egreg9

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  • in risposta a: Fncychap e lingua italiana #11509
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    Che ne dici di farlo diventare un pacchetto?

    Se qualcuno vuole provarlo, lo può scaricare qui. Aspetto commenti e suggerimenti.

    Il pacchetto itnumpar è stato inviato su CTAN. Dovrebbe uscirne l’annuncio a breve.

    Gestisce numeri cardinali fino a 9999 e ordinali fino a 999, questi ultimi in forma maschile e femminile, con iniziale maiuscola o minuscola.

    Sono disposto ad ampliare l’intervallo, se qualcuno offre una somma in euro non minore del massimo numero cardinale gestito attualmente. 😀 😀

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Tabella con elenco #13968
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    mi dà errore: dice che manca un numero e lo mette a 0… devo settare anche numera?

    Scusa, ovviamente mancava una barra rovescia. Nel preambolo va
    `\newcounter{tabcount}
    \newcommand{\numera}{\stepcounter{tabcount}\alph{tabcount}}`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Tabella con elenco #13965
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    Salve a tutti. Sto concludendo il mio lavoro di riscrittura di un regolamento in LaTeX quando incontro un vero osso duro. Sono delle tabelle con elenco numerato, nel senso che ogni riga dovrebbe avere una cella/un carattere all’inizio della prima cella che mi specifica l’enumerazione alfabetica. Il problema è che, prima di fare un obbrobrio e inserire il testo:
    ` \begin{table}…
    \begin{tabular}……
    a&Blah&Blah&Blah\\
    b&Psst&Psst&Psst\\
    …`
    vorrei sapere se esiste una maniera intelligente e automatica in cui il lavoro di enumerazione se lo prende in carico LaTeX (il che sarebbe utile dato le annuali revisioni e riordinamenti di tali tabelle). Grazie 1000 😀

    `\newcounter{tabcount}
    \newcommand{numera}{\stepcounter{tabcount}\alph{tabcount}}
    …
    \begin{table}…
    \setcounter{tabcount}{0}
    \begin{tabular}……
    \numera&Blah&Blah&Blah\\
    \numera&Psst&Psst&Psst\\
    …`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: due (semplici) domande sull’ambiente theorem #13956
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    Salve a tutti. Di recente mi è stato commissionato un regolamento calcistico da trascrivere con LaTeX. La mia scelta (anche perchè non conoscevo altri mezzi) è stata di scrivere ogni articolo nell’ambiente theorem (o meglio in un ambiente theorem risistemato) in modo che, capitolo per capitolo, mi mantenesse la numerazione automatica degli articoli. Ora mi trovo davanti a due problemi:
    1- l’ambiente da me definito (grazie all’aiuto di un testo di un amico) è questo:
    `\newtheoremstyle{nome}% name
    {3pt}% Space above
    {8pt}% Space below
    {}% Body font
    {}% Indent amount (empty = no indent, \parindent = para indent)
    {\bf}% Thm head font
    {.}% Punctuation after thm head
    {.5em}% Space after thm head: ” ” = normal interword space;
    % \newline = linebreak
    {}% Thm head spec (can be left empty meaning `normal')
    \theoremstyle{nome}
    \newtheorem{nome}{Articolo}[chapter]`
    Il mio problema è con questa linea ` % \newline = linebreak` in quanto, guarda caso, a me servirebbe proprio che, dopo “Articolo X.YY” il testo vada a capo. Il problema è che inserendo il comando `\newline` non mi appare proprio l’intestazione “Articolo X.YY” ma solo degli spazi.
    2- questo è un po’ + strano e difficile: mi è stato esplicitamente chiesto che il testo degli articoli non venga a trovarsi a cavallo tra due pagine: mi chiedevo se ci fosse un modo, un comando, un qualcosa di automatico (o semi-automatico) per fare ciò: altrimenti capirete la frustrazione nel dover spulciare pagina per pagina gli articoli e inserire, solo dove serve, l’interruzione di pagina.

    Devi mettere \newline al posto di quel .5em:
    `\newtheoremstyle{nome}% name
    {3pt}% Space above
    {8pt}% Space below
    {}% Body font
    {}% Indent amount (empty = no indent, \parindent = para indent)
    {\bfseries}% Thm head font
    {.}% Punctuation after thm head
    {\newline}% Space after thm head: ” ” = normal interword space;
    {}% Thm head spec (can be left empty meaning `normal')
    \theoremstyle{nome}
    \newtheorem{nome}{Articolo}[chapter]`
    Ho corretto anche \bf in \bfseries; il comando \bf è obsoleto e mantenuto solo per compatibilità. Toglierei il punto dopo il numero, lasciando vuoto il campo indicato con “punctuation after thm head”.

    Quanto al secondo problema, dovresti intanto dare \raggedbottom, in modo da evitare l’ampliamento dello spazio fra un articolo e l’altro per riempire la pagina. Un modo potrebbe essere:
    `\newenvironment{articolo}
    {\interlinepenalty=10000 \begin{nome}}
    {\end{nome}}`
    e scrivere \begin{articolo}…\end{articolo} per i tuoi articoli. Prova, vediamo se funziona.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Spezzare un titolo in un punto preciso con Classicthesis #13949
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    Ciao a tutti. Il codice
    `\documentclass[…]{scrreprt}
    \usepackage{loadpackages}
    \usepackage[…]{classicthesis}
    \begin{document}
    \begin{center}
    {\color{Maroon}\spacedallcaps{A capo \\ qui}}
    \end{center}
    \end{document}`
    produce un errore.

    Come si può ovviare?

    Suppongo così:
    `\begin{center}
    \color{Maroon}\spacedallcaps{A capo}\\
    \spacedallcaps{qui}
    \end{center}`
    Dubito che quelle graffe in più (per proteggere il colore, immagino) siano necessarie.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Eliminare i punti per le \entry con curve #13940
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    Update.
    Ho trovato un modo un po’ sporco per risolvere il problema.
    Nel file curve.cls c’è:

    ` \def\@prefix{\textbullet}
    \newcommand\prefix[1]{\gdef\@prefix{#1}} `

    Ho semplicemente eliminato \textbullet.
    C’è un modo per cambiare questo prefix senza modificare il foglio di stile? Ho provato con \renewcommand, senza successo…
    Davide

    `\prefix{}`
    Il comando \prefix serve proprio per modificare il prefisso di default. Con \prefix{} dici che non vuoi nulla. Con \prefix{–} otterresti una lineetta.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Installazione font Bera su Mac #13943
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    Ciao a tutti.

    Vorrei installare i font della famiglia Bera (incluso beramono.sty) sul mio Mac. Ho dato un’occhiata all’articolo di Zannarini e Vavassori sull’installazione dei font, ma mi chiuedevo se su Mac esista un modo “veloce ed elementare” per farlo, possibilmente usando l’i-Installer. L’i-Installer è facilissimo da usare e per configurare il tutto basta un clic: in fondo, per installare i font standard e i CM-super ho fatto esattamente così e non è stato necessario “mettere le mani sotto al cofano”…

    Occorrerebbe creare un apposito documento di i-Installer. Dubito che Wierda lo faccia. Nella TeX Live ci sono già installati.

    L’alternativa è di usare mpm (MiKTeX Package Manager) che però va compilato. Altrimenti, a mano: scompatti il file che scarichi da CTAN, di solito è uno zip. Poi sposti le varie cartelle nel posto giusto in ~/Library/texmf

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Riempire un A4 con Classic Thesis #12343
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    Ciao a tutti, riapro questo topic, il cui quesito di fondo non era stato risolto. Nonostante abbia letto la documentazione di KOMA-script e abbia fatto qualche tentativo, non ne sono venuto a capo.

    Il problema è: “Come modificare, con layaureo o geometry, i margini dello stile Classicthesis?”

    …

    Mi è venuto il sospetto che layaureo e/o geometry siano incompatibili con la classe KOMA…

    Temo che la risposta sia: le classi KOMA hanno il loro sistema per impostare i parametri tipografici. Con una documentazione scritta da tedeschi: occorre studiarla finché la si capisce. O rinunciare. Io ho rinunciato. 🙂

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: formule matematiche fuori dal layout #13911
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    Ci sono metodi migliori, come forse hai visto.

    Hai ragione, il fatto è che abbiamo scritto quasi in contemporanea: se mi fossi accorto della tua risposta avrei evitato di sovrappormi, scusa.

    Ci mancherebbe! 😀 Intervenendo nelle discussioni si ha sempre occasione di imparare. Non mi riferisco solo a te, vale per tutti.

    Una piccola precisazione: i due modi`\entity {Impiegato}
    \entity{Impiegato}`sono perfettamente equivalenti, perché TeX ignora gli spazi dopo i comandi (tranne quelli del tipo “barra rovescia+carattere non lettera”).

    Siamo d’accordo. Però mi sembra che nel secondo caso la leggibilità sia decisamente migliore. Per questo invito ugualmente ugaciaka a fare attenzione a spazi inutili che (in un testo complesso) tendono a rendere più difficile la lettura del sorgente.

    Questo è verissimo. Soprattutto quando l’editor fa il wrapping automatico, gli spazi possono essere di ostacolo per una migliore lettura del sorgente.

    Avevo preso quella precisazione come riguardante gli spazi “spuri” che compaiono nell’output “misteriosamente”, dovuti in realtà a errori di scrittura nella definizione dei comandi.

    Ci sono quelli che, nelle definizioni, terminano tutte le righe con %, temendoli. In realtà, in molte occasioni possono essere omessi e, anzi, ometterli (quelli giusti :D) denota maggiore padronanza del linguaggio. A volte, specie se si usano comandi primitivi, un % alla fine di una riga può essere disastroso.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: allargare margini di riga di una tabella #13929
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    Ho cercato dappertutto quindi se esiste (e sicuramente esisterà) sto comando mi sentirò pirla. Come diamine si allargano i margini verticali delle righe di una tabella?

    Il fatto è che rifacendomi a questo topic se compilate il mio codice l’underline (potete usare questo al posto di ul volendo…) la sottolineatura non si vede perché sovrapposta a alle righe della tabella…quindi vorrei poter allargare di un pochino per ovviare questo problema…

    Se tu usassi il pacchetto booktabs, avresti risolto il problema senza dover fare nulla (eccetto togliere un pacco di | e di \hline).

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: tabelle affiancate invece che in cascata #13924
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    Facendo una ricerca sul forum ho notato che le tabelle sono un argomento molto gettonato ma credo che questa cosa non sia mai stata sollevata.

    Come vedete dal codice sotto ho molte tabelle. Solo che da come ho scritto il codice le tabelle finiscono in cascata una sotto l’altra. Secondo me alcune potrebbero finire anche affiancate. Così invece di una pagina ne prenderei metà…e secondo me sarebbe più “bello”. Come posso modificare il mio codice?
    `\begin{table}[!htbp]
    …`

    Caro figliolo, come puoi pensare che una roba come quella possa stare in un unico ambiente table con le opzioni [!htbp]?

    Certo che le tabelle possono andare affiancate, basta dirlo a LaTeX evitando di separarle con una riga vuota e \medskip:
    `\begin{tabular}[…}
    …
    \end{tabular}%
    \qquad
    \begin{tabular}[…}
    …
    \end{tabular}`
    Se poi hai tabelle troppo larghe, non è possibile inserirle così come sono. L’uso di \tiny è certamente sconsigliabile, se la tabella sta insieme ad altre. Tutte in \tiny sono del tutto fuori luogo.

    Prova a considerare l’uso del pacchetto caption, con il quale puoi creare ambienti table separati ma con la stessa didascalia e lo stesso numero, insieme a rotating o altri che permettono di ruotare una tabella di un angolo retto per farla stare in una pagina a sé stante.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: formule matematiche fuori dal layout #13908
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    Puoi ridurre manualmente la dimensione del pedice usando`\sigma_{\mbox{\small {(N\_D $=4$ AND Stipendio $>25000$) OR (N\_D $=5$ AND Stipendio $>30000$)}}}`
    Se \small non è sufficiente puoi sostituirlo con \footnotesize, \scriptsize, \tiny: questi comandi riducono progressivamente la dimensione del font. Naturalmente, per ragioni di uniformità e praticità, sarebbe auspicabile automatizzare il processo con una macro.

    Attento a non inserire spazi impropri:`\entity{Impiegato}`in luogo di`\entity {Impiegato}`

    Ci sono metodi migliori, come forse hai visto. La tua soluzione però potrebbe rivelarsi utile per comporre in corpo più piccolo.

    Una piccola precisazione: i due modi
    `\entity {Impiegato}
    \entity{Impiegato}`
    sono perfettamente equivalenti, perché TeX ignora gli spazi dopo i comandi (tranne quelli del tipo “barra rovescia+carattere non lettera”).

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: formule matematiche fuori dal layout #13906
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    Un’altra curiosità, mi sono letto quei topic riguardandi l’algebra relazionale. Io per esempio nel mio testo sto mettendo delle formule di algebra relazionali. Però non mi soddisfano tanto pèer due motivi: vanno sempre fuori dal layoute fanno un po’ schifo…

    per esempio:
    `\[
    \sigma_{\mbox{{(N\_D $=4$ AND Stipendio $>25000$) OR (N\_D $=5$ AND Stipendio $>30000$)}}}\mbox{({\entity {Impiegato}})}
    \]`
    quello scritto in pedice è troppo grande, andrebbe rimpicciolito senza perdere la leggibilità. Come si potrebbe fare?

    Usando \text invece di \mbox. Un pedice del genere è, in ogni caso e sotto ogni aspetto, orrendo e illeggibile. Perché mai non adottare la solita notazione funzionale?

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Parole chiavi in risalto con beamer #13914
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    Stavo guardando le presentazioni del guit meeting 2006 e nella presetazione sui token del Prof. Enrico ho notato che nella spiegazione del comando \TeX vengono messi in risalto i vari token in colore rosso. Inoltre sotto questi token compre una linea con sotto un numero.

    Dato che ho preparato delle slide di programmazione in c++ e volevo ottenere un effetto simile, vorrei sapere quale ambiente e/o istruzione devo usare, così modifico la mia presentazione.

    Ti allego il codice di quella slide. Ci sono un paio di biechi trucchi, devo ammettere. 😀
    `\newcommand{\cnttok}[2][.5em]{$\overline{\makebox[#1][c]{#2}}$}
    …
    \begin{frame}
    \frametitle{Un esempio}
    I token simbolici possono essere \emph{sviluppabili} o \emph{non
    sviluppabili}

    Lo sviluppo di un token simbolico sviluppabile è una lista di token

    Quello del simbolo \cmdname{TeX} è la seguente lista di 29
    token:\pause
    \begin{semiverbatim}\catcode`\%=14
    \alert<3,32>{T}%
    \alert<4,33>{\\kern}%
    \alert<5,32>{-}%
    \alert<6,32>{.}%
    \alert<7,32>{1}%
    \alert<8,32>{6}%
    \alert<9,32>{6}%
    \alert<10,32>{7}%
    \alert<11,32>{e}%
    \alert<12,32>{m}%
    \alert<13,33>{\\lower}%
    \alert<14,32>{.}%
    \alert<15,32>{5}%
    \alert<16,32>{e}%
    \alert<17,32>{x}%
    \alert<18,33>{\\hbox}%
    \alert<19,32>{\{}%
    \alert<20,32>{E}%
    \alert<21,32>{\}}%
    \alert<22,33>{\\kern}%
    \alert<23,32>{-}%
    \alert<24,32>{.}%
    \alert<25,32>{1}%
    \alert<26,32>{2}%
    \alert<27,32>{5}%
    \alert<28,32>{e}%
    \alert<29,32>{m}%
    \alert<30,32>{X}%
    \alert<31,33>{\\@}%
    \end{semiverbatim}
    \pause\vspace*{-.8\baselineskip}%
    {\ttfamily
    \onslide<3>{\cnttok{1}}%
    \onslide<4,33->{\cnttok[2.5em]{2}}%
    \onslide<5>{\cnttok{3}}%
    \onslide<6>{\cnttok{4}}%
    \onslide<7>{\cnttok{5}}%
    \onslide<8>{\cnttok{6}}%
    \onslide<9>{\cnttok{7}}%
    \onslide<10>{\cnttok{8}}%
    \onslide<11>{\cnttok{9}}%
    \onslide<12>{\cnttok{10}}%
    \onslide<13,33->{\cnttok[3em]{11}}%
    \onslide<14>{\cnttok{12}}%
    \onslide<15>{\cnttok{13}}%
    \onslide<16>{\cnttok{14}}%
    \onslide<17>{\cnttok{15}}%
    \onslide<18,33->{\cnttok[2.5em]{16}}%
    \onslide<19>{\cnttok{17}}%
    \onslide<20>{\cnttok{18}}%
    \onslide<21>{\cnttok{19}}%
    \onslide<22,33->{\cnttok[2.5em]{20}}%
    \onslide<23>{\cnttok{21}}%
    \onslide<24>{\cnttok{22}}%
    \onslide<25>{\cnttok{23}}%
    \onslide<26>{\cnttok{24}}%
    \onslide<27>{\cnttok{25}}%
    \onslide<28>{\cnttok{26}}%
    \onslide<29>{\cnttok{27}}%
    \onslide<30>{\cnttok{28}}%
    \onslide<31,33->{\cnttok[1em]{29}}
    }

    \bigskip

    \onslide<32->
    24 \alert<32>{semplici} e 5 \alert<33>{simbolici}
    \only<33->{(i token numero 2, 11, 16, 20 e 29)}

    \medskip

    \onslide<34>
    I token semplici hanno un significato immutabile, una volta entrati
    nel meccanismo di lettura, mentre l'interpretazione dei token
    simbolici può cambiare
    \end{frame}`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: formule matematiche fuori dal layout #13902
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    Tradotto (scusate si vede che mi sono espresso male):

    1. ho tolto il pacchetto geometry per usare il layout standard di latex (avevo allargato ma non mi piace più)
    2. ora però le formule sono troppo lunghe (non ci stanno in una riga) oppure se scritte all’interno di un testo sforano e vanno a destra dello spazio dedicato al testo…insomma non vanno a capo…

    i pacchetti che sto usando sono:
    `\usepackage[latin1]{inputenc} % perché riconosca i caratteri latini
    \usepackage[T1]{fontenc} % non ricordo a che serve
    \usepackage[Italian]{babel} % sillaba le parole in italiano
    … `
    Un esempio può essere:
    `\begin{defn}[Definizione alternativa Relazione]
    Una relazione (o stato di relazione) $r(R)$ è una relazione matematica di grado $n$ sui domini $dom(A_1), dom(A_2) \dots dom(A_n)$, cioè è un sottoinsieme del prodotto cartesiano dei domini che definiscono $R$:
    $r(R) \subseteq (dom(A_1) \times dom(A_2) \times \cdots \times dom(A_n))$.
    \end{defn}`
    $dom(A_1), dom(A_2) \dots dom(A_n)$ per esempio si prende tutto il posto a destra…e non va a capo…ma questo succede con tutte le formule che ho nel testo

    (1) L’opzione “Italian” a babel è sbagliata. Va con tutte le lettere minuscole. Non ti stufi a vedere un messaggio di errore?

    (2) Nella costruzione “dom(A)”, “dom” è un operatore che va scritto in caratteri tondi (diritti): carica il pacchetto amsmath e scrivi nel preambolo
    `\DeclareMathOperator{\dom}{dom}`
    Userai \dom per quella notazione.

    (3) TeX non è un word processor che allarga a dismisura le righe per simulare la giustificazione. Devi aiutarlo a trovare il punto migliore per andare a capo scrivendo il tuo documento correttamente:
    `Una relazione (o stato di relazione) $r(R)$ è una relazione matematica di grado $n$ sui domini $\dom(A_1),$ $\dom(A_2)$,~\ldots, $\dom(A_n)$, cioè è un sottoinsieme del prodotto cartesiano dei domini che definiscono $R$:`

    (4) La formula che segue è molto lunga. Spesso l’unico modo di risolvere l’impaginazione di un capoverso è di mettere le formule molto lunghe “fuori corpo”, cioè dentro all’ambiente displaymath (abbreviabile con \[ … \]). Questa, in particolare, va sicuramente trattata così, perché è il fulcro della tua definizione. Viceversa, quell’elencazione dei domini non è una formula unica. Nota l’uso corretto delle virgole.

    (5) Carica hyperref per ultimo (o quasi: i pacchetti che ne dipendono a volte devono andare dopo, per esempio guit). Certamente se usi opzioni a hyperref devi caricarlo prima dei pacchetti che ne dipendono; ma va sempre dopo i pacchetti che non ne dipendono.

    Ciao
    Enrico

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