egreg9

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  • in risposta a: La sparizione della tesi: Tex ed “emozioni forti” #14899
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    In effetti, non riproduce nemmeno il codice che mi hai dato!
    Solo la prima pagina, e poi niente.
    Quale problema avrei nella mia distribuzione?? Non ho toccato niente da ieri ad oggi: ieri funzionava tutto benissimo, oggi malissimo.
    Che devo fare??

    Procurarti una Debian. 🙂

    A parte gli scherzi, prova a guardare il log della compilazione del file di prova. Non solo le poche cose che mostra WinEdt. Se là non compare nulla di irregolare, prova a compilarlo con pdflatex e vedi che succede.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: nuovo contatore per subsection #14718
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    ohps!! il codice funziona, ma passando al capitolo successivo e volendo ripetere
    la stessa numerazione, mi continua a numerare dalla sotto sezione precedente e anzicché
    partire da 1, mi parte da 8 … come faccio???

    Modifica il codice così:
    `\newenvironment{changesubsection}
    {\renewcommand{\thesubsection}{\arabic{subsection}}}
    {\setcounter{subsection}{0}}`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Linee verticali con booktabs #14886
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    Salve a tutti.
    Ho alcuni problemi a realizzare la classica tabella per la divisione tra polinomi.
    Ho trovato diversi pacchetti in rete che sono specifici per questo ma usano uno stile molto diverso dalla tabellina che tutti conosciamo.
    Quindi mi sono messo a fare quello che volevo con una tabella.
    Come al solito quando si devono scrivere formule nelle tabelle gli esponenti e tutte le cose un pochino più “alte” vengono brutalmente trapassate dalle linee orizzontali.
    E’ noto che il problema si risolve spesso con l’uso del pacchetto booktab ma d’altra parte è noto che è VIETATO inserire linee verticali di separazione.
    Nel mio caso DEVO inserire una (ed una sola) linea verticale per fare la tabellina.
    Il risultato però è (come è noto) una esotica linea spezzettata:
    `\begin{displaymath}
    \begin{array}{ccccc|l}
    +x^{4} & + 2x^{3} & & +2x & +1 & 2x^{2} +1 \\ \cmidrule{6-6}
    -x^{4} & & -2x^{2} & & & 2x^{2} + x – 1 \\ \cmidrule{1-5}
    & +2x^{3} & -2x^{2} & +2x & +1 & \\
    & -2x^{3} & & -x & & \\ \cmidrule{2-5}
    & & -2x^{2} & +x & +1 & \\
    & & +2x^{2} & & +1 & \\ \cmidrule{3-5}
    & & & x & +2 & \\
    \end{array}
    \end{displaymath}`

    Qualcuno sa come fare a fare una linea verticale continua?
    In alternativa esiste un modo per realizzare una tabella come questa ma con una linea continua in verticale?

    Questa non è una tabella di dati, quindi la linea verticale è ammessa, tanto più che è tradizionale e utile per separare le varie parti della costruzione.

    Usa \cline invece di \cmidrule. E dà \renewcommand{\arraystretch}{1.2} per dare maggiore respiro alle righe.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Numerazione che prosegue nei capitoli successivi #14883
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    Intendo definizioni, teoremi, ambienti in generale. Succede proprio come ho scritto. Ho modificato la mia tesi nel frattempo, inserendo dopo l’abstract del capitolo il paragrafo. E la numerazione comincia bene : “Definizione 7.1.1” etc… Ma allora qual è il problema?

    Non c’è nessun problema. Supponiamo che il contatore “foo” dipenda dal contatore “bar”. Per esempio, quando scrivi \numberwithin{equation}{section} o \newtheorem{thm}{Teorema}[section], stai facendo dipendere i contatori “equation” e “thm” da “section”.

    L’idea è che, quando “bar” cambia valore, il contatore “foo” venga azzerato. Ma l’azzeramento di “foo” avviene solo quando “bar” viene incrementato, non quando viene azzerato perché esso stesso dipende da un altro contatore; per esempio, “section” dipende da “chapter” (nella classe book).

    Per entrare nel dettaglio TeXnico, sono i due comandi \stepcounter{bar} o \refstepcounter{bar} che provocano l’azzeramento di “foo”. Invece \setcounter{bar}{} non modifica i valori dei contatori dipendenti da “bar”. Per fare un esempio concreto, \chapter esegue, fra le altre cose, \refstepcounter{chapter} e questo fa eseguire il comando \setcounter{section}{0}; ma a questo punto, “equation” ha ancora il valore precedente. Solo il comando \section esegue \refstepcounter{section} che a sua volta provoca l’esecuzione di \setcounter{equation}{0}.

    Quindi, se proprio vuoi avere cose numerate 7.0.1, puoi scrivere
    `\chapter{…}
    \stepcounter{section}\setcounter{section}{0}`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Numerazione che prosegue nei capitoli successivi #14881
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    Ancora ciao. Ho un problema di numerazione: succede che la mia numerazione con \numberwithin{equation}{section} prosegue, per esempio, dal terzo paragrafo del capitolo 6 al capitolo 7. Credo d’aver inteso che il problema non sussisterebbe se il capitolo 7 cominciasse con un nuovo paragrafo, Tuttavia non è così: allora la prima definizione del capitolo 7, non inserita in un paragrafo, prenda la numerazione 7.0.6, essendo l’ultimo ambiente del terzo paragrafo del cap. 6 “Esempio 6.3.5”. Come posso risolvere la faccenda. Mi scuso se non abbia trovato nel forum l’informazione… l’ho un pò scorso, ma invano. Inoltre questa mia domanda è più che altro una curiosità, dal momento che ho intenzione di inserire i paragrafi dopo un breve abstract del relativo capitolo. Mille grazie come sempre per le vostre competenze.

    Baso la risposta sull’assunzione che con “definizione” tu intenda “equazione”.

    Se chiedi che le equazioni siano numerate all’interno delle sezioni, devi metterle all’interno di sezioni.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Problema con \vec #14874
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    Ho un problema con l’accento \vec.

    L’intestazione del mio documento è la seguente:
    `\documentclass{llncs}
    \usepackage{amsmath}
    …`

    `\documentclass[orivec]{llncs}`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Numerazione paragrafi #14867
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    Ma no che non fa orrore! E’ perfetto!!
    L’unico dettaglio è che nell’esempio (che io dovrei riprodurre “meticolosamente”) i numeri progressivi dei paragrafi compaiono all’interno di due parentesi quadre. Secondo le tue istruzioni, compare, invece, una singola parentesi tonda.

    Comunque, per il momento tengo questo. Poi vedrò.

    `\newcounter{paranum}[chapter]
    \renewcommand{\theparanum}{\arabic{chapter}.\arabic{paranum}}
    \newcommand{\NN}{%
    \par\noindent
    \refstepcounter{paranum}\llap{[\theparanum]\space}%
    \ignorespaces}`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Numerazione paragrafi #14865
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    Ti ringrazio, anzitutto.
    E’ quasi esattamente quello che cerco.
    Il risultato che dovrei ottenere è, in effetti, del tipo seguente:

    Chapter (o section…) 1
    1.1 questo è il primo paragrafo bla bla bla…
    1.2 questo è il secondo paragarafo……

    Chapter 2
    2.1 questo è il paragrafo primo del capitolo secondo..

    Ma i numeri 1.1, 1.2, 2.1, devono essere collocati fuori dal margine della paragrafo, tipo note a margine, mi spiego?
    Se me lo consenti, potrei inviarti in pvt un file esemplificativo. Si tratta di una pagina di un testo che riporta la struttura che dovrei ottenere, che ho scannerizzato.

    Quanto all’utilità della cosa, non saprei darti una risposta secca.
    Devo dirti, però, che due giorni fa ero convinto che fosse una pedanteria inutile. Oggi ho preso in mano il testo che ho scannerizzato e ho cambiato idea.

    Ma vuoi il numero del capitolo, della sezione o della sottosezione?

    Se non hai suddivisioni sotto il capitolo, ma solo quelle numerazioni, il codice va modificato così:
    `\newcounter{paranum}[chapter]
    \renewcommand{\theparanum}{\arabic{chapter}.\arabic{paranum}}
    \newcommand{\NN}{%
    \par\noindent
    \refstepcounter{paranum}\llap{\theparanum)\space}%
    \ignorespaces}`
    Fa orrore.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Numerazione paragrafi #14863
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    Buongiorno a tutti,

    mi è stato chiesto di inserire nella mia tesina una numerazione supplementare dei paragrafi, in modo che, a margine di ogni paragrafo, compaia il numero della subsezione in cui esso e contenuto e il numero progressivo del paragrafo.

    Non riesco a spiegarmi meglio; ho un file PDF con un esempio, ma non saprei come allegarlo.
    Potrei inviarlo alla mail di qualche sant’uomo che sia intenzionato ad aiutarmi. Sant’uomo? ci sei?

    Forse questo può fare al caso tuo:
    `\newcounter{paranum}[subsection]
    \renewcommand{\theparanum}{\arabic{subsection}.\arabic{paranum}}
    \newcommand{\NN}{%
    \par\noindent
    \refstepcounter{paranum}(\theparanum)\space
    \ignorespaces}`
    Il codice, naturalmente, va prima di \begin{document}. Ecco un esempio di come si usa:
    `\subsection{Blah}
    \NN In questo capoverso dico buh.

    \NN In quest'altro dico bah.`
    Fammi sapere se va. Meglio non cercare automatismi che non sempre funzionerebbero. Ho spostato il messaggio nel forum più adatto; in quello sulla tipografia non aveva senso. Non per colpa tua, ma di chi fa richieste così assurde.

    Domanda: a che servirebbero questi numeri?

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Comandi \month e \year del pacchetto KOMA scrtime-scrdate #14860
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    Quando provo con
    `\month
    \year
    `
    ricevo un messaggio di errore:
    `! Missing number, treated as zero.

    \let `
    Che comando si usa in LaTeX (e nella classe KOMA in particolare), per indicare il mese corrente e l’anno corrente?

    \year e \month sono contatori interni, quindi non sono comandi. Sarebbe come scrivere \interfootnotelinepenalty senza un numero che segua.
    `\number\month
    \number\year`
    Non esiste una macro che produca il nome del mese, è un difetto di babel che definisce le date senza usare una macro ausiliaria. Puoi farlo tu:
    `\newcommand{\monthname}{\ifcase\month\or
    gennaio\or febbraio\or marzo\or aprile\or maggio\or giugno\or
    luglio\or agosto\or settembre\or ottobre\or novembre\or
    dicembre\fi}`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Nota a pie’ di pagina nell’appendice. #14837
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    FUNZIONA!! LATEX POWER!!! 😀 😀 Mi sto abituando alla sua immensa potenza. In effetti il risultato è visivamente molto “strano” ma è tale e quale a quello che avevo pensato. Il limite di latex è solo quello della nostra fantasia (o estrosità 😮 ).

    Per la spiegazione ti do una versione empirica, dato che non sono per niente avanzato in programmazione latex:
    dunque, direi che il problema che non riuscivo a risolvere era quello di dire a latex “mi devi trattare tutto questo gruppo di comandi come un unico insieme e applicare le eventuali “azioni” a quello che c’e’ nel gruppo”.
    Credo che sia verosimile quanto sopra e credo pure di capire perche’ footnotemark non dava il risultato sperato. Se ho scritto scemate 😳 bacchettami pure!! 😀

    Il \begingroup…\endgroup serve effettivamente a tenere locale la ridefinizione di \@chapapp. Il problema era di inserire il \footnotemark in un posto dove venisse visto durante la composizione dell’intestazione “Appendice A”. Questo avviene con la macro \@makechapterhead; un po’ di lettura di book.cls ha dato lo spunto per la soluzione, con la solita ridefinizione di un comando per fare la cosa opportuna. Ho scelto \@chapapp, così la stessa roba può essere usata anche nei capitoli.

    Ma, ti prego, adesso che sai come si fa, seppellisci il tutto nel più remoto meandro della memoria. Non tutto ciò che si può fare si deve fare.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Nota a pie’ di pagina nell’appendice. #14835
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    Intendevo se il potentissimo latex avesse comunque una modalità, magari con qualche magia, per inserire una nota nel nome dell’appendice, cioe’ proprio “Appendice A1”, dove 1 era il numero della nota. E’ una curiosità, visto che ormai mi sono abituato a pensare che con latex è possibile fare qualunque cosa passi per la mente.

    Certo che si può. Ma è un’idea veramente balzana già quella di mettere note ai titoli dei capitoli, figuriamoci al numero.
    `\begingroup
    \makeatletter
    \let\orig@chapapp\@chapapp
    \def\@chapapp#1#2{\orig@chapapp#1#2\protect\footnotemark}
    \chapter{PIPPO}
    \footnotetext{NOTA}
    \endgroup`
    Sei autorizzato a usarla solo se spieghi come funziona. 😀

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Difficoltà con interfootnotelinepenalty e raggedbottom #14822
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    Se devi stampare un libro d’arte (nel senso ampio della parola), sì.

    Con trucchi di questo genere, è possibile fare in modo che il richiamo alla nota spezzata vada un po’ più in alto o un po’ più giù, in modo da evitare questo inestetismo.

    Se proprio non ce la fai, almeno che la seconda parte della nota sia sulla pagina affacciata, cioè non occorra girare pagina per leggerla.

    Ciao Enrico, grazie per i tuoi suggerimenti, preziosissimi come sepre. Alla fine ho optato per non intervenire sul paramentro interfootnotelinepenalty (LaTeX mi sembrava davvero in difficoltà con quella soluzione), modificando leggermente qualche frase dei paragrafi “problematici” (sono in fase di revisione finale dello scritto). Il risultato è che ora non ho più alcuna nota su due pagine!

    La revisione è la parte più difficile, ma anche più affascinante. Risolvere grandi problemi di impaginazione con piccole modifiche è un’arte complicata, che però dà soddisfazioni.

    È un lavoro (un po’) certosino, e LaTeX riserva addirittura più “sorprese” di Word (spero che nessuno si offenda…): mi è capitato -giuro- di eliminare qualche parola e di avere che il paragrafo risultante fosse addirittura più lungo (l’avevo sentito dire da Mittelbach sull’ultimo numero di ArsTeXnica, e non ci volevo credere).

    L’algoritmo di composizione dei capoversi è una meraviglia e permette grandi libertà purché si scrivano capoversi abbastanza lunghi.

    Anche le note a margine danno qualche problema: penso che siano carine (“danno vitalità alla pagina”, dice Brighhurst) e anche utili, ma quando si fanno delle modifiche (anche piccole) al documento, rischiano di andare fuori dal bordo veriticale della pagina, e sono necessari opportuni aggiustamenti, stressanti come quelli di un software WYSIWYG.

    Le note a margine sono, in certi libri, molto belle. Ma è ovvio che sono complicate da gestire: poco spazio per la giustificazione, problemi con la disposizione sulla pagina, …

    Insomma, un documento del tutto “elastico”, nel quale non debba essere fatto alcun aggiustmento in sede di revisione finale, è forse un “concetto asintotico”, al quale avvicinarsi il più possibile (con LaTeX), ma impossibile da raggiungere al 100%…

    Nessun software può, al momento attuale, evitare di lavorare sulla forma definitiva, se si desidera un prodotto finale di alta qualità. Il computer non ha gusto, fa solo ciò per cui è programmato: e le variabili, in tipografia, sono troppe e troppo varie perché si possa tener conto di tutte con un programma. Se guardi in giro per le librerie, ti accorgi facilmente di come la maggior parte dei libri stampati al giorno d’oggi sia di qualità infima per quanto riguarda la tipografia.

    Ma stiamo andando OT.

    Ciao
    Enrico

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    Elimina quei \left e \right che sono inutili.

    A dire il vero è TeXnic Center che mi inserisce \left e \right quando clicco sulla graffa sinistra e destra nella barra dei mathematical symbols…

    Cambia quelle preferenze. Adesso capisco perché tanto spesso ci sono quei \left e \right del tutto superflui e, spesso, dannosi. 👿

    Mai usato TeXnic Center prima delle ultime due settimane, lo trovo veramente terribile.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Formula spezzata su + righe/problemi con le parentesi graffe #14854
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    Dear all,
    vi sottopongo come mio solito un quesito: ho una formula lunga che devo spezzare su più righe e quindi utilizzo multline o align o split… il problema è che nella prima riga scrivo una parentesi graffa che chiudo solamente in una riga successiva e Latex me lo segna come errore!
    Come fare?
    Vi riporto qui sotto un esempio.
    Grazie in anticipo, O.

    `\begin{multline*}
    \Omega=\left\{(1,1),(1,2),(1,3),(1,4),(1,5),(1,6),(2,1),(2,2),(2,3),(2,4),(2,5),(2,6),\\
    (3,1),(3,2),(3,3),(3,4),(3,5),(3,6),(4,1),(4,2),(4,3),(4,4),(4,5),(4,6),\\
    (5,1),(5,2),(5,3),(5,4),(5,5),(5,6),(6,1),(6,2),(6,3),(6,4),(6,5),(6,6)\right\}
    \end{multline*}
    `

    Elimina quei \left e \right che sono inutili.

    Ciao
    Enrico

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