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Prof,
una ulteriore domanda sul pacchetto,visto che il tutto si delinea ben bene all’orizzonte:
come mai è sorta la necessità di comporto in doppia ‘mandata’ per così dire???
Vale a dire la generazione automatica di un file.tex che poi comporrà il frontespizio e l’inserimento del logo non nel DVI bensì nel PDF??(nel senso vi è una esigenza oggettiva nei passaggi per vincoli di linguaggio??)Il PDF è per comodità, ma penso che si potrà arrivare a permettere l’uso del DVI.
Ho scelto la compilazione “indiretta” per via della difficoltà di modificare i margini delle pagine in LaTeX: ci sono troppe varianti di cui tenere conto fra una classe e l’altra. Nel modo che ho sviluppato, elimino il problema (forse nascondendolo sotto al tappeto :)) a prezzo della piccola scomodità di doversi compilare il documento ausiliario.
Ciao
Enrico
::ho definito un ambiente per i teoremi, e quasi per caso mi sono accorto che esistono i comandi \thm e \endthm.
sono la stessa cosa? perchè se sì allora non è un errore creare qualcosa che già c’è?
e se non sono la stessa cosa mi converrebbe forse cambiare il mio modo per scrivere le dimostrazioni, cioè usando \proof e \endproof, e definire un ambiente?Quando dai una definizione come
`\newenvironment{pippo}{xxx}{yyy}`
LaTeX definisce due comandi: \pippo e \endpippo, che vengono eseguiti, insieme a varie altre cose, rispettivamente da \begin{pippo} e \end{pippo}.Con \newtheorem{thm}{Teorema} la situazione è analoga, quindi LaTeX definisce sia \thm che \endthm. Ma questi comandi non vanno mai usati se non si sa il perché; e per sapere quando usarli è necessario conoscere alcuni dettagli interni di LaTeX.
Tutto ciò non dipende da eventuali pacchetti aggiuntivi come amsthm o ntheorem che, in ogni caso, ti consiglio di usare.
Ciao
Enrico
::Salve
ho una domanda un po’ particolare da farvi.
Volevo sapere se esiste un modo, un’opzione o qualsiasi altra cosa che permetta di compilare un file .tex SENZA generare i file .aux.Per un lavoro che sto ultimando, ho dovuto ridefinire il comando everypar in modo che ad ogni paragrafo tenti di includere un file .tex diverso per ogni paragrafo.
Il problema è che ognuna di queste include, genera un file .aux.Qualcuno puo’ consigliarmi qualcosa?
Usa \input
Ciao
Enrico
::
IL_MAGO_GANDALF\nOra mi sto cimentando in questa piccola avventura 🙂
Scrivere qualcosa che aiuti a compoprre il titolo e la prima pagina di un libro
Alcuni quesiti Prof:
la sequenza ‘TT’ è una stringa a caso???cosa va a generare???Potevo pure mettere ‘XX’ per dire???[/code]
Può essere qualsiasi cosa, purché consista di due token inespandibili (due caratteri vanno bene).Il mio obiettivo è per esempio inserire anzichè il logo, una immagine sotto il titolo e/o titoletto (a centro pagina per es.) 🙂
Prima o poi metterò una nuova versione sul sito. 🙂
Ops dimenticavo, il pacchetto front-th.sty mi genera dei warning sui font.
Credo vi sia conflitto con il pacchetto Fourier che viene inserito come esempio e sono sostituiti da altre tipologie.
E’ possibile evitare la selva di msg in compilazione magari by-passando la tipologia di caratteri usati???I messaggi di Fourier sono del tutto innocui. Purtroppo i suoi autori hanno deciso di renderli “obbligatori”.
Ciao
Enrico
13 Settembre 2007 alle 21:19 in risposta a: Creare da Linux immagini .pdf da inserire in ambiente ad-hoc #16985::Un bentornato al forum… 😀
Riporto una discussione avuta qualche tempo fa con Lorenzo Pantieri. Ho il seguente codice:
…
Il comando \myincludegraphics “coniato” da Enrico ha lo scopo di inserire le immagini in una box di un dato colore (nel caso specifico il colore oldlace campionato da Andrea). Ora affinchè tutto funzioni è fondamentale che il file .pdf da inserire come immagine abbia sfondo trasparente, altrimenti del box colorato non c’è traccia: da qui il problema in oggetto.
Al momento sono quasi riuscito a risolvere, ma vorrei l’opinione di qualche utente linux esperto che mi sappia dire qual è la strada migliore.
Dico subito che da WinXP non ho avuto particolari problemi grazie al programma cups-pdf: dato un file immagine con estensione .jpg o .png il programma la converte in .pdf e lo sfondo è trasparente, tanto che l’immagine .pdf è inserita senza problemi.
Recentemente sono passato a Ubuntu Linux (con soddisfazione) ed uso TeXLive 2007. Volevo sapere qual è il modo migliore per ottenere un immagine .pdf con sfondo trasparente da usare con il comando \myincludegraphics definito sopra.
Al momento ho risolto il problema usando imagemagick, un tool di conversione, ma devo dire che il risultato ottenuto mi soddisfa solo in parte: se inserisco due immagini per confronto, una creata con imagemagick e l’altra con cups-pdf da win, la qualità della seconda è decisamente superiore. Uso imagemagick così:
`convert -transparent white Immagine.png Immagine.pdf `
Qualcuno conosce strade più performanti?Prova con png2pdf (http://sourceforge.net/png2pdf)
Ciao
Enrico
::La procedura è inserita all’interno del pacchetto front-vr.
Da quello che leggo (siccome sono una new entry qui :-)), la sua paternità credo sia associata a LEI Prof!:-)…o mi sbaglio???In caso i miei più sentiti complimenti!!!
Mi sto creando (prendendo come spunto proprio il pacchetto in questione),un qualcosa per comporre il titolo di un libro,magari inserendo una figura al centro della pagina (o dopo il titolo stesso).
La cosa che mi manda in confusione è la sequenza di controllo \if TT.
E’ una istruzione???Immagino che sia la versione “fronte-th.sty”.
Per comporre il frontespizio, uso un procedimento asincrono: alla prima compilazione del documento, viene scritto un file .tex ausiliario da compilare successivamente. Alle compilazioni successive viene inserito il frontespizio così composto.
Lo stesso pacchetto serve a due scopi: a scrivere il file ausiliario, se chiamato dal documento principale; a comporre il frontespizio, quando è chiamato dal file ausiliario.
Per evitare di definire una miriade di comandi che sarebbero inutili durante la compilazione del file principale, ho scelto di racchiudere queste definizioni in un condizionale, che risulta vero se si sta componendo il frontespizio, falso se si sta scrivendo il file ausiliario.
A questo punto, però, molte delle definizioni che il condizionale deve “saltare” sarebbero della forma “\ifqualcosa … \else … \fi”. Se \ifqualcosa non è definito, sarei nei pasticci, perché TeX accoppierebbe il primo di questi \fi con il condizionale che mi dovrebbe far “saltare” questa parte di codice.
Perciò ho adottato questa procedura indiretta:
`\iffront@write % vero se stiamo scrivendo il file ausiliario
\else %falso se stiamo componendo il frontespizio
\newif\iffront@titoiletto % vero se il titoletto è presente
\if\@front@{logo}
\includegraphics[height=\front@logosize]{\front@logo}\par
\vspace{6pt}
\fi
\fi % chiude \iffront@write`
Siamo proprio nella situazione descritta nel messaggio precedente (con qualche modifica): se il condizionale \iffront@write è vero, tutta la parte fino al \fi di chiusura può essere omessa senza problemi, perché TeX accoppia gli \if interni con il relativo \fi.Se invece siamo nel caso opposto, TeX troverà \if\@front@{logo}
\fi La regola vuole che il token che segue \if venga espanso: la definizione di \@front@ produce allora la lista di token
`\if TT\fi\@nameuse{iffront@logo}\fi`
Come già detto, l’espansione di \if TT\fi è vuota e TeX si trova davanti a
`\iffront@logo\fi`
che sa gestire bene. Il comando \@nameuse{pippo} equivale a scrivere \pippo.Tutta la parte sui condizionali nel TeXbook è racchiusa, come dice Knuth in un condizionale
`\ifexperienced … \fi`
Not for the faint of heart, direbbe la pubblicità di un film dell’orrore. 🙂Ciao
Enrico
::Gentilissimi del forum,
vi ringrazio per permettermi di partecepitare e magari in seguito fornire il mio contributo sulla base di ciò che sperimenterò con il meraviglioso Tex/Latex
E’ da poco che mi sono avvicinato a questo linguaggio che consente di comporre in modo professionale un’opera che il nostro cervello può aver più o meno sapientemente partorito 🙂
Non essendo digiuno di programmazione mi sono cimentato da subito studiando il pacchetto genialmente ideato per scrivere un frontespizio.
Lo scopo del mio studio è ovviamente buttar giù qualcosa che possa aiutare a comporre la prima pagina di un libro
Il pacchetto dal quale ho preso lo spunto è dedicato appunto alla stesura del frontespizio della tesi di laurea.
Vi chiedevo il significato logico delle seguenti righe di codice:
(penso di averle dedotte ma c’è qualcosa che mi sfugge)\def\@mia_string1@parametro{TT\fi\@nameeuse{ifmia_string2@parametro}}
si defisce poi
\newif\ifmia_string2+parametro
per arrivare poi alla
\if\@mia_string1@{parametro}
altre control_sequence
\fi
Vi chiedo:
supponiamo di aver inserito il parametro ‘x_y_z’
i
una volta espanso arrivo ad ottenere\if\TT\fi\ifmia_string2@x_y_z
\fi
il primo if quale condizione assumerebbe,nessuna???la cs ‘\TT’ dopo l’if come si comporta???Non so a quale pacchetto tu ti riferisca. Il trucco che usa (implicitamente) quella costruzione
`\if TT\fi`
serve per potersi definire comandi condizionali senza avere problemi. Evito le tue notazioni un po’ troppo pesanti. Supponiamo di volerci definire un comando che restituisca il ramo “vero” se un certo numero è pari, quello “falso” se il numero è dispari. Una costruzione come
`\def\ifiseven#1#2#3{\ifodd #1\relax #3\else #2\fi}`
funzionerebbe benissimo. Ma a volte questa non è una buona procedura, perché è complicato annidare i condizionali. Perciò si può fare in un altro modo:
`\newif\ifiseven
\def\iseven#1{TT\fi\ifodd #1\relax\isevenfalse\else\iseventrue\fi\ifiseven}`
Adesso il codice
`\if\iseven{} \else \fi`
funziona anche annidato in altri condizionali. Infatti l’espansione di \if prevede l’espansione del token che segue, in questo caso \iseven che prima di tutto raccoglie il suo argomento; a questo punto viene sostituita la lista di token della definizione e la lista diventa
`\if TT\fi\ifodd\relax\isevenfalse\else\iseventrue\fi\ifiseven
\else \fi`
Ora dopo \if ci sono due token non espandibili e \if TT\fi sparisce senza fare nulla (con espansione vuota, per la precisione) e il condizionale richiesto viene valutato correttamente.Se invece il codice “\if\iseven{
} \else \fi” fosse all’interno del ramo non seguito da un altro condizionale, TeX accoppia \if con \fi ed è felicissimo di gettare via quei token alla svelta. Ciao
Enrico
::Se magari mi spieghi perché ti sembra cosí strano mi fai un piacere…
La stessa identica cosa viene fatta nella bibliografia, dove le citazioni appiano nell’ordine in cui vengono richiamate nel testo e non come le scrivi tuPer la bibliografia usi BibTeX, un apposito programmino che mette in ordine i riferimenti bibliografici.
Ciao
Enrico
::OK, peró pensavo ci fosse un modo per avere il riordinamento in automatico (gli acronimi li scrivo mano a mano che li incontro e non in ordine alfabetico)
Vuoi anche che ti metta le ciabatte sotto il letto? E ti rincalzi le coperte? 🙂
Fuori dagli scherzi: TeX fa il suo mestiere, altri programmi il loro; mettere in ordine alfabetico non è il mestiere di TeX. Si può certamente fare, ma il tempo necessario non vale il risultato che si può ottenere con programmini appositi.
Ciao
Enrico
::Premetto che sto usando il metodo peggiore per utilizzare nuovi pacchetti: visto che non ho il permesso di installare nuove cose, sto solo aggiungendo brutalmente i file .sty nella directory dei file TeX. Comunque fino ad ora per gli altri pacchetti non avevo avuto nessun problema.
In questo caso, usando “subfigure” (lo so che é obsoleto ma sto usando quello) per \subref mi da il seguente errore:
! Undefined control sequence.Mi posso accorgere del problema anche mentre scrivo (uso Winedit) perché non mi sottolinea l’etichetta” come fa se uso \ref.
Tra le altre cose, uso anche una versione piuttosto vecchia di subfigure (1995!) ma é l’unico file .sty che ho trovato.
Potrebbe essere che serve anche un file di estensione .cfg?
Avete suggerimenti?Potrebbe essere che nella versione del 1995 non era definito il comando? E già che ci sei, perché non usare subfig? Che ti costa di più? Trovi la versione “stabile” di subfigure negli archivi CTAN sotto obsolete/macros/latex/contrib/subfigure. Scarica il file .dtx, quello .ins e lancia LaTeX sul secondo; ti produrrà l’ultima versione di subfigure.sty dove il comando \subref è definito.
Ciao
Enrico
::Che pacchetto mi consigliate per gli acronimi? Nel caso qualcuno conosca “acronym”, che é quello che sto usando, mi sa dire se c’é un ‘opzione per ordinare alfabeticamente la lista finale?
Nonostante sia passato un po’ di tempo 🙂 la questione é ancora aperta!
Scusa, ma la lista la scrivi tu. Spetta a te l’ordinamento che preferisci.
Ciao
Enrico
::ciao
sto creando un documento con capitoli, appendice e notazione finale
Vorrei che il file della notazione comparisse prima della bibliografia
(e questo gia’ succede)
ma non sia inserito come ulteriore file di appendicesegue lo schema del mio file principale
`\begin{document}
\frontmatter
\maketitle
\pagenumbering{Roman}
\tableofcontents
% ————————————————————————
\mainmatter
\include{Chapter/section00}
% ————————————————————————
\appendix
\include{Appendix/appendix00}
% ————————————————————————
\addcontentsline{toc}{chapter}{\numberline{}Notazione}
\include{Other/notation}
% ————————————————————————
\nocite{*}
\clearpage
\addcontentsline{toc}{chapter}{\numberline{}\bibname}
\bibliographystyle{amsplain}
\bibliography{Biblio}
% ————————————————————————
\end{document}`Non si capisce molto bene. Di sicuro devi emettere un comando \cleardoublepage prima di \addcontentsline, quando chiami il documento sulle notazioni (spero che tu scriva fronte-retro, altrimenti usa \clearpage).
Se questo non fosse sufficiente, dovresti anche dire che classe usi e come comincia questo documento sulle notazioni.
Ciao
Enrico
::conoscevo solo il primo… ora mi hai fatto venire un dubbio…
il fatto è questo: ho una sola appendice perciò non l’ho numerata, ma così teoremi, lemmi, ecc. erano numerati “.1”, “.2”,… invece di “A.1”, “A.2”,…. da qui il mio bisogno di incrementare il contatore del capitolo dell’appendice.
visto che non ho label sull’appendice mi conviene usare \stepcounter, no? o è uguale?
Il comando \appendix azzera il contatore chapter e ne cambia la rappresentazione come \Alph{chapter}. Se non devi fare riferimenti all’appendice in sé, puoi usare \stepcounter. I riferimenti ai teoremi e lemmi dell’appendice funzioneranno senza problemi, perché quegli ambienti emettono un \refstepcounter.
Ciao
EnricoPS: La risposta arriva un po’ tardi, per via del problema al forum. Ringrazio tutti coloro che si sono prodigati per rimetterlo in sesto e credo di poterlo fare a nome di tutti i frequentatori.
::ciao enrico! Quello che ti ho prima era in realtà una semplificazione del mio reale problema. Io ho scritto:
$$ \bar{\vett x}_l=\left[ PROTECTED1
\right]\qquad\qquad\mbox{con}\quad
\bar{x}_{jl}=\frac{1}{n_l}\sum_{i=1}^{n_l}x_{ijl}\quad (j= 1,\ldots,
k;\:l=1,\ldots, p)
$$
n.b. \vett=\newcommand {\vett}[1]{\mtr{\mathsf{#1}}}
ma mi piacerebbe che l=1,\ldots,p risultasse allineato al margine destro.
Pensi che si possa fare??Si può certamente fare, ma, ripeto, è sbagliato. Capisco che ti piacerebbe, ma non sarebbe un piacere per il tuo lettore.
Intanto non si usa $$…$$, ma \[…\]. Poi, se si vuole scrivere decentemente matematica, si carica amsmath.
`\[
\bar{\vett x}_l=
\begin{bmatrix}
\bar{x}_{1l}\\
\bar{x}_{2l}\\
\vdots\\
\bar{x}_{kl}\\
\end{bmatrix}
\qquad\text{con }
\bar{x}_{jl}=\frac{1}{n_l}\sum_{i=1}^{n_l}x_{ijl}\quad (j= 1,\ldots,k;\ l=1,\ldots, p)
\]`
N.B. Se non dici che significa \mtr … 🙂Ciao
Enrico
::mi sembra ci fosse un comando per aumentare di 1 un contatore, qualcosa del tipo
\aumento{chapter}.
me lo sono sognato? perchè non riesco proprio a trovarlo sulle guide…
Se foo è il nome del tuo contatore, \stepcounter{foo} oppure \refstepcounter{foo}. Il primo si limita a far scattare il contatore, il secondo definisce anche \thefoo come valore che viene attribuito al comando \label successivo.
Visto che vuoi usare chapter, probabilmente hai bisogno del secondo comando.
Ciao
Enrico
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