egreg9

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  • in risposta a: Ci va la punteggiatura in ambiente displaymath? #9832
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    Adesso aspetto a piè fermo gli esempi in contrario, ma che siano di matematici e non di ingegneri. 😀
    Enrico

    Premetto che non sono un ingegnere (sono laureato in fisica) ma non capisco perché gli ingegneri non siano un esempio valido, comunque anche a me sembra naturale usare la punteggiatura in ambiente displaymath.

    Era un’osservazione scherzosa, la faccina sarebbe dovuta servire a farlo capire. Fra matematici e ingegneri la lotta è sempre accesa. 😀 😉

    Non imputo agli ingegneri nulla di terribile, a parte la tendenza a raddrizzare ciò che naturalmente deve essere storto (le d dei differenziali, le i degli immaginari e così via), quando cercano di imporla anche a chi non è disposto a sottomettersi. 😀

    Per Lapo: non c’era alcun intento denigratorio, ci mancherebbe. Sono convintissimo che la punteggiatura ci vada, e qualsiasi persona ragionevole lo ammetterebbe. Mi piacerebbe anche vedere la citazione di Beccari al proposito.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Inserire uno sfondo grigio in un’immagine #12310
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    Scusate se scoccio ancora!

    Vorrei definire un comando, diciamo \myincludegraphics, che realizzi il codice
    `\colorbox{lightgray}{\includegraphics{nome}}`
    All’interno del documento, vorrei richiamare il comando con
    `\myincludegraphics[…]{nome}`
    dove […] sono le opzioni di \includegraphics. Naturalmente il vantaggio è che, se cambiassi idea, basterebbe modificare la definizione di \myincludegraphics. Non dovrebbe essere difficile, eppure non ci sono riuscito. 😳

    Non studi ❗ 😉
    `\newcommand{\myincludegraphics}[2][]{%
    \begingroup\setlength{\fboxsep}{0pt}%
    \colorbox{lightgray}{\includegraphics[#1]{#2}}%
    \endgroup}

    \myincludegraphics{nome}
    \myincludegraphics[width=8cm]{nome}`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: abbreviare nome journal con bibtex #12259
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    Sto provando a creare un file *.bib con tutte le abbreviazioni dei nomi dei giornali, come indicatomi da egreg9.

    Se richiamo una macro creata in questo modo ottemgo il seguente messaggio:

    `Warning–string name “jrr” is undefined`

    Se la stessa macro la imposto nel file *.bst non ho problemi.
    Mi sorge il dubbio se sia possibile creare comandi MACRO all’interno di file *.bib, dalla documentazione di bibtex non sono riuscito a capirci un gran che.

    Sapete dirmi qualcosa in più rigurado dove è possibile definire le macro?

    Temo di averti dato un’informazione sbagliata: non è MACRO, ma STRING la costruzione da usare.
    `@STRING{jalg=”J. Algebra”}`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Ci va la punteggiatura in ambiente displaymath? #9829
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    A giudicare dai pochi libri in italiano che ho a casa, al più viene usato il punto fermo: appena posso un’occhiata in biblioteca ai libri composti a piombo (quelli moderni non fanno testo).

    In tutti i libri in italiano che possiedo, vecchi e nuovi, la punteggiatura nelle formule fuori corpo è usata. Adesso vediamo quelli anziani, composti con il piombo a mano.

    Un buon posto dove trovarne, anche in italiano, è la Biblioteca Storica della Cornell University. Ecco qui l’elenco:

    • Bellacchi, Introduzione storica alle funzioni ellittiche, Firenze, 1894

    • Bertini, Introduzione alla geometria proiettiva degli iperspazi, Pisa, 1907

    • Bianchi, Lezioni sulla teoria dei gruppi di sostituzioni, Pisa, 1899

    • Bonola, La geometria non-euclidea, Bologna (Zanichelli), 1906

    • Burali-Forti, Lezioni di geometria metrico-proiettiva, Torino, 1904

    • Caprilli, Nuove formole d’integrazione; ecc., Livorno, 1912

    • Cesaro, Corso di analisi algebrica con introduzione al calcolo infinitesimale, Torino, 1894

    • Dini, Fondamenti per la teorica delle funzioni di variabili reali, Pisa, 1878

    • Fubini, Introduzione alla teoria dei gruppi discontinui e delle funzioni automorfe, Pisa, 1908

    • Gazzaniga, Gli elementi della teoria dei numeri, Verona-Padova, 1903

    • Peano, Applicazioni geometriche del calcolo infinitesimale,Torino, 1887

    • Sacchi, Sulla geometria analitica delle linee piane, Pavia, 1854

    • Veronese, Fondamenti di geometria a più dimensioni e a più specie di unità rettilinee esposti in forma elementare, Padova, 1891

    • Vivanti, Elementi della teoria delle equazioni integrali lineari, Milano (Hoepli), 1916

    Ho tralasciato solo alcuni volumi che sono “scritti a mano”, alcuni degli autori già presenti (e delle stesse case editrici) e un paio che non usano equazioni fuori corpo. In tutti gli altri, compreso il Vivanti edito da Hoepli, la punteggiatura è usata. Non in modo sempre coerente, è vero, ma c’è eccome: punto, virgola, punto e virgola.

    Sono abbastanza autorevoli Hoepli e Zanichelli? O la casa che ha stampato il libro di Peano, noto cultore della simbologia? No? Be’, allora non è autorevole nemmeno Beccari che, IMHO, sbaglia su molte cose riguardo alla tipografia matematica.

    Ho avuto a che fare, molti anni fa, ai miei inizi di autore, con il proto della Monograf, tipografia che ancora usava la composizione a mano: usavano la punteggiatura. Mi è capitato fra le mani un lavoro del 1966 degli Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa (in italiano, naturalmente) dove la punteggiatura c’è.

    Adesso aspetto a piè fermo gli esempi in contrario, ma che siano di matematici e non di ingegneri. 😀

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Ci va la punteggiatura in ambiente displaymath? #9828
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    [quote]La risposta è: dipende dalla lingua.

    In inglese si usa la punteggiatura; in italiano no, mai e per nessun motivo.

    Quale autorità ha emesso questo diktat?

    Ad esempio: Beccari, LaTeX. Hoepli, 1991. — Non ti posso dare una citazione più esatta perché sono anni che non trovo più la mia copia :,-(

    A giudicare dai pochi libri in italiano che ho a casa, al più viene usato il punto fermo: appena posso dò un’occhiata in biblioteca ai libri composti a piombo (quelli moderni non fanno testo).

    In ogni caso, la punteggiatura è inutile dal punto di vista del significato: se la prima parola che segue il display è maiuscola vuol dire che è iniziata una nuova frase; se è minuscola, no. Se la frase incomincia con un simbolo matematico, allora l’autore ha tali problemi linguistici che la punteggiatura sulle formule in display è irrilevante.

    Personalmente trovo l’uso della punteggiatura nell’ambiente ‘cases’ irritante: vorrei avere abbastanza fegato per farne a meno anche in inglese.[/quote]
    Sono in completo disaccordo. Le formule fanno parte del discorso e la punteggiatura serve per aiutare il lettore:
    `e abbiamo dimostrato che
    \[
    f(x)>0{\text{, per ogni $x>0$.}
    \]
    Ora sappiamo che gli zeri di $f$, che esistono per quanto visto prima,…`
    L’esempio è sciocco, ma puoi inventartene quanti vuoi. Secondo te, la condizione andrebbe in corpo, lasciando fuori corpo solo “f(x)>0”? Io dico di no, ciò che voglio mettere in evidenza è la relazione con la limitazione. E se va tutto fuori corpo, la virgola e il punto sono necessari.

    Come ti ho già accennato, Cremonese (opere di Ricci Curbastro e di Scorza) usa la punteggiatura; anche Feltrinelli nelle vecchie edizioni; così Boringhieri (che però a volte usa lo “Sperrsatz” :().

    Alcuni usano spaziare la punteggiatura, io lo trovo ancora peggio che non metterla. Opinioni che non andrebbero confuse con obblighi draconiani, con tutto il rispetto per Claudio Beccari.

    Su una cosa ho un’opinione drastica come la tua sulla punteggiatura. Che su “do” (prima persona del presente di “dare”) l’accento non va mai e per nessun motivo. 🙂

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Problemi con sommario #11957
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    chiedo scusa ma non ho utilizzato latex prima… questa è la mia prima occasione….

    forse dovevo specificare che uso:
    `\documentclass[12pt,oldstyle,trieste,greek,italian]{report}
    …`

    C’è almeno un errori importante: manca il richiamo al pacchetto babel:
    `\documentclass[12pt,oldstyle,trieste]{report}
    \usepackage[greek,italian]{babel}
    \usepackage{toptesi}

    \begin{document}

    \title{La mia tesi}
    \author{Gigarale}

    \frontespizio

    \sommario

    bla bla bla bla bla bla bla bla bla

    \ringraziamenti

    bla bla bla bla bla bla bla bla bla

    \tablespagetrue
    \figurespagetrue
    \indici

    \end{document}`
    e la parola sommario compare al suo posto.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Inseire singolo font #12313
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    Avrei la necessità di inserire nella mia tesi di laurea – relativca ad un argomento di lingua araba – un singolo font che nel pacchetto ArabTeX non esiste (per chi sa l’arabo si tratta del monogramma della giaculatoria ??? ???? ???? ????). Si tratta del carattere UTF8 con il seguente codice EF B7 BA (Unicode FDFA), cioè questo ?. Secondo voi è possibile fare qulcosa del genere? Cioè inserire un singolo carattere da un font che ho installato nel sistema? Grazie

    PS Come potrete capire sono un utente LaTeX da ben poco tempo, quindi non insultatemi vi prego se la domanda è ingenua 🙄

    La cosa più semplice è di crearsi un documento pdf con quel singolo carattere e poi inserirlo dove ti serve; diciamo che il carattere è nel file FDFA.pdf:
    `\newcommand{\FDFA}[1][1]{\includegraphics[scale=#1]{FDFA}}`
    Con \FDFA{} inserisci il carattere alla grandezza naturale, puoi usare \FDFA[1.2] per ingrandirlo del 20% (o qualsiasi ingrandimento, secondo lo stesso schema). Ovviamente occorre \usepackage{graphicx}.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Inserire uno sfondo grigio in un’immagine #12306
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    Ciao Enrico, le mie sono immagini pdf (ottenute su Mac con un sw di grafica vettoriale): il tuo codice funziona benissimo! Lo sfondo grigio viene inserito alla perfezione!

    Una curiosità. Avevo due immagini affiancate (pacchetto subfigure):

    Quante volte lo devo dire di usare subfig? Che subfigure è stato dichiarato obsoleto dal suo autore? Che subfig è molto meglio?

    Per l’altro problema, ricorda che \colorbox usa il parametro \fboxsep, quindi aumenta le dimensioni di ciò che c’è dentro di 3pt da ogni parte. Ecco spiegato l’arcano mistero. Se vui che lo sfondo sia esattamente come l’immagine, devi dire
    `\setlength{\fboxsep}{0pt}`
    dentro all’ambiente figure.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Installazione e uso di abc.sty #12271
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    @egreg9
    Ho verificato, deve essere proprio un problema di ghostscript.
    Io ho installato LaTeX tramite i-installer, la distribuzione è tetex; ghostscript dovrebbe essere nel pacchetto, ma forse è il pacchetto ad essere difettoso. Comunque, il file gs_init.ps ce l’ho solo nelle directory di lilypond e di Locomotive (un’applicazione per sviluppare con RubyOnRails); deduco che dovrebbbe essere nelle subdirectory di tetex…
    Ad ogni modo proverò a reinstallare ghostscript in qualche modo, e vi farò sapere.

    C’è un pacchetto apposito di i-Installer. Non va certo nell’area TeX, ma in /usr/local/ per conto suo; comunque i-Installer si arrangia. Oppure puoi installarlo con fink o MacPorts se li usi.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Inserire uno sfondo grigio in un’immagine #12304
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    Ancora ciao! Vorrei inserire uno sfondo grigio in un’immagine (che ora ha uno sfondo bianco). Per la precisione, vorrei usare come sfondo il colore lightgray del pacchetto xcolor:
    `\usepackage{xcolor}
    …\color{lightgray}…
    `
    Si può fare?

    Dal manuale di pdfTeX:

    The lossless compressing png format is great for embedding crisp pixel graphics (e. g. line scans, screen shots). Since pdfTeX 1.30.0 also the alpha-channel of png images is processed if available; this allows embedding of images with simple transparency. The png format does not support the CMYK color model, which is sometimes required for print media (this often can be replaced by four component jpeg in high quality or lossless compression mode).

    Con JPEG e PDF non credo si possa avere la trasparenza. Se la tua immagine è un PNG con trasparenza, puoi usare
    `\colorbox{lightgray}{\includegraphics{nome}}`
    Ho fatto una prova con un’immagine trovata su Wikipedia e funziona.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Alcuni dubbi su Classic Thesis #12288
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    Temo di non aver capito che cosa, in definitiva, mi consigli di fare.
    `\documentclass[…]{scrreprt}

    \usepackage{amsmath,amsfonts}
    \usepackage[eulerchapternumbers,
    subfigure,eulermath,parts]{classicthesis}

    `
    Così? Oppure senza l’opzione eulermath?
    `\documentclass[…]{scrreprt}

    \usepackage{amsmath,amsfonts}
    \usepackage[eulerchapternumbers,
    subfigure,parts]{classicthesis}
    …`

    La seconda.

    [quote]Ho notato che il codice
    `\renewcommand{\epsilon}{\varepsilon}
    \renewcommand{\theta}{\vartheta}
    \renewcommand{\rho}{\varrho}
    \renewcommand{\phi}{\varphi}`
    non è accettato da Classic Thesis. Perché? C’è un modo per rimediare?

    Non mi risulta. Prova a spiegarti meglio.

    Hai proprio ragione. Se metto quelle quattro linee di codice prima di caricare classicthesis ottengo un messaggio d’errore, se le metto dopo, tutto bene.[/quote]
    È ovvio 😀 Il pacchetto classicthesis si occupa di scegliere i font matematici e questa azione definisce anche il significato di \varepsilon, eccetera.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: minitoc: come cambiare il font della scritta “Contenuto #12300
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    Ecco, andando per tentativi, mi sembra che
    `\renewcommand{\mtifont}{\normalsize\rmfamily\upshape\mdseries}
    `
    funzioni. Non so che cosa significano \upshape e \mdseries. 🙄

    Un po’ di fantasia! \upshape sceglie un carattere tondo (cioè diritto), \mdseries sceglie un peso medio (cioè normale e non neretto).

    Basterebbe \normalsize\normalfont, direi.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Alcuni dubbi su Classic Thesis #12286
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    Ancora una cosa: mi sbaglio, o in un altro topic avevi detto che i font matematici predefiniti di Classic Thesis sono i mathpazo, e che questi font non sono del tutto completi?

    Ho appena “convertito” nello stile di Classic Thesis un grosso documento, piuttosto ricco di matematica, e non ho trovato nessuna pecca (a parte il fatto che l’aspetto, pur gradevole, non è forse così buono come quello che si ottiene con font standard: la $x$ sembra un po’ una $\chi$, la $n$ sembra una $\eta$, …).

    Mancano i font corrispondenti agli amsfonts, non è detto che si combinino bene.

    Che cosa suggerisci? Forse di eliminare l’opzione eulermath di classicthesis?

    Non lo userei mai; i font euler sono carini, ma non adatti a una presentazione del genere, IMHO.

    Ho notato che il codice
    `\renewcommand{\epsilon}{\varepsilon}
    \renewcommand{\theta}{\vartheta}
    \renewcommand{\rho}{\varrho}
    \renewcommand{\phi}{\varphi}`
    non è accettato da Classic Thesis. Perché? C’è un modo per rimediare?

    Non mi risulta. Prova a spiegarti meglio.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Alcuni dubbi su Classic Thesis #12284
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    1. Come si fa a cambiare (al limite, a togliere), la scritta [26 gennaio 2007 at 12:12] che appare su ogni pagina del documento?

    Facile, togli l’opzione “drafting”.

    2. Nella bibliografia, in corrispondenza di ogni voce compare la scritta “Cited on pag. …”. C’è modo di avere questo risultato in italiano?

    `\renewcommand*{\backrefalt}[4]{% Detailed backref
    \ifcase #1 %
    \relax%(Non citato.)%
    \or
    (Citato a pagina~#2.)%
    \else
    (Citato alle pagine~#2.)
    \fi}`
    Il codice corrispondente sta in loadpackages.sty, quindi questo va messo dopo che il pacchetto viene caricato.

    3. Una curiosità. Ho usato il pacchetto con le opzioni
    `\documentclass[10pt,a4paper,twoside,openright,titlepage,fleqn,
    cleardoubleempty,abstractoff,pointlessnumbers,
    headinclude,footexclude,BCOR5mm]{scrreprt}

    \usepackage[eulerchapternumbers,drafting,
    subfigure,eulermath,parts]{classicthesis}`
    Qualcuno sa che cosa fanno le opzioni pointlessnumbers, headinclude, footexclude, BCOR5mm della classe scrreprt e le opzioni drafting, subfigure, eulermath e parts di classicthesis?

    Leggi la documentazione di KOMA-script.

    4. Un’altra curiosità. Che cosa fanno i comandi
    `\renewcommand*{\bibname}{new name}
    \setbibpreamble{}`
    che di default sono commentati nel sorgente?

    \bibname contiene il “nome” della bibliografia; se usi babel non devi agire così, ma con il consueto
    `\addtocaptionsitalian{\renewcommand{\bibname}{…}}`
    Il comando \setbibpreamble fa parte di KOMA-script.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Ci va la punteggiatura in ambiente displaymath? #9825
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    La risposta è: dipende dalla lingua.

    In inglese si usa la punteggiatura; in italiano no, mai e per nessun motivo.

    Ottavio

    Quale autorità ha emesso questo diktat? I libri editi da Boringhieri e Feltrinelli la usano eccome. Lo stesso la Cedam, nei vecchi libri scritti a mano. Anche la Cremonese nella raccolta delle opere di Ricci Curbastro, la Zanichelli per le riviste UMI. Io scrivo cose come
    `Consideriamo la funzione $f\colon\mathbf{R}\to\mathbf{R}$ definita da
    \[
    f(x)=\begin{cases}
    2x-1 & \text{se $x>0$},\\
    1 & \text{se $x\ge0$};
    \end{cases}
    \]
    è immediato verificare che $f$ non è continua in~$0$.`
    con la giusta punteggiatura. Con convinzione e la certezza che le formule siano così molto più leggibili. Basta un po’ di cura per evitare ambiguità semantiche, del resto improbabili.

    Ciao
    Enrico

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