egreg9

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  • in risposta a: comando speciale che si ridefinisce per l’indice analitico #12241
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    Salve ragazzi,
    questa è una domandona per esperti. Dato che non ho voglia di usare tanti pacchetti vorrei avere un comando per l’indice funzionasse in questo modo:
    la prima volta mette in neretto la parola e la mette nell’indice
    la seconda volta che la uso la metta in corsivo e la mette nell’indice.

    Ho provato a smanettare sopra il codice, che si ridefinisce da solo, in questo topic http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=604 che va benissimo per gli acronimi. Ma le mie conoscenze in latex in questo caso sono troppo scarse…qualcuno sa come crearlo un codice del genere? 🙄

    `\makeatletter
    \newcommand{\defspecialword}[1]{%
    \expandafter\gdef\csname sp@word#1\endcsname{%
    \textbf{#1}\index{#1}%
    \expandafter\gdef\csname sp@word#1\endcsname{\textit{#1}\index{#1}}}}
    \newcommand{\spword}[1]{\@nameuse{sp@word#1}}
    \makeatother`
    Userai \defspecialword nel preambolo, per esempio, \defspecialword{Pippo}; poi, nel documento, userai \spword{Pippo}.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: formattazione bibliografia #12225
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    Grazie per il suggerimento!! 🙂

    Per quanto riguarda l’indentazione, quando viene generato il dvi (o il pdf), il numero del riferimento ([1]) risulta leggermente identato rispetto per esempio al titolo. Io vorrei eliminare questa identazione.

    Per quanto riguarda i comandi
    `\let\origthebib\thebibliography
    \renewcommand{\thebibliography}[1]{%
    \origthebib{#1}\setlength{\itemsep}{2pt plus .5pt}}`
    funzionano alla grande, anche se non m i è chiaro cosa vogliano dire e dove agiscano!

    Le magie non si spiegano. 😀

    Il riferimento [1] è leggermente rientrato perché così hai l’allineamento fra le parti importanti del testo; come vedrai di sicuro, da [10] in poi il rientro non c’è.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Dimensione cella tabella #12232
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    Purtroppo devo usa obbligatoriamente le linee verticali xke le tabelle mi servono per rappresentare graficamente le tabelle logiche di una base di dati relazionale ed appunto la sintassi prevede le linee verticali per separare gli attributi dei record.

    Ho cmq provato la tua soluzione ma come era prevista elimina le linee verticali.

    Nessuno, a parte il buon gusto :), ti vieta di metterle:
    `\begin{tabular}{c|>{\centering\arraybackslash}p{3cm}|c}`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Dimensione cella tabella #12230
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    Ciao a tutti.

    Non usare righe verticali.

    Inoltre, in un’altra discussione, separazione colonne, <http://www.guit.sssup.it/phpBB2/viewtopic.php?t=2248>

    Le colonne di una tabella non si separano mai con una linea verticale.

    Volevo fare chiarezza sull’argomento, giusto per essere sicuro.

    Enrico, nella versione provvisoria della presentazione del corso di LaTeX del 2006 da te realizzata, nella seconda parte, <http://profs.sci.univr.it/~gregorio/corso-latex2.pdf.zip>:[ul][li] è vero che alla pagina 154 del file PDF dici di non abusare delle linee verticali e orizzontali…
    [li]… ma a pagina 114 avevi detto che la tabella di esempio poteva essere migliorata con due linee verticali.[/ul]Mi sembra che ciò vada un po’ a contrastare con le due citazioni elencate all’inizio della mia risposta.

    Morale: qual è la cosa giusta da fare?

    Abituarsi a non usare le linee verticali. Solo allora, data una particolare tabella, possiamo renderci conto che, con un paio di linee verticali, possiamo far capire meglio al lettore il contenuto della tabella. Come avrai visto, si tratta di dati molto particolari; non è stato immediato pensare a quell’esempio.

    Come in molte situazioni, è l’abuso che rovina. Anni di word processors ci hanno quasi abituati a vedere tabelle con ogni possibile riquadratura. Togli le linee, guarda la tabella: forse qualche linea la puoi aggiungere, ma con molta cautela. 😉 L’idea guida deve essere: niente linee verticali. Su quelle orizzontali c’è un po’ più di libertà, come insegna la documentazione di booktabs (sulla quale non sono completamente d’accordo).

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: formattazione bibliografia #12223
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    Salve a tutti,
    spero che il mio problema non sia già stato trattato, ma dopo una serie di ricerche infruttuose non so più che pesci pigliare 🙁

    Premetto che sto scrivendo un documento article, utilizzando natbib insieme ad uno stile bibliografico da me creato com makebst.

    Il mio problema è quello di modificare il titolo della bibliografia da References a REFERENCES, e poi vorrei eliminare l’indentazione presente per ciascuna voce bibliografica, e anche diminuire lo spazio tra voce e voce.

    `\renewcommand{\refname}{REFERENCES}`
    Non capisco di quale rientro tu stia parlando. Quanto alla spaziatura fra i riferimenti, puoi agire così:
    `\let\origthebib\thebibliography
    \renewcommand{\thebibliography}[1]{%
    \origthebib{#1}\setlength{\itemsep}{2pt plus .5pt}}`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Dimensione cella tabella #12228
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    Devo impostare la dimensione manuale di una cella della tabella tramite p{3cm} ma con il testo centrato. Ho aggiunto quindi c (provato in vari modi), ma mi viene cancellata la riga verticale che separa le colonne dato che la tabella è formata da più colonne.

    Qualche giorno fa effettuai un ricerca nei vecchi messasggi del forum, mi ricordo che qualcuno aveva avuto un problema simile ma non ricordo se l’aveva risolto. Adesso la funzione di ricerca non funziona per il problema al database di qualche giorno fa. Quindi perdonatemi se la soluzione si trova in vecchi messaggi.

    `\usepackage{array}
    …
    \begin{tabular}{c>{\centering\arraybackslash}p{3cm}c}
    `
    La prima colonna è centrata, la seconda è larga 3cm con centratura, la terza è centrata.

    Non usare righe verticali.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Aiuto Xy-pic su Mac! #12177
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    Grazie mille hai ragione! 😆
    Questo è proprio quello che intendevo con spiegazione dettagliata, chiara e breve!
    Per evitare altre figure del genere esiste un metodo per sapere quali packages sono già installati?

    I più comuni ci sono tutti; l’unica è provarci. Speriamo che in un prossimo futuro sia a disposizione anche con questa distribuzione l’utilissimo mpm (MikTeX Package Manager) che permette di scaricare i pacchetti e installarli con minima fatica.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Layout #12142
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    l pacchetto forse è Classic Thesis.

    A me la resa grafica di questo stile sembra gradevolissima. Sto prendendo in considerazione di usarlo per la mia tesi di dottorato. L’unica cosa che mi dà da pensare sono i fonts matematici, perché la mia tesi dovrebbe contenere un gran numero di formule.
    Che ne pensate?

    Puoi usare fourier: basta aggiungere \usepackage{fourier} dopo \usepackage[…]{classicthesis} e non usare come opzioni a classicthesis quelle che agiscono sui font. Il pacchetto, a dire il vero, usa mathpazo, che ha i font matematici, anche se non molto completi.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: footnote tra parentesi #12161
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    Magari esteticamente non è un granchè ma mi risolve alcuni problemi, tipo la nota dopo un numero ad esponente.

    Orrore!

    Seriamente, l’uso delle note a piè di pagina con il richiamo in una formula è da evitare come e forse più della peste bubbonica. È quasi peggio che usare ComicSans come carattere di base del documento. 😀

    Già le note al piede sono di per sé stesse una iattura, figuriamoci in una formula. Non farlo, ti prego; renderai un grande favore a chi legge il tuo scritto.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: ACRONIMI #3883
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    😯

    Questo è addirittura molto di più di quello che cercavo di fare..grazie mille

    Comunque utilizzo il neretto perché metto in grassetto ogni volta che compare una parola nuova nel contesto in cui sono…quindi come modifico codesto codice che non riesco a decifrare?

    Non è una pratica che consiglierei, quella di usare il nero per l’enfasi, tanto più di un acronimo che già è in maiuscolo. Basta e avanza il corsivo usato per lo sviluppo dell’acronimo. Temo che dovrai studiarti il codice, se vuoi proprio modificarlo secondo le tue preferenze. 🙂

    Anzi, suggerirei addirittura di usare il maiuscoletto per gli acronimi:
    `\makeatletter
    \newcommand{\defineacronym}[3][english]{%
    \expandafter\gdef\csname acro@#2\endcsname{%
    \textsc{\lowercase{#2}}\index{#3, #2}\index{#2, #3}, %
    \emph{\foreignlanguage{#1}{#3}},%
    \expandafter\gdef\csname acro@#2\endcsname{%
    \textsc{\lowercase{#2}}\index{#3, #2}}}}
    \newcommand{\acro}[1]{\@nameuse{acro@#1}}
    \makeatother

    \defineacronym{DBMS}{Database Management System}
    \defineacronym[italian]{GuIT}{Gruppo Utenti Italiani di \LaTeX}`
    I comandi \defineacronym vanno nel preambolo, così hai un posto dove trovarli tutti.

    Il termine “grassetto” non è veramente usato in tipografia, si preferisce “nero” o “neretto”.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: footnote tra parentesi #12159
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    ciao a tutti.
    Chiedevo se qualcuno poteva spiegarmi come mettere il numeretto della nota nel testo tra parentesi. Del tipo

    Testo^(1) invece che Testo^1.

    Il codice che segue va messo prima di \begin{document}:
    `\makeatletter
    \def\@makefnmark{\hbox{\@textsuperscript{\normalfont(\@thefnmark)}}}
    \makeatother`
    Ma sei proprio sicuro di volerlo?

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: ACRONIMI #3880
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    Risollevo questo vecchissimo post. Allora mi sono guardato la documentazione ma come al solito non ci ho capito più di tanto 😳

    In teoria vorrei riuscire a fare due semplici cose:
    1. usare un comando unico con due parametri (l’acronimo e il suo significato). Facendo in modo che entrambi siano in grassetto e il significato anche in corsivo. Così quando scrivo il documento

    2. fare in modo che per esempio avendo DMBS, Data Base Management System questo venga messo direttamente nell’indice analitico (al momento non mi interessa un indice di acronimi ne ho molto pochi relativamente parlando…).

    Il nero in un caso del genere mi sembra veramente eccessivo.
    `\makeatletter
    \newcommand{\defineacronym}[3][english]{%
    \expandafter\gdef\csname acro@#2\endcsname{%
    #2\index{#3, #2}\index{#2, #3}, \emph{\foreignlanguage{#1}{#3}},%
    \expandafter\gdef\csname acro@#2\endcsname{#2\index{#3, #2}}}}
    \newcommand{\acro}[1]{\@nameuse{acro@#1}}
    \makeatother

    \defineacronym{DBMS}{Database Management System}
    \defineacronym[italian]{GuIT}{Gruppo Utenti Italiani di \LaTeX}`
    La prima volta che usi \acro{DBMS} il comando scrive l’acronimo con il suo sviluppo in corsivo, fra virgole e dà sia \index{Database Management System, DBMS} che
    \index{DBMS, Database Management System}. Le volte successive, viene scritto solo l’acronimo e il secondo riferimento nell’indice.

    Vedi tu se vuoi modificare la definizione. L’idea è che \defineacronym{DBMS} definisce il comando \acro@DBMS (che non puoi però usare direttamente). Questo comando, la prima volta che viene usato, ridefinisce sé stesso (ebbene sì, si può 8))

    Ho aggiunto un supporto per babel, per evitare sillabazioni sbagliate. Siccome i tuoi acronimi saranno per lo più in inglese, ho messo quella come lingua normale per gli sviluppi degli acronimi.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Tabelle & beamer #12153
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    sto creando una presentazione con beamer, ho due problemi:
    1)devo inserire una tabella con delle frasi piuttosto lunghe e ho visto che l’ambiente tabular sfora nella dispositiva come faccio?, non esiste un ambiente che gestisce l’ampiezza delle colonne??

    Qualche settimana fa un autocarro carico di gas si è incastrato in un sottopassaggio, causando il blocco della circolazione ferroviaria sulla linea Padova-Mestre. Era troppo alto.

    Morale della favola: se una cosa non ci sta, non ci sta.

    Soluzioni? Dipende da ciò che vuoi scrivere in questa diapositiva. Prova a fare un esempio (breve, mi raccomando). Forse ciò che cerchi è lo specificatore p nel preambolo della tabella:
    `\begin{tabular}{p{4cm}l}`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Layout #12137
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    Ciao a tutti,
    spero di non ricadere su un argomento già trattato nel forum, ma è un paio di giorni che cerco una soluzione e non sono riuscito a trovare niente (sono un neofita ancora). Il problema (non è un vero problema) è il seguente:
    Ho scritto la mia tesi in LaTeX ed è andato tutto bene (ho scritto con caratteri ebraici, arabi e siriaci tra l’altro, con Word non ce l’avrei mai fatta). Adesso però vorrei pubblicarla e mi sarebbe piaciuto usare un layout un po’ più carino di quello che si ottiene semplicemente con la classe book. Non che non sia bello, per carità, ma per un libro avrei voluto qualcosa di un po’ più originale. Mi ricordo che una volta avevo scaricato (credo da CTAN ma non ne sono sicuro) un pacchetto che mi aveva permesso di ‘reimpaginare’ lo scritto con una grafica molto carina (forse la terminologia non è adeguata, spero che il concetto lo sia). I titoli erano colorati, i margini reimostati in modo diverso, ecc. ecc. Non sono però più riuscito a reperire il pacchetto (non so neanche se era una classe o qualcos’altro) e non mi ricordo ovviamente più il nome. Qualcuno può aiutarmi?
    Grazie

    Il pacchetto forse è Classic Thesis.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Problemi con Babel utilizzando AlphaX e OzTex #12129
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    Vediamo se ho capito bene… Sono andato in OzTex, sul menù Tex, ho scelto Tex… e sono andato a cercare tra le cartelle di Oztex Formats dentro la cartella Tex.
    A questo punto ho cliccato Cancel (a cosa serve?)…

    Serve a scegliere la cartella dove verrà registrato il formato rigenerato.

    Poi sono andato nel menù Tex nuovamente e ho cliccato INITEX…
    Qui ho digitato latex.ltx e questo è il risultato:
    …
    Dopo avermi chiesto di creare un file che si chiama “latex.fmt” che io ho fatto chiamare “latex2.fmt” per non rimpiazzare il vecchio … O deve essere rimpiazzato?

    Però continua a darmi il solito errore…. 🙁

    Se devi rigenerare il formato ❗ ❗ ❗

    Certo che devi sostituire quello vecchio.

    Ciao
    Enrico

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