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15 Settembre 2006 alle 10:02 in risposta a: Il tormentone dei font: type1ec, lmodern e microtype #10110::
IMHO nemmeno il simbolo di “chiocciola”, @, è un gran che…
Vero, ma “AT” è un carattere di non grande uso; sia in CMSS che in CMTT la forma è un compromesso per adeguarla all’ampiezza degli altri caratteri. Computer Modern Typewriter è uno dei migliori caratteri a spaziatura uniforme, la forma del simbolo “AT” è almeno accettabile. In Courier è semplicemente disastrosa.
Un po’ meglio va in American Typewriter che però è troppo pesante nel resto; è buona in Andale Mono, che però è troppo stretto. Lucida Typewriter è meglio, credo, ma si combina poco con altri caratteri. Che ci si può fare?
Ciao
Enrico
14 Settembre 2006 alle 21:59 in risposta a: Il tormentone dei font: type1ec, lmodern e microtype #10108::Aggiungo questo estratto dalla documentazione di lettrine:
Important notice: the sizing works fine with fully scalable fonts (like the standard PostScript fonts), but might not work well with CM/EC fonts which have two limitations: only a limited number of sizes is available by default (precise adjustments are impossible), and the largest size (25pt or 35pt) is often too small. The CM fonts are now available in PostScript type1 format for free, to make them fully scalable, it is mandatory to add \usepackage{type1cm} in the preamble of your document. The EC fonts are also available in type1 format for free (hey are called cm-super), and adding \usepackage{type1ec} in the preamble will make them fully scalable too. So, if you want lettrine.sty to work properly with CM or EC fonts, you will need PostScript versions of these fonts and one of the packages type1cm.sty or type1ec.sty.
The newly released LM fonts, which should replace both CM and EC fonts sooner or later, are fully scalable, so, if you have them installed, you should use them instead of CM or EC fonts. \usepackage{lmodern} is the command to switch them on (add \usepackage[T1]{fontenc} when composing in one of the western languages other than English in order to get proper hyphenation).
Il passo in cui si afferma che i font latin modern dovrebbero presto o tardi sostituire sia i CM sia gli EC mi sembra notevole, per la nostra discussione.
I font Latin Modern hanno ancora alcuni difetti, a mio parere. Non che gli EC siano perfetti, ma hanno il pregio di avere anche il disegno per corpi molto grandi (25 e 30 punti), mentre i LM arrivano solo fino a 17.
La cosa potrebbe non sembrare molto rilevante, ma prova con il seguente documento:
`\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{lmodern}
\begin{document}
\Huge ABC\sffamily ABC
\end{document}`
Vedrai la chiara differenza quando carichi lmodern. Il sans serif con lmodern è intollerabilmente pesante. Ancora peggio se usi il sans serif nero.Sul fatto che i LM soppianteranno gli EC non so dire. Di sicuro c’è una cosa che andrebbe modificata: in entrambi il simbolo dell’euro fa orrore.
Ciao
Enrico
::Salve
Ho un ambiente list molto lungo e vorrei metterlo su due colonne, ho usato il comando
\begin{split}
che ho trovato sul manuale di Heinrich Fleck ma non mi funziona, avevo pensato di usare i minipage, ma non so.L’ambiente split serve a tutt’altro. Il pacchetto da usare è multicols:
`\begin{multicols}{2}
\begin{enumerate}
\item …
…
\end{enumerate}
\end{multicols}`
Ciao
Enrico
::Grazie mille, il codice funziona se lo inserisco nel testo principale, ma quando lo inserisco nel \caption di una figura mi sballa tutta l’etichetta della figura. Un’altra cosa, come faccio a creare diversi stili di linea( tratteggiata, a puntini…). Grazie ancora MambaBlack
\protect\linea per evitare il problema; ma più semplicemente basta dare un argomento opzionale vuoto a \caption:
`\caption[]{Questa è la didascalia con una linea \linea{red}}`
Se però vuoi compilare l’elenco delle illustrazioni riportando le didascalie, il primo metodo (con \protect} è necessario. L’argomento opzionale di \caption contiene la didascalia da mettere nell’elenco.Per i diversi stili di linea devi guardare un pacchetto grafico: tikz va benissimo.
Ciao
Enrico
::❓ ❓ ❓
Intendevo dire: se voglio scrivere la riga:
{\rm word} produce lo stesso effetto di \rm{word}
come si fa? \texttt{} non mi è d’aiuto, perché processa i comandi di LateX! Allora dovrei usare verbatim o \verb…
😳Se devi scrivere {\rm word} esattamente com’è, puoi usare \verb|{\rm word}|. Se però vuoi scrivere lunghi tratti nella riga, andando a capo automaticamente, puoi usare
`\texttt{si pu\`o scrivere \verb|{\rm word}| ma \`e meglio scrivere \verb|\textrm{word}|}`
Fra l’altro quello che ho scritto è giusto.Ciao
Enrico
::Quasi due ore di panico: non riuscivo a compilare un banalissimo file *.tex, e per di più i vari editor che utilizzavo si piantavano, bloccando pure il PC: poi, cancellando i file “ausiliari”, tutto è ripartito… Ragazzi, stiamo in campana! Questo messaggio potrebbe essere eccessivamente terroristico, vorrei avere dei riscontri da chi ha avuto questo stesso problema. 👿
Può succedere in certi casi in cui il file .aux viene scritto scorrettamente a causa di un errore nel sorgente. Accade quasi sempre quando ci sono messaggio oscuri che dipendono di solito da comandi fragili non protetti.
Quanto al blocco del PC non dipende proprio da TeX, quanto da Bill (nel senso di Gates). 😉
Ciao
Enrico
::Raga’, una domanda al volo: se voglio inserire del codice di programmazione su di una riga di testo “normale” (evitando, come con verbatim, di andare per forza a capo), va bene il comando \verb? E’ la maniera più ortodossa?
No. Nemmeno \verb va a capo automaticamente. Il modo migliore è di usare \texttt{…} e usare al suo interno \verb solo per i caratteri problematici (come “\”, per esempio).
Ciao
Enrico
::Come la inserisco una didascalia ad una tabella? Ho inserito il seguente comando:
\caption{Prova tabella} \label{tab:protab}
ma poi mi dà il segunete errore:
\capion outside float
Hai già ricevuto una risposta da Lorenzo e una da Lapo. Credo che entrambi abbiano interpretato male la tua richiesta. Ma Lapo ha perfettamente ragione, quindi ti prego, per il futuro, di non inviare messaggi se prima non ti sei informato. Rispondo perché il quesito fa parte di una famiglia di domande ricorrenti e probabilmente c’è confusione in giro, al riguardo.
Ci sono due tipi di tabella. Il primo tipo, che chiamerò “in testo”, l’altro che chiamerò “fuori testo”.
Qual è la differenza? Che una tabella del primo tipo appartiene al flusso del discorso e non può andare altrove senza che il discorso ne risenta. Quelle del secondo tipo, invece, ammettono di essere spostate dal punto ideale per esigenze tipografiche.
Solo le tabelle fuori testo ammettono una didascalia e un numero al quale potersi riferire: per la loro natura non appartengono strettamente al flusso del discorso. Quindi chi legge deve avere chiaro che cosa c’è nella tabella (questo è lo scopo della didascalia) e deve saperla trovare (con il numero).
Le tabelle in testo, invece, non ammettono una didascalia proprio perché la loro funzione è spiegata dal testo che le precede e le segue. Non ci devono essere riferimenti a queste direttamente da altre parti del documento. Ovviamente non possono essere grandi, e devono essere di chiarissima comprensione. Una tabella complessa deve andare fuori testo.
Adesso forse ti è chiaro perché il comando \caption ha senso solo nell’ambiente {table} e in quello {figure} che serve per le illustrazioni.
L’ambiente {tabular} serve per costruire le tabelle (e anche ad altri scopi) che potranno essere in testo (probabilmente centrate rispetto alla giustezza, quindi dentro un ambiente {center}) oppure fuori testo (nell’ambiente {table} di cui Lorenzo ha spiegato la sintassi).
Ciao
EnricoPS: ho spostato l’argomento nel forum più pertinente
::Ho già tentato anche questa strada converterndo pure le immagini in pdf con il comando “ps2pdf”. Poi ho compilato il file .tex con le immagini .pdf con pdflatex…
Però ogni immagine occupa un foglio a sè stante, non so se si è capito ciò che volevo dire!Significa o che non fai la conversione correttamente o che i tuoi file non sono PS ben formati. È possibile che non comunichino bene la bounding box a Ghostscript. Quello che ti dà problemi è un EPS?
Ciao
Enrico
::Ok ho letto le istruzioni.
Comunque ho dei grossi problemi.
Quando digito:$ dvipdfm file.tex
Il comando sembra essere andato a buon fine, ma non so perchè quando apro il file con acrobat ad una certa pagina mi si blocca dicendomi che l’immagine che era presente li ha causato problemi (eppure altre immagini me li visualizza senza problemi e sono pure dello stesso formato), visualizzandomi la pagina completamente bianca. Le immagini sono in formato ps; ho cercato di salvare le immagini anche come eps, ma non c’è stato nulla da fare.
Ho lasciato perdere la strada “pdflatex” in quanto salva le immagini a tuttopagina e, come ho letto nelle istruzioni, si dovrebbe sovrapporre la scrittura all’immagine ed è un lavoraccio (infatti anche nella spiegazione si tralascia).
Altri aiuti?Evidentemente quell’immagine dà problemi durante la distillazione. Dovresti provare con la strada ps2pdf, per esempio.
Dove hai letto che pdflatex “salva le immagini a tutta pagina”? E perché mai dovresti “sovrapporre la scrittura all’immagine”?
La conversione delle immagini da EPS a PDF non è difficile, cerca con Google e troverai un paio di milioni di riferimenti. 😯
Se hai scritto bene il sorgente e non carichi particolari pacchetti incompatibili con pdflatex, un documento si dovrebbe compilare altrettanto bene sia con latex che con pdflatex.
Ciao
Enrico
::L’ultimo errore che mi dà è questo: \begin{itemize} on input line 235 endend by \end {document}, praticamente ho capito che il problema è la chiusura di un elenco puntato ma non capisco dove in quanto me lo segnala fuori dai capitoli, alla fine.
Ti dice dove la lista comincia: alla riga 235 di uno dei file che richiami. Può essere il file principale o uno di quelli che chiami con \input o \include. Se non hai di questi comandi, sarà facile trovare l’unica possibile riga 235. Altrimenti guardali uno per uno o, meglio ancora, commentane metà e vedi se l’errore si presenta; se non si presenta, il file incriminato è nell’altra metà.
Ciao
Enrico
::Ciao a tutti devo inserire in una \caption di un grafico delle linee per spiegarne il significato del tipo ” …. linea blu (——) campione numero 1…” . Ho provato ad utilizzare PSTricks ma non ci riesco. Come faccio ad inserire ” ..(——-)…” questa cosa ??? Qualcuno ha il codice??? grazie mille Mambablack
Nel preambolo
`\usepackage{color}
\newcommand{\linea}[1]{\textcolor{#1}{\rule[2pt]{2em}{1pt}}}
\newcommand{\lineargb}[1]{\textcolor{#1}{\rule[2pt]{2em}{1pt}}}`
Poi, nel documento,
`…. linea blu (\linea{blue}) campione numero 1…`
oppure, specificando la terna RGB,
`…. linea blu (\lineargb{0,0,1}) campione numero 1…`
Gli argomenti di \rule sono: uno opzionale che dice di quanto la linea deve essere “sollevata” dalla linea di base; poi la larghezza della linea e la sua “grossezza”.Se preferisci il modello CMYK, basta modificare la definizione in modo che mi sembra ovvio.
Ciao
Enrico
::Volevo chiedere se era possibile importare una tabella da word a latex con qualche programma, perchè altrimenti non finisco più.
Una tabella in LaTeX, come del resto tutto, è scritta come testo. La cosa più semplice è di fare un copia-incolla in un foglio di calcolo ed esportare la tabella come testo e delimitazione dei campi con “;”. Non dovrebbe poi essere difficile impostare il preambolo della tabella, cambiare i “;” in “&” e quelli che terminano le righe in “\\”.
Se ti preoccupano le linee verticali e orizzontali, ricordati che vanno evitate il più possibile.
Ciao
Enrico
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