Risposte nei forum create
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AutoreRisposte
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Ciao a tutti. Non riesco proprio a capire perché il seguente
`\documentclass{scrreprt}
\usepackage{loadpackages}
\usepackage[subfigure,eulermath]{classicthesis}
\begin{document}
\section{Spez\-zo}
\end{document}
`non funziona.Che significa? Direi che “Spezzo” su una riga intera ci sta e TeX non deve nemmeno pensare di spezzare. Forse non è questo che intendi, prova a spiegarti meglio.
Ciao
Enrico
::finalmente funzia….però \rule è un comando di che pacchetto? vorrei capire meglio quali sono i parametri che sto andando a modificare…
PS cmq credo che la scelta della griglia si anche dovuta al fatto che che senza di quella sarebbe difficile mostrare i vincoli di integrità referenziale che graficamente non sono altro che delle frecce che puntano a certe celle ben precise. Infine credo che il modello relazionale sia più vecchio dei word processor, quindi penso che si più una questione pratica che stilistica 😉
\rule è un comando di LaTeX “standard”.
`\rule[a]{b}{c}`
crea una linea di spessore “b” e di altezza “c”, spostata in su (o giù se l’argomento è negativo) di “c”. Questi a b c devono essere dimensioni.Le tabelle riquadrate sono un orrore derivato dalla diffusione dei fogli di calcolo.
Ciao
Enrico
::premettendo che le mie tabelle devono essere a mo’ di griglia (così è tacito quando si studia basi di dati, guardare un qualsiasi libro che tratta questa materia!) e che quindi non posso assolutamente togliere ne le | ne le \hline non ho capito quale comando di sto pacchetto mi permette di aumentare la spaziatura di una riga.
Mi spiego meglio: la larghezza di una riga non la distanza una dall’altra (come fanno \toprule \bottomrule…)
PS ho provato ad usare \addlinespace[0.5pt] ma tenendo le griglia mi distanzia sì ma non prolunga le linee di colonna…
Non dubito che le tabelle nei libri siano composte in quel modo. Il brutto si propaga più facilmente del bello, soprattutto in tempi di word processors che “fanno tutto loro”.
A te interessa aumentare la “profondità” delle righe che contengono quelle sottolineature, ma agendo solo sul “sotto” otterresti uno sbilanciamento della riga.
`\newcommand{\mystrut}{\rule[-1.6ex]{0pt}{4.6ex}}`
Inserisci \mystrut nelle intestazioni delle tue tabelle, basta in una sola cella.Ciao
Enrico
::Che ne dici di farlo diventare un pacchetto?
Se qualcuno vuole provarlo, lo può scaricare qui. Aspetto commenti e suggerimenti.
Il pacchetto itnumpar è stato inviato su CTAN. Dovrebbe uscirne l’annuncio a breve.
Gestisce numeri cardinali fino a 9999 e ordinali fino a 999, questi ultimi in forma maschile e femminile, con iniziale maiuscola o minuscola.
Sono disposto ad ampliare l’intervallo, se qualcuno offre una somma in euro non minore del massimo numero cardinale gestito attualmente. 😀 😀
Ciao
Enrico
::Salve a tutti. Sto concludendo il mio lavoro di riscrittura di un regolamento in LaTeX quando incontro un vero osso duro. Sono delle tabelle con elenco numerato, nel senso che ogni riga dovrebbe avere una cella/un carattere all’inizio della prima cella che mi specifica l’enumerazione alfabetica. Il problema è che, prima di fare un obbrobrio e inserire il testo:
` \begin{table}…
\begin{tabular}……
a&Blah&Blah&Blah\\
b&Psst&Psst&Psst\\
…`
vorrei sapere se esiste una maniera intelligente e automatica in cui il lavoro di enumerazione se lo prende in carico LaTeX (il che sarebbe utile dato le annuali revisioni e riordinamenti di tali tabelle). Grazie 1000 😀`\newcounter{tabcount}
\newcommand{numera}{\stepcounter{tabcount}\alph{tabcount}}
…
\begin{table}…
\setcounter{tabcount}{0}
\begin{tabular}……
\numera&Blah&Blah&Blah\\
\numera&Psst&Psst&Psst\\
…`
Ciao
Enrico
::Salve a tutti. Di recente mi è stato commissionato un regolamento calcistico da trascrivere con LaTeX. La mia scelta (anche perchè non conoscevo altri mezzi) è stata di scrivere ogni articolo nell’ambiente theorem (o meglio in un ambiente theorem risistemato) in modo che, capitolo per capitolo, mi mantenesse la numerazione automatica degli articoli. Ora mi trovo davanti a due problemi:
1- l’ambiente da me definito (grazie all’aiuto di un testo di un amico) è questo:
`\newtheoremstyle{nome}% name
{3pt}% Space above
{8pt}% Space below
{}% Body font
{}% Indent amount (empty = no indent, \parindent = para indent)
{\bf}% Thm head font
{.}% Punctuation after thm head
{.5em}% Space after thm head: ” ” = normal interword space;
% \newline = linebreak
{}% Thm head spec (can be left empty meaning `normal')
\theoremstyle{nome}
\newtheorem{nome}{Articolo}[chapter]`
Il mio problema è con questa linea ` % \newline = linebreak` in quanto, guarda caso, a me servirebbe proprio che, dopo “Articolo X.YY” il testo vada a capo. Il problema è che inserendo il comando `\newline` non mi appare proprio l’intestazione “Articolo X.YY” ma solo degli spazi.
2- questo è un po’ + strano e difficile: mi è stato esplicitamente chiesto che il testo degli articoli non venga a trovarsi a cavallo tra due pagine: mi chiedevo se ci fosse un modo, un comando, un qualcosa di automatico (o semi-automatico) per fare ciò: altrimenti capirete la frustrazione nel dover spulciare pagina per pagina gli articoli e inserire, solo dove serve, l’interruzione di pagina.Devi mettere \newline al posto di quel .5em:
`\newtheoremstyle{nome}% name
{3pt}% Space above
{8pt}% Space below
{}% Body font
{}% Indent amount (empty = no indent, \parindent = para indent)
{\bfseries}% Thm head font
{.}% Punctuation after thm head
{\newline}% Space after thm head: ” ” = normal interword space;
{}% Thm head spec (can be left empty meaning `normal')
\theoremstyle{nome}
\newtheorem{nome}{Articolo}[chapter]`
Ho corretto anche \bf in \bfseries; il comando \bf è obsoleto e mantenuto solo per compatibilità. Toglierei il punto dopo il numero, lasciando vuoto il campo indicato con “punctuation after thm head”.Quanto al secondo problema, dovresti intanto dare \raggedbottom, in modo da evitare l’ampliamento dello spazio fra un articolo e l’altro per riempire la pagina. Un modo potrebbe essere:
`\newenvironment{articolo}
{\interlinepenalty=10000 \begin{nome}}
{\end{nome}}`
e scrivere \begin{articolo}…\end{articolo} per i tuoi articoli. Prova, vediamo se funziona.Ciao
Enrico
1 Aprile 2007 alle 21:35 in risposta a: Spezzare un titolo in un punto preciso con Classicthesis #13949::Ciao a tutti. Il codice
`\documentclass[…]{scrreprt}
\usepackage{loadpackages}
\usepackage[…]{classicthesis}
\begin{document}
\begin{center}
{\color{Maroon}\spacedallcaps{A capo \\ qui}}
\end{center}
\end{document}`
produce un errore.Come si può ovviare?
Suppongo così:
`\begin{center}
\color{Maroon}\spacedallcaps{A capo}\\
\spacedallcaps{qui}
\end{center}`
Dubito che quelle graffe in più (per proteggere il colore, immagino) siano necessarie.Ciao
Enrico
::Update.
Ho trovato un modo un po’ sporco per risolvere il problema.
Nel file curve.cls c’è:` \def\@prefix{\textbullet}
\newcommand\prefix[1]{\gdef\@prefix{#1}} `Ho semplicemente eliminato \textbullet.
C’è un modo per cambiare questo prefix senza modificare il foglio di stile? Ho provato con \renewcommand, senza successo…
Davide`\prefix{}`
Il comando \prefix serve proprio per modificare il prefisso di default. Con \prefix{} dici che non vuoi nulla. Con \prefix{–} otterresti una lineetta.Ciao
Enrico
::Ciao a tutti.
Vorrei installare i font della famiglia Bera (incluso beramono.sty) sul mio Mac. Ho dato un’occhiata all’articolo di Zannarini e Vavassori sull’installazione dei font, ma mi chiuedevo se su Mac esista un modo “veloce ed elementare” per farlo, possibilmente usando l’i-Installer. L’i-Installer è facilissimo da usare e per configurare il tutto basta un clic: in fondo, per installare i font standard e i CM-super ho fatto esattamente così e non è stato necessario “mettere le mani sotto al cofano”…
Occorrerebbe creare un apposito documento di i-Installer. Dubito che Wierda lo faccia. Nella TeX Live ci sono già installati.
L’alternativa è di usare mpm (MiKTeX Package Manager) che però va compilato. Altrimenti, a mano: scompatti il file che scarichi da CTAN, di solito è uno zip. Poi sposti le varie cartelle nel posto giusto in ~/Library/texmf
Ciao
Enrico
::Ciao a tutti, riapro questo topic, il cui quesito di fondo non era stato risolto. Nonostante abbia letto la documentazione di KOMA-script e abbia fatto qualche tentativo, non ne sono venuto a capo.
Il problema è: “Come modificare, con layaureo o geometry, i margini dello stile Classicthesis?”
…
Mi è venuto il sospetto che layaureo e/o geometry siano incompatibili con la classe KOMA…
Temo che la risposta sia: le classi KOMA hanno il loro sistema per impostare i parametri tipografici. Con una documentazione scritta da tedeschi: occorre studiarla finché la si capisce. O rinunciare. Io ho rinunciato. 🙂
Ciao
Enrico
::Ci sono metodi migliori, come forse hai visto.
Hai ragione, il fatto è che abbiamo scritto quasi in contemporanea: se mi fossi accorto della tua risposta avrei evitato di sovrappormi, scusa.
Ci mancherebbe! 😀 Intervenendo nelle discussioni si ha sempre occasione di imparare. Non mi riferisco solo a te, vale per tutti.
Una piccola precisazione: i due modi`\entity {Impiegato}
\entity{Impiegato}`sono perfettamente equivalenti, perché TeX ignora gli spazi dopo i comandi (tranne quelli del tipo “barra rovescia+carattere non lettera”).Siamo d’accordo. Però mi sembra che nel secondo caso la leggibilità sia decisamente migliore. Per questo invito ugualmente ugaciaka a fare attenzione a spazi inutili che (in un testo complesso) tendono a rendere più difficile la lettura del sorgente.
Questo è verissimo. Soprattutto quando l’editor fa il wrapping automatico, gli spazi possono essere di ostacolo per una migliore lettura del sorgente.
Avevo preso quella precisazione come riguardante gli spazi “spuri” che compaiono nell’output “misteriosamente”, dovuti in realtà a errori di scrittura nella definizione dei comandi.
Ci sono quelli che, nelle definizioni, terminano tutte le righe con %, temendoli. In realtà, in molte occasioni possono essere omessi e, anzi, ometterli (quelli giusti :D) denota maggiore padronanza del linguaggio. A volte, specie se si usano comandi primitivi, un % alla fine di una riga può essere disastroso.
Ciao
Enrico
::Ho cercato dappertutto quindi se esiste (e sicuramente esisterà) sto comando mi sentirò pirla. Come diamine si allargano i margini verticali delle righe di una tabella?
Il fatto è che rifacendomi a questo topic se compilate il mio codice l’underline (potete usare questo al posto di ul volendo…) la sottolineatura non si vede perché sovrapposta a alle righe della tabella…quindi vorrei poter allargare di un pochino per ovviare questo problema…
Se tu usassi il pacchetto booktabs, avresti risolto il problema senza dover fare nulla (eccetto togliere un pacco di | e di \hline).
Ciao
Enrico
::Facendo una ricerca sul forum ho notato che le tabelle sono un argomento molto gettonato ma credo che questa cosa non sia mai stata sollevata.
Come vedete dal codice sotto ho molte tabelle. Solo che da come ho scritto il codice le tabelle finiscono in cascata una sotto l’altra. Secondo me alcune potrebbero finire anche affiancate. Così invece di una pagina ne prenderei metà…e secondo me sarebbe più “bello”. Come posso modificare il mio codice?
`\begin{table}[!htbp]
…`Caro figliolo, come puoi pensare che una roba come quella possa stare in un unico ambiente table con le opzioni [!htbp]?
Certo che le tabelle possono andare affiancate, basta dirlo a LaTeX evitando di separarle con una riga vuota e \medskip:
`\begin{tabular}[…}
…
\end{tabular}%
\qquad
\begin{tabular}[…}
…
\end{tabular}`
Se poi hai tabelle troppo larghe, non è possibile inserirle così come sono. L’uso di \tiny è certamente sconsigliabile, se la tabella sta insieme ad altre. Tutte in \tiny sono del tutto fuori luogo.Prova a considerare l’uso del pacchetto caption, con il quale puoi creare ambienti table separati ma con la stessa didascalia e lo stesso numero, insieme a rotating o altri che permettono di ruotare una tabella di un angolo retto per farla stare in una pagina a sé stante.
Ciao
Enrico
::Puoi ridurre manualmente la dimensione del pedice usando`\sigma_{\mbox{\small {(N\_D $=4$ AND Stipendio $>25000$) OR (N\_D $=5$ AND Stipendio $>30000$)}}}`
Se \small non è sufficiente puoi sostituirlo con \footnotesize, \scriptsize, \tiny: questi comandi riducono progressivamente la dimensione del font. Naturalmente, per ragioni di uniformità e praticità, sarebbe auspicabile automatizzare il processo con una macro.Attento a non inserire spazi impropri:`\entity{Impiegato}`in luogo di`\entity {Impiegato}`
Ci sono metodi migliori, come forse hai visto. La tua soluzione però potrebbe rivelarsi utile per comporre in corpo più piccolo.
Una piccola precisazione: i due modi
`\entity {Impiegato}
\entity{Impiegato}`
sono perfettamente equivalenti, perché TeX ignora gli spazi dopo i comandi (tranne quelli del tipo “barra rovescia+carattere non lettera”).Ciao
Enrico
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