egreg9

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  • in risposta a: numeri di pagine #14240
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    uso kile sotto linux(ubuntu)

    con il comando \pagenumbering{arabic} non riesco a visualizzare il numero su tutte le pagine ma solo sulle prime di ogni capitolo

    che devo fare?

    Il comando \pagenumbering non dovrebbe mai essere dato. Probabilmente c’è qualcosa che non ci hai detto. Prova a essere più dettagliato. L’uso dell’editor Kile è del tutto irrilevante.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: l’uso di \mathstrut #14236
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    Enrico ha scritto

    Approfitto per ripetere anche qui una questione TeXnica che coinvolge l’unità immaginaria: se vuoi scriverla come operatore matematico (cosa che io non farei mai, ma capisco che per voi sia così), basta
    `
    \DeclareMathOperator{\uimm}{i}
    `
    Il \mathstrut che metti è, in effetti, non solo ridondante, ma “sbagliato”, perché aumenta l’altezza del simbolo: confronta

    `\[\lim_{p\to\operatorname{i}\omega}f(p)\]
    \[\lim_{p\to\operatorname{i\mathstrut}\omega}f(p)\]
    `
    e vedrai che nel secondo il gruppo sotto “lim” è leggermente più in basso. Come sai \operatorname{x} è equivalente a ciò che si ottiene scrivendo \DeclareMathOperator{\xxx}{x} e usando \xxx.

    Ho controllato quanto egli dice, ma ritengo che il \mathstrut sia necessario.

    Se si compilano le due righe precedenti si osserva che nel primo caso il limite sotto l’operatore \lim risulta un pelo più alto che nel caso della seconda equazione; in questo Enrico ha perfettamente ragione.
    Ma se toglie \omega e ricompone, guardando con attenzione vedrà che la linea di base della i nel primo caso è ribassata, mentre nel secondo l’asse matematico della i è perfettamente allineato con l’asse matematico della freccia.
    Se lascia \omega,questo effetto non si vede perché nell’”atomo” matematico costituito dalla sottoespressione dopo la freccia compaiono altri termni che consentono l’allineamento dell’asse matematico. Solo quando i è isolato e usato non come operatore ma come numero (o come operatore agente sull’unità) questa capacità di TeX di allineare gli assi matematici viene a cadere. Ho sperimentato questo difetto in diverse circostanze e non so se sia un bug o una feature di TeX. Per altro, a spese di un leggero ingrandimento dell’ “atomo” matematico in questione, lo strut matematico (che aggiusta le sue dimensioni anche al corpo degli indici di primo e di secondo livello) risolve il problema.

    Diogene (o forse era Antistene) confutò le asserzioni di Zenone sull’impossibilità del moto mettendosi a camminare: Solvitur ambulando 😀

    E allora, camminiamo. Componendo
    `\[\lim_{p\to\operatorname{i}}\lim_{p\to\operatorname{i\mathstrut}}\]`
    l’unica differenza è che il gruppo “pi” è più in basso, nel secondo caso, rispetto alla linea di base, a causa del \mathstrut. L’altezza relativa della “i” rispetto alla freccia è identica nei due casi. Lo puoi vedere mettendo \mathstrut fuori: con il codice
    `\[\lim_{\mathstrut p\to\operatorname{i}}\lim_{p\to\operatorname{i\mathstrut}}\]`
    i risultati sono identici.

    Il comportamento che descrivi avviene con il codice
    `\[\lim_{p\to\mathop{\mathrm{i}}}\lim_{p\to\mathop{\mathrm{i}\mathstrut}}\]`
    ed è proprio per questo che si usa \operatorname{?} e non \mathop{\mathrm{?}}. Infatti per un carattere come “i” l’allineamento deve essere rispetto alla linea di base e non all’asse delle formule: con
    `\[\lim_{p\to\mathop{\mathrm{i}}\omega}\lim_{p\to\mathop{\mathrm{i}\mathstrut}\omega}\]`
    appare evidente come la prima “i” sia abbassata e allineata con il suo centro (verticale) sull’asse delle formule. Le regole nell’appendice G del TeXbook implicano che, se ciò che risulta nell’argomento di \mathop è un unico carattere, questo viene centrato rispetto all’asse delle formule, come accade per \sum, per esempio.

    Il comando \operatorname{x} è essenzialmente equivalente a
    `\mathop{\kern0pt\mathrm{x}}`
    che rende impossibile usare quella regoletta, visto che l’argomento di \mathop non è un singolo carattere. Per un’illustrazione della regola e del \kern0pt, vedi la definizione di \buildrel in plain.tex:
    `\def\buildrel#1\over#2{\mathrel{\mathop{\kern\z@#2}\limits^{#1}}}`
    Siccome #2 può essere un solo carattere, Knuth si cautela mettendo un \kern0pt nell’argomento di \mathop. La definizione di \operatorname in amsopn.sty si basa sul comando interno \qopname:
    `\DeclareRobustCommand{\qopname}[3]{%
    \mathop{#1\kern\z@\operator@font#3}%
    \csname n#2limits@\endcsname}`
    Anche qui si vede il \kern0pt. Qui #1 è sempre \newmcodes@, che cambia certi \mathcode e non è rilevante, #2 è “m” oppure “o” se si vuole avere i limiti sopra e sotto oppure no; #3 è il nome dell’operatore, composto nel font \operator@font, che equivale, più o meno, a richiedere \mathrm.

    Rimango sempre dubbioso dello spazio sottile fra la “i” e la \omega. 😀 E nota la pseudocitazione in basso. 😉

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: CAMBIO PAGINA #14228
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    Esiste la possibilità di usare un comando tipo \interfootnotelinepenalty =10000 per evitare che mi cambi pagina con le ultime 5 lettere di una parola? In pratica mi va a capo, mi cambia pagina e subito dopo inizia una nuova sezione. Vi assicuro che è bruttissimo da vedere. E’ possibile inserire un comando solo localmente o bisogna necessariamente introdurlo nel preambolo? Ho provato a modificare il testo e le note a pie’ di pagina ma più di così non son riuscito a fare.

    Premesso che questi sono aggiustamenti da fare solo quando il documento è in forma definitiva, per quanto riguarda il testo, l’impaginazione scorretta si può aggiustare in due modi: il primo è dire
    `\enlargethispage{\baselineskip}`
    fra due capoversi nella pagina incriminata. Questo fa sì che LaTeX faccia stare una riga in più nella pagina stessa, curando il problema. Ovvio che, se scrivi in fronte-retro, dovrai aggiustare allo stesso modo anche la pagina affacciata.

    Un altro modo è di aumentare artificialmente la lunghezza in righe di qualche capoverso abbastanza lungo della pagina stessa:
    `capoverso precedente

    \looseness=1 testo del capoverso

    capoverso seguente`
    Se il capoverso in cui dai \looseness=1 è sufficientemente lungo, TeX sarà in grado di comporlo abbastanza bene usando una riga in più. In tal caso è bene unire le ultime due parole con ~, in modo da non lasciare una parola “vedova” nell’ultima riga, soprattutto se breve.

    Puoi anche provare con \looseness=-1, cosicché TeX cercherà di comporre il capoverso con una riga di meno della lunghezza naturale, in modo da risparmiare lo spazio per la tua riga “in più”.

    Se però in quella riga in più c’è un riferimento a una nota, c’è poco da fare se non cercare di far andare più testo nella pagina seguente.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Classicthesis: scshape e spacedlowsmallcaps #14219
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    Grazie Enrico, funziona! Avevo provato in tanti modi a usare il comando \spacedlowsmallcaps, ma non sono risucito a “dirlo a LaTeX in modo corretto”.

    Da quello che capisco, il comando \scshape seleziona il maiscoletto, \lsstyle produce la spaziatura e l’inziale minuscola viene ottenuta ridefinendo ad hoc la “i”.

    Mi resta una curiosità. In Classicthesis ci sono tantissime scritte in spacedlowsmallcaps. Oltre ai casi che dicevo, se scrivo un articolo le voci “Indice” e “Riferimenti bibliografici” sono già in spacedlowsmallcaps, senza bisogno di fare alcun aggiustamento “manuale”. Evidentemente, ci sarà una parte del codice che dice: “metti tutte le scritte in spacedlowsmallcaps”. Io però non l’ho trovata”. 😳 Ecco, sarebbe forse più elegante dire “metti anche la voce Indice dei mini-Indici nell’elenco delle cose da mettere in spacedlowsmallcaps”!

    Ad ogni modo, la tua soluzione funziona benissimo!

    Dubito che si riesca a far digerire a minitoc qualcosa di diverso, è un pacchetto molto complesso.

    La tua curiosità è presto soddisfatta: guarda classicthesis.sty.

    Alle righe 200-209 definisce i comandi per i titoli di capitolo e sezione; alla riga 211 il comando per le etichette di description; alle 228-229 quelli per le testatine. Alle righe 318-336 fa qualche trucchetto per l’indice.

    Il problema è che \spacedlowsmallcaps non è un dichiarazione, ma un comando con argomento. Questo ne limita le possibilità di uso.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: numeri testo, matematematica e siunit #6970
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    Ciao Claudio, ho provato a compilare il tuo codice, ma ottengo un errore:
    `\settolength
    {\alfabeto}{abcdefghijklmnopqrstuvwxyz}
    ? `
    Ad ogni modo, sono convinto della bontà delle tue osservazioni. Lo stile classicthesis usa il font Palatino per il testo ed Euler per la matematica (con l’opzione eulermath), e la differenza è nettissima!

    Errore di stampa: \settowidth, non \settolength.

    Le differenze osservate da Claudio sono dovute al fatto che, con i font standard, la codifica T1 chiede i font EC, mentre il font matematico è CM. C’è una leggerissima differenza di ampiezza delle lettere.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Classicthesis: scshape e spacedlowsmallcaps #14217
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    Ancora ciao… e ancora (una finezza su) Classicthesis… 😳

    Uso Classicthesis con il pacchetto minitoc. Vorrei che la scritta “Indice” di ciascun mini-indice venisse scritta in “spacedlowsmallcaps”, che è -almeno credo!- il “font” con cui vengono composte le testatine, i titoli delle sezioni, il nome dell’autore nel frontespizio, …

    Ci sono quasi:
    `\renewcommand{\mtifont}{\normalsize\scshape}`
    produce un risultato molto vicino all’ariginale, senonché la “i” iniziale di “Indice” è più grande rispetto alle altre lettere della parola, e quindi il “carattere” non è lo spacedlowsmallcaps che vorrei. Neppure
    `\renewcommand{\mtifont}{\normalsize\scshape\lsstyle }`
    risolve.

    Uso Classicthesis con le opzioni:
    `\documentclass[10pt,a4paper,twoside,openright,titlepage,fleqn,
    cleardoubleempty,abstractoff,pointlessnumbers,
    headinclude,footexclude,BCOR5mm]{scrreprt}

    \usepackage{classicthesis-ldpkg}
    \usepackage[eulerchapternumbers,subfigure,beramono,eulermath]{classicthesis}

    \DeclareRobustCommand{\spacedallcaps}[1]{\MakeTextUppercase{\textls[170]{#1}}}
    \DeclareRobustCommand{\spacedlowsmallcaps}[1]{\MakeTextLowercase{\scshape\textls[90]{#1}}}
    `
    con il file classicthesis.sty modificato in modo da eliminare tutta la parte relativa a soul (André mi ha “promesso” che la prossima versione dello stile conterrà questa modifica).

    Se non gli chiedi di usare \spacedlowsmallcaps, come fa a sapere che lo vuoi?

    Credo che il modo migliore sia di dirgli
    `\def\ptctitle{indice}
    \def\mtctitle{indice}
    \def\stctitle{indice}`
    dopo aver caricato minitoc e di usare la seconda definizione (con \lsstyle). In questo modo l’iniziale è minuscola.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: inserire nell’indice capitoli senza numero #14214
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    ti do pienamente ragione… ma la prof mi ha chiesto questo….. 🙁 e devo consegnare domani

    😯 😯 😯 😯

    E che numero di pagina vorrebbe metterci?

    L’unica cosa che mi viene in mente è di riprendere la numerazione da prima delle appendici.
    `\frontmatter
    \include{frontespizio}
    \mainmatter
    \tableofcontents
    \include{introduzione}
    \include{cap1}
    …
    \label{ultimapagina}
    \cleardoublepage
    \pagenumbering{roman}
    \include{appendice}
    \cleardoublepage
    \pagenumbering{arabic}
    \setcounter{page}{\pageref{ultimapagina}}
    \ifodd\value{page}\else\stepcounter{page}\fi
    \include{bibliografia}
    \include{ringraziamenti}
    \end{document}`
    Questo va bene se scrivi in fronte-retro. Se usi “solo fronte”, cambia i \cleardoublepage in \clearpage e elimina la riga che comincia con \ifodd. Probabilmente dovrai eliminare una pagina che comunque non dovrebbe contenere nulla.

    Avrai un errore alla prima compilazione, ignoralo. Poi andrà tutto a posto.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: inserire nell’indice capitoli senza numero #14212
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    Vorrei inserire nell’indice bibliografia e ringraziamenti ma senza numero perchè prima di questi ci sono le appendici e me li numera in numero romano
    se metto \pagenumbering{no} mi da errore non riesce a compilare l’indice, se metto \backmatter non funziona continua a numerare, se li metto entrambi idem
    come posso fare??
    la struttura è questa:
    `\frontmatter
    \include{frontespizio}
    \mainmatter
    \tableofcontents
    \include{introduzione}
    \include{cap1}
    …
    \pagenumbering{roman}
    \include{appendice}
    %\backmatter
    %\pagenumbering{no}
    \include{bibliografia}
    \include{ringraziamenti}
    \end{document}`

    L’idea di numerare le pagine dell’appendice con numeri romani è pessima. Va bene, semmai (per tradizione), per le pagine preliminari. Togliere il numero di pagina è un’idea ancora peggiore, se possibile 😀

    Lascia stare, numera le pagine in sequenza e vivrai felice.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Acronimi e testatine #14208
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    Ciao a tutti!
    Usando la classe book e il pacchetto acronimi ho inserito un indice degli acronimi che essendo molto lungo va ad occupare più pagine. Tale indice si trova nel frontmatter dove la numerazione di pagina è in numeri romani.
    La numerazione è corretta ma le testatine risultano sbagliate. Nella prima pagina degli acronimi non si ha testatina come richiesto nelle impostazioni di fancyhdr ma nella pagina successiva presenta come titolo del capito la “List of tables” che precede l’elenco degli acronimi.

    Vorrei utilizzare in testatina Acronyms oppure eliminare del tutto la testatina.
    Riporto un file minimale.

    …

    Il file acronyms è invece:

    `\chapter*{Acronyms}

    \begin{acronym}

    \acro{AOCS}{Attitude and Orbital Control System}

    \end{acronym}`
    Scusate se i file sono estremamente lunghi ma volevo mostrarvi esattamente quali settaggi sto utilizzando.

    `\chapter*{Acronyms}
    \markboth{Acronyms}{Acronyms}

    \begin{acronym}

    \acro{AOCS}{Attitude and Orbital Control System}

    \end{acronym}`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: problemi con l’appendice #14200
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    Salve,
    sono costretto a chiedere un aiuto perchè nelle varie guide scaricate non trovo riferimenti approfonditi sul tema in questione.Utilizzo WInEdt/MiKTeX su windows XP ed il pacchetto “layaureo”
    Il probelma è il seguente:
    ho bisogno d’inserire l’appendice al termine di ogni capitolo.
    Con il comando \appendix il problema è la denominazione dei capitoli successivi all’utilizzo del comando stesso che vengono cosiderati anche loro facenti parte dell’appendice.Formalizzando schematicamente:
    `
    \chapter{capitolo1}
    \appendix
    chapter{appendice1}

    \chapter{capitolo2}
    \appendix
    \chapter{appendice2}…
    …`

    Il “capitolo2” appartiene così all’appendice.Immagino che il problema sia banale.
    Se preferite linkatemi una buona guida a riguardo…non sono pigro 😀

    Pacchetto “appendix”

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Bibtex e lista completa delle fonti bibliografiche #14203
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    Ciao a tutti!
    Ho cercato sul forum ma non ho trovato la soluzione. Attualmente sto usando bibtex con lo stile bibliografico alpha. Il problema è che inserisce in bibliografia solo i testi effettivamente richiamati dal comando \citep{}. Vorrei che comparissero anche le voci non richiamate direttamente nel testo.
    Esiste uno stile che esegue questa operazione in automatico?

    Scrivi \nocite{*} prima della bibliografia. Puoi anche dare come argomento di \nocite una lista di riferimenti separati da virgole.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: modifica packages #14179
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    Grazie Enrico della tempestiva risposta.
    Ti chiedo ancora una cosa: nel pacchetto originale c’è ad esempio il seguente codice
    `\def\pst@draw@switch{%
    …
    }`
    io posso definire nel file delle mie macro un comando con lo stesso nome del file originale, cioè del tipo
    `\def\pst@draw@switch{%
    …
    }`
    ?

    Certamente. Era proprio il senso della mia risposta. Carichi il pacchetto originale e poi modifichi i comandi come desideri. Ovvio che occorre stare attenti a ciò che si fa. Con \def\xxx{…} definisci il comando \xxx sostituendo eventuali significati precedenti, senza alcun avviso.

    LaTeX mette a disposizione \newcommand e \renewcommand per evitare che un utente ridefinisca inavvertitamente comandi importanti. Prova questo:
    `\documentclass{minimal}
    \renewcommand{\fi}{Firenze}
    \begin{document}
    Ciao
    \end{document}`
    Il messaggio di errore è carino, vero?
    `! LaTeX Error: Missing \begin{document}.

    See the LaTeX manual or LaTeX Companion for explanation.
    Type H for immediate help.
    …

    l.3 \begin{document}`
    Ti dice che manca \begin{document} mostrando di essere alla riga \begin{document}.

    Quando si lavora su un pacchetto, spesso è conveniente usare \def, ma occorre stare attenti, naturalmente.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: eliminare e ripristinare i numeri delle sezioni #4300
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    Dear all,
    mi aggancio a questo vecchio topic per porre questo quesito:
    qualora volessi togliere la numerazione delle sezioni ma mantenerne la presenza nell’indice, come si fa? E se volessi solo la numerazione, nel senso di avere, ad esempio:
    Sezione 1
    Sezione 2
    Sezione 3
    …

    anziché
    1 La mia prima sezione
    2 La mia seconda sezione
    3 la mia terza sezione
    …

    come procedere?
    Grazie dell’attenzione. O.

    `\setcounter{secnumdepth}{0} % non numera le sezioni
    \setcounter{tocdepth}{1} % le sezioni vanno nell'indice`
    I due contatori sono indipendenti, ovviamente puoi andare più giù nella scala dei livelli.

    La seconda idea è da scartare a priori: l’indice serve per sapere dove trovare le cose; un’indicazione di ciò che si trova nelle sezioni (il titolo, quindi) ci va.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: modifica packages #14176
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    Ciao Enrico, ho un dubbio: che cosa succede se il pacchetto originale contiene impostazioni incompatibili con quelle “personalizzate”? Per esempio, supponiamo che il pacchetto originale usi i pacchetti ccaption e subfigure, e io voglia invece usare il pacchetto caption, con opzioni diverse, e subfig. Viene “data la precedenza” alle opzioni personalizzate?

    No, così non si può. La scelta di quali altri pacchetti caricare è stata fatta dall’autore del pacchetto che, evidentemente, ne usa le funzionalità.

    Ammettiamo di voler modificare il pacchetto “pack” che carica “ccaption”, ma noi vogliamo “caption”; creiamo allora “modpack.sty”
    `\ProvidesPackage{modpack}
    \global\expandafter\let\csname ver@ccaption.sty\expandafter\endcsname
    \csname ver@\@currname.\@currext\endcsname
    \RequirePackage{pack}
    \RequirePackage{caption}

    \endinput`
    Il
    dovrà prendersi cura che ciò che è definito in pack.sty usando le funzionalità di ccaption sia ridefinito usando quelle di caption.

    La formula magica che comincia con \global impedisce che venga caricato ccaption; infatti, quando si carica il pacchetto “xxx”, LaTeX definisce il comando \ver@xxx.sty; se questo è già definito, altre richieste di \usepackage{xxx} o \RequirePackage{xxx} verranno (quasi) ignorate. Il quasi è per motivi che sarebbe lungo discutere.

    A questo punto, tanto vale riscrivere il pacchetto “pack”, probabilmente.

    Uno dei difetti di classicthesis è che ne carica troppi, senza usarli veramente. Così impedisce le scelte all’utente.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: modifica packages #14174
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    Cari TeXpert del forum,
    mi chiedevo se possibile modificare le impostazioni dei packages “ufficiali” senza andare a toccare i file del pacchetto.
    Cerco (e spero) di spiagarmi meglio: sto disegnando dei cirucuiti elettrici con pst-circ che dipende da pstricks. Alcuni componenti non sono proprio deifniti come vorrei io: ad esempio gli interruttori hanno la freccia solo in chiusura.
    Io vorrei creare un interruttore un po’ diverso con frecce sia in apertura che in chiusura. L’unico modo è quello di modificare il file sorgente del pacchetto di pst-circ. In questo modo la mia versione non è più allineata con quella ufficiale.
    E’ possibile creare un pacchetto parallelo con solo le mie modifiche in modo tale che la definizione di un comando cerchi gerarchicamente prima nel file di modifiche e poi nella versione ufficiale?

    Il modo standard per farlo è di crearsi un file; Per esempio, pst-mycirc.sty che sia della forma seguente:
    `\ProvidesPackage{pst-mycirc}[2007/19/04 Modifiche a pst-circ]
    \RequirePackage{pst-circ}

    \endinput`
    In questo modo carichi il pacchetto originale, ma le definizioni finali delle macro saranno le tue. C’è qualche complicazione se il pacchetto pst-circ può essere chiamato con opzioni. In tal caso, prima della riga \RequirePackage{pst-circ} scrivi
    `\DeclareOption*{\PassOptionsToPackage{\CurrentOption}{pst-circ}}
    \ProcessOptions\relax`
    Ciao
    Enrico

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