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quindi in teoria, visto che ci sono le righe bianche e quindi fanno parte di paragrafi diversi, il testo dopo la figura dovrebbe apparirmi con un “indent” giusto? e io dovrei mettere un \noindent no? è che mi sembra di star aggirando il problema non risolvendolo “razionalmente”. c’è qualcosa di “non standard” che faccio in tutto questo?
Perché la domanda mi sorge spontanea. perché LaTeX si comporta così? non ho chiesto una cosa assurda.(1) Scrivi un paragrafo completo;
(2) lascia una riga vuota;
(3) inserisci l’ambiente figure;
(4) lascia una riga vuota;
(5) continua a scrivere il testo.Ciao
Enrico
::Ho finito di scrivere la mia tesi con LaTeX. E’ stata la mia prima volta ed è stato bellissimo 🙂
Sto cercando ora di impaginarla in formato B5.La domanda può sembrare idiota (anzi con tutta probabilità lo è), ed è: come si fa?
In un sito (http://wwwhome.cs.utwente.nl/~smitl/latex/), si suggerisce di fare tutto come se si lavorasse in A4, per poi scalare al momento della stampa.
Mi sembra un po’ triviale…si fa proprio così?
In effetti non ho ancora trovato altre soluzioni, perchè se provo il codice (riporto solo parte del preambolo)
`\documentclass[11pt]{scrartcl}\usepackage{geometry}
\geometry{twoside}
\geometry{includeall}\geometry{paper=b5paper}`
non ottengo nulla di differente da ciò che ottengo con il parametro paper impostato a a4paper.Ovviamente quello che vedo è il prodotto della conversione a fomato postscript, che ottengo con
`dvips strutturaB5.dvi -o strutturaB5.ps`Il preambolo va bene, anche se io scriverei più semplicemente
`\usepackage[twoside,includeall,paper=b5paper]{geometry}`
Ti manca solo un’opzione: dvips. Di fatto, se compili in pdflatex con quel codice, il formato di pagina esce comunque corretto. Quindi il mio suggerimento è:
`\documentclass[11pt]{scrartcl}
\usepackage{ifpdf}\usepackage[twoside,includeall,paper=b5paper]{geometry}
\ifpdf\else
\geometry{dvips}
\fi`
Quelle note di Twente sono piuttosto antiquate. Il formato B5 non è 17×24, ma 17.6×25 che è il valore noto a geometry.Se poi non hai una stampante con carta b5, puoi usare il pacchetto crop:
`\documentclass[11pt]{scrartcl}\usepackage[dvips=false,pdftex=false,twoside,includeall,paper=b5paper]{geometry}
\usepackage[cam,a4,center,dvips]{crop}`
Questo ti produrrà ogni pagina ornata dei crocini per la rifilatura. Questo codice funziona sia con dvips che con pdflatex (anche se dà un avviso nel secondo caso, che può essere ignorato). Occorre disabilitare le opzioni dvips e pdftex in geometry così che il formato di carta usato sia quello usuale (a4 o letterpaper, dipende dal lato dell’oceano; Atlantico, perché se sei in Giappone …)Ciao
Enrico
::innanzitutto grazie per la risposta.
Ma in questo modo non aggiro il problema? mettendo una riga vuota dopo la figura mi aggiunge uno vero spazio bianco dopo la figura!
per il fatto del % intendi una riga vuota con solo %? a che scopo?
ti ringrazioL’ambiente figure è posto, di solito, tra paragrafi. Questo rende più semplice il problema di dove piazzarla.
L’altra soluzione è proprio come ti ho detto:
`\end{figure}%`
Ciao
Enrico
::Il problema è che ogni volta che capita una cosa del genere il testo dopo la figura che viene inserito a fine pagina mi appare con un piccolo rientro. Che non è lo stesso rientro di \indent !! Ho provato naturalmente a mettere \noindent, ma non c’è nulla da fare.
Metti l’ambiente figure tra due righe vuote. Oppure metti un % dopo \end{figure}. Ma è meglio la prima possibilità.
Ciao
Enrico
::E’ disponibile anche in formato postscript tipo 1, oltre al formato metafont?
Ne trovate una versione di prova al seguente indirizzo:
http://profs.sci.univr.it/~gregorio/callig-type1.zip
Ciao
Enrico
::Grazie Enrico…gentilissimo.
Purtroppo pero non funziona in quanto dice che il mio file NON è MacBinary…in realta si tratta di un Trade Gothic Cond Eighteen Post script type1. Dove sbaglio??Se non lo fai diventare MacBinary, non lo è. Che vuol dire, secondo te, “PostScript type 1”?
I font sui Mac OS da 7 a 9 erano costituiti da due distinte parti: bitmap e PostScript. I bitmap venivano raggruppati per famiglia nelle famose valigette. I corrispondenti PostScript invece erano separati, con nomi del tipo Times, TimesIta e così via.
Questi file contengono esattamente la stessa informazione del formato pfa o pfb, ma questa è registrata nella cosiddetta “resource fork”; se li apri con ResEdit te ne accorgi.
Mac OS X gestisce ancora i file con la doppia fork, ma si preferisce ormai lavorare solo con la “data fork”. MacBinary è un formato che permette di codificare entrambe le “fork” in un unico file di dati per i trasferimenti attraverso la rete.
Con l’opzione –raw dovresti comunque poter raggiungere il tuo scopo. Ma devi prima fare un’altra operazione, la documentazione di t1unmac è poco precisa. Supponi che il tuo file si chiami TimesIta. Allora devi fare due operazioni:
`cp TimesIta/rsrc TimesIta-nores
t1unmac -b -r TimesIta-nores ptmri8a.pfb`Ciao
Enrico
::Ciao a tutti,
proprio come da oggetto mi chiedevo se esiste un programmino da riga di comando(unix naturalmente) che mi permetta la conversione del font in pfb e afm invece di usare il solito Fontographer.Occorre essere un po’ più precisi quando si fanno domande. Non è affatto ovvio che stai usando un Mac e hai dei font nel formato “risorse”.
Il programma esiste e si chiama t1unmac. Se il font PostScript si chiama, per esempio, Times, lo dovresti poter convertire con il seguente comando
`t1unmac –raw –pfb Times ptmr8a.pfb`
Più probabilmente hai questi font su un vecchio Mac con sistemi precedenti al X; il modo migliore per non avere problemi è di convertire i font in MacBinary con apposite utility che si trovano facilmente in rete o con StuffIt. Trasferito il file così ottenuto su Mac OS X, lo converti con lo stesso programmino, dando l’opzione –macbinary invece che –raw.Attento: non sono le valigette che contengono il font PostScript, ma i file con le icone con una grande A.
Ciao
Enrico
::Ragazzi,
ma se voglio usare solo il pacchetto theorem, come fare per avere in un teorema l’enunciato non in corsivo?Il pacchetto theorem è obsoleto da tempo; se lo leggi scopri che l’ultima versione è del 23 novembre 1995. Usa amsthm (che consiglio) oppure ntheorem (che mi piace meno).
Ciao
Enrico
::ok…grazie mile per l’aiuto…ora fa sia il regular che il bold.
Ora pero ho un’altro problema:
siccome della mia font trade gothic ho più varianti come posso sapere la sintassi per caricarla??
ad esempioil bold si fa \textbf{}
l’ìitalic si fa \textit{}io ho bisogno di usare il Trade gothic Condensed eighteen e una Trade gothic Bold Two
qual’è la sintassi per caricarla??Sono molto gradite anche guide alla sintassi
Occorre guardare che c’è scritto nel file T1ptg.fd. Oppure leggersi il documento di Lehmann qui
Ciao
Enrico
::Grazie eGreg per la risposta immediata
io ho il font Trade Gothic Bold ma non so per quale assurdo motivo non me lo carica…
mi spiego: carico Trade Gothic e ce l’ho…
carico Trade Gothic Bold e mi da questo errore:LaTeX Font Warning: Font shape `T1/ptg/bf/n’ undefined
(Font) using `T1/ptg/m/n’ instead on input line 12.Evidentemente sbaglio in qualcosa…ma nn capisco??
Sai dirmi di più te???Stai evidentemente chiedendo \fontseries{bf}, di solito viene chiamata “bx” oppure “b”.
Senza una riga di codice non posso capire ciò che stai facendo. In un documento con
`\fontfamily{ptg}\selectfont
\textbf{Pippo}`
La parola Pippo dovrebbe essere automaticamente stampata usando la versione “bold” del font Trade Gothic.Ciao
Enrico
::Ciao a tutti,
ho un problema sui font che non riesco a risolvere. Siccome avevo la necessita di usare un documento scritto co il font Trade gothic , tramite la guida “installa font” di e.vavassori sono riuscito a caricarli. Purtroppo pero essendo un font regular latex non mi genera i vari “bold” o “italic”.
Come posso fare?
Sbaglio in qualcosa?I casi sono due: o possiedi le versioni “bold” e “oblique” del font, oppure no.
Nel primo caso le istruzioni ti dicono come installarli insieme al font “regular”. Nel secondo caso non li hai e quindi non li puoi usare.
Ciao
Enrico
::Ciao a tutti.
Sono ancora alla prese con la mia tesi e ho un altro problema: sapete se è possibile inserire un documento .pdf di più pagine? Sarebbe meglio se si potesse inserire prima della compilazione, per es. come figura (in modo che le pagine conservino la formattazione del resto della tesi), ma in caso contrario potrebbe andare bene anche allegarlo alla fine.Pacchetto pdfpages. Ovviamente devi compilare con pdflatex.
Ciao
Enrico
::Salve, volevo sapere come si fa a centrare solo una cella. Mi spiego meglio, ho una tabella con le colonne allineate a sinistra, ma vorrei che la cella dove ho il titolo della colonna fosse centrato. Come faccio ??
Ti perdono, solo perché il manuale indicato in testa alle pagine qui nel forum omette questa informazione:
`\multicolumn{1}{c}{titolo}`
Intorno all’argomento “c” devi mettere le sbarrette opportune, nel deprecabile caso tu usi le linee verticali nelle tabelle.Ciao
Enrico
::Sono quasi certo che YAP di MiKTeX ti permette di vedere il risultato anche sul dvi.
A me succede esattamente quello che descrive Lukjs e uso winedt con MikTek.
Ma anche se compilo semplicemente con LaTeX, e poi trasformo il .dvi in PDF senza passare da YAP l’errore persiste.
Ho provato a compilare la guida di psfrag. Se guardo il dvi (con xdvi, non ho YAP, per fortuna) vedo appunto la faccenda con PSfrag replacements. Ma trasformando in pdf tutto diventa perfetto, e anche guardando il ps con gv (GhostView):
`dvips -R -Poutline -o prova.ps prova.dvi
ps2pdf prova.ps prova.pdf`
Non starai mica usando dvipdfm per trasformare in pdf, vero? Sappi che non si può.Ciao
Enrico
::Fa piacere sapere che qualcuno lo usa [frontevr.sty].
Io non lo uso perché non faccio più l’università… 😉 In compenso ne faccio propaganda: i comandi “ad alto livello” sono comodissimi, e appoggiarsi ad un layout bello e pronto è in linea con la filosofia di LaTeX.
Mi permetto di osservare che, per i miei gusti, tendo a preferire -per il frontespizio- caratteri sans serif e margini un pochino più stretti… ma è ovviamente questione di gusti (e di specifiche di segreteria, immagino)!
Adesso puoi anche farlo “sans serif” e spostare i nomi un po’ in dentro. Mi dispiace che tu non frequenti più l’università, ci si diverte un sacco. 😉
Ciao
Enrico
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