egreg9

Risposte nei forum create

Stai visualizzando 15 risposte – dal 12,871 al 12,885 (di 13,205 totali)
  • Autore
    Risposte
  • in risposta a: Uso “avanzato” di \setcounter #7383
    Up
    0
    Down
    ::

    Supponiamo che io stia usando un package che mi crea automaticamente la List of Symbols, ma che non considera le pagine precedenti, cioé riinizia a numerare le pagine da 1!
    Potrei usare \setcounter e correggere la numerazione, cioé se prima della List of Symbols per esempio ci fossero x pagine, basterebbe impostare il valore di pagina a x+1 e poi andrebbe tutto bene. Ma se prima della pagina in cui inizia la List of Symbols inserissi delle altre pagine, dovrei aggiustare manulamente il valore settato dal setcounter, a meno che tale x non fosse una variabile, di valore pari al numero di pagina precedente quella in cui inizia la List of Symbols.

    IOW quando ho dei pacchetti che “contano” le pagine da 1 come se nulla fosse, cosa devo fare perché si accorgano che prima c’é altro e ne tengano conto nella numerazione automatica delle pagine?

    Non ci ho capito molto nemmeno io. Quali sono questi pacchetti che contano le pagine da 1 come se nulla fosse?

    A ogni modo, la soluzione è molto più semplice di quanto pensi.`\pageref{ultima}
    \newpage
    \IlComandoCheFaStraneCose
    \setcounter{page}{\pageref{ultima}}
    \stepcounter{page}`Alla prima compilazione ti dà un errore, poi non più. Non funziona se lo strano comando produce più di una pagina, ma ci vorresti spiegare quale pacchetto fa quella roba?
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Scrivere interviste in Latex #7393
    Up
    0
    Down
    ::

    Ciao a tutti!
    Ho provato a cercare con Google e sul forum ma non ho trovato quello che mi serviva…

    Sto cercando un qualche pacchetto che mi permetta di inserire delle interviste all’interno di un documento in Latex. Vorrei che il testo risultasse leggermente indentato rispetto al corpo principale del testo e inoltre abbia le caratteristiche di un intervista (nome di chi parla in grassetto, etc.).

    Credo che tutto questo possa essere fatto a mano, ma magari qualcuno ci ha già pensato prima…

    Non mi risulta che ci sia nulla di specifico. Ma forse il pacchetto dramatist può fare al caso tuo. È nato per comporre testi teatrali, ma potrebbe adattarsi.
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: utilizzo di ref (non al numero ma all’argomento) #7390
    Up
    0
    Down
    ::

    Puoi anche riferirti al numero di sezione con la stessa etichetta. Esercizio: perché ho scritto due volte “nucleo”?

    sincermente lo ignoro. non ci ho mai capito molto della sintassi che definisce i comandi
    nuovi … prevalentemente perche` non mi sono mai messo a studiarla
    grazie per la pronta risposta
    nucleo

    Be’, questa non era facile. Ho scritto “nucleo” in quelle definizioni per assicurarmi di non ridefinire qualche comando già usato. È un trucco che va ricordato in certe occasioni.
    Anche il resto di quella roba non è semplicissimo, perché richiede la definizione globale di un comando il cui nome può essere composto anche da caratteri non lettera. Globale perché possiamo aspettarci che un titolo di sezione sia all’interno di un ambiente. Perciò`\expandafter\gdef\csname nucleo#2\endcsname{#1}`
    Il comando \expandafter chiede che sia espanso il token successivo a quello immediatamente seguente, in questo caso \csname; l’espansione di \csname provoca l’espansione di tutto quanto si trova fino al successivo \endcsname e la costruzione di un comando, in questo caso “\nucleo#2” (con #2 sostituito dall’argomento dato, naturalmente. Poi \gdef (cioè “definisci globalmente”) fa il suo mestiere.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: utilizzo di ref (non al numero ma all’argomento) #7388
    Up
    0
    Down
    ::

    ciao a tutti di nuovo,
    mi dispiace postare domande di questo genere perche` saranno sicuramente gia` state trattate ma non so bene come formulare la ricerca e quindi mi perdo nell’enorme quantita` di dati.
    ecco quello che vorrei fare
    ho un articolo in cui chiamo diverse sezioni. dopo quelle a cui faccio riferimento utilizzo una label per richiamarla oltre nel testo, ma vorrei che il riferimento non fosse con il numero della sezione ma con il titolo.
    esempio esplicativo
    `
    \section{primo ciclo}
    \label{sec:primo}
    ………
    nel \ref{sec:primo} si verifica che
    `

    un input di questo genere mi pruduce il riferimento al numero della sezione, come posso fare affinche` mi compaia

    nel primo ciclo si verifica che

    Non sono proprio sicuro che \section sia il comando giusto per questo scopo. In ogni caso puoi definirti un sistema \label-\ref personalizzato. Faccio il caso in cui ogni riferimento capiti dopo la sezione di riferimento; altrimenti è più complicato, occorre scrivere sul file .aux.
    `\newcommand{\sectionwithlabel}[2]{\section{#1}%
    \expandafter\gdef\csname nucleo#2\endcsname{#1}\label{#2}}
    \newcommand{\titleref}[1]{\csname nucleo#1\endcsname}`
    Lo usi così:`\sectionwithlabel{primo ciclo}{sec:primo}
    ………
    nel \titleref{sec:primo} si verifica che`Puoi anche riferirti al numero di sezione con la stessa etichetta. Esercizio: perché ho scritto due volte “nucleo”?
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: [TeXShop] zoom del carattere nell’editor #7377
    Up
    0
    Down
    ::

    ciao, io uso TeXShop su mac
    non è che qualcuno sa indicarmi come fare per zoomare un po’ l’editor perchè ci sto predendo gli occhi a scrivere

    Menù TexShop > Preferenze, Tab Documento

    La prima casella serve per fissare il carattere usato nell’editor. Monaco-Regular 14 punti è una buona scelta.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: apici e pedici in piccolo #7360
    Up
    0
    Down
    ::

    non va bene
    viene troppo grosso
    grazie lo stesso

    Non è vero. Può sembrarlo, ma l’uso tipografico è quello. Occorre farci l’abitudine. Oppure agire sui parametri interni di LaTeX:
    `\DeclareMathSizes{10}{10}{7}{5}`è la definizione normale. Puoi provare con`\DeclareMathSizes{10}{10}{6}{5}`I quattro parametri sono: il corpo per il quale stai definendo le grandezze dei caratteri; il corpo da usare per i caratteri normali; il corpo per apici e indici; il corpo per apici e indici al secondo livello.
    Il comando va dato nel preambolo.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: apici e pedici in piccolo #7358
    Up
    0
    Down
    ::

    prova con questo: ti sembra normale?
    $a_{\mbox B}$

    Certo che mi sembra normale; sospettavo si trattasse di qualcosa del genere. Su quale manuale hai trovato una cosa del genere? Si scrive`$a_{B}$`Ciao
    Enrico

    in risposta a: BibTeX e path di file .bib #7345
    Up
    0
    Down
    ::

    Può darsi che il tema sia già stato trattato, magari non ho usato le parole chiave giuste nella ricerca…

    Organizzo i miei documenti LaTeX in questo modo: ho una cartella “Documenti LaTeX”, nella quale sono presenti delle sottocartelle, ciascuna delle quali contiene i sorgenti (.tex, .eps, .pdf) di un singolo documento.

    Sto trasformando tutte le mie bibliografie da thebibliography a BibTeX. Vorrei avere un unico file biblio.bib per tutti i documenti. Se però metto biblio.bib nella cartella “Documenti LaTeX” e ne indico il path nelle \bibliography{} dei singoli documenti, le bibliografie non vengono generate.

    Certo, posso creare n copie di biblio.bib ed infilarne una copia in ogni cartella dei miei documenti (e se lo faccio funziona), ma se aggiorno biblio.bib poi dovrei rifare le n copie —scomodo.

    Ah, in questo momento uso MikTeX su XP, e non so se il problema si presenterebbe anche sul mio Mac di casa.

    Si presenta sì, se usi spazi nei nomi delle directory. Un comando come \bibliography{/home/lorenzo/Documenti LaTeX/biblio.bib} non può essere letto correttamente. Su Mac OS puoi ovviare all’inconveniente definendoti la variabile d’ambiente BIBTEXINPUTS:`export BIBTEXINPUTS=”/home/lorenzo/Documenti LaTeX”:`se usi la shell per le compilazioni. Si può definire una variabile d’ambiente globale, con un piccolo trucco. Ma in generale è meglio evitare gli spazi nei nomi. Hai provato mettendo il path fra doppi apici?
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: apici e pedici in piccolo #7356
    Up
    0
    Down
    ::

    sto scrivendo delle formule in ambiente matematico. gli apici e i pedici vengono di dimensioni troppo grosse rispetto al corpo del testo.
    qualcuno sa come aiutarmi?
    ah tra l’altro la maggior parte del testo a pedice è in carattere tondo e non corsivo.

    Sarà, ma a me $a_{b}$ non dà alcun problema. Qualcuno in più $a_{\mbox{b}}$.
    Che dici, ci mostri qualche esempio?
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Modificare l’ambiente proof #7339
    Up
    0
    Down
    ::

    Si… stavo scherzando… 😳
    Ho saltato la parte della numerazione romana, inoltre è decisamente più semplice utilizzare la definizione di proof piuttosto che creare la nuova definizione da zero.

    Però la label me la restituisce in cifra (?).

    Scusate la distrazione!

    L’avevo detto che era di getto 🙂
    `\newcounter{tfa}
    \renewcommand{\thetfa}{\Roman{tfa}}
    …`Ciao
    Enrico

    in risposta a: Modificare l’ambiente proof #7337
    Up
    0
    Down
    ::

    Stavi scherzando, vero?

    Mmmh, perché? Visto che Vasco voleva un ambiente identico a proof, perché non utilizzarne la definizione? Tanto più che amsthm lo ha già caricato…
    E poi mi funziona…
    Cosa ho sbagliato?? 😕

    Non è sbagliato, ci mancherebbe. Ma stai facendo un doppione inutile: l’ambiente proof ha un argomento opzionale proprio per sistemare una parola diversa dallo standard che sta nella macro \proofname. Infatti la definizione è`\newenvironment{proof}[1][\proofname]{…}{…}`Se scrivi`\begin{proof}[Asdrubale]`la tua dimostrazione comincerà con “Asdrubale” al posto di “Dimostrazione” (o “Proof” in inglese). Quindi`\providecommand{\tfaname}{Teorema fondamentale dell'algebra}
    \newenvironment{tfa}{\begin{proof}[\tfaname]}{\end{proof}}`è più che sufficiente.
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Modificare l’ambiente proof #7335
    Up
    0
    Down
    ::

    Oppure prendendo la definizione di proof:`\usepackage{amsthm}
    \makeatletter
    \newenvironment{tfa}[1][\tfaname]{\par
    \pushQED{\qed}%
    \normalfont \topsep6\p@\@plus6\p@\relax
    …`

    Stavi scherzando, vero?
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Modificare l’ambiente proof #7333
    Up
    0
    Down
    ::

    Mi scuso se nel forum c’e’ gia’ la risposta a questa domanda, ma non l’ho trovata. Avrei bisogno di creare un enviroment simile a proof di amsthm, ma con alcune modifiche. L’ambiente dovrebbe essere in tutto e per tutto uguale a proof, salvo che invece di Dimostrazione dovrebbe scrivere all’inizio
    Teorema Fondamentale dell’Algebra
    seguito da un numero romano progressivo. Chiaramente potrei creare un ambiente ad hoc, ma preferisco partire da proof e modificare solo quest’opzione. Inolte non tutte le dimostrazioni del documento sono di questo tipo, per cui dovrebbe essere un ambiente distinto, da usare insieme a proof.

    Provo a scriverne una di getto
    `\newcounter{tfa}
    \newenvironment{tfa}
    {\refstepcounter{tfa}%
    \begin{proof}[Teorema fondamentale dell'algebra~\Roman{tfa}]}
    {\end{proof}}`Puoi anche dare \label, \ref ti restituirà il numero (romano).

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Installazione pacchetto layaureo in Linux #7302
    Up
    0
    Down
    ::

    So che questo topic risulterà un poco OT ma non so a chi rivolgermi. Ho appena installato Ubuntu Linux 5.10, e da totale novizio di Linux mi trovo con il grosso problema di aggiungere nuovi pacchetti. Ho installato tutto quello che è scritto nella vostra guida ma … per totale inesperienza non riesco ad aggiungere layaureo nel senso che non riesco a copiare i file nelle cartelle di tex.
    Il sistema mi dice che non ho provilegi di root, ma nonostante io faccia come ho letto su alcuni forum:

    sudo h s
    Pass

    e mi identifichi come superutente mi dice che non posso effettuare la copia.

    Non è OT, a mio parere. Una distribuzione teTeX come quella di Ubuntu mantiene due alberi, uno con l’installazione “standard” che dovrebbe essere chiamato “texmf” e stare probabilmente in /usr/local, l’altro “texmf.local”, dove si può aggiungere ciò che si desidera. È meglio non toccare l’albero principale, perché è quello che viene gestito da eventuali aggiornamenti; rischi di cancellare le tue aggiunte.

    Metti il file guit.sty nella directory texmf.local/tex/latex/guit, poi dai il comando “sudo mktexlsr”.

    Se non riesci a copiare non so che farci. Ma che significa “sudo h s”? Il comando “sudo” è un prefisso; per copiare qualcosa devi dare il comando completo dopo:`sudo cp guit.sty /usr/local/texmf.local/tex/latex/guit`per esempio. Oppure, se ti fidi, “sudo bash” che lancia una shell con privilegi di root. Meglio starci attenti.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Pacchetto microtype #7297
    Up
    0
    Down
    ::

    Da quel poco che ho letto (le prime 2 pagine del manuale), il pacchetto si occupa di ottimizzare il riempimento sulla riga, utilizzando parametri di kerning e dimensioni di font lievemente diverse l’una dall’altra.

    Non proprio. Usa un’idea di Hermann Zapf che consiste nell’espandere secondo l’asse orizzontale i caratteri per ottenere un riempimento ottimale della riga; non so se questo riguarda anche la crenatura. Il pacchetto microtype abilita anche la “character protrusion”, cioè permette che certi caratteri sporgano leggermente a fine riga (tipicamente segni di punteggiatura e trattini).

    L’uso di questo pacchetto porta a risultati diversi nell’uscita dvi o pdf. Può essere indicato quando si deve scrivere su colonne molto strette. Fateci sapere com’è il risultato. Sulla “character protrusion” ho qualche dubbio, i valori da ammettere devono essere molto bassi.

    Ciao
    Enrico

Stai visualizzando 15 risposte – dal 12,871 al 12,885 (di 13,205 totali)

Go to top▲