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Sarei quasi curioso di vedere come usi quelle cose, ma ho un po’ di paura di svenire. 😀
Eddai.. non è niente di così orrorifico.. 😛
Prova a inserire questi comandi:
\newcommand{\eqs}{\ = \ }
\newcommand{\Rass}{\quad \Rightarrow \quad }
\newcommand{\geqs}{\ \geq \ }
e a compilare:
\[ c \eqs a + b \eqs a+b+d-d \eqs e-d \Rass c \geqs e \]
\[ c = a + b = a+b+d-d = e-d \Rightarrow c \geq e \]
Secondo me il primo aiuta molto di più a focalizzare i vari passaggi della formula, ovvero aiuta il lettore a suddividere con più facilità i vari passaggi. E se questo è vero, ha senso anche da un punto di vista tipografico.
La sintassi poi non è così distante da quella “ufficiale”.Dissento. Le frecce in quel modo dovrebbero essere bandite con minaccia di fustigazione per chi le usa. 😉
“Dal momento che …, possiamo dedurre che …”: si può parlare in italiano anche facendo matematica.
Non usare \ensuremath. Che differenza c’è fra un input come “$\N$” e “\N{}”? Il numero di caratteri è lo stesso. E ciò che è formula è propriamente delimitato.
Hai ragione.. meglio che ci dia un’occhiata. E per \ve e \ma, come lo vedi l’ensuremath? Proprio non esiste modo per poter scrivere \N senza $\N$” e “\N{}” e senza che venga mangiato lo spazio in modalità testo? Capisco che sia una cosa non così utile o non così corretta, ma $ o { non sono proprio i caratteri che mi riesce più facile digitare…
Il comando \ensuremath per quelle cose proprio non va. Ciò che è formula va messo in formula. Opinione personale, si intende, ma ho solo vent’anni di TeX alle spalle. 😀
Puoi usare \(\N\).
Dove poi stia la convenienza di definire comandi come \bigfig, \fig e \smallfig, non lo capisco. Rinunci alla flessibilità per avere che cosa? Un input illeggibile. Attenzione: non usare l’inesistente ambiente “centering”: basta \centering.
É una questione mnemonica.. mi riesce molto più facile ricordare e digitare “\fig{fuffa}{bla bla}” che non “\begin{figure}[tb] \centering \includegraphics[keepaspectratio, width=0.7\textwidth]{fuffa} \caption{bla bla} \end{figure}}”, specialmente per quanto riguarda la figura doppia. Tanto, alla fin fine, quello che cambia nel comando è solo il nome del file e la didascalia. Comunque capisco quello che vuoi dire: forse ho il difetto di vedere troppo LaTeX a mo’ di linguaggio di programmazione.
All’inizio ci si sbizzarrisce con le possibilità di LaTeX. Poi si capisce che non è del tutto conveniente. Ma davvero tutte le tue figure vanno scalate a 7/10 della giustezza? Puoi almeno risparmiarti “keepaspectratio”.
Ciao
Enrico
::1) Ho provato a scrivere una frazione con sotto il simbolo di sommatoria con gli indici sopra e sotto con il seguente codice:
`\begin{equation*}
H=\frac{T\cdot e\cdot r_{max}}{\sum_{i=1}^{n}r_{i}^2}=
\frac{\unita{23456}{\newton}\cdot\unita{20}{\milli\metre}\cdot\unita{20}{\milli\metre}}{\left((\unita{20}{\milli\metre})^2+(\unita{20}{\milli\metre})^2\right)}=
\unita{11728}\newton
\end{equation*}`
però mi viene abbastanza brutta, mi piacerebbe se la sommatoria avesse gli indici sopra e sotto, non a lato.
C’è un modo particolare?2) C’è la possibilità di allineare le equazioni a sinistra e non solamente al centro?
io scrivo:
`\begin{equation*}
\begin{split}
0,75\cdot \text{M}_{\text{max}}=\unita{42763}\newton\meter\\
\text{M}_{\text{medio}}=\frac{\text{M}_{\text{max}}}{2}=\unita{28509}\newton\meter\\
1,3\cdot\text{M}_{\text{medio}}=\unita{37062}\newton\meter\\
\text{M}_{\text{eq}}=1,3\cdot\text{M}_{\text{max}}=\unita{74123}\newton\meter\\
\unita{28509}\newton\meter\leq\text{M}_{\text{eq}}\leq\unita{37062}\newton\meter\\
\end{split}
\end{equation*}`
e mi va tutto al centro, ma preferirei se queste equazioni mi vanno a sinistra.1) Puoi inserire \displaystyle subito prima di \sum. Ma ti avviso che il risultato è orrendo.
A che servono quelle parentesi esterne nel denominatore? E non mettere \left e \right a caso. Dove li hai messi non vanno proprio.
2) Usa align*:
`\begin{align*}
&0,75\cdot \text{M}_{\text{max}}=\unita{42763}\newton\meter\\
&\text{M}_{\text{medio}}=\frac{\text{M}_{\text{max}}}{2}=\unita{28509}\newton\meter\\
&1,3\cdot\text{M}_{\text{medio}}=\unita{37062}\newton\meter\\
&\text{M}_{\text{eq}}=1,3\cdot\text{M}_{\text{max}}=\unita{74123}\newton\meter\\
&\unita{28509}\newton\meter\leq\text{M}_{\text{eq}}\leq\unita{37062}\newton\meter
\end{align*}`
Se vuoi che le lettere vadano in carattere diritto di sicuro, devi usare \mathrm e non \text. Invece di _{\mathrm{eq}} puoi scrivere semplicemente \ped{eq}.Ciao
Enrico
::Che ne pensi dei simboli di relazione spaziati? Mi trovo spesso costretto ad usarli per mettere più risalto ai vari “stadi” delle formule, e sono sicuramente molto più puliti che non “\quad = \quad” o robe del genere…
Sarei quasi curioso di vedere come usi quelle cose, ma ho un po’ di paura di svenire. 😀 Vediamo un po’ di cose.
`\newcommand{\campo}[1]{\ensuremath{\mathbb{#1}}}
% Numeric sets
\newcommand{\N}{\ensuremath{\mathbb{N}}}
…
\newcommand{\Nn}{\ensuremath{\mathbb{N}^n}}`
Nemmeno per idea. Come spiegato in altri thread:
`\newcommand{\campo}{\mathbb}
\newcommand{\N}{\campo{N}}
…
\newcommand{\Nn}{\N^n}`
Non usare \ensuremath. Che differenza c’è fra un input come “$\N$” e “\N{}”? Il numero di caratteri è lo stesso. E ciò che è formula è propriamente delimitato.Dove poi stia la convenienza di definire comandi come \bigfig, \fig e \smallfig, non lo capisco. Rinunci alla flessibilità per avere che cosa? Un input illeggibile. Attenzione: non usare l’inesistente ambiente “centering”: basta \centering.
Per quanto riguarda quella doppia figura:
`
\newenvironment{doublefigure}[1][tb]
{\begin{figure}[#1]\centering\begin{minipage}{.4\columnwidth}}
{\end{minipage}\end{figure}}
\newcommand{\doublefiguredivision}{%
\end{minipage}\qquad\begin{minipage}{.4\columnwidth}}`
Come usarlo?
`\begin{doublefigure}
\centering
\includegraphics[…]{…}
\caption{…}\label{…}
\doublefiguredivision
\centering
\includegraphics[…]{…}
\caption{…}\label{…}
\end{doublefigure}`
Puoi anche usare argomenti opzionali diversi a doublefigure, allo stesso modo che con figure. Non è privo di controindicazioni, ma non ci si può fare molto: le didascalie devono avere lo stesso numero di righe. Altrimenti non sono allineate.Comandi di sezione: perché mai assegnare come etichetta alla sezione lo stesso titolo? Ti voglio vedere quando avrai a che fare con qualcosa del tipo
`\sect{Uso di \TeX{} nella vita reale}
…
Come abbiamo visto nella sezione~\ref{Uso di \TeX{} nella vita reale}`
Non solo è assurdo, ma dà pure un errore. Chissà perché. 😀Ultima cosa: nei pacchetti, per motivi che sarebbe lungo spiegare, si usa il comando \RequirePackage invece di \usepackage.
Ciao
Enrico
::Suggerimento:
`\newcommand{\numberset}[1]{\mathbb{#1}}
\newcommand{\N}{\numberset{N}}
\newcommand{\Z}{\numberset{Q}}
\newcommand{\Q}{\numberset{Q}}
\newcommand{\R}{\numberset{Q}}
\newcommand{\C}{\numberset{Q}}
`
Così puoi cambiare notazione con un’unica modifica.Vedo che impari bene. 😀 Si può fare leggermente meglio:
`\newcommand{\numberset}{\mathbb}
\newcommand{\N}{\numberset{N}}
\newcommand{\Z}{\numberset{Z}}
\newcommand{\Q}{\numberset{Q}}
\newcommand{\R}{\numberset{R}}
\newcommand{\C}{\numberset{C}}`
Infatti si risparmiano alcuni bit e milionesimi di secondo in compilazione. Qualche altro microsecondo si potrebbe risparmiare cambiando la prima riga in
`\let\numberset\mathbb`
ma qui si va sull’esoterico. 😀Ciao
Enrico
::Ragazzi,
ultimamente l’ambiente verbatim mi dà dei problemi, nel senso che quando compilo il file *.tex mi si crea un file pdf leggibilissimo, ma ricevo molti avvisi di bad box legati all’ambiente verbatim…eppure non noto che ci siano righe che escano dai margini?!?Fa’ un esempio minimo. Sono messaggi di “Overfull” o “Underfull”? \hbox o \vbox?
Ciao
Enrico
::Ragazzi ho risolto una cosa ma se n’è scombinata un’altra… ora la numerazione dei paragrafi e sottoparagrafi va bene, però la numerazione nella parte alta della pagina è sballata. Per esempio se sono nel paragrafo 1 del capitolo 2, mi numera 2.2.1. In pratica aggiunge un numero in base al capitolo in cui si trova. Help!!
Da qualche parte c’è scritto
`\thechapter.\thesection`
Togli “\thechapter.” e vivi felice. Occhio che la sfera di cristallo mi si sta scaricando e non so quanto potrò andare avanti ad aiutarti così.Ciao
Enrico
::Ciao!
Sto utilizzando BibTeX, ma vorrei rielaborare l’ordine della bibliografia.
Io ho una situazione del genere:`%…tanti altri libri…
@Book{ php,
author={Simon Stobart and Mike Vassileiou},
title={PHP e MySQL, guida completa},
year={2004},
publisher={Apogeo}
}@Misc{ prototype,
note={\url{http://www.prototypejs.org}}
}@Misc{ ruby,
note={\url{http://www.ruby-lang.org}}
}@Misc{ rubyonrails,
note={\url{http://www.rubyonrails.org}}
}@Misc{ json,
note={\url{http://www.json.org}}
}`Il problema è che gli elementi costituiti solo da un indirizzo internet, vengono tutti messi per primi, creando un effetto brutto a vedersi.
Volevo allora mischiarli in mezzo ai libri normali con il campo key, ma non ho ben capito come funziona…Una citazione bibliografica senza autore dovrebbe avere il campo key, che viene usato per sistemare l’ordine alfabetico. Se vuoi che “json” compaia sotto la “J” scrivi
`@Misc{json,
key={json},
note={\url{http://www.json.org}}
}`
Ciao
Enrico
::Ciao a tutti..
mi sono risposto da solo con una ricerca nel forum (che per altro mi pareva di aver già fatto). Comunque la risposta la trovate qui:
http://www.guit.sssup.it/phpBB2/viewtopic.php?t=1409&highlight=sottofigureQuella era la risposta a un problema molto diverso. La soluzione corretta è l’uso del pacchetto subfig (che è l’aggiornamento di subfigure).
`\begin{figure}
\centering
\subfloat[][]{\includegraphics{…}\label{…}}
\qquad % o altro comando per distanziare
\subfloat[][]{\includegraphics{…}\label{…}}
\caption{…}\label{…}
\end{figure}`
Ciao
Enrico
::Salve a tutti, premetto che sono un novello nell’utilizzo di latex. Per farla breve sto scrivendo una tesi e un amico mi ha passato una tesi già scritta che sto modificando adattandola alle mie esigenze, ma non riesco a fare una cosa In pratica non riesco a numerare bene i capitoli i paragrafi e i sottoparagrafi; i capitoli me li numera bene da 1 a N ma i paragrafi anzichè numerarli 1.1, 1.2,1.3 e cosi via me li mette sempre da 1 a N, quindi per es il primo paragrafo del primo capitolo avrà il numero 1 e non 1.1, questo vale anche per i sottoparagrafi.
Sono sicuro che è un problema facilmente risolvibile ma consultando un pò di guide qua e là non ho trovano nessuno aiuto.
È un problema che accade spesso quando si prende il preambolo di un altro. Per esperienza personale ti dico che quasi sempre sono pieni di roba o inutile o sbagliata.
Da qualche parte del preambolo ci dovrebbe essere qualcosa del tipo
`\renewcommand{\thesection}{\arabic{section}}`
Trova quella riga e commentala (un % davanti, penso tu lo sappia).Ciao
Enrico
::Salve, volevo sottoporvi il seguente problema.
Prima di tutto è meglio dire che il mio computer è un MacBook (con Mac OS X versione 10.4.8) e che l’editor che uso è TeXShop.
Devo usare i caratteri \llbracket (pacchetto stmaryrd), \lbbbrack (pacchetto mathabx) e \lBrack (pacchetto nath).
Ho scaricato da internet questi pacchetti ma non so come (cioè dove) aggiungerli e cosa fare per far si che il mio compilatore li usi.Inutile usare tre pacchetti per fare la stessa cosa. Sconsiglio vivamente nath solo per le parentesi doppie. Inoltre i font usati da mathabx sono solo bitmap (c’è una versione Type1, ma molto sperimentale).
Invece stmaryrd è sempre stata compresa in tutte le distribuzioni di G. Wierda, quelle che si installano con i-Installer. C’è di sicuro nell’ultimo MacTeX.
Hai provato a scrivere direttamente \usepackage{stmaryrd} e vedere quello che succede?
Ciao
Enrico
13 Marzo 2007 alle 11:50 in risposta a: Eliminare A.1, A.2 dalle sezioni dell’appendice [Risolto] #13594::Ok, funziona sia per le sezioni dell’appendice, che nell’indice.
Il problema rimane nelle testatine.
Le ho modificate con questo codice nel prologo
`% Per modificare le testatine
\usepackage{fancyhdr}
\pagestyle{fancy}
\renewcommand{\chaptermark}[1]{%
\markboth{#1}{}}
\renewcommand{\sectionmark}[1]{%
\markright{\thesection\ #1}}
\fancyhf{} % elimina header e footer correnti
\fancyhead[LE,RO]{\bfseries\thepage}
\fancyhead[LO]{\bfseries\rightmark}
\fancyhead[RE]{\bfseries\leftmark}
\renewcommand{\headrulewidth}{0.5pt}
\renewcommand{\footrulewidth}{0pt}
\addtolength{\headheight}{0.5pt} % spazio per la riga
\fancypagestyle{plain}{%
\fancyhead{} % elimina le intestazioni dalle pagine vuote
\renewcommand{\headrulewidth}{0pt} % e la riga
}`
e così in ogni pagina dispari, in alto a sinistra, compare `A.0 nomefile.c`.
Come faccio ad eliminarlo (sempre e solo dall’appendice)?Abbastanza ovvio: dopo \setcounter{secnumdepth}{0} metti anche
`\renewcommand{\sectionmark}[1]{%
\markright{#1}}`
Ciao
Enrico
13 Marzo 2007 alle 11:28 in risposta a: Eliminare A.1, A.2 dalle sezioni dell’appendice [Risolto] #13592::Ciao a tutti.
Nell’Appendice ho la necessità di inserire una successione di file di codice sorgente.
Per ogni file creo una sezione nuova che ha come titolo il nome del file.
Come posso fare ad eliminare gli identificativi di ogni sezione (A1, A2, ecc) e lasciando solo i titoli delle sezioni (nomi dei file)?
Ovviamente questo comportamento lo vorrei solo nell’appendice…`\appendix
\chapter{Codice dei programmi}
\setcounter{secnumdepth}{0}
\section{myprog-a.c}
\verbatiminput{myprog-a.c}\section{myprog-b.c}
\verbatiminput{myprog-b.c}`
Oppure usando \section*, ma con \addcontentsline e \markright dopo il comando se vuoi che l’indice e le testatine siano corretti.Il comando \verbatiminput è del pacchetto verbatim.
Ciao
Enrico
::Che fatica, ma la maggior parte del lavoro è fatta 😀
L’unico problema rimasto è:– Invece di mettere in nomi degli autori in small capitals li lascia con cognome e nome puntato 😕 ad esempio G.M.C. invece di Gatti M.C. 🙄
Sono stra-sicuro (l’ho fatto pure due volte) di aver risposto alle domande dicendo di mettere gli autori in small capitals, con cognome completo e solo l’iniziale del nome… dove sbaglio? 🙄
Probabilmente scrivi
`author = {Gatti M.C.}`
invece del corretto
`{author = {Gatti, M. C.}`
Nota la virgola che separa cognome dal nome. Altrimenti, per BibTeX, Gatti è il nome, M.C. il cognome.Ciao
Enrico
::Carissimi, sono io il responsabile di affermazioni che fanno scoppiare dal ridere alcuni di coloro che hanno partecipato alla discussione di questo thread.
Io sono il responsabile delle risate (risatine, per la verità). Sinceramente la giustificazione che viene data per scrivere le costanti “matematiche” in tondo e quelle “fisiche” in corsivo mi lascia alquanto perplesso: o una cosa è costante oppure non lo è. Se della velocità della luce si possono dare valori con migliore approssimazione, una volta che migliorano gli strumenti, e per questo il simbolo va in corsivo, lo stesso si può dire del numero di Napier-Euler: noi ne conosciamo una definizione precisa (come della velocità della luce nel vuoto), ma non possiamo dire di conoscerne il valore numerico con precisione. Sarà per la mia forma mentis di matematico, immagino, ma non capisco.
Tuttavia tornando al tema di questo thread, l’opzione italian di babel attiva anche i comandi \ap e \ped per inserire rispettivamente un apice o un pedice sia in modo testo sia in modo matematico.
In modo matematico vengono rispettate le norme compositive per apici e pedici, scegliendo dietro le quinte il comando \mathrm che rispetta le dimensioni di questi indici, anche di secondo livello. Non è quindi particolarmente complicato scrivere
`\(V\ped{eff}\)`
per avere il pedice in tondo e senza bisogno di ricordare il segno di underscore per marcare il pedice.
Hai perfettamente ragione, ma purtroppo la memoria è liimitata e si esercita solo con l’uso: non ho mai avuto occasione di usare quei comandi (i miei pedici e apici non numerici o simbolici sono sempre e solo in corsivo, per necessità professionali).
Come hai perfettamente ragione sulle unità di misura. E non è una faccenda da poco: ieri al telegiornale delle 20 la quota alla quale si è aperta la nuova bocca sulla Sciara del Fuoco dello Stromboli era indicata con “500 mt.”! Se questi sono gli esempi, che vuoi che ci facciamo? Certo, chi scrive un articolo o un libro di carattere tecnico sulle unità di misura dovrebbe essere rigoroso. Ma mi accorgo che stimati colleghi non badano a ciò che gli studenti scrivono sulle loro tesi.
Riassumo le norme che io seguo per comporre la matematica: numeri sempre in tondo; costanti matematiche sempre in tondo; costanti fisiche sempre in corsivo; variabili sempre in corsivo e sempre formate da una sola lettera ma distinte con quanti pedici siano necessari (ma con parsimonia); pedici in corsivo se rappresentano quantità suscettibili di variazione (indici di enumerazioni, grandezze fisiche, ecc.) in tondo quando rappresentano delle apposizioni qualiticative (o contestualizzanti, come ha detto qualcuno di voi) sia che siano indicate da più lettere, sia anche da una sola letera — vorrei disitngure l’i-esima tensione \(V_i\), dalla tensione di ingresso \(V\ped{i}\).
Non mi sembrano norme tanto complicate da seguire, ma, pur consigliando di fare altrettanto, non mi permetterei di dare dell’analfabeta fisico-matematico a chi non le seguisse. In ogni caso non mi rivolgo ai matematici che scrivono tutto in corsivo e non si pongono problemi perché nella loro scienza non ci sono le ambiguità della terminologia e simbologia della fisica-matematica-ingegneria-chimica-biologia-eccetera.
Proprio per questo ti invito ad aggiungere al prezioso lavoro uscito in questi giorni l’osservazione che quelle norme in certi ambiti scientifici non si usano.
Approfitto per ripetere anche qui una questione TeXnica che coinvolge l’unità immaginaria: se vuoi scriverla come operatore matematico (cosa che io non farei mai, ma capisco che per voi sia così), basta
`\DeclareMathOperator{\uimm}{i}`
Il \mathstrut che metti è, in effetti, non solo ridondante, ma “sbagliato”, perché aumenta l’altezza del simbolo: confronta
`\[\lim_{p\to\operatorname{i}\omega}f(p)\]
\[\lim_{p\to\operatorname{i\mathstrut}\omega}f(p)\]`
e vedrai che nel secondo il gruppo sotto “lim” è leggermente più in basso. Come sai \operatorname{x} è equivalente a ciò che si ottiene scrivendo \DeclareMathOperator{\xxx}{x} e usando \xxx.Ciao
Enrico
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