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Ti ringrazio tanto per l’aiuto. Non sarei mai stato in grado di generare qualcosa del genere. Lo testo domani, e ti faccio sapere. Ad ogni modo, nel lavoro di tesi che sto approntando, le equazioni seguono una numerazione a tre cifre che tiene conto del paragrafo (es: (2.3.7)); mentre invece nelle dimostrazioni avrebbero seguito una numerazione semplice – (1), (2), etc… – cui fare esplicitamente riferimento: “…come si vede dalla (1) della dimostrazione del teorema 1.3.4…”. Supreme richieste in realtà. Io mi sarei tranquillamente adattato. Grazie ancora
Allora e’ meglio se facciamo qualche correzione al codice:
`\usepackage{amsmath,amsthm}
\makeatletter
\newenvironment{modproof}
{\protected@edef\theparentequation{\theequation}%
\setcounter{parentequation}{\value{equation}}%
\setcounter{equation}{0}%
\renewcommand{\theequation}{\arabic{equation}}%
\begin{proof}}
{\end{proof}\setcounter{equation}{\value{parentequation}}}
\makeatother`
Ciao
Enrico
::Secondo me il problema sta nel passaggio:
…ci modifico i boundary box col bloc notes per selezionare solo la parte di immagine che mi interessa…
Modificare a mano i boundary box non è un buon metodo per ritagliare un ‘immagine… 😉 in quel modo fai solo credere a LaTeX che le dimensioni della tua immagine siano diverse da quelle effettive, facendo in modo che lo spazio che le viene riservato nella pagina non sia appropriato…
Ritaglia l’immagine alle dimensioni volute direttamente con Gimp.
C’e’ anche la possibilita’ di dare la bounding box a mano o di indicare la quantita’ di spazio da ritagliare:
`\includegraphics[bb=0 0 100 100,clip]{…} % per LaTeX, eps
\includegraphics[viewport=0 0 100 100,clip]{…} % per pdfLaTeX
\includegraphics[trim=1 2 3 4,clip]{…} % per entrambi`
Con bb o viewport si definisce la bounding box, la keyword clip serve per togliere quanto e’ fuori; con trim si dice quanto tagliare a sinistra, sotto, a destra e in alto.Ciao
Enrico
::Salve sto usando questo codice per scrivere un articolo:
`\documentclass[twocolumn,twoside,openright]{book}
\usepackage[a4paper,includehead,top=2cm,bottom=2.5cm,left=2.5cm,right=2cm]{geometry}
\usepackage{fancyhdr}
\pagestyle{fancy}
\lhead{}\rhead{}\lfoot{}\rfoot{}\cfoot{}\chead{\small\thepage}
\renewcommand{\headrulewidth}{0pt}
\setlength{\headheight}{14pt}
\setlength{\headsep}{1cm}
\addtolength{\headsep}{-\headheight}
\linespread{1.2}`Volevo sapere se è possibile aumentare la distanza tra le due colonne e se è possibile inserire una linea verticale di separazione tra le colonne.
In più secondo voi il codice utilizzato è corretto?
Il codice va bene, anche se 1cm mi sembra una misura messa “a caso”. Non sono d’accordo nemmeno con il \linespread.
I parametri per la separazione fra le colonne sono \columnsep (che article fissa a 35pt) e \columnseprule (di norma 0); una linea verticale usuale e’ di 0.4 pt
Ciao
Enrico
::Mi chiedevo se fosse possibile, e in caso affermativo come, generare all’interno di un ambiente di tipo dimostrazione – ad un teorema, un lemma o qualsiasi altra necessità – una numerazione separata da quelle che interessa le equazioni al di fuori della dimostrazione, e che si riaggiorni all’inizio di una nuova dimostrazione. Grazie
E quando hai un’equazione 1 fuori dalle dimostrazioni e un’equazione 1 dentro una dimostrazione, come fa il lettore a capire a quale ti stai riferendo?
Probabilmente dovresti pensare a un diverso stile di numerazione o, semplicemente a dare un “nome” alle equazioni da numerare nelle dimostrazioni; per questo il comando \tag di amsmath e’ particolarmente utile (scusa la e’, ma sto scrivendo da un computer che ha Windows e non ho voglia di cercarmi come scrivere gli accenti corretti).
Codice non testato per fare come vorresti:
`\usepackage{amsmath}
\makeatletter
\newenvironment{modproof}
{\protected@edef\theparentequation{\theequation}%
\setcounter{parentequation}{\value{equation}}%
\setcounter{equation}{0}%
\begin{proof}}
{\end{proof}\setcounter{equation}{\value{parentequation}}}
\makeatother`
In questo modo il contatore delle equazioni riparte da zero nelle dimostrazioni che scrivi nell’ambiente “modproof”.Ciao
Enrico
12 Maggio 2007 alle 17:03 in risposta a: Dove sono memorizzate le definiz. delle control word LaTeX? #14497::In particolare mi interessa \emph. Su internet ho trovato varie definizioni, ma non è tanto la definizione in se stessa che mi interessa quanto dove è memorizzata. E’ compilata in qualche eseguibile?
Non c’è un posto. Quella la trovi nel file latex.ltx, che viene predigerito e usato quando chiami (pdf}latex.
`\DeclareRobustCommand\em
{\@nomath\em \ifdim \fontdimen\@ne\font >\z@
\upshape \else \itshape \fi}
…
\DeclareTextFontCommand{\emph}{\em}`
Il comando \em è “robusto”, ma si tratta di un concetto irrilevante, al momento. La prima cosa che fa è di controllare che non sia emesso in modo matematico. Poi controlla se il font è inclinato; in quel caso chiede che si usi un font diritto, altrimenti chiama il corsivo.Il comando \emph è definito tramite \em, con una macro generale che si usa anche per definire \textrm e compagnia.
Alcuni pacchetti ridefiniscono \em per loro motivi.
Ciao
Enrico
::Buon pomeriggio,
avrei bisogno di utilizzare la freccia dell’implicazione negata ed ho trovato, nel file dei simboli di Scott Pakin, il comando \nrightarrow. Tuttavia, ho visto che esiste la possibilità di fare una freccia negata con la barra della negazione più “evidente”, diciamo… qualcuno saprebbe quindi darmi dei comandi alternativi?
Grazie in anticipo,
O.`\usepackage{stmaryrd}
\newcommand{Nrightarrow}{\Arrownot\rightarrow}`
Se invece è la freccia \Rightarrow che vuoi negare, puoi usare \nRightarrow oppure, ma non mi piace affatto
`\newcommand{\NRightarrow}{\mkern-1mu\not\mkern1mu\Rightarrow}`
I due \mkern si cancellano, ma servono a tenere un po’ indietro il \not.Ciao
Enrico
::Buongiorno a tutti…
…
…ed ecco il problemone!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! BOMBA… spero di aver scritto tutte le infos necessarie. Quando compilo le bibliografie, invece che essere in ordine di citazione, vengono in ordine ALFABETICO. Cioè [1.1] Bassetto [1.2] Carlone [1.3] PincoPalla.So che c’è la soluzione… so che è una cavolata… so che magari è anche scritta qui da qualche parte… ma so anche che ho cercato come una pazza e nun ce la fò più… HELP ME! ❓
Lo stile plain (che sia adattato per l’italiano o no) mette in ordine alfabetico. Lo stile da adattare è unsrt.bst.
Non dovrebbe essere difficile: confronti plain.bst e plain_ita.bst; copi unsrt.bst in unsrt_ita.bst, e su questo fai modifiche simili.
Il file unsrt_ita.bst andrà posizionato nella directory principale del tuo lavoro oppure in uno degli alberi della distribuzione TeX, aggiornando il registro dei nomi.
Se hai problemi, non farti scrupolo di chiedere.
Ciao
Enrico
::un ultima cosa…mi sono messo a definire un ambiente personale per fare queste tabelle (più per imparare che per vera necessità), ma così come l’ho definito, alla compilazione mi dà una sfilza di errori (circa 55).
…
`\newenvironment{mytable}[3]%
{\begin{table}\centering%
\rowcolors[]{1}{tabparrow}{tabdisrow}\arrayrulewidth=2pt%
\arrayrulecolor{blue!0}%
\begin{tabular}{#1}%
\rowcolor{tableint}}%
{\end{tabular}\caption{#2}\label{#3}%
\end{table}}`
ma come ho già detto…mi da un’infinità di errori. Qualche aiutino?Adesso sai come fare. Ma devi spiegare dove sia il vantaggio di scrivere
`\begin{mytable}{???}{testo della didascalia}{label}
….
\end{mytable}`
rispetto a
`\begin{table}
\begin{tabular}{???}
…
\end{tabular}
\caption{testo della didascalia}\label{label}
\end{table}`
È vero che “si scrive di più”, ma così il documento è ben strutturato e la ricerca delle cose è più facile. Ho visto che era “per imparare”: adesso sai la soluzione e la tecnica da usare per “portare argomenti nella parte di chiusura dell’ambiente”. In alcuni casi diventa utile, non in questo.Piuttosto, se usi spesso tabelle con quei colori, può essere utile definire un ambiente per evitare di doverli specificare ogni volta:
`\newenvironment{colortabular}[1]
{\rowcolors[]{1}{tabparrow}{tabdisrow} \arrayrulewidth=2pt
\arrayrulecolor{blue!0}%
\begin{tabular}{#1}\rowcolor{tableint}\ignorespaces}
{\end{tabular}}`
Occhio agli spazi!Ciao
Enrico
::Scusate,
sto scrivendo la mia tesi di dottorato e vorrei usare il pacchetto caption per cambiare il font delle caption in sans serif. Il problema che incontro è che quando scrivo in math mode, il font torna a essere quello del documento (urw-garamond nel mio caso). Qualcuno può dirmi come fare per avere anche il math mode in sans serif nelle caption?Non è una buonissima idea quella di modificare il tipo di carattere nelle didascalie. È una scelta accettabile in una rivista in carta patinata o in un giornale, non la userei in una tesi. Al massimo, per staccare, si potrebbe scrivere con carattere diverso l’intestazione della didascalia (“Figura 1.” per dire), ma allora dovresti usare lo stesso espediente anche per i titoli di sezione: altrimenti quelle scritte apparirebbero inevitabilmente fuori posto.
Volendo usare i caratteri senza grazie anche per la matematica (non terribile se le formule sono poche e brevissime), dovresti usarne che abbiano i font matematici. I font Arev ce li hanno:
`\renewcommand{\sfdefault}{fav}
\DeclareCaptionFont{arevfont}{\footnotesize\sffamily\mathversion{sans}}
\captionsetup{font=arevfont}\DeclareMathVersion{sans}
% These are the predefined symbol alphabets.
\SetSymbolFont{operators} {sans}{OT1}{zavm}{m}{n}
\SetSymbolFont{letters} {sans}{OML}{zavm}{m}{it}
\SetSymbolFont{symbols} {sans}{OMS}{zavm}{m}{n}
\SetSymbolFont{largesymbols} {sans}{OMX}{mdbch}{m}{n}% These are the predefined math alphabets.
\SetMathAlphabet{\mathnormal}{sans}{OML}{zavm}{m}{it}
\SetMathAlphabet{\mathit} {sans}{OML}{zavm}{m}{it}
\SetMathAlphabet{\mathrm} {sans}{OT1}{zavm}{m}{n}
\SetMathAlphabet{\mathsf} {sans}{OML}{zavm}{m}{it}
\SetMathAlphabet{\mathbf} {sans}{OT1}{zavm}{b}{n}
\SetMathAlphabet{\mathtt} {sans}{T1} {fvm} {m}{n}`
Occhio che i font Arev (che sono poi i Bera) sono molto più “grandi” di URW-Garamond e i due non si combinano particolarmente bene. Per questo ho adottato la via di scrivere le didascalie con \footnotesize, ma il risultato non è felicissimo lo stesso.Meglio lasciare tutto come sta.
Ciao
Enrico
::Ragazzi,
Ho un piccolo dilemma sulle funzioni esponenziali.
In caso di base naturale ho sempre scritto $e^x$ nel caso in cui x è una funzione semplice e
$\exp(x)$ nel caso in cui x è una funzione complicata.Ora non so come scrivere la seconda espressione in caso di base diversa da e, nel mio caso 2.
Andrebbe bene se scrivessi $\exp_2(x)$, oppure mi consigliate qualcosa di migliore?
Scrivi \exp(x\log 2) 🙂 Ah, checché ne dica l’UNI o l’ISO, l’operatore \log indica il logaritmo naturale. 🙂
Scherzo: purché tu ne definisca l’uso, penso che \exp_2 possa andare, in analogia con il logaritmo.
Ciao
Enrico
::Scusami se continuo questa discussione sul comando \spacedlowsmallcaps. Ho creato con makebst uno stile bibliografico personalizzato che, fra l’altro, pone il nome degli autori in maiuscoletto. Per omogeneità con il resto del documento, vorrei trasformare questo maiuscoletto in spacedlowsmallcaps. Ho aperto il file .bst, ho cercato “sc” e ho visto che l’unico punto in cui si menziona il maiuscoletto è questo:
`FUNCTION {scaps}
{ duplicate$ empty$
{ pop$ “” }
{ “\textsc{” swap$ * “}” * }
if$
}`
Ho semplicemente rimpiazzato queste righe con
`FUNCTION {scaps}
{ duplicate$ empty$
{ pop$ “” }
{ “\spacedlowsmallcaps{” swap$ * “}” * }
if$
}`
ma evidentemente io e LaTeX ragioniamo in maniera diversa:
`[67]) [68] (./FrontBackmatter/Bibliografia.tex (./Distribuzioni.bbl
(./Distribuzioni.brf)
! Undefined control sequence.
arbogast, l.z
f.
l.17?`
Questo errore con il vecchio stile bibliografico non veniva generato. Se procedo con la compilazione la bibliografia viene generata, ma è tutta “pasticciata”, con i titoli delle opere e le case editrici a volte in maiuscoletto a volte no. 😯Ho anche provato a sostituire manualmente \spacedlowsmallcaps nel file .bbl al posto dei vari \textsc, ma si presenta lo stesso problema.
C’è modo di risolvere la cosa?
Mi pare bizzarro quel messaggio di errore: induce a pensare che “z” sia un carattere attivo e non capisco dove lo sia diventato. Difficile fare una diagnosi a distanza senza vedere il contesto.
Prova a rispondere a quel messaggio di errore con
`i\showthe\catcode`\z`
Ti dovrebbe rispondere con un numero, non necessariamente subito.Ciao
Enrico
::salve…sono dinuovo alle prese con le tabelle.
Vorrei inserire dello spazio bianco tra le colonne e le righe delle mie tabelle. Ho fatto una ricerca nel forum ed ho trovato il comando \tabcolsep, ho fatto varie prova, ma non ho ancora capito come si usa.
Per lo spazio tra le righe, invece, come si usa?
Ed inoltre, è possibile prevedere una spaziatura maggiore tra alcune righe (es. tra intestazione della tabella e prima riga di dati)?
Mi scuso se sono così assillante, ma agli inizi Latex può essere tutt’altro che banale…\tabcolsep non è un comando, ma un parametro e, se non sai che cosa stai facendo, meglio non toccarlo. In genere non c’è necessità di inserire spazi fra le colonne. Ti consiglio di usare il pacchetto booktabs: la tipica tabella diventa
`\begin{tabular}{…}
\toprule
\\
\midrule
\\
\bottomrule
\end{tabular}`
Se proprio non puoi fare a meno di inserire spazi bianchi fra le colonne, scrivi @{\hspace{}} fra i due specificatori delle colonne nell’argomento di \begin{tabular}; per allontanare fra loro due righe, usa \\[ ] Ovviamente al posto di
devi mettere una misura. Ciao
Enrico
::salve a tutti,
nel documento che sto scrivendo ci sono alcune tabelle. per migliorare l’efetto finale, ho previsto che le colonne avessero una larghezza prestabilita, solo che ora non so come dare l’allineamento delle colonne (a me servirebbe centrato, ma lo fa solo a sinistra).
Vi chiedo poi un consiglio “di stile”: le tabelle in questione sono tabelle contenenti unicamente numeri ed intestazioni scritte in carattere matematico. Che allineamento consigliate per le varie colonne?
Ad esempio, avevo prima pensato di allineare tutto al centro, ma il risultato non è che sia proprio entusiasmante…che ne pensate di intestazioni centrate e valori allineati a destra?
Attendo i vostri consigli. Nuovamente grazie a tutti in anticipo.`\usepackage{array}
\newcolumntype{C}[1]{>{\centering\arraybackslash}p{#1}}
…
\begin{tabular}{C{2cm}C{3cm}}`
Ciao
Enrico
::Il problema è che \spacedlowsmallcaps non è una dichiarazione, ma un comando con argomento. Questo ne limita le possibilità di uso.
Riprendo questo topic perché, nella mia esperienza d’uso, mi sono accorto che sarebbe molto utile una dichiarazione che faccia lo stesso servizio di \spacedlowsmallcaps, che come osserva Enrico è un comando con argomento. Finora ho usato \lsstyle insieme con il trucco di mettere manualmente la voce in minuscolo. Davvero non c’è altro modo?
Temo proprio di no, finché non ci sarà un font “tutto minuscolo” e uno “tutto maiuscolo” o un modo meno “barbaro” di convertire da maiuscolo a minuscolo e viceversa. Si può fare con XeTeX e certi font otf. Ma allora ti scordi di comporre matematica. 🙁
Ciao
Enrico
::Ciao!
In effetti hai proprio ragione, dovrei ruotare tutto insieme …
Il problema che ruotando tutto, ovvero spostando il \begin{turn}{90} due righe sopra mi trovo con una marea di errori legati proprio alla presenza della caption nella riga successiva.`\usepackage{rotating}
…
\begin{sidewaystable}
\centering
\caption{…}\label{…}
\begin{tabular}{…}
…
\end{tabular}
\end{sidewaystable}`
Se usi il pacchetto float, invece di rotating e float carica rotfloat.Ciao
Enrico
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