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Un’informazione che non sono riuscito a reperire su tutta la rete e nemmeno su questo forum è come e se sia possibile ordinare in modo semplice al latex di impaginare righe di 60 caratteri e pagine di 30 righe.
Suppongo si possa fare tramite i margini, ma i miei esperimenti in questo senso non hanno avuto buoni frutti, anzi sono stati così disastrosi da costringermi a chiedere aiuto.
Grazie preventivamente per l’aiuto.Presumo che tu debba preparare una tesi con specifiche antiquate, quindi interlinea ampia e carattere di corpo grande.`\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage{calc} % per fare i conti
\usepackage{geometry} % per cambiare la gabbia
\linespread{1.5} % per aumentare l'interlinea
\normalsize % per annunciare al documento la modifica dell'interlinea
\geometry{textheight=29\baselineskip+\topskip} % per fissare il numero di righe
\geometry{textwidth=30pc} % lunghezza della riga`
A dodici punti, una media di mezza pica per carattere è sensata. Se vai a undici punti, devi diminuire.Il punto “complicato” è l’altezza della gabbia: 29 righe complete (da linea di base a linea di base) più la prima che è considerata “più bassa”. Il parametro che misura l’interlinea è \baselineskip, quello che misura la distanza della prima linea di base dal margine superiore della gabbia è \topskip. Il comando \linespread modifica solo \baselineskip e non \topskip.
Puoi giocare sull’argomento di \linespread per ottenere un risultato meno insoddisfacente (l’interlinea aumentata è orrenda comunque).
Ciao
Enrico
::Chiedo scusa per la troppa irruenza,
ma sto facendo la tesi e sono un po sclerato.
Enrico non so che tipo di esempio potrei fare, puoi suggerirmi qualcosa?
So solo che della miriade di linguaggi che dovrebbero essere supportati me ne funzionanano solo 4 o 5. Ripeto ho installato la totalita dei pacchetti presenti nella versione 2.4 di miktek.
Tu hai detto che il mio codice ti funziona, che versione hai tu di miktek?Ma naturalmente non ho MiKTeX, ci mancherebbe! 😀
Sinceramente non so che dirti. Un consiglio te l’ho dato: sfronda tutto quanto puoi, prova prima con pochi parametri e guarda. Se non funziona ancora, prova ad aggiornare il pacchetto. Se ancora non funzionasse, scaricatelo direttamente da CTAN e prova.
Ciao
Enrico
::egreg piccolo problema:se inserisco il codice che hai scritto le pagine bianche comunque non si cancellano. io ho il problema che ogni volta che finisco un capitolo mi mette 1 o 2 pagine bianche.
come faccio a toglierle del tutto?
grazieDue? Forse una. Il fatto è che l’opzione standard della classe book è di cominciare i capitoli da pagine destre (cioè con numero di pagina dispari). Se un capitolo finisce a pagina 37, il successivo comincerà a pagina 39. Nel caso questo non ti andasse, puoi ovviare dando l’opzione “openany” a \documentclass:`\documentclass[a4paper,openany,…]{book}`
Ciao
Enrico
::FORZA!!!!
C’è qualche anima pia che può aiutarmi???
Come si fa ad utilizzare il lingiuaggio Java per il pacchetto in questione????Può essere che nessuno abbia usato codice Java all’intrerno di un documento???
Grazie anticipate a chi possa darmi un suggerimento….
Un messaggio del genere suggerirebbe un “plonk”. Portiamo pazienza ancora una volta.
Occorre un esempio minimo che presenti il problema, non certo una congerie di manipolazioni di colori. Cerca di isolare dove sta il problema.
Ciao
Enrico
::Ciao a tutti,
Premetto che uso latex da qualche mese, anche se riesco ad avere dei discreti risultati…
Tuttavia non riesco a risolvere il mio problema:
Devo inserire all’intenrno del mio documento un listato scritto in Java, per fare ciò,utilizzo il pacchetto listings.
Inserisco nel mio preambolo le seguenti riche di codice:`\usepackage{listings}
…
}`e poi quando all’interno di un paragrafo devo inserire il codice uso il seguente commento:`\lstset{title=\textit{Titolo}}
\lstinputlisting {file.java}`tuttavia in fase di compilaizione ricevo il seguente avviso d’errore:`!Package Listings Error:
Couldn't load request language
see the listings package for explanation`La cosa strana è che sostituisco language=Java con Language=C++ tutto funziona correttamente, tuttavia non riesco a capire.
Ho letto il manuale del pacchetto e li c’è scritto che dovrebbe supportare una miriade di linguaggi.
Ci tengo a sottolineare che utilizzo la versione completa di MIKTEK 2.4 built:2025 (ho installato la iso completa da 690MB)
Dove sbaglio?Non lo so. A me compila perfettamente.`listings.sty 2004/10/17 1.3b (Carsten Heinz)
lstpatch.sty 2004/10/17 1.3b (Carsten Heinz)
lstmisc.sty 2004/09/07 1.3 (Carsten Heinz)
listings.cfg 2004/09/05 1.3 listings configuration
lstlang1.sty 2004/09/05 1.3 listings language file
lstlang1.sty 2004/09/05 1.3 listings language file
lstmisc.sty 2004/09/07 1.3 (Carsten Heinz)
lstlang1.sty 2004/09/05 1.3 listings language file`Questa è la lista dei file caricati. La ottieni scrivendo \listfiles nel preambolo.
Ciao
Enrico
::Perdonate la mia paranoica e petulante ottusità. 😳
Mi pare di poter asserire che il caricamento di un pacchetto ha, di regola, effetto su tutto il documento.
Per esempio, se carico`\usepackage[T1]{fontenc}`l’intero documento verrà composto usando la codifica T1 dei font.
Mi chiedevo se esiste un modo per “confinare” l’effetto di un pacchetto ad una sola parte di un documento LaTeX: per esempio, per motivi che non vi sto a spiegare, potrei aver bisogno di avere alcune parti del documento codificate OT1 ed altre come T1.
Si può fare?
Of course.`\usepackage[OT1,T1]{fontenc}
\newenvironment{ot1}{\fontencoding{OT1}\selectfont}{}
…
Testo con T1\begin{ot1}
Testo con OT1
\end{ot1}Testo con T1`Non sarebbe strettamente necessaria l’opzione OT1 a fontenc, ma meglio usarla per completezza. In quelle opzioni dichiari quali codifiche vuoi adoperare; l’ultima è quella che verrà usata dopo \begin{document}.
La codifica è uno degli aspetti di un font; non ci sono comandi di alto livello, perciò occorre il \selectfont. Tanto per chiarire, il comando \sffamily è equivalente a`\fontfamily{\sfdefault}\selectfont`dove, di solito, \sfdefault viene espanso come cmss. Analogamente, \slshape equivale a \fontshape{sl}\selectfont.
Ciao
Enrico
::Qualcuno sa dirmi qual è la differenza tra i due ambienti otherlanguage e otherlanguage*? E fra l’ambiente otherlanguage e il comando \setlanguage?
L’interfaccia di babel è ricca di comandi e ambienti. Vediamone un po’
1) \selectlanguage{
} oppure \begin{otherlanguage}{}[/color]
Il primo è una dichiarazione che fa cambiare la lingua in modo “globale”; per esempio, anche le parole chiave: dopo \selectlanguage{english}, \chapter produrrà “Chapter…”.
Usare l’ambiente otherlanguage è equivalente a dare \selectlanguage{} , ma l’effetto finisce appunto con \end{otherlanguage}2) \foreignlanguage{
}{ oppure \begin{otherlanguage*}{} }
Il testo dato come secondo argomento a \foreignlanguage o come contenuto dell’ambiente otherlanguage* viene composto secondo le regole tipografiche di, come impostate in .ldf . Le parole chiave non cambiano rispetto alla lingua in vigore. Per esempio (bizzarro)`\usepackage[english,italian]{babel}
…
\begin{otherlanguage*}{english}
\chapter{Titolo}
\end{otherlanguage*}`produrrà “Capitolo 1 — Titolo”3) \begin{hyphenrules}{
}
All’interno dell’ambiente cambiano solo le regole di sillabazione e nient’altro, neppure il valore di \languagename.
Utile per disabilitare la sillabazione, per esempio:`\begin{hyphenrules}{nohyphenation}
testo
\end{hyphenrules}`anche se “nohyphenation” non è caricato fra le opzioni date a babel.4) \iflanguage{
}{ }{ }
permette di scrivere cose diverse a seconda della lingua in vigore.5) \languagename contiene il nome della lingua in vigore.
Ciao
Enrico
::Salve a tutti, dopo numerose ricerche infruttuose posto la mia richiesta.
Vorrei mettere un elenco puntato \itemize all’interno di una tabular 1 riga per 2 colonne, praticamente i pro e i contro di un protocollo.
tipo cosi:
`_____________________________
| * bla bla | * bla bla |
| * bla bla | * bli bli |
| | * blu blu |
——————————`
non sono riuscito in nessun modo, mi potete aiutare?
grazie anticipatamente dell’aiutoHo seguito la faccenda e mi sono incuriosito. Ho quindi provato con il seguente codice:`\documentclass[a4paper]{article}
\begin{document}
\begin{tabular}{|p{5cm}|p{5cm}|}
\hline
\begin{itemize}
\item a
\item b
\end{itemize}
&
\begin{itemize}
\item a
\item b
\end{itemize}
\\
\hline
\end{tabular}\end{document}`
senza avere il minimo errore. Non mi spiego quali siano quelli che ottieni tu: quali sono? Forse così riusciamo a capire meglio.
Ciao
Enrico
27 Settembre 2005 alle 8:49 in risposta a: simbolo matematico ‘non appartiene a’ (la negazione di \in) #6727::Grazie ad entrambi !
In effetti con il semplice \not \in x me è + che suff!
Sono alle prime armi e non ho molta familiarità con la programmazione …. quando ho visto tutto quel codice mi è preso un accidente !! 😯
MA sicuramente sarà + utile a qlcno + bravo di me!Se sei alle prime armi, meglio ancora: usa \notin.
Quanto al codicione, era solo per dare un esempio di come si possono “complicare” le cose per venire incontro alle esigenze degli utenti.
Ultima cosa: “più che sufficiente” e “qualcuno”, ti prego.:)
Ciao
Enrico
26 Settembre 2005 alle 12:34 in risposta a: simbolo matematico ‘non appartiene a’ (la negazione di \in) #6725::Ahimé, mi tocca prendere la matita rossa 😀
A mia (parziale) giustificazione, posso dire che di matematica ne scrivo veramente poca nei miei documenti… Sapevo del pasticcio grafico, ma non mi sono preso la briga di approfondire per il nostro utente…
Ciao.
In effetti non sarebbe troppo difficile definire \not in modo che guardi ciò che viene dopo e, se è \in, sostituire \notin. Del resto l’effetto è evidente nei font CMR, meno in altri. Per esempio, ecco che fa txfonts:`%%% \not redefined:
%%% \not= becomes \ne
%%% \not< becomes \nless %%% \not> becomes \ngtr
%%% if \notXXX is defined, \not\XXX becomes \notXXX;
%%% if \nXXX is defined, \not\XXX becomes \nXXX;
%%% otherwise, \not\XXX is done in the usual way.
\DeclareMathSymbol{\n@tch@r}{\mathrel}{symbols}{54}\DeclareRobustCommand*{\not}[1]{%
\ifx #1=\ne\else
\ifx #1<\nless\else \ifx #1>\ngtr\else
\n@t@@n{#1}\fi\fi\fi}\def\n@t@@n#1{%
\begingroup \escapechar\m@ne\xdef\@gtempa{not\string#1}\endgroup%
\expandafter\@ifundefined{\@gtempa}%
{\not@n@{#1}}%
{\@nameuse{\@gtempa}}}
\def\not@n@#1{%
\begingroup \escapechar\m@ne\xdef\@gtempa{n\string#1}\endgroup%
\expandafter\@ifundefined{\@gtempa}%
{\n@tch@r #1}%
{\@nameuse{\@gtempa}}}`Codice un po’ complicato, ma non incomprensibile. Una semplificazione per il solo \notin potrebbe essere`\let\oldnot\not
\let\not\undefined
\DeclareRobustCommand*{\not}[1]{\ifx#1\in\notin\else\oldnot#1\fi}`
Ciao
Enrico
26 Settembre 2005 alle 9:10 in risposta a: simbolo matematico ‘non appartiene a’ (la negazione di \in) #6723::Se cerco di creare una lista del genere:`\begin{description}
\item[$\top$] concetto universale
\item[$\bot$] insieme vuoto
\item[A] atomo
\item[$\neg A$] negazione atomica
\item[$C\cap D$] intersezione
\item[$\forall R.C$]
\item[$\exists R$]
\item[$(\geq \mbox{R.C})(\leq)(\eq)$]
\end{description}`mi viene fuori un msg di errore con il seguente suggerimento:
“You need to provide a definition with \DeclareInputText or \DeclareInputMath before using this key.”
Qualcuno sa cosa sbaglio, o cosa dovrei dichiarare?Non viene nessun errore, a parte che il comando \eq non è definito. Sostituendolo con “=” la compilazione è perfetta.
Evidentemente c’è dell’altro: per esempio, come hai definito \eq?. Bisogna che tu ci mostri un preambolo con il quale l’errore si presenta. Cerca di togliere tutti i comandi e pacchetti che non hanno rilevanza.Un’occhiata a “inputenc.sty” mi fa sospettare che il messaggio di errore non riguardi la lista, ma un carattere in input che non ha definizione; come carichi \inputenc?
Ciao
Enrico
::sembra che l’inserimento delle immagini non mi sia amico…allora altro problema con le immagini.
io ho scritto questo testo:`Qui di seguito possiamo vedere una
immagine di una finestra di avvertimento fasulla di Netscape che è
stata creata utilizzando il linguaggio JavaScript:\begin{figure}[htbp]
\centering
\includegraphics [width=12cm]{img/SSLfake}
\caption{warning windows di Netscape fasulla} \label{fig:figura7}
\end{figure}mentre questa immagine è la vera finestra di avvertimento che
dovrebbe comparire:\begin{figure}[htbp]
\centering
\includegraphics [width=12cm]{img/trueSLL}
\caption{warning windows di Netscape vera e propria} \label{fig:figura8}
\end{figure}Come si nota le due finestre sono differenti in piccoli particolari
ma se la vittima non lo sa l'attacco alla sua sicurezza diventa
inevitabile.L'attaccante sfrutta il linguaggio JavaScript per manomettere:
…`secondo quello che ho scritto la figura 8 deve essere inserita tra le due frasi ma non è cosi..latex me la inserisce alla fine della riga ” L’attaccante sfrutta il linguaggio JavaScript per manomettere:” .
cosa posso fare per sistemare la cosa?
c’entra qualche cosa il fatto che quando si inserisce la figura 7 la pagina di latex è quasi terminata e quindi il compilatore porta su tutte le frasi e inserisce la figura 8 nel primo buco libero che in qst caso è una nuova pagina?C’entra sì. Queste non sono figure fuori testo, ma in testo, quindi vanno messe semplicemente dentro un ambiente center e non hanno la didascalia. In alternativa, devi scrivere il tuo testo in modo da riferirti alle figure, che possono allora andare in altri posti.
Puoi usare un pacchetto come “here”, che ti permette di scrivere`\begin{figure}[H]`per dire che la figura va “QUI”. Quando avrai terminato di scrivere il tuo testo, dovrai risolvere gli eventuali problemi di impaginazione.
Ciao
EnricoPS: ci fai il piacere di scrivere “questo”? Non siamo un gruppo di SMS. Scrivere in fretta e furia non va mai bene, trattando di tipografia e affini.
::Ciao a tutti. In questo momento uso MikTeX su XP. Mi accade questa strana cosa. Il codice:
`\documentclass[a4paper,11pt]{book}\usepackage[ansinew]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{fancyhdr}
\usepackage{layaureo}
…
\end{document}`
restituisce un layout perfetto, mentre il seguente
`\documentclass[a4paper,11pt]{book}\usepackage[ansinew]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{fancyhdr}
\usepackage{abu}
\usepackage{layaureo}
…
\end{document}`dove il pacchetto abu.sty è così definito
…
Eppure i due codici dovrebbero, almeno IMHO, essere perfettamente equivalenti: ho solo spostato delle istruzioni dal preambolo in un pacchettino fatto ad hoc, allo scopo di rendere più ordinato il sorgente. ❓La risposta è evidente, no? Il pacchetto layaureo modifica certi parametri, annullando le tue modifiche con abu. Mettilo dopo.
Ciao
Enrico
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