egreg9

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  • in risposta a: Puntini nei numeri #14161
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    Salve a tutti, volevo sapere se esiste un comando ben specifico per far inserire automaticamente i puntini di divisione nei numeri per le migliaia.

    Non si dovrebbero usare i puntini per la separazione di gruppi di cifre, ma lo spazio sottile. Il pacchetto da usare è numprint
    `\usepackage[np,nosepfour]{numprint}`
    Scrivendo \np{123456789,123456} si ottiene l’equivalente di
    `123\,456\,789{,}123\,456`
    La documentazione, pur se in inglese, è piuttosto chiara ed esauriente. È possibile, con varie opzioni e comandi, modificare il formato di stampa dei numeri.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: txt2(la)tex #14163
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    cercavo un qualche programmino semplice semplice per convertire un file di testo (tipicamente contenente una tabella) in latex. Ho cercato in rete e ho trovato in CTAN un certo txt2tex (txt2latex), ma mi appare solo un file di testo (?!)

    Prova a guardare a questa pagina di Guido Milanese; nell’area di download trovi tab4tex.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Piccolo problema con la definizione di un nuovo environment #14157
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    Ancora una domanda: ma se io non metto l’asteristo, lui mi numera automaticamente tutte le righe, se io invece volgio che l’intero blocco di righe prenda un numero? con `\begin{equatio} \begin{split}
    ….
    \end{split} \end{equation}
    Funzionava! come posso farl anche per l'align?`

    Proprio per quello serve split. Ma esiste anche aligned
    `\begin{equation}
    \begin{aligned}
    a&=b\\
    c&=d
    \end{aligned}
    \end{equation}`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Piccolo problema con la definizione di un nuovo environment #14154
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    Salve ragazzi, vorrei definire un nuovo environment che mi risparmi di scrivere tutte le volte
    `\[
    \begin{split}
    ….
    \end{split}
    \]`
    Mi potete aiutare? Grazie mille!

    Se usi split per formule su più righe allineate a un segno di relazione, la soluzione è l’ambiente “align*”:
    `\begin{align*}
    a&=b\\
    c&=d
    \end{align*}`
    Gli ambienti di amsmath hanno tutti (eccetto split, naturalmente) una forma *, che non numera alcuna riga: “gather*”, “multline*”, “equation*”.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Definizione nuovo ambiente #14151
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    Salve a tutti, credo che il problema sia banale ma cercando sul forum non ho trovato nulla al riguardo…

    Sto definendo un ambiente “correzione”, che mi serve per aggiungere delle note sulle correzioni da apportare al documento.

    L’ho definito in questa maniera:
    `\newenviroment{correct}{\textbf{DA FARE} \itshape}{\newline}`
    Quando ho da appuntarmi una correzione, o qualcosa da aggiungere che non posso fare subito aggiungo nel mio documento latex una nota richiamando il comando
    `\correct{fai questo e quest'altro}`
    Il problema e’ che dopo averlo usato mi mette in corsivo tutto il resto del documento.
    Capisco che ovviamente il problema sta nell’uso sbagliato di \itshape, ma non ho idea di come fare per risolvere (e mi sa che pure la definizione di un nuovo ambiente non e’ troppo corretta).

    La mia idea era di fare cosi’ in modo da ritrovare subito le correzioni da apportare, facendo una ricerca di \correct all’interno del documento. Sicuramente l’ho fatto in un modo ingenuo e poco elegante, ma non sono molto esperto nella definizione di nuovi ambienti e comandi… ne’ di come strutturararli per bene in maniera da cambiare solo la loro definizione piuttosto che il testo che scrivo…

    Sbagli nell’uso:
    `\begin{correct}
    Fai questo e quest'altro
    \end{correct}`
    Suggerirei un’altra modifica:
    `\newenvironment{correct}{\par\medskip\textbf{DA FARE}\itshape}{\par\medskip}`
    In questo modo metti più in evidenza la parte da riscrivere.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Elenchi “a lettere” #13896
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    ehm… il pacchetto enumerate pero’ mi dà un problema:
    quando faccio le liste “a lettere” non indenta la lettera che contraddistingue l’item mentre per le liste a numeri (e quelle con itemize, ovviamente) l’indentazione c’è… come posso ovviare?

    `\usepackage{enumitem}
    …
    \begin{enumerate}[label=\alph{*}]`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Eccetera #14134
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    Credo sia fondamentalmente questione di gusti, anche se occorrerebbe consultare il manuale di stile del Lesina (per esempio), che non ho sottomano.

    Normalmente mi sembra si tenda a usare l’bbreviazione “ecc.” Eviterei senz’altro i punti di sospensione, che hanno un altro significato e altri usi canonici (per esempio l’omissione, anche senza quadre in alcuni testi).

    Lesina non prende posizione, si limita a elencare alcune (troppe) abbreviazioni di uso comune. Ovviamente non è solo questione di gusti personali, ma anche di consuetudini dell’ambiente nel quale si opera. Uno studioso di diritto userà molte abbreviazioni, quasi sempre latine. Letterati di vario genere hanno le loro passioni, diverse da settore a settore.

    Se fosse per me le proibirei: al giorno d’oggi non hanno più alcuna ragione di esistere, tranne quelle per citazioni del tipo “art.~24 CPP”. Vedere scritto decine di volte “Codice di procedura penale” sarebbe effettivamente pesante (nota le minuscole :D).

    Una collega per la quale ho messo in LaTeX alcuni articoli, aveva il vezzo di abbreviare “with respect to” con “w.r.t” e “without loss of generality” con “w.l.o.g.”. Cassati tutti come primo intervento, nessuna pietà per gli orrori. 😀 E poi non sono davvero molti a usarle.

    Su “eccetera” non ho dubbi: intero, interissimo. Magari sostituito da “e simili” o altre locuzioni del genere.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Un articolo con Classicthesis #14100
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    Mi pareva ovvio che i due thread fossero collegati. O no?

    No, non lo sono. Vorrei usare lo stile Classicthesis per scrivere un articolo. Non ho incontrato problemi particolari, tranne nella resa dell’indice e della bibliografia, che, con la classe scrreprt (e a differenza della classe article), iniziano su una nuova pagina, cosa che vorrei naturalmente evitare.

    Quanto all’altro thread, il comando \ssection mi serve per definire le “voci” di un curriculum (in questo caso, la centratura del titolo delle varie “sezioni” mi pare più appropriata dell’allineamento a sinistra).

    Be’, adesso sai che devi prendere il codice di entrambi. Vedi tu come fare, no?

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: come deve essere un riferimento a “qualcosa?” #14082
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    È una scelta precisa dello stile AMS, che vuole tutti i riferimenti in tondo.

    😮 Caspita! Non si smette mai d’imparare: adesso capisco meglio la tua risposta (in un altro topic) dove dicevi che in testi con la matematica tutti i numeri vanno scritti in tondo.

    La condivido.

    Se la condividi tu, figuriamoci io… 😀 . Il problema per me, ora, è ridefinire \defineabbrev in modo che scriva sempre il riferimento in tondo… Purtroppo, per me, il codice che lo definisce se fosse scritto in egiziano sarebbe più chiaro che in TeX: mi puoi aiutare?

    Sostituiisci ogni \whatref{\theref#1} con
    `\textup{\whatref{\theref#1}}`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Un articolo con Classicthesis #14098
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    `\makeatletter
    \renewcommand{\toc@heading}{\specialsection*{\contentsname}%
    \@mkboth{\contentsname}{\contentsname}}
    \renewcommand{\bibsection}\specialsection*{\bibname}%
    \@mkboth{\bibname}{\bibname}}
    \makeatother`

    Caro Enrico, ho provato il tuo codice (ci ho aggiunto una parentesi graffa prima del secondo \specialsection* che probabilmente ti era sfuggita), ma purtroppo non funziona:
    `Undefined control sequence.
    \toc@heading ->\specialsection
    *{\contentsname }\@mkboth {\contentsname }{\c…
    l.49 \tableofcontents

    ?

    ! Undefined control sequence.
    \bibsection ->\specialsection
    *{\bibname }\@mkboth {\bibname }{\bibname }
    l.1 \begin{thebibliography}{9}

    ?
    `
    Anche procedendo con la compilazione, viene fuori un pasticcio: non c’è più l’indesiderato cambiamento di pagina prima dell’indice e della bibliografia, ma purtroppo le parole “Indice” e “Bibliografia” non solo non sono più scritte in maiuscoletto, ma addirittura risultano sovrapposte al testo (e precedute da un asterisco) anziché esserne separate dalla classica linea, e l’insieme è illeggibile.

    Scusa la mia petulanza: giuro, risolti questi ultimi dubbi su Classicthesis non mi avventurerò più in terreni così impervi…

    `\documentclass[10pt,a4paper,twoside,fleqn,
    cleardoubleempty,abstractoff,pointlessnumbers,
    headinclude,footexclude,BCOR5mm]{scrreprt}

    \usepackage{classicthesis-ldpkg}
    \usepackage[eulerchapternumbers,subfigure,eulermath]{classicthesis}
    \usepackage{lipsum}

    \makeatletter
    \titleclass{\specialsection}{straight}[\chapter]
    \let\c@specialsection\c@section
    \let\thespecialsection\thesection
    \renewcommand{\toc@heading}{\specialsection*{\contentsname}%
    \@mkboth{\contentsname}{\contentsname}}
    \renewcommand{\bibsection}{\specialsection*{\bibname}%
    \@mkboth{\bibname}{\bibname}}
    \makeatother

    \titleformat{\specialsection}[block]
    {\normalfont\bfseries\filcenter}{}{0pt}{}
    \titlespacing{\specialsection}{0pt}{*2}{*1}
    \newcommand{\ssection}{\specialsection*}

    \begin{document}

    \tableofcontents

    \lipsum[1]

    \ssection{Bla}

    \lipsum[2]

    \end{document}`
    A parte tentativi di ridefinire certi comandi che non so quale pacchetto riguardino (per esempio \subsectionautorefname), il file si compila perfettamente.

    Non ho alcun messaggio di “Unknown sectioning level” (vedi altro thread). Mi pareva ovvio che i due thread fossero collegati. O no?

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: pdfTeX ed i subfloats #14041
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    Il codice che compilo è questo:

    `\documentclass[11pt,a4paper,openright,twoside]{book}
    …`

    Mi scuso se ho postato un esempio così lungo, ma ho il sospetto che ci possa essere un conflitto fra pacchetti e quindi volevo che fossero visibili quelli che ho caricato.

    Grazie mille…anche per la sollecitudine delle risposte.
    Resto sempre più ammirato dall’efficienza di questo forum.

    Sorry, no warning.

    Non c’entra niente, ma perché non scrivi fra le faccende di fancyhdr “\setlength{\headheight}{14pt}” come ti chiede con insistenza di fare?

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: pdfTeX ed i subfloats #14039
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    Anche io ho incontrato un problema simile usando MikTeX e compilando il codice:
    `\usepackage[lofdepth,lotdepth]{subfig}

    \begin{figure}[htb] \centering
    \subfloat[Topolino \label{fig: topolino}]
    {\includegraphics[scale=0.5]{topolino}}
    \subfloat[Paperino \label{fig: paperino}]
    {\includegraphics[scale=0.5]{paperino}}
    \caption {I Classici Walt Disney }
    \label{fig:classici}
    \end{figure}`
    Mi genera una warning per ogni subfigure che dice:

    `! pdfTeX warning (dest): name{subfigure.x.y} has been referenced but does not exist, replaced by a fixed one`

    Inserisce correttamente le figure e crea la lista delle figure anche con le subfigure, ma i rimandi ipertestuali che crea con hyperref non funzionano per le subfigure, ma solo per la “figura madre”.

    Qualcuno sa come risolvere questo problema?

    Inserendo il tuo codice in un documento standard non ottengo alcun warning.

    Prova a generare un esempio minimo.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: come deve essere un riferimento a “qualcosa?” #14080
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    Ho provato il codice in “diverse salse” e funziona molto bene. Ho inserito citazioni sia multiple (fino a un massimo di 5 contemporaneamente: test molto conservativo!) che singole, oltre che nel corpo del testo, anche nelle didascalie, nelle note al piede e nelle intestazioni: non ho mai avuto problemi; non so se da questo si possa già concludere che il comando è robusto.

    L’unica annotazione da fare (che penso non dipenda dal comando \defineabbrev ma da \eqref) è che i riferimenti alle formule vegono ugualmente scritti in tondo anche in ambienti formattati diversamente (per esempio in un ambiente tutto in corsivo). Diversamente, i riferimenti a figure, pagine, tabelle,… si adattano correttamente al contesto.

    È una scelta precisa dello stile AMS, che vuole tutti i riferimenti in tondo. La condivido.

    Per la precedente richiesta

    sarebbe possibile far raggruppare automaticamente per intervalli i riferimenti consecutivi

    speravo che si potesse riadattare il codice del pacchetto cite (come m’indicava Enrico). Mi sfuggiva un aspetto importante: i riferimenti bibliografici sono già noti all’inizio della compilazione, mentre in questo caso i riferimenti sarebbero noti solo alla fine della stessa, il che complica parecchio le cose (penso). Adesso la palla passa allo staff del GuIT, sull’opportunità o meno di trasformare le precedenti istruzioni in un pacchetto (così com’è o “potenziato”).

    Sono noti tutti prima. Per essere precisi, sono noti i riferimenti risultanti dalla compilazione precedente: sia le citazioni che i riferimenti vengono scritti nel file .aux che viene letto all’inizio e immagazzinato in memoria; alla fine viene letto quello scritto durante la compilazione e viene paragonato con quello in memoria; se ci sono differenze, appare il comando che invita a ricompilare.

    Non credo sia molto semplice fare come vorresti: il pacchetto cite si occupa solo delle citazioni, qui occorrerebbe tenere conto di molti fattori in più.

    Cambiando argomento (ma restando sempre sul topic) chiedo un consiglio: nei riferimenti bibliografici ad una parte in particolare di un testo (dove la brevità è importante) è opportuno usare le abbreviazioni? Meglio

    [11, cap. 2]

    o

    [11, capitolo 2]

    ?

    Meglio “si veda~[11], capitolo~2”, secondo me. Ma in un articolo è ammissibile l’abbreviazione, non in un testo più lungo, dove queste “brevità” sono del tutto inutili.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Un articolo con Classicthesis #14096
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    Chiedo scusa se riapro il topic, ma c’è un altro problema. Assodato che Classicthesis non gradisce scrartcl e che è necessario usare scrreprt anche per un articolo, vorrei far sì che non venisse inizata una nuova pagina né per l’indice né per la bibliografia.

    Il comando \tableofcontents richiama \toc@heading che, a sua volta, richiama \chapter*.

    Analogamente, il titolo della bibliografia è composto con \bibsection.

    `\makeatletter
    \renewcommand{\toc@heading}{\specialsection*{\contentsname}%
    \@mkboth{\contentsname}{\contentsname}}
    \renewcommand{\bibsection}\specialsection*{\bibname}%
    \@mkboth{\bibname}{\bibname}}
    \makeatother`
    Immagino servisse a quello il comando \ssection dell’altro thread, vero?

    Ciao
    Enrico

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    Ciao a tutti, prometto che questa è una delle ultime domande che faccio su Classicthesis…

    Ho bisogno di un comando di sezionamento che centri i titoli delle sezioni. Il comando
    `\newcommand{\ssection}[1]{\section*{\centering{#1}}}`
    funziona perfettamente con le classi standard (article, book, …), ma con Classicthesis produce un errore in compilazione:
    `! Use of \@icentercr doesn't match its definition.
    \reserved@a #1#2->\let #2#1\reserved@a

    l.16 \ssection{Bla}

    ? `
    Come si può fare?

    Come avrai certamente scoperto, classicthesis si appoggia a titlesec per i comandi di sezionamento. Il manuale di titlesec è molto chiaro, al riguardo. Devi semplicemente definirti un comando di sezionamento, chiamiamolo \specialsection come vuoi:
    `\titleclass{\specialsection}{straight}

    \titleformat{\specialsection}[block]
    {\normalfont\bfseries\filcenter}{}{1em}{}

    \titlespacing{\specialsection}{0pt}{*2}{*1}
    \newcommand{\ssection}{\specialsection*}`
    Aggiusta tu i parametri di spaziatura e di formato del testo del titolo, magari guardando come fa classicthesis con \section.

    Ciao
    Enrico

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