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Devo creare un environment in cui sono utilizzati due parametri. Mi sono accorto che se metto uno dei due parametri nella parte di chiusura dell’environment ottengo errore. Un esempio è `\newenvironment{margins}[2]
{
\begin{list}{} {
\setlength{\leftmargin}{#1} \setlength{\rightmargin}{#2} } \item }
{#1\end{list}}`…
Come posso fare?Problema ben noto 😀
Soluzione anche: definisci una macro che contiene il parametro e la usi nel secondo argomento.
`\newcommand{\marginsarg}{}
\newenvironment{margins}[2]
{\renewcommand{\marginsarg}{#1}%
\begin{list}{} {
\setlength{\leftmargin}{#1} \setlength{\rightmargin}{#2} } \item }
{\marginsarg\end{list}}`
Ciao
Enrico
::Risolto!!!
Inserito il comando \cleardoublepage prima del comando \\addcontentsline{toc}{chapter}{Bibliografia}.
Per cui ora ho:
\cleardoublepage
\addcontentsline{toc}{chapter}{Bibliografia}
\bibliography{abc}Sinceramente però non capisco come mai sia necessario inserire un \cleardoublepage!?
Va beh… vi ringrazio infinitamente per avermi aiutato nel risolvere il problema!
Dovrebbe esserti chiaro, no? Il comando \bibliography compone tutta la bibliografia. Solo a quel punto LaTeX vede il comando \addcontentsline, ma ormai il numero di pagina è quello dell’ultima pagina della bibliografia.
Non puoi esimerti dal \cleardoublepage, perché altrimenti il numero di pagina corrisponderebbe a quello dell’ultima con testo prima della bibliografia, perché è il comando \bibliography che genera \chapter (o \section, dipende dalla classe).
Dando \cleardoublepage ti metti a posto, perché \chapter dà sì il comando di nuova pagina, che in questo caso non fa niente perché la lista verticale è vuota.
Ciao
Enrico
::Grazie Roberto,
Per op.cit. ti basta rinominare il jurabib.sty e sostituire a:
Io cercavo di scrivere \newcommand nel preambolo della tesi ma qualcosa non funzionava 😆
La versione di Jurabib che ho è v0.52p (2002/09/29). Il file .bst (cioè quello richiamato da \bibliographystyle, dico bene?) è jurabib.bst
Per modificare un comando del pacchetto occorre dare \renewcommand, non \newcommand. Le modifiche suggerite possono essere fatte senza agire su una copia del file jurabib.sty. Per il bst, invece, c’è poco da fare, se non farsene una copia eccetera, eccetera. Ti consiglierei di scaricare la versione più recente di jurabib, che è la 0.6 (2004/01/25) e di consultare la documentazione. C’è una lunga lista di cambiamenti rispetto alla 0.52p.
Ciao
Enrico
::Mi rispondo da me:
export LANG=en_GB.iso885915
prima di lanciare xfig.
bisogna farlo ogni volta che lanci una sessione xfig: du’ palle!
Da xfig si può quindi procedere senza più errori quando si esporta in combined ps/latex.
CiaooooPerché, non puoi metterlo nel tuo profile (o bashrc)? O addirittura, se così preferisci, farti un piccolo script?`#!/bin/sh
export LANG=en_GB.iso885915
xfig &
exit 0`Ciao
Enrico
7 Luglio 2005 alle 12:40 in risposta a: Token not allowed in PdfDocEncoded strng: ($\mu$) nel titolo #6269::Purtroppo \textmu mi dà errore:
Command \textmu unavailable in Encoding OT1.
Questo unito ai problemi che ho a fare maiuscoletto e grassetto insieme mi fa pensar eche il mio sistema abbia seriamente bisogno di font…
Mi darò da fare!Ma hai dato`\usepackage{textcomp}`come ti avevo detto di fare? Leggi bene il mio messaggio 🙂
Ciao
Enrico
::tu non specifichi nessuno stile per le slides. Se ad esempio usi
\documentclass[pdf,contemporain,slideColor,colorBG,accumulate,nototal]{prosper}
tra la sfilza di opzioni (tutte descritte nel manuale di prosper che anch’io ti invito a leggere), “contemporain” indica lo stile della slide. Se compili con queste opzioni dovresti vedere una slide blu.
ho compilato con le tue opzioni e mi ritrovo una slide blu,
ma il punto è che nella slide non c’è scritto “prova”, è vuota!per ora sto ulizzando la classe slide, magari se ho tempo do un’occhiata anche a beamer
La discussione mi attira, anche perché ho provato il tuo input originale e non ottengo per niente una slide vuota. Per caso, usi pdflatex per compilare? Be’, non farlo, occorre passare attraverso dvips.
Ciao
Enrico
::Salve a tutti,
vorrei chiedervi una cosa:
nei manuali di color e xcolor si legge che tra i parametri opzionali da utilizzare quando si carica il pacchetto ci può essere il tipo di driver: pdftex, dvipdfm, dvips, …. ecc
bene, questo parametro opzionale a cosa serve? perchè mi è stato detto che può essere tralasciato, ad esempio nel pacchetto per inserire le immagini non è più necessario, e infatti ho provato a compilare con e senza parametro opzionale e il risultato è il medesimo.
Non è sicuramente un problema di alto livello, ma vorrei sapere cosa cambia se specifico il drivere che uso per compilare (latex piuttosto che pdflatex).
vi ringrazioL’uso di “piuttosto che” come avversativa è deprecabile: “A colazione prendo caffè piuttosto che latte” che significa? In italiano che prendi caffè e il latte solo se ci sei costretto a forza. Nel tuo caso è lo stesso, significa che usi latex e mai e poi mai pdflatex.
Ma veniamo al dunque. Al giorno d’oggi i driver usati sono due: dvips e pdftex. A volte può capitare di dover usare dvipdfm, ma anche per questo dvips dovrebbe essere sufficiente. Considerando questo fatto, le distribuzioni teTeX (o basate su teTeX come MikTeX o TeXLive o altre ancora), inseriscono file che si chiamano graphics.cfg e color.cfg che danno automaticamente l’opzione dvips. Siccome quando chiami pdflatex questo sa scegliersi da sé il driver corretto, ecco che non è più necessario specificare il driver. Puoi vedere nel log che il file graphics.cfg è richiamato quando compili con latex, mentre non succede con pdflatex; nel primo caso viene letto dvips.def, nel secondo pdftex.def.
Rimane necessario specificare il driver per altre distribuzioni che usano driver non standard (per esempio VTeX).
Ciao
Enrico
::Quanto alle ripetizioni nell’indice analitico:
8–E con questo ne ho da studiare per un pò 😮
Ti ringrazio molto per la pazienza, magari quando ho trovato la soluzione ottimale posto il risultato.
Non c’è molto da studiare. La parte fondamentale è`\def\sectionlabel#1{\label{#1}%
\def\currentlabel{#1}%
\expandafter\edef\csname richindex#1\endcsname##1{##1~(\ref{\currentlabel})}}
`A parte i trucchi magici, guarda dove c’è scritto`{##1~(\ref{\currentlabel})}`Qui ho messo come uscirà l’indice: numero di pagina (##1), uno spazio (senza a capo) e, fra parentesi, il numero di sezione (\ref{\currentlabel}). Nota che \currentlabel non è un comando standard, così come \sectionlabel. Infatti \currentlabel produce l’ultima etichetta introdotta con il comando \sectionlabel. Lì puoi sbizzarrirti e decidere il formato come ti pare. Vuoi le parentesi quadre e il numero in nero? Attento al \noexpand (non è una bestia pericolosa, ma va trattata con cautela :D).
`{##1~[\noexpand\textbf{\ref{\currentlabel}}]}`
Con una opportuna ridefinizione di “theindex” puoi anche indicare che formato stai usando
`\makeatletter
\renewenvironment{theindex}
{\if@twocolumn
\@restonecolfalse
\else
\@restonecoltrue
\fi
\twocolumn[\section*{\indexname}%
\myexplanation]%
\@mkboth{\MakeUppercase\indexname}%
{\MakeUppercase\indexname}%
\thispagestyle{plain}\parindent\z@
\parskip\z@ \@plus .3\p@\relax
\columnseprule \z@
\columnsep 35\p@
\let\item\@idxitem}
{\if@restonecol\onecolumn\else\clearpage\fi}
\newcommand{\myexplanation}{{\small Per ogni elemento dell'indice \`e
indicato il numero di pagina in cui compare e, tra parentesi,
il numero di sezione\par}\bigskip}
\makeatother`Ovviamente in \myexplanation puoi mettere quello che ti pare.E, suvvia, “pò” è come “stò”: un errore. 😉
Ciao
Enrico
::Non mi pare che makeidx accorpi i numeri di pagina da solo; è l’utente che lo fa con`\index{parolachiave|(}
\index{parolachiave|)}`Ti devo contraddire, ho costruito un semplice esempio composto da:
“\section{sezione}\index{uno}\index{due}
testo testo …\section{sezione}\index{uno}\index{due}
testo testo …”ripetuto diverse volte fino a riempire 4 pagine ed il risultato è stato:
Index
due, 1–4
uno, 1–4Cito dalla manpage di makeindex:`
-r Disable implicit page range formation; page ranges must be
created by using explicit range operators; see SPECIAL
EFFECTS below. By default, three or more successive pages
are automatically abbreviated as a range (e.g. 1–5).`
Devo dire che non ricordavo questa proprietà di makeindex. Dunque, usare makeindex -r, che così non accorpa.Quanto alle ripetizioni nell’indice analitico: il numero di pagina da solo dice che il termine compare in quella pagina. Se compare più volte in sezioni diverse, dovrebbe bastare. Altrimenti dovresti arricchire l’indice; per esempio con numero di pagina e numero di sezione, magari fra parentesi. Come si può fare? Mi viene in mente una soluzione.
`
\def\sectionlabel#1{\label{#1}%
\def\currentlabel{#1}%
\expandafter\edef\csname richindex#1\endcsname##1{##1~(\ref{\currentlabel})}}\newcommand{\myindex}[1]{\index{#1|richindex\currentlabel}}
`
Poi usi la faccenda così:`
\section{Prima}\sectionlabel{uno}
Testo…\myindex{prima}…\section{Seconda}\sectionlabel{due}
Testo…\myindex{seconda}…
`
Attento che come argomento di \sectionlabel puoi usare solo lettere, non come in una \label normale; puoi usare \ref al modo usuale, però. Prima di usare makeindex devi assicurarti che i riferimenti incrociati siano risolti (cioè che non ci siano più avvisi del tipo “Label(s) may have changed. Rerun to get cross-references right.”).Wow 8) Ho usato: \expandafter, \edef, \csname…\endcsname e anche una definizione con parametro dentro una definizione 😮 Roba da duri 😀
Ciao
Enrico
::stò scrivendo un documento in formato book composto da molte sezioni
corte, e vorrei raggiungere ognuna di queste tramite “parole chiave”
riunite nell’indice analitico.
Purtroppo mi sono accorto che se la stessa voce di indice è ripetuta
su più pagine consecutive il risultato nell’indice è qualcosa del
genere:
…
parola chiave 51-56
…
mentre io vorrei ottenere questo:
…
parola chiave 51, 52, 52, 53, 54, 55, 56
…
In pratica vorrei avere elencato nell’indice ogni singola occorrenza di “parola chiave”; il doppio 52 significa che in quella pagina vi sono 2 sezioni che trattano dell’argomento.
Esiste un modo per evitare che makeidx mi accorpi la numerazione delle
pagine, od esiste un’altro pacchetto che mi permetta di ottenere
questo?Non mi pare che makeidx accorpi i numeri di pagina da solo; è l’utente che lo fa con`\index{parolachiave|(}
\index{parolachiave|)}`Sinceramente, il ripetere il numero di pagina per indicare ripetizione dell’occorrenza non mi sembra una buona idea. Non credo che makeindex possa fare quello che chiedi, se non con un bieco trucco, che richiede di usare comandi diversi.`
\newcommand{\xxa}[1]{#1}
\newcommand{\xxb}[1]{#1}
\newcommand{\xxc}[1]{#1}
…
\index{parolachiave|xxa}
…
\index{parolachiave|xxb}`
Se i due comandi index cadono nella stessa pagina, saranno indicizzati due volte. Puoi definire quanti comandi del tipo \xxvuoi. Proviamo?`\newcommand{\xxa}[1]{#1}
\newcommand{\xxb}[1]{#1}
\newcommand{\xxc}[1]{#1}
\newcommand{\xxd}[1]{#1}
\newcommand{\xxe}[1]{#1}
\newcommand{\xxf}[1]{#1}\newcounter{idxcount}
\newcommand{\idxsuffix}{\ifcase\value{idxcount}%
a\or b\or c\or d\or e\or f\fi}\newcommand{\myindex}[1]{%
\index{#1|xx\idxsuffix}%
\stepcounter{idxcount}%
\ifnum\value{idxcount}=6\relax
\setcounter{idxcount}{0}\fi}`
Così usi \myindex per quelle parole chiave che soffrono del tuo problema. Hai un limite di sei occorrenze su una pagina, ma credo siano sufficienti. Se no, dovrebbe essere chiaro come si può aumentarle. Chiedo scusa in anticipo, visto che non ho usato il pacchetto ifthen e ho mostrato alcuni trucchi segreti dei maghi.Ciao
EnricoPS: dimenticavo! “Sto” si scrive senza accento.
29 Giugno 2005 alle 15:58 in risposta a: Token not allowed in PdfDocEncoded strng: ($\mu$) nel titolo #6265::Un limite del formato pdf, quindi, non del Latex.
Peccato!
Va beh, alla fine quella che conta di più è che la stampa sia esteticamente bella. L’indice del pdf ha scopi solo funzionali. mi terrò il warning.Hai provato \texorpdfstring{$\mu$}{\textmu}? (Pagina 13 del manuale di hyperref)
Il comando \textmu è fornito da textcomp.
Ciao
Enrico
::Che hai sbagliato a mettere \addtocontents prima di \chapter*{Bibliografia}
hai ragione, ora funziona!!!!
mai fidarsi delle guide 😀
per l’altro problema con fancy non hai qualche idea?Su quale guida è scritto? Mi pare bizzarro.
Su fancyhdr passo; parrà strano, ma non l’ho mai usato. Trovo che la documentazione sia inutilmente complicata.
Ciao
Enrico
::altra cosa: dopo le due appendici è inserita la bibliografia, e per qualche motivo l’indice sbaglia la pagina della bibliografia indicandola a pagina 153 (invece è a pagina 155). naturalmente ho compilato + e + volte
qualche idea?Che hai sbagliato a mettere \addtocontents prima di \chapter*{Bibliografia}
grazie 1000, siete invitati tutti alla mia festa di laurea, se mi laureo 🙂
aironeFacci sapere dove e quando.
Ciao
Enrico
::Le tre barrette non mi son mai trovato a doverle fare, ma per le due risolvevo in maniera grezza: prova così:`|||…|||`
Certo, non puoi avere i comandi \left e \right, credo.
Non uccidetemi!😯
Difficile uccidere via forum; se hai qualche idea su come fare potrei provarci :D. Quale sarebbe la maniera grezza? Forse usare ||? Senza leggere qualunque manuale per scoprire che si scrive \|? Che funziona benissimo con \left e \right, fra l’altro. Il mio post precedente dava anche una soluzione non grezza per le tre sbarrette. In http://profs.sci.univr.it/~gregorio/esempi.pdf trovi anche una macro per una sbarretta cicciona, che alcuni usano per le norme operatoriali.
Ciao
Enrico
::Qualcuno sa dirmi se esiste (e se si come faccio ad usarlo) il simbolo di norma operatoriale? Per chi no lo sapesse è qualcosa del genere |||T|||.
Per ora sto usando tre barre normali ma così non riesco a fare in modo che si dimensioni automaticamente al crescere dell’equazione.
GrazieMi associo all’invito a consultare la “Comprehensive LaTeX Symbol List” (che trovi subito con Google). Tuttavia nel caso particolare, l’unico pacchetto che mette a disposizione quel simbolo è mathabx, con le conseguenze del caso: non esistono i font PostScript, ma solo quelli bitmap. Ricordo di avere risolto il problema con una macro ad hoc, circa 13 anni fa; il sorgente dovrei averlo, da qualche parte 🙄
Ma prendo da cjw-latex.dtx, disponibile su CTAN, con opportune modifiche:`\newcommand{\opnorm}[1]{%
\left\vert\mkern-1mu\left\vert\mkern-1mu\left\vert #1
\right\vert\mkern-1mut\right\vert\mkern-1mu\right\vert}`Prova. L’uso è \opnorm{T}. Puoi provare a modificare il valore “-1mu” per vedere quale sia il migliore.
Ciao
Enrico
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