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Ciao a tutti,
vorrei fare un lavoro simile a questo PDF
ho provato con multicols e parbox ma senza cavare un ragno da un buco!
http://www.forummusica.com/margini.pdfPacchetto multicol`\usepackage{multicol}
…
\noindent\begin{minipage}{\textwidth}
\begin{center}
{\large ERINGIO VIOLA, CALCATREPPOLO}Spein lözli\\
Eryngium amethystinum L. Fam. Umbelliferae
\end{center}
\begin{multicols}{2}
Piantina (emicriptofita) erbacea, perenne, alta fino a 50-60 cm. Il fusto è eretto, molto ramoso, glabro striato e come il resto della pianta presenta una colorazione verde …
\end{multicols}
\end{minipage}`Lo scopo di minipage è di tenere il tutto insieme.
Ciao
Enrico
::Un altro problema che ho sperimentato con l’utilizzo della classe toptesi riguarda i numeri di pagina. Utilizzando l’opzione classica le pagine dell’indice vengono numerate con numerazione romana e le successive vengono numerate con numerazione araba. Il problema è che il conteggio riparte da 1. Ho utilizzato quindi il comando `\setcounter{page}{10}` ma non ho avuto alcun risultato. Dal momento che questa classe realizza un layout molto elegante e un testo di ottima leggibilità mi dispiacerebbe molto dover optare per un altro tipo di pacchetto o realizzare da solo un layout ad hoc cosa che non ho nè il tempo nè, temo, la capacità 🙁 di fare.
P.S. lo stesso problema sussiste anche con altre opzioni
È naturale che la numerazione ricominci da uno: non avrebbe senso il cambio di notazione, altrimenti. L’uso viene dal tempo nel quale il materiale preliminare (frontespizio, indice, ringraziamenti, prefazione e così via) veniva composto dopo il materiale principale e inserito prima. La numerazione diversa era un’ovvia necessità.
Ciao
Enrico
::Ciao
Ho un problema . Quando Latex compila il mio documento, si ferma deliberatamente alla riga 550 anche se il mio documento è molto più lungo e crea dunque un dvi che arriva fino al punto corrispondente.
Come mai?
Inoltre quando uso \ref per richiamare un’equazione e come argomento di \ref metto una lettera greca tipo \psi o \gamma si ferma il compilatore dicendo \endcsname insertedSul primo argomento non so dire, senza vedere un esempio minimo o, almeno, il messaggio di errore. Ti ricordo che LaTeX non ha volontà propria, ma segue solo le istruzioni. Se si ferma alla riga 550 significa che in quella riga ci trova \endinput oppure \end{document}. Non hai mica qualche ambiente verbatim non ben delimitato, per caso?
Nell’argomento di \ref (e in quello di \label) non devi mai mettere comandi.
Ciao
Enrico
::salve a tutti.
So che voi consgliate sempre di non modificare i margini “standard” delle varie documentclass.
Io pero’ ho dovuto farlo per esigenze di spazio, per far rientrare il mio documento nel limite
massimo di pagine stabilito dalla segreteria. Ci ho guadagnato giusto le 4-5 pagine che avevo
di troppo.Il mio problema e’ il seguente (uso la classe book):
ho modificato con
\addtolength{\textheight}{0.5cm}
\addtolength{\textheight}{-1cm}
\addtolength{\hoffset}{0.7cm}
\addtolength{\hsize}{-1.6cm}
\addtolength{\textwidth}{-1cm}
\addtolength{\headwidth}{-1.6cm}Ma le righe di testo contenute nelle note a pie’ di pagina
continuano ad avere la stessa lunghezza “originaria”. Come posso fare
perche’ anche queste abbiano la stessa dimensione del testo normale?Non mi risulta. Ottengo testo perfettamente allineato. Ma dimmi: tu riesci a diminuire il numero di pagine riducendo l’altezza e la larghezza della gabbia? Cioè stampando meno righe per pagina e righe più corte?
Mi pare un miracolo.
Non serve a nulla aumentare l’altezza di mezzo centimetro e poi diminuirla. Giochi su \hsize che non è documentato in LaTeX. fai strane operazioni la cui utilità è quanto meno dubbia.
Cerca di spiegarti meglio.
Ciao
Enrico
::salve a tutti,
sto preparando un documento che DEVO consegnare rispettando
le indicazioni di segreteria, ovvero
“carattere 12 interlinea doppia”.
Ovviamente chi ha stilato questo regolamento pensa che tutto il mondo scriva in Word.Io ho scritto il mio documento in LaTeX, come sempre,
ed ho usato 12pt per la grandezza del carattere, ed il comando /doublespacing per
l’interlinea doppia.Ora pero’ mi e’ venuto un dubbio. Il 12pt del LaTeX corrisponde al carattere 12 del Word?
Qualcuno mi sa dare una risposta? Io non ho a disposizione un word processor per fare la prova.La dimensione dei caratteri si chiama, in tipografia, corpo. Esistevano, in un’epoca ormai remota, macchine per scrivere che avevano caratteri più piccoli del normale. Le tesi, invece, andavano scritte con caratteri di dimensione maggiore possibile. Interilinea doppia significava mettere l’apposita levetta in posizione 2, che corrispondeva a tre scatti del rullo a ogni ritorno a capo (cioè a due righe vuote fra le righe di testo).
L’avvento del desktop publishing ha portato in auge il corpo 12 per il semplice motivo che le prime stampanti laser avevano una risoluzione di 300 pixel per pollice (l’acronimo è dpi, dots per inch) e il corpo 10, usato da secoli in tipografia, era reso male. La maggior parte dei libri è stampata in corpo 10 o, al massimo 11.
Qual è la ragione di imporre l’interlinea doppia? E, in certi casi, addirittura tripla? Facciamo ancora un po’ di storia e torniamo all’epoca delle macchine per scrivere completamente manuali.
Un lavoro come una tesi di laurea è soggetto a correzioni da parte del relatore, che può usare l’ampio spazio fra le righe per inserire commenti e suggerimenti. Questo è certamente accettabile anche al giorno d’oggi. Allora le pagine venivano ribattute e non era pensabile di cambiare completamente l’impaginazione, cosicché il formato finale della tesi era simile all’originale di revisione.
Al giorno d’oggi reimpaginare a interlinea normale la versione riveduta della tesi è un gioco da ragazzi: con LaTeX basta commentare \doublespacing, con i programmi di trattamento testo è leggermente più complicato, ma richiede al massimo alcuni clic del mouse.
Perché dunque ci si ostina a queste disposizioni non giustificate da alcuna vera ragione? Ho già sistemato la faccenda dell’interlinea, ma aggiungo che margini sufficientemente ampi rendono eventuali annotazioni del controrelatore facili da apporre.
E il corpo 12? Sono sul mercato ottime stampanti anche a getto d’inchiostro che raggiungono risoluzioni di 1200 dpi. Il corpo 10, con caratteri di buona qualità, è perfettamente leggibile. Non è difficile procurarsi stampanti a buon mercato che arrivano a 2400 dpi.
Allora? Semplice, spesso le tesi vengono valutate a peso: una tesi di 30 fogli fronte retro (60 pagine) è un fascicoletto di cui quasi vergognarsi. Vuoi mettere un malloppo di 100 e più fogli scritti a corpo 12 con interlinea doppia e rigorosamente su una sola facciata? Che importa se il contenuto è il medesimo? Nulla, ma la tesi appare più corposa già dall’aspetto.
Ahimè, così accade. Prova a chiedere al tuo relatore che ne pensa. E sta’ attento! Ci sono istituzioni che richiedono espressamente documenti in formato .doc e storcono il naso perfino al PDF. 🙁
In ogni caso non farti problemi sul fatto se il corpo 12 dei caratteri Computer Modern è lo stesso del Times. Non lo è, per il semplice motivo che il corpo è una misura qualitativa, più che quantitativa e un Bookman a corpo 12 è visibilmente più grande di un Times allo stesso corpo. Siccome quegli uffici sanno solo che “si sceglie il numero 12 dall’apposito menù”, non ciò che quel numero rappresenta, non dovresti avere alcun patema.
Ciao
Enrico
::grazie, ora proverò. Comunque, per chiarezza, riporto un pezzo del preambolo del template che uso. C’è codice che non conosco e magari qualche guru mi potrà illuminare.
`\newif\ifpdf
\ifx\pdfoutput\undefined
\pdffalse
\else
\pdfoutput=1
\pdftrue
\fi
\ifpdf
\pdfpageheight=\paperheight
\pdfpagewidth=\paperwidth
%\usepackage[pdftex,plainpages=false,colorlinks,hyperindex,bookmarksopen,linkcolor=red,citecolor=blue,urlcolor=blue]{hyperref} % sto usando pdflatex
\usepackage[pdftex,plainpages=false,colorlinks,hyperindex,pdfpagemode=None,bookmarksopen,linkcolor=red,citecolor=blue,urlcolor=blue]{hyperref}\usepackage[pdftex]{graphicx}
\DeclareGraphicsExtensions{.pdf}
\pdfcompresslevel=9
\else
\usepackage[dvips,plainpages=false]{hyperref}
\usepackage[dvips]{graphicx} % inclusione figure
\DeclareGraphicsExtensions{.ps,.eps}% dico di cercare file grafici con queste estensioni
% NON usare estensione in \includegraphics
\fi`
Questo codice risiede in un file .sty che viene caricato nel file principale tesi.texCiò che si diceva: è un “template” obsoleto e pieno di errori.
`\usepackage{ifpdf}
\usepackage{graphicx}\ifpdf
\usepackage[pdftex,plainpages=false,colorlinks,hyperindex,pdfpagemode=None,%
bookmarksopen,linkcolor=red,citecolor=blue,urlcolor=blue]{hyperref}
\else
\usepackage[dvips,plainpages=false]{hyperref}
\fi`
Questo dovrebbe essere più che sufficiente. Non è necessario dichiarare le opzioni pdftex o dvips con graphicx che si rende conto da solo del programma usato.Il test \ifpdf che usa il tuo template è scorretto.
Non è necessario specificare le estensioni .pdf o .ps e .eps, il driver di graphicx le conosce già.
Ciao
Enrico
::Ciao, mi permetto di farti notare che il codice che hai inserito contiene diverse inesattezze:
1. mancano le opzioni di posizionamento della figura;
2. usi il pseudo-ambiente center e non un più appropriato \centering;
3. usi un riferimento assoluto (in cm) anziché relativo;
4. hai convertito l’immagine jpg in eps: è inutile e dannoso;
5. usi l’opzione obsoleta dvips di graphicx.Inoltre, parlo per esperienza, usare un template -che magari contiene codice che non capisci- può essere pericoloso, anche se apparentemente è comodo: il codice può contenere istruzioni obsolete o incomplete o anche errate.
Purtroppo anche tu scrivi qualche inesattezza. 😥
1. le opzioni di posizionamento della figura non sono obbligatorie, non metterle è equivalente a mettere [tbp];
2. center è un ambiente;
3. la misura assoluta può essere indicata, soprattutto per le immagini non vettoriali;
4. convertire jpg in eps è, se fatto bene, perfettamente innocuo; anzi, è l’unico modo per inserire immagini jpg usando latex e non pdflatex;
5. l’opzione dvips non è affatto obsoleta, di fatto viene passata automaticamente quando si usa latex.Proviamo a fare una lista corretta? 😀
1. Meglio dare le opzioni [htbp] all’ambiente figure
2. Meglio usare \centering invece che l’ambiente center
3. Non mettere misure a caso nell’opzione width e verificare con cura il risultato
4. Usare un buon programma per trasformare jpg in eps
5. Non usare l’opzione che sceglie il driver per graphicx, se è dvipsConcordo con la faccenda sui “template”.
Ciao
Enrico
::GRAZIE GREG, hai ragione, non mi ero accorto del messaggio di errore ed effettivamente con clip scompare tutto…comunque, per risolvere il mio problema come posso fare?
Ho l’esigenza di spostare queste figure in ambienti precisi della pagina e con le coordinate del BB avevo trovato qualche speranza…solo che nn riesco a capire i criteri, ovvero;
se io do BB=10mm 10mm 10 mm 10mm lui dovrebbe crearmi uno spazio grande un centimetro quadrato ma situato DOVE??
Per di piu nn capisco perche nn cambiando i valori del BB cambia anche dove posiziona l’immagine…Senti, se non vuoi usare textpos, che fra l’altro funziona benissimo, non so che farci.
\includegraphics crea usa scatola delle dimensioni specificate dalla bounding box nel punto corrente. Esattamente come se LaTeX dovesse scrivere un carattere. Per esempio `Ciao
\includegraphics{pippo}
Ciao` crea tre paragrafi e mette la figura dopo il rientro, esattamente allineata con le due C.
Se metti \includegraphics in un ambiente figure, ovviamente LaTeX si comporta come quando crea un ambiente figure. Che vuoi che faccia?
Ciao
Enrico
::grazie mille!
ma che cacchiata!
un’ ultima curiosità
per fare riferimanto alla figura ne testo uso il comando \ref e come argomento uso il nome della figura, ma il risultao è il testo con alla fine un numero:
`\begin{figure}[h]
\centering
\includegraphics[width=1.00\textwidth]{D:/P7240007}
\caption{vista mare}
\label{fig:P7240007}
\end{figure}`Quale numero? Se guardi il risultato, vedi bene che la figura non ne ha. Come fa LaTeX a riferirsi a un numero inesistente? E anche se potesse, il tuo ipotetico lettore, dove trova la figura? Le conta tornando indietro dalla prima pagina? 😀
Come ti ha spiegato Lorenzo, se vuoi riferirti a una figura devi anche assegnarle una didascalia (che in più spiega il contenuto della figura stessa). Però, senza comporre la didascalia puoi comunque, nel modo che hai usato, riferirti al numero di pagina della figura, con \pageref{fig:P7240007}.
Ciao
Enrico
::Salve a tutti,
ho provato a rispolverare vecchi topic ma senza risultato per quanto mi riguarda.
Il mio problema è il seguente:
Sono un po di giorni che sto tentando in un impresa, inserire delle immagini all’interno di pdf con la particolarita che devono essere collocati in posti ben precisi della pagina.
Quello che ho scritto fino a d ora è questo;\documentclass{article}
\usepackage{graphicx}
\usepackage{pdfpages}
\usepackage[paperheight=210mm,paperwidth=297mm,hcentering,vcentering,nohead,nofoot,nomarginpar]{geometry}
\begin{document}
\begin{figure}
\includegraphics[keepaspectratio=true, bb=0mm 0mm 0mm 0mm]{/htdocs/tests/luca/test_eps/1cm.png}
\end{figure}
\includepdf[noautoscale,offset= 0 0,delta= 10mm 10mm,link,linkname=mylink]{/htdocs/tests/luca/test_eps/1.pdf}
\end{document}Compilandolo con PDFLATEX il risultato è la mia pagina pdf con sopra la mia “1cm.png” che si tratta di un quadratino di 1cm di lato(sto usando questo per fare dei test).
La cosa particolare è che le coordinate posso dargliele tramite il bounding box che pero nn capisco bene come funziona nonostante abbia letto i manuali vari.
ad esempio quando i valori sono tutti a zero perche la mia immagine viene inserita in un posto fittizio della pagina?C’è qualcuno che sa dirmi di piu?Compilando con pdflatex ti sarai accorto che ti dà anche un messaggio di avvertimento che l’opzione bb non ha senso. In ogni caso funziona; il risultato, specificando una bb=0 0 0 0, è che l’oggetto non occupa alcuno spazio, pur venendo regolarmente stampato. Se aggiungi l’opzione clip, il tuo oggetto infatti sparisce.
In ogni caso, inserendo il tuo oggetto in un ambiente figure, rinunci al suo posizionamento “manuale”.
Ciao
Enrico
::salve a tutti, ho un problema con l’inserimento delle immagini,
ho cercato la soluzione nel forum senza risultato e nelle guide che ho… ma forse non so nenanche cosa cercare…
`…
\begin{figure}
\centering
\includegraphics{D:/P7240007.JPG}
\label{fig:P7240007}
\end{figure}
…`
e scegliendo come output latex pdf, nel file pdf non appare la foto e ho questo errore:LaTeX Error: Unknown graphics extension: .JPG.
See the LaTeX manual or LaTeX Companion for explanation.
Type Hfor immediate help. ho provato ad inserire la stessa immagine convertendola in .eps con photoshop ma mi da lo stesso errore;
solo con .EPSmentre se cerco di fare la stessa cosa utilizzando
latex DVI l’immagine appare in alto a destra solo per un quarto (circa il resto è tagliato fuori dalla pagina)
chi ne cpsce qualcosa può darmi una mano?
sto cercando di imarare ad usare questo bel programma che fra un po’ comincio a scrivere la tesi…Provare con l’estensione in minuscolo? Cioè .jpg invece di .JPG, intendo. Se il file system di Windoze è sensibile alle maiuscole e minuscole, devi cambiare anche il nome del file, ovviamente.
Ciao
Enrico
::In mancanza di tue indicazioni più precise, puoi vagliare questo preambolo:
`\documentclass[a4paper,11pt]{book}\usepackage{fancyhdr}
\makeatletter
\def\cleardoublepage{\clearpage\if@twoside \ifodd\c@page\else
\hbox{}
\vspace*{\fill}
\vspace{\fill}
\thispagestyle{empty}
\newpage
\if@twocolumn\hbox{}\newpage\fi\fi\fi}
\makeatother\pagestyle{fancy}
\renewcommand{\chaptermark}[1]{\markboth{#1}{}}
\renewcommand{\sectionmark}[1]{\markright{\thesection\ #1}}
\fancyhf{}
\fancyhead[LE,RO]{\scshape\thepage}
\fancyhead[LO]{\scshape\footnotesize\nouppercase{\rightmark}}
\fancyhead[RE]{\scshape\footnotesize\nouppercase{\leftmark}}
`Si può consultare http://www.tex.ac.uk/cgi-bin/texfaq2html?label=reallyblank per avere una risposta.
`\let\origdoublepage\cleardoublepage
\newcommand{\clearemptydoublepage}{%
\clearpage
{\pagestyle{empty}\origdoublepage}%
}
\let\cleardoublepage\clearemptydoublepage`
Ciao
Enrico
::Volevo usare \newcommand per le abbreviazioni in quanto ho “pescato” in rete questo documento che sembrerebbe un’impalcatura di tesi di informatica teorica con molti termini presenti anche nella mia tesi. Pensavo fosse giusto fare così 🙁 `…
%Begin Linguaggi\newcommand{\ecc}{ ecc\ldots}
\newcommand{\todo}[1]{[\textbf{TODO}: #1]\vspace{0.2cm}}
\newcommand{\verify}[1]{[\textbf{VERIFY}: #1]\vspace{0.2cm}}
\newcommand{\foreign}[1]{\texttt{#1}}
\newcommand{\subchapt}[1]{\framebox[\textwidth]{\parbox{340pt}{\small{#1}}}}
\newcommand{\para}{\vspace{0.1cm}\noindent}
\newcommand{\ASFD}{automa a stati finiti deterministico }
\newcommand{\ASFND}{automa a stati finiti non deterministico }
\newcommand{\ASFDns}{automa a stati finiti deterministico}
\newcommand{\ASFNDns}{automa a stati finiti non deterministico}
\newcommand{\APD}{automa a pila deterministico }
\newcommand{\APND}{automa a pila non deterministico }
\newcommand{\APDns}{automa a pila deterministico}
\newcommand{\APNDns}{automa a pila non deterministico}
\newcommand{\tblh}[1]{\sffamily\large\textbf{#1}}
\newcommand{\subpar}[1]{{\small{#1}}}
\newcommand{\first}{{\tt{first }}}
\newcommand{\follow}{{\tt{follow }}}
\newcommand{\firstns}{{\tt{first}}}
\newcommand{\followns}{{\tt{follow}}}
\newcommand{\code}[1]{{\tt{#1}}}
\newcommand{\ipo}[1]{\indent $\Diamond$ \emph{#1}\newline}
\newcommand{\nt}[1]{\texttt{#1}}
…`Se vuoi proprio saperlo, un preambolo come quello è pieno di vere schifezze. Per non parlare di quelle orride abbreviazioni. Doppie, poi! con spazio e senz! 😀
In più: scelta arbitraria di caratteri, senza alcuna coerenza; definizioni di costrutti già presenti e scritti molto meglio; eccetera.
Non c’è niente di male a voler scrivere un’abbreviazione per una locuzione usata di frequente, ma sarebbe il caso di limitarsi.`\usepackage{xspace}
\newcommand{\ASFD}{automa a stati finiti deterministico\xspace}`è il modo corretto di procedere. Il comando \xspace fa esattamente ciò che ti aspetti: se il comando \ASFD è seguito da un segno di interpunzione, LaTeX non aggiunge spazi, altrimenti sì.Un consiglio: non usare cose di cui non conosci il significato, come quei \tt che usavi a caso. Comincia dal poco e poi aggiungi.
Ciao
Enrico
::Un saluto a tutti.
Ho un problema con \newcommand. Sto cercando di usarlo per abbreviare alcune scritture che sono lunghe e ricorrenti nel testo. Ad esempio nel preambolo scrivo:
\newcommand{\lingricdaM}{\tt{linguaggio riconosciuto da un monoide M} }. Però mi sono accorto dal dvi che l’espressione nel secondo gruppo di parentesi graffe non viene distanziata dalla parola successiva nel documento. Riporto alcune righe del documento per spiegarlo meglio:\documentclass[10pt,a4paper]{report}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{amsthm}
\usepackage{amsthm}
\usepackage{amsmath}
\newcommand{\ling}{\tt{linguaggio}}
\newcommand{\ricdaM}{\tt{riconosciuto da un monoide M}}
\newcommand{\LSigmastar}{\math{L\subseteq\Sigma^{\ast}}}\begin{document}
Sia L un \ling. L è \ricdaM se esiste $P\subseteq M$ e un morfismo
$\varphi:\Sigma^{\ast}\rightarrow M$ tale che $\varphi^{-1}(P)=L$.
\end{document}Come si può vedere nel dvi, il “se” non viene separato dall’ espressione “linguaggio riconosciuto…”.
Cosa posso fare?
Grazie e arrivederci.Sconsiglio vivamente di usare abbreviazioni simili. Come sconsiglio vivamente l’uso del “typewriter type” nel testo comune.
Le abbreviazioni di quel tipo sono anche comode, ma quando passa un po’ di tempo e riprendi in mano quel documento ti domandi subito: “Ma che &^**? vuol dire \ricdaM?”
Il “typewriter type” va impiegato solo in certe situazioni, per indicare per esempio parti di programmi o lo stesso codice LaTeX.
Inoltre fai parecchi errori nelle tue definizioni: non devi usare \tt, ma \texttt. E l’uso dei simboli deve essere coerente:`Sia $L$ un linguaggio. $L$ è \emph{riconosciuto da $M$} se esistono $P\subseteq M$ e un morfismo
$\varphi\colon\Sigma^{\ast}\rightarrow M$ tale che $\varphi^{-1}(P)=L$.`Nota i segni di dollaro in più e il comando \colon invece dei due punti (e anche il verbo al plurale :D).Se poi insisti a voler usare le abbreviazioni, ti consiglio di leggere la documentazione del pacchetto xspace. Ma non prima di esserti letto, per esempio, la “(mica tanto) breve introduzione a LaTeX”.
Ciao
Enrico
::Ciao a tutti,
desidero creare un ambiente che, nella formattazione visiva sia uguale in tutto e per tutto a come è definito il comando \paragraph in book.cls (modifico solo l’indentazione per leggibilità, ma il contenuto resta inalterato)…
In definitiva, quello che vorrei fare è rendere il mio ambiente uguale in tutto e per tutto a \paragraph nella formattazione, ma per poterlo fare ho bisogno di sapere quali istruzioni esso chiama (e quindi, immagino, com’è fatto \@startsection…)
Alcune delle tue ipotesi sono corrette. Altre meno. I modi per capire com’è fatto \@startsection sono due: (1) leggere source2e.dvi (o .pdf) che potresti trovare nella tua distribuzione o puoi generare; (2) consultare il LaTeX companion.
Una cosa di sicuro manca nella tua definizione: dopo \hspace{…} devi mettere \ignorespaces, altrimenti LaTeX vede lo spazio che viene dopo \begin{esercizio}{titolo} (è di solito un fine riga, ma non cambia la faccenda).
Ciao
Enrico
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