Risposte nei forum create
-
AutoreRisposte
-
::
Carissimi,
a quanto pare ho disgustato un mucchio di persone. Ora oltre alle costanti matematiche in tondo mi ritrovo ad avere insultato tutti nel dire che nella tradizione tipografica italiana la punteggiatura nelle fomrule in display non ci va.Sulle costanti matematiche in tondo siamo in grave disaccordo, è vero. Sulla punteggiatura nelle formule fuori corpo anche, a quanto pare. Ma, con un po’ di pazienza e di comprensione reciproca, ci si intende.
Purtroppo non ho sotto mano il tuo libro edito da Hoepli, quindi non posso giudicare su come avevi impostato la questione della punteggiatura. Mi ha un po’ urtato un’affermazione apodittica fatta qui: “in italiano no, mai e per nessun motivo”. Per questo ho consultato una ventina di volumi di matematica stampati in Italia fra il 1887 (di Peano che sulla questione della simbologia era piuttosto attento) e il 1916: in tutti la punteggiatura è usata. Ho dato un’occhiata a vari volumi più recenti, composti a piombo o con metodi più moderni, e riviste. Non ho mai trovato traccia di punteggiatura mancante. È vero, non ho fatto ricerche accuratissime, purtroppo non ho mai avuto il tempo di andare alla biblioteca di Padova dove avrei potuto trovare molti più esempi, forse anche contrari alla mia tesi, non so. Sai indicarne?
Ci può essere qualche pericolo di confusione usando la punteggiatura? Raramente, secondo me. Qualche volta mi è capitato di modificare un periodo per evitare qualche virgola che sarebbe cascata in posti non adatti. Non c’è sistema tipografico (manuale o elettronico) che possa sostituire il senso critico dell’autore e del revisore. Se la virgola “casca male”, di solito significa che la frase può essere migliorata.
Noi abbiamo il problema delle formule, altri quello delle virgole in serie: ci sono certi testi di (scadente) saggistica dove trovi più virgole che parole. Purtroppo spesso gli autori non si rileggono.
Su una cosa mi pare che siamo d’accordo: lo spazio prima del segno di punteggiatura è da evitare come la peste. Meglio niente segnetto, se proprio non c’è modo di risolvere un problema.
Ma nel modo più assoluto non prescrivo nulla a nessuno; se i consigli vengono presi per prescrizioni, allora vuol dire che non sono capace di esprimermi.
Il senso critico dovrebbe essere anche nel lettore. A volte manca e a volte si va in cerca della “norma” per tacitare pareri discordanti. L’ipse dixit ha già fatto troppi danni, non trovi? Non mi riferisco a te, naturalmente: non è Aristotele il colpevole di tanti misfatti, ma i suoi seguaci.
Interdum etiam bonus dormitat Homerus. 😀
Ciao
Enrico
::A mio modestissimo parere, nel caso tu stia utilizzando la classe “book” (che decuco tu stia utilizzando richiamando in testatina il titolo del capitolo), nella prima pagina di ogni capitolo è meglio non mettere il numero di pagina. In questo caso utilizza:
`\thispagestyle{empty}`La soluzione con \fancypagestyle{plain}{…} è più efficiente perché permette di ridefinire come si preferisce lo stile di pagina plain. Il comando \chapter emette un \thispagestyle{plain} ed è un noto problema (non usando fancyhdr) quello di modificare lo stile della pagina dell’indice.
Supponiamo infatti di volere che la prima pagina di un capitolo non abbia numero di pagina (è una scelta ammissibile, dal punto di vista tipografico). Si può certamente scrivere
`\chapter{titolo}
\thispagestyle{empty}`
a ogni inizio di capitolo. Ma
`\tableofcontents\thispagestyle{empty}`
non funziona se l’indice ha più di una pagina (provare per credere).Soluzione possibile:
`\begingroup
\makeatletter\let\ps@plain=\ps@empty
\tableofcontents
\endgroup`
che non è proprio bellissima, ammetterai. 🙂Con fancyhdr eviti sia questo problema che quello di dare indicazioni esplicite a ogni inizio di capitolo (che sono possibilmente da evitare).
Ciao
Enrico
::ho inserito nel mio preambolo il seguente codice:
`\usepackage{fancyhdr}
\pagestyle{fancy}
\fancyfoot{}
\renewcommand{\chaptermark}[1]{\markboth{\chaptername\ \thechapter.\ #1}{}}
\fancyhead[LO]{}
\fancyhead[RO]{\textsl{\leftmark}}
\fancyfoot[RO]{\thepage}`
Vorrei che il numero di pagina comparisse in basso a destra, ed è così sempre tranne che sulle prime pagine di ogni capitolo. Come posso correggere tale comportamento?Leggendo il manuale di fancyhdr (che su CTAN è disponibile anche in italiano). Pagina 8.
`\fancypagestyle{plain}{%
\fancyhf{} % cancella tutti i campi di testatina e piede
\fancyfoot[R]{\thepage}
\renewcommand{\headrulewidth}{0pt}
\renewcommand{\footrulewidth}{0pt}}`
Ciao
Enrico
::Esiste o si può definire un comando che prende come argomento una parola del testo, per esempio, e restituisce le coordinate in cui si trova dopo che TeX ha finito di formattare la pagina?
Cosa ne voglio fare?
Sto cercando di creare una classe che imiti il mio modo di prendere appunti, in modo da ovviare al problema più grosso, la grafia… 😀Sono abituato a fare grande uso di frecce in modo da rendere più intuitivo il contenuto logico della pagina… avendo a disposizione un comando del genere potrei lasciare stabilire ad una macro di volta in volta la posizione dei due estremi… 😉
Il problema successivo sarà quello di trovare un modo per impedire alle freccie di passare sopra al testo ma, visti gli ampi margini che ho a disposizione, non credo che sarà un grosso impiccio…
Cose del genere si possono fare con pstricks. Guarda il manuale.
Io userei frecce invece di freccie 😀
Ciao
Enrico
9 Marzo 2007 alle 14:39 in risposta a: Guida ‘Introduzione all’arte della composizione tipografica’ #13501::Salve a tutti,
desideravo informarvi che nella sezione download del sito di GuIT è possibile scaricare la nuovissima guida ‘Introduzione all’arte della composizione tipografica’ realizzata da C. Beccari.
http://www.guit.sssup.it/download/#guit
Come sempre un grazie di cuore a C. Beccari per lo stupendo lavoro.
Il ringraziamento è anche da parte mia. Ma vorrei segnalare una piccola imprecisione.
A pagina 102, esercizio 10.1: eliminando \mathstrut dalla definizione di \uimm non succede proprio niente di diverso. Il problema nascerebbe se, invece di \DeclareMathOperator, si usasse la definizione
`\newcommand*{\uimm}{\mathop{\mathrm{i}\nolimits}`
In effetti,
`\DeclareMathOperator{\uimm}{i}`
è sufficiente, perché equivale essenzialmente a
`\newcommand*{\uimm}{\mathop{\kern0pt\mathrm{i}}}`
La definizione più semplice è di fatto più efficiente di quella proposta nel manuale (la primitiva \kern viene eseguita in qualche milionesimo di secondo meno che la macro \mathstrut 🙂 ). A dire il vero una microscopica differenza c’è, sfido i lettori a vederla. 😀Già che ci sono, osservo che non in tutti i contesti l’unità immaginaria è da considerare un operatore; lo è solo in alcuni, per lo più in ambito tecnico. In matematica pura l’unità immaginaria è un numero come tutti gli altri e si scrive comunemente in corsivo, così come il numero di Napier-Euler “e”. Probabilmente andrebbe osservato nel manuale; non è per polemica, ma solo per indicare che la “semantica” è importante.
Salumieri e idraulici usano la pinza. Nessuno richiede che questi oggetti, che pure hanno lo stesso nome, siano fatti allo stesso modo. La “i” dritta dell’ingegnere elettrotecnico vuole sottolineare un significato fisico che il matematico, scrivendola corsiva, non considera primario, volendo invece sottolineare che si tratta di un “numero come gli altri”.
Ciao
Enrico
::Salve a tutti,
vorrei sapere se è possibile forzare LaTeX a cambiare pagina a un certo punto dell’indice. Il mio problema è che, per come è strutturato il documento, la prima pagina dell’indice riporta come ultima voce il titolo di un capitolo, per poi andare nella pagina seguente a illustrare le sezioni, sottosezioni, ecc. del capitolo stesso. Ciò mi sembra decisamente bruttino da vedere, oltre che scomodo per il lettore; voi che ne dite? Qualcuno può illuminarmi a riguardo?
Solo a lavoro del tutto terminato, metti prima del capitolo incriminato
`\addtocontents{toc}{\protect\pagebreak}`
Ciao
Enrico
::Sorge un nuovo problema, però: \centerline permette sì di avere una figura che ‘sbordi’ e sia centrata, ma la centratura viene eseguita sulla gabbia del testo, che viene costruita sottraendo alla dimensione della pagina, fra le altre cose, anche la dimensione per le note a margine (\marginparwidth, se non erro; ovviamente, la classe è book). Se fosse possibile, vorrei annullare le differenze fra i margini laterali, di modo che la figura risulti effettivamente centrata. Un`\setlength{\textwidth}{\textwidth+\marginparwidth+\marginparsep}` o qualcosa di simile settato localmente funzionerebbe?
Non capisco il problema: le testatine e la didascalia aiuterebbero a “vedere la figura al posto giusto”. Se invece annulli le testatine vuol dire che stai agendo “a mano” sulla pagina dove sta la figura, che quindi non è più “galleggiante”. In tal caso, ti consiglio il pacchetto chngpage e il pacchetto caption per \captionof.
Non lascerei “sbordare” la figura più di tanto, in ogni caso.
Ciao
Enrico
::Non credo sia una questione di margini. Tutto ciò che devi fare è piazzare l’oggetto grafico dentro \centerline.
Se non erro è un comando di plain TeX, quindi ovviamente non è documentato 🙂 Interessante sarebbe capire perché non dà degli overfull… Sfoglierò il TeXbook per vedere se riesco a comprendere l’arcano 🙂
`\def\centerline#1{\hbox to \hsize{\hss#1\hss}}`
La primitiva \hss è equivalente alla seguente specificazione di glue:
`\hskip 0pt plus 1fil minus 1fil`
Quindi ogni hbox con \hss da una delle due parti non sarà mai “overfull”, nemmeno se la lunghezza naturale del suo contenuto è maggiore della dimensione specificata (con \hbox to). Per esempio, la macro \rlap è definita così:
`\def\rlap#1{\hbox to 0pt{#1\hss}}`
Non occupa alcuno spazio, e il suo contenuto “sporge sulla destra. Nel caso di \centerline il contenuto sporge, se necessario, della stessa dimensione a destra e a sinistra.Esercizio: trovare le vere definizioni di \centerline e di \rlap
Ciao
Enrico
::Ciao a tutti,
avrei la necessità di modificare i margini delle pagine in cui LaTeX posiziona le figure singole. Mi spiego meglio.`\begin{figure}[p]
…
\end{figure}`Posiziona un’immagine in una pagina senza testo. Ora, io vorrei che i margini di quella pagina si allargassero (sul come farlo, probabilmente dovrò usare geometry, ma aspetto indicazioni diverse e/o dettagliate), di modo da poter rendere la figura più grande.Credo che sia una cosa semplice da fare, ma mi sapete dare qualche indicazione? Grazie e ciao.
Non credo sia una questione di margini. Tutto ciò che devi fare è piazzare l’oggetto grafico dentro \centerline.
`\begin{figure}[p]
\centerline{\includegraphics[…]{…}}
\caption{…}\label{…}
\end{figure}`
È vero, \centerline non è documentato in LaTeX, ma funziona lo stesso. 😀Ciao
Enrico
::Non riesco a capire perche’ questa soluzione a me con pdflatex mi da sempre layout vuoto senza generare altri errori. Il problema sembra stare nella riga
`\addcontentsline{toc}{\protect\addappendixname} `
visto che se la tolgo almeno il pdf in output ce l’ho ma ottengo nell’indice una riga con “A “nome” ” e sotto “Appendice A “nome””Ti riporto uno schema di documento che funziona perfettamente; in effetti c’è un errore nel comando da scrivere: è \addtocontents, non \addcontentsline 🙁 Li confondo sempre.
`\documentclass[a4paper]{report}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{tocloft}\newcommand{\addappendixname}{%
\renewcommand{\cftchappresnum}{\appendixname\space}%
\settowidth{\cftchapnumwidth}{\bfseries \appendixname\space A\hspace{1em}}}\begin{document}
\tableofcontents
\chapter{AAA}
testo
\appendix
\addtocontents{toc}{\protect\addappendixname}\chapter{BBB}
testo
\chapter{CCC}
testo
\end{document}`
Ciao
Enrico
::Enrico grazie di cuore 😀 !
Ho modificato leggermente il primo codice che mi hai suggerito e funziona che è una meraviglia:
\chapter*{Titolo del capitolo di Levi}
\markboth{Titolo del capitolo di Levi}{Titolo dell’opera di Levi}
\addcontentsline{toc}{chapter}{Titolo del capitolo di Levi}Così appare sulle pagine pari il titolo del capitolo, sulle dispari quello dell’opera.
`\newcommand{\levititle}{Titolo dell'opera}
\newcommand{\levichapter}[1]{
\chapter*{#1}
\markboth{#1}{\levititle}
\addcontentsline{toc}{chapter}{#1}}`
Non sottovalutare l’utilità di definirti un comando personale. Certo, se i capitoli sono due, c’è poco da controllare. Se fossero più di due, devi essere sempre sicuro di aver usato la stessa sintassi: con il comando personale sei sicuro a priori.Ciao
Enrico
::Se io inserisco prima di ogni capitolo di Levi:
`\chapter*{Titolo di Levi}
\addcontentsline{toc}{chapter}{Titolo di Levi}`
Funziona tutto (cioè non compare “Capitolo x”), ma il problema rimanente è che nelle testatine continua ad essere riportato il titolo del capitolo precedente (quello di commento scritto da me).`\chapter*{Titolo di Levi}
\markboth{Titolo di Levi}{Titolo di Levi}
\addcontentsline{toc}{chapter}{Titolo di Levi}`
A questo punto conviene definire un comando apposito:
`\newcommand{\levichapter}[1]{\chapter*{#1}
\markboth{#1}{#1}
\addcontentsline{toc}{chapter}{#1}}`
Nel caso tu dovessi usare titoli abbreviati nelle testatine occorre qualcosa di più
`\newcommand{\levitest}{}
\newcommand{\leviempty}{}
\newcommand{\levichapter}[2][]{\chapter*{#2}
\renewcommand{\levitest}{#1}
\ifx\levitest\leviempty
\markboth{#2}{#2}
\else
\markboth{#1}{#1}
\fi
\addcontentsline{toc}{chapter}{#2}}`
In questo modo puoi scegliere una delle due forme seguenti
`\levichapter{Titolo}
\levichapter[Titolo breve]{Titolo lungo}`
Nel secondo caso avrai il titolo breve nelle testatine, quello completo nell’intestazione del capitolo e nell’indice.Nota: non è il codice più efficiente possibile, ma almeno si capisce abbastanza ciò che fa. Sapendo che \markboth{A}{B} mette nella testatina sinistra “A” e in quella destra “B” (se non c’è una sezione che emette il comando \markright), ho definito il comando con un argomento opzionale che è normalmente vuoto. Confronto con l’argomento eventualmente dato (\ifx\levitest\leviempty); se l’argomento opzionale è presente e non vuoto, viene emesso il comando \markboth{arg opz}{arg opz}, altrimenti viene emesso il comando \markboth{titolo}{titolo} come nella definizione del comando semplificato proposto prima.
Una soluzione efficiente usa il comando interno \@dblarg
`\makeatletter
\def\levichapter{\@dblarg\@levichapter}
\def\@levichapter[#1]#2{\chapter*{#2}
\markboth{#1}{#1}
\addcontentsline{toc}{chapter}{#2}}
\makeatother`
Una chiamata come \levichapter[A]{B} si espande come
`\@dblarg\@levichapter[A]{B}`
In tal caso \@dblarg “vede” la parentesi quadra, si toglie di mezzo e non fa nulla; con una chiamata come \levichapter{C}, l’espansione è
`\@dblarg\@levichapter{C}`
Qui \@dblarg non trova la parentesi quadra e quindi inserisce “[C]” fra “\@levichapter” e “{C}”, ottenendo la lista di token
`\@levichapter[C]{C}`
che è ciò che si desideraCiao
Enrico
::si’. E’ possibile dire a latex “ok, mettimelo pero’ un po’ piu’ spostato a destra”?
E non è quello che fa l’esempio che ti ho dato? Ovviamente l’aggiustamento dovrà essere valutato a occhio. Se sei sotto l’effetto di \centering, dovrai inserire una dimensione doppia dello spostamento desiderato.
Ciao
Enrico
::Sto cercando di dare un offset orizzontale diverso da quello dil default ad un pdf introdotto come immagine flottante che non posso ridimensionare esternamente con altri sw senza perdere eccessivamente qualita’. Ho letto l’ottimo lavoro di Mori che pero’ consiglia proprio di ridimensionare le immagini. Qualcuno sa darmi qualche consiglio? Ho bisogno di spostare leggermente verso destra questa pianta della camera semi anecoica.
`
\begin{figure}[htbp]
\centering
\hspace*{1cm}%
\includegraphics[opzioni]{nomefile}
\caption{…}\label{…}
\end{figure}`
O capisco male?Ciao
Enrico
-
AutoreRisposte