciao
Enrico
::Usa lo spazio insecabile:
`Prof.~Enrico Gregorio`Personalmente, quelle abbreviazioni non mi piacciono molto (scriverei semplicemente “ad esempio” o “for example”), ma è probabilmente una questione di gusti.
Per le abbreviazioni di quel tipo la soluzione è giusta. Occorre però ricordare che lo stile inglese prevede che le abbreviazioni “i.e.” e “e.g.” siano sempre seguite dalla virgola. Quanto a “w.r.t” o “w.l.o.g.”, niente da fare! Non vanno usate mai e poi mai se non alla lavagna.
Ciao
Enrico
::usando pdflatex mi da l’errore con il logo che ho riportato sopra, per questo uso dvipdfm, se sai anche come risolvere il problema con l’immagine, che è .eps, te ne sarei grato.
Discussione fatta ormai mille volte. Ci sono millanta programmini che trasformano un eps in un pdf. Se poi l’eps proviene da un’immagine jpeg, meglio inserire questa direttamente con pdflatex.
Ciao
Enrico
::Salve a tutti, ho la necessità di eliminare le testatine prodotto da fanchy dalle pagine dell’indice. Per il sommario ho risolto con \thispagestyle{plain} prima di \include{sommario}; con l’indice non funziona.
Grazie
Questa è il comando utilizzato per generare le testatine:
\pagestyle{fancy}
\renewcommand{\chaptermark}[1]{\markboth{#1}{}}
\renewcommand{\sectionmark}[1]{\markright{\thesection\ #1}}
\fancyhf{}
\rhead{\scshape\footnotesize\nouppercase{\rightmark}}
\lhead{\scshape\footnotesize\nouppercase{\leftmark}}
\cfoot{\thepage}
\renewcommand{\footrulewidth}{0.4pt}`\begingroup
\pagestyle{plain}
\tableofcontents
\cleardoublepage
\endgroup`
Ciao
Enrico
::Ciao, ho delle difficoltà che non riesco a risolvere.
Sto cercando di realizzare una tabella molto grande (il testo da cui l’ho presa riesce a visualizzarla in orizzontale), che ho deciso di mettere in verticale.`
\begin{sidewaystable}%\begin{table}
\begin{tabular}{|r|l|rrr|rrrr|rrrr|}
%TITOLO
\hline
\multicolumn{13}{|c|}{\textbf{Distribuzione utenti alcoldipendenti}}\\\hline
%SOTTOTITOLI
\textbf{ASL} & \textbf{Ser.T} & \multicolumn{3}{|c|}{\textbf{Nuovi utenti}}& \multicolumn{4}{|c|}{\textbf{Utenti gi\`a in carico}} & \multicolumn{4}{|c|}{\textbf{Totale utenti}}\\& & maschi & femmine & Tot & maschi & femmine & Tot & \% & maschi & femmine & Tot & Tasso stat.\\
\hline%RISULTATI
1 & \emph{Totale} & \textit{49} & \textit{18} & \textit{67} & \textit{177} & \textit{55} & \textit{232} & \textit{77.6} & \textit{226} & \textit{73} & \textit{299} & \textit{114.19}\\
& V. Passalacqua & 11 & 3 & 14 & 54 & 17 & 71 & 83.5 & 65 & 20 & 85 & 100.79\\
& V. Lombroso & 11 & 3 & 14 & 19 & 6 & 25 & 64.1 & 30 & 9 & 39 & 65.36\\
& V. Montevideo & 15 & 7 & 22 & 49 & 21 & 70 & 76.1 & 64 & 28 & 92 & 118.88\\
& V. Farinelli & 12 & 5 & 17 & 55 & 11 & 66 & 79.5 & 67 & 16 & 83 & 207.56\\
\hline%ALTRI DATI (7-10)
\end{tabular}
%\label{tab:epidemiologia}
%\caption{Distribuzione utenti alcoldipendenti relativi alle 1-10 di Torino aggiornata al 2004}
%\end{table}\end{sidewaystable}
`Uso come editor TeXmaker per Wxp con Miktex 2.6, il QuickBuild usa latex->dvipdfm
il mio preambolo è:
`
\documentclass[11pt,trieste]{toptesi}
\usepackage{rotating}
`Ho deciso di togliere il TITOLO della tabella e mettere un caption; girando un po per la rete ho trovato questi:
http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=3071
http://www-h.eng.cam.ac.uk/help/tpl/textprocessing/latex_advanced/node23.html
così ho scoperto che dovevo usare Table. Usando Table non mi compila più, mi restituisce il seguente errore[12]
! LaTeX Error: Not in outer par mode.
See the LaTeX manual or LaTeX Companion for explanation.
Type Hfor immediate help.
Volevo premere H per vedere cosa consigliava solo che se lo faccio da cmd :
latex tesi.tex
mi restituisce:
! LaTeX Error: File `imgs/logounito’ not found.
See the LaTeX manual or LaTeX Companion for explanation.
Type Hfor immediate help.
…l.37 \frontespizio
che mi sembra molto strano.
L’errore sul logo non ha nulla a che fare con la tua faccenda, direi.
La soluzione è che se hai una tabella ruotata anche la didascalia deve essere ruotata ed è esattamente ciò che ottieni con l’ambiente sidewaystable se togli il commento davanti a \caption.
Come sempre, il consiglio è di usare anche il pacchetto booktabs e cambiare la tua tabella così:
`\begin{sidewaystable}
\begin{tabular}{rlrrrrrrrrrrr}
%TITOLO
\toprule
\multicolumn{13}{c}{\textbf{Distribuzione utenti alcoldipendenti}}\\
\midrule
%SOTTOTITOLI
\textbf{ASL} & \textbf{Ser.T} & \multicolumn{3}{c}{\textbf{Nuovi utenti}}&
\multicolumn{4}{c}{\textbf{Utenti gi\`a in carico}} &
\multicolumn{4}{c}{\textbf{Totale utenti}}\\
& & maschi & femmine & Tot & maschi & femmine & Tot & \% &
maschi & femmine & Tot & Tasso stat.\\
\cmidrule(r){1-1}\cmidrule(lr){2-2}\cmidrule(lr){3-5}\cmidrule(lr){6-9}\cmidrule(l){10-13}
%RISULTATI
1 & \emph{Totale} & \textit{49} & \textit{18} & \textit{67} & \textit{177} & \textit{55} &
\textit{232} & \textit{77.6} & \textit{226} & \textit{73} & \textit{299} & \textit{114.19}\\
& V. Passalacqua & 11 & 3 & 14 & 54 & 17 & 71 & 83.5 & 65 & 20 & 85 & 100.79\\
& V. Lombroso & 11 & 3 & 14 & 19 & 6 & 25 & 64.1 & 30 & 9 & 39 & 65.36\\
& V. Montevideo & 15 & 7 & 22 & 49 & 21 & 70 & 76.1 & 64 & 28 & 92 & 118.88\\
& V. Farinelli & 12 & 5 & 17 & 55 & 11 & 66 & 79.5 & 67 & 16 & 83 & 207.56\\
\cmidrule(r){1-1}\cmidrule(lr){2-2}\cmidrule(lr){3-5}\cmidrule(lr){6-9}\cmidrule(l){10-13}%ALTRI DATI (7-10)
\bottomrule
\end{tabular}\label{tab:epidemiologia}
\caption{Distribuzione utenti alcoldipendenti relativi alle 1-10 di Torino aggiornata al 2004}
\end{sidewaystable}`
Un’ultima cosa: dvipdfm è un programma obsoleto. Usa la compilazione direttamente in pdflatex e vivi felice.Ciao
Enrico
::…
Come certo sai, TeX prima compone i capoversi, poi li suddivide fra le pagine. Perciò quello che cerchi di fare non si può ottenere con un ambiente di quel tipo, ma solo agendo sulla routine di output. E mi pare un compito da far tremare i polsi.Per questo ho postato. 😀
Dove lo trovo il codice di questa routine?
Ehm, la prima cosa da fare è studiarsi il capitolo 23 del TeXbook (e quindi anche i primi 22). Poi studiare le circa 50 pagine ricavate dai sorgenti di LaTeX che descrivono la routine di output impiegata. Quindi mettersi lì e studiare il meccanismo per far interagire la routine di output generale con quella particolare valida nel tuo ambiente.
Forse non avevi ben chiaro che cosa sia la routine di output, vero? 😀
Cito dall’appendice D del TeXbook:
8. Communication with output routines. It would be possible to write an entire book about TeX output routines; but the present appendix is already too long, so it will suffice to mention only one or two sneaky tricks that a person might not readily think of. (Appendix E gives some less sneaky examples.)
Ciao
Enrico
::Tuttavia ti invito a valutare l’utilizzo di xspace. Io lo trovo comodo…
Sarà comodo, non lo nego, ma può fare cilecca qualche volta, in casi particolari. È meglio usare sempre una sintassi corretta, anche se a volte un po’ scomoda.
Sarà che ho cominciato usando Plain e poi AMS-TeX. 😀
Ciao
Enrico
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