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Compilando adesso ottengo questo log per ognuno dei tre brani inclusi in example.tex:
`File out-abc.abc
Output written on out-abc.ps (1 page, 1 title, 21169 bytes)
Input files: out-abc.ps
Processing: out-abc.ps
Calculating Bounding Box…AFPL Ghostscript SVN PRE-RELEASE 8.55: Can't find initialization file gs_init.ps.
bbox: ERROR — – STDIN – is not in ppmraw or pbmraw format
Error: Could not determine bounding box!
I suppose gs had some trouble interpreting the postscript-file
ready. %%BoundingBox:
Creating output file out-abc.eps…ready.
AFPL Ghostscript SVN PRE-RELEASE 8.55: Can't find initialization file gs_init.ps.
abcm2ps-4.12.27 (September 19, 2006)`Il messaggio di errore dice che non hai installato correttamente ghostscript. Sulla mia macchina il file si compila perfettamente (e ci mancherebbe ❗ 😉 )
Il pacchetto richiama automaticamente abcm2ps per produrre il .ps, poi ps2eps per convertire in EPS e infine epstopdf per convertire quest’ultimo in PDF. Il terzo passaggio non è eseguito se si compila con latex e non pdflatex.
La tua macchina fallisce nel secondo passaggio, in cui si chiama ghostscript. Lì è il problema e non c’è altro da fare. Anche volendo usare lo shell script avresti lo stesso problema. Prova cambiando le opzioni in example.tex:
`\usepackage[noshellescape,generate,ps2eps]{abc}`
Otterrai lo script che puoi eseguire; vedrai che l’errore sarà lo stesso e quindi non dipende dal pacchetto o da LaTeX in generale.Il messaggio finale che invita a eseguire lo script andrà cambiato; nel tuo caso viene emesso perché il compilatore non trova i pdf da includere.
Ciao
Enrico
::Ho la necessità di abbreviare i nome dei journal nella bibliografia.
Siccome utilizzo un file *.bib per tutti i lavori che faccio, vorrei evitare di ritrovarmi un database dove i nomi dei giornali nel campo “journal”, risultino tutti abbreviati, perchè in certi documenti potrei avere il bisogno del nome completo.Esiste un qualche metodo per fare ciò?
Ho provato lo stile bibliografico abbrv e ad impostare l’opzione jabr nel file bst creato con makebst, ma senza risolvere niente.Lo stile abbrv non serve per abbreviare i nomi delle riviste, come hai certamente osservato. Né alcuna opzione con makebst.
Il problema è che non esiste una regola universale per stabilire quale sia l’abbreviazione della rivista. Ritengo che con biblatex il problema sarà risolubile abbastanza facilmente, mettendo nel database sia il nome completo che quello abbreviato e scegliendo l’opzione giusta quando si deve compilare.
Puoi risolvere con un trucco non troppo bieco, anche se non bellissimo. Costruisci due file, nomicomp.bib e nomiabbr.bib. Il primo sarà della forma
`MACRO{jalg}{“Journal of Algebra”}
MACRO{jpaa}{“Journal of Pure and Applied Algebra”}
…`
e il secondo sarà della forma
`MACRO{jalg}{“J. Algebra”}
MACRO{jpaa}{“J. Pure Appl. Algebra”}
…`
Il tuo file bibliografico mybiblio.bib sarà così concepito:
`@article{paperino99,
author={Duck, Donald},
title={How not to sum money},
journal=jalg,
year=1999,}`
Potrai richiamare il database con
`\bibliography{nomeabbr,mybiblio}`
se vuoi i nomi abbreviati, con
`\bibliography{nomecomp,mybiblio}`
se vuoi i nomi completi.In alternativa, puoi scrivere così:
`@article{paperino99,
author={Duck, Donald},
title={How not to sum money},
journal={J. Algebra},
fjournal={Journal of Algebra},
year=1999,}`
e usare uno stile .bst modificato in modo che invece di leggere il campo “journal” legga il campo “fjournal”.Ciascuna soluzione ha i suoi lati negativi, purtroppo. Forse preferirei la seconda, che rende il database bibliografico più completo. Per esempio, i dati che si ricavano da MathSciNet sono nella seconda forma, con campi supplementari con iniziale “f” per indicare i nomi completi.
Ciao
Enrico
::`
\usepackage{amsthm}
\newtheorem{teorema}{Teorema}[section]
\theoremstyle{definition}
\newtheorem{definizione}{Definizione}[section]`Sto usando questo codice, però i teoremi e definizioni (i lemmi non so non ne ho usati) hanno numerazioni consecutive…vorrei che i teoremi e defininizioni avessero lla numerazione indipendente uno dagli altri…adesso è come se avessero lo stesso contatore…come si fa?
Non mi risulta. Scrivendo
`\section{Risultati preliminari}
\begin{teorema}
$1+1=2$
\end{teorema}
\begin{definizione}
Ogni bellunese astemio si dice \emph{eccezionale}.
\end{definizione}`
ottengo che il teorema è numerato 1.1 e che la definizione è numerata 1.1. Non vedo il problema.Ciao
Enrico
25 Gennaio 2007 alle 0:19 in risposta a: comando speciale che si ridefinisce per l’indice analitico #12241::Salve ragazzi,
questa è una domandona per esperti. Dato che non ho voglia di usare tanti pacchetti vorrei avere un comando per l’indice funzionasse in questo modo:
la prima volta mette in neretto la parola e la mette nell’indice
la seconda volta che la uso la metta in corsivo e la mette nell’indice.Ho provato a smanettare sopra il codice, che si ridefinisce da solo, in questo topic http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=604 che va benissimo per gli acronimi. Ma le mie conoscenze in latex in questo caso sono troppo scarse…qualcuno sa come crearlo un codice del genere? 🙄
`\makeatletter
\newcommand{\defspecialword}[1]{%
\expandafter\gdef\csname sp@word#1\endcsname{%
\textbf{#1}\index{#1}%
\expandafter\gdef\csname sp@word#1\endcsname{\textit{#1}\index{#1}}}}
\newcommand{\spword}[1]{\@nameuse{sp@word#1}}
\makeatother`
Userai \defspecialword nel preambolo, per esempio, \defspecialword{Pippo}; poi, nel documento, userai \spword{Pippo}.Ciao
Enrico
::Grazie per il suggerimento!! 🙂
Per quanto riguarda l’indentazione, quando viene generato il dvi (o il pdf), il numero del riferimento ([1]) risulta leggermente identato rispetto per esempio al titolo. Io vorrei eliminare questa identazione.
Per quanto riguarda i comandi
`\let\origthebib\thebibliography
\renewcommand{\thebibliography}[1]{%
\origthebib{#1}\setlength{\itemsep}{2pt plus .5pt}}`
funzionano alla grande, anche se non m i è chiaro cosa vogliano dire e dove agiscano!Le magie non si spiegano. 😀
Il riferimento [1] è leggermente rientrato perché così hai l’allineamento fra le parti importanti del testo; come vedrai di sicuro, da [10] in poi il rientro non c’è.
Ciao
Enrico
::Purtroppo devo usa obbligatoriamente le linee verticali xke le tabelle mi servono per rappresentare graficamente le tabelle logiche di una base di dati relazionale ed appunto la sintassi prevede le linee verticali per separare gli attributi dei record.
Ho cmq provato la tua soluzione ma come era prevista elimina le linee verticali.
Nessuno, a parte il buon gusto :), ti vieta di metterle:
`\begin{tabular}{c|>{\centering\arraybackslash}p{3cm}|c}`
Ciao
Enrico
::Ciao a tutti.
Non usare righe verticali.
Inoltre, in un’altra discussione, separazione colonne, <http://www.guit.sssup.it/phpBB2/viewtopic.php?t=2248>
Le colonne di una tabella non si separano mai con una linea verticale.
Volevo fare chiarezza sull’argomento, giusto per essere sicuro.
Enrico, nella versione provvisoria della presentazione del corso di LaTeX del 2006 da te realizzata, nella seconda parte, <http://profs.sci.univr.it/~gregorio/corso-latex2.pdf.zip>:[ul][li] è vero che alla pagina 154 del file PDF dici di non abusare delle linee verticali e orizzontali…
[li]… ma a pagina 114 avevi detto che la tabella di esempio poteva essere migliorata con due linee verticali.[/ul]Mi sembra che ciò vada un po’ a contrastare con le due citazioni elencate all’inizio della mia risposta.Morale: qual è la cosa giusta da fare?
Abituarsi a non usare le linee verticali. Solo allora, data una particolare tabella, possiamo renderci conto che, con un paio di linee verticali, possiamo far capire meglio al lettore il contenuto della tabella. Come avrai visto, si tratta di dati molto particolari; non è stato immediato pensare a quell’esempio.
Come in molte situazioni, è l’abuso che rovina. Anni di word processors ci hanno quasi abituati a vedere tabelle con ogni possibile riquadratura. Togli le linee, guarda la tabella: forse qualche linea la puoi aggiungere, ma con molta cautela. 😉 L’idea guida deve essere: niente linee verticali. Su quelle orizzontali c’è un po’ più di libertà, come insegna la documentazione di booktabs (sulla quale non sono completamente d’accordo).
Ciao
Enrico
::Salve a tutti,
spero che il mio problema non sia già stato trattato, ma dopo una serie di ricerche infruttuose non so più che pesci pigliare 🙁Premetto che sto scrivendo un documento article, utilizzando natbib insieme ad uno stile bibliografico da me creato com makebst.
Il mio problema è quello di modificare il titolo della bibliografia da References a REFERENCES, e poi vorrei eliminare l’indentazione presente per ciascuna voce bibliografica, e anche diminuire lo spazio tra voce e voce.
`\renewcommand{\refname}{REFERENCES}`
Non capisco di quale rientro tu stia parlando. Quanto alla spaziatura fra i riferimenti, puoi agire così:
`\let\origthebib\thebibliography
\renewcommand{\thebibliography}[1]{%
\origthebib{#1}\setlength{\itemsep}{2pt plus .5pt}}`
Ciao
Enrico
::Devo impostare la dimensione manuale di una cella della tabella tramite p{3cm} ma con il testo centrato. Ho aggiunto quindi c (provato in vari modi), ma mi viene cancellata la riga verticale che separa le colonne dato che la tabella è formata da più colonne.
Qualche giorno fa effettuai un ricerca nei vecchi messasggi del forum, mi ricordo che qualcuno aveva avuto un problema simile ma non ricordo se l’aveva risolto. Adesso la funzione di ricerca non funziona per il problema al database di qualche giorno fa. Quindi perdonatemi se la soluzione si trova in vecchi messaggi.
`\usepackage{array}
…
\begin{tabular}{c>{\centering\arraybackslash}p{3cm}c}
`
La prima colonna è centrata, la seconda è larga 3cm con centratura, la terza è centrata.Non usare righe verticali.
Ciao
Enrico
::Grazie mille hai ragione! 😆
Questo è proprio quello che intendevo con spiegazione dettagliata, chiara e breve!
Per evitare altre figure del genere esiste un metodo per sapere quali packages sono già installati?I più comuni ci sono tutti; l’unica è provarci. Speriamo che in un prossimo futuro sia a disposizione anche con questa distribuzione l’utilissimo mpm (MikTeX Package Manager) che permette di scaricare i pacchetti e installarli con minima fatica.
Ciao
Enrico
::l pacchetto forse è Classic Thesis.
A me la resa grafica di questo stile sembra gradevolissima. Sto prendendo in considerazione di usarlo per la mia tesi di dottorato. L’unica cosa che mi dà da pensare sono i fonts matematici, perché la mia tesi dovrebbe contenere un gran numero di formule.
Che ne pensate?Puoi usare fourier: basta aggiungere \usepackage{fourier} dopo \usepackage[…]{classicthesis} e non usare come opzioni a classicthesis quelle che agiscono sui font. Il pacchetto, a dire il vero, usa mathpazo, che ha i font matematici, anche se non molto completi.
Ciao
Enrico
::Ciao a tutti!
Dovrei installare su un Mac il pacchetto per LaTex Xy-pic, che serve a disegnare diagrammi commutativi, sapete per caso quale versione scaricare e come si installa (la versione di Tex che ho è gwTex)? Non sono molto esperto quindi cercate di essere il più dettagliati possibili nella spiegazione…Spiegazione molto breve: c’è già.
Ciao
Enrico
::Magari esteticamente non è un granchè ma mi risolve alcuni problemi, tipo la nota dopo un numero ad esponente.
Orrore!

Seriamente, l’uso delle note a piè di pagina con il richiamo in una formula è da evitare come e forse più della peste bubbonica. È quasi peggio che usare ComicSans come carattere di base del documento. 😀
Già le note al piede sono di per sé stesse una iattura, figuriamoci in una formula. Non farlo, ti prego; renderai un grande favore a chi legge il tuo scritto.
Ciao
Enrico
::😯
Questo è addirittura molto di più di quello che cercavo di fare..grazie mille
Comunque utilizzo il neretto perché metto in grassetto ogni volta che compare una parola nuova nel contesto in cui sono…quindi come modifico codesto codice che non riesco a decifrare?
Non è una pratica che consiglierei, quella di usare il nero per l’enfasi, tanto più di un acronimo che già è in maiuscolo. Basta e avanza il corsivo usato per lo sviluppo dell’acronimo. Temo che dovrai studiarti il codice, se vuoi proprio modificarlo secondo le tue preferenze. 🙂
Anzi, suggerirei addirittura di usare il maiuscoletto per gli acronimi:
`\makeatletter
\newcommand{\defineacronym}[3][english]{%
\expandafter\gdef\csname acro@#2\endcsname{%
\textsc{\lowercase{#2}}\index{#3, #2}\index{#2, #3}, %
\emph{\foreignlanguage{#1}{#3}},%
\expandafter\gdef\csname acro@#2\endcsname{%
\textsc{\lowercase{#2}}\index{#3, #2}}}}
\newcommand{\acro}[1]{\@nameuse{acro@#1}}
\makeatother\defineacronym{DBMS}{Database Management System}
\defineacronym[italian]{GuIT}{Gruppo Utenti Italiani di \LaTeX}`
I comandi \defineacronym vanno nel preambolo, così hai un posto dove trovarli tutti.Il termine “grassetto” non è veramente usato in tipografia, si preferisce “nero” o “neretto”.
Ciao
Enrico
::ciao a tutti.
Chiedevo se qualcuno poteva spiegarmi come mettere il numeretto della nota nel testo tra parentesi. Del tipoTesto^(1) invece che Testo^1.
Il codice che segue va messo prima di \begin{document}:
`\makeatletter
\def\@makefnmark{\hbox{\@textsuperscript{\normalfont(\@thefnmark)}}}
\makeatother`
Ma sei proprio sicuro di volerlo?Ciao
Enrico
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AutoreRisposte