egreg9

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  • in risposta a: inserire figure e formule in tabelle #5899
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    Ho trovato qualche informazione su “minipage” in un altro topic, ma per qualche motivo non mi funziona lo stesso.
    A prescindere dal bello o dal brutto… con minipage devo mettere sempre l’ambiente \figure o mi limito ad un oggetto flottante?

    Con lo pseudonimo che hai scelto non mi aspettavo queste domande 🙂

    È un errore molto comune pensare che \includegraphics debba andare in un ambiente figure. Non è vero. La grafica inserita si comporta come un unico (probabilmente grande) carattere. Non servono “minipage”, “\mbox”, eccetera: niente.

    Altro errore comune: usare oggetti galleggianti (questo significa “floating”) quando non è necessario.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: inversione capitoli tesi…aiuto! #5825
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    I 3 capitoli sono su tre file tex distinti. Nel main file li introduco col comando \include.
    Fino a ieri avevo: capitolo1, capitolo2 e capitolo3. Lasciando così non ho alcun errore.
    Ora li voglio con questa sequenza: capitolo2, capitolo1 e capitolo3.
    L’errore che ottengo, nei capitoli successivi al primo, è di una spaziatura fra una proposizione ed un’altra. Se compilo separatamente i capitoli non dà alcun problema.
    Se ritorno alla prima sequenza (1,2 e cap.3 e non 2,1 e 3) tutto torna perfetto.
    Grazie. Da cosa dipende?

    Caro infang, non è che qui possediamo doti divinatorie che ci rendono in grado di vedere a distanza il tuo problema.
    Come si fa a risolvere il problema? Si cerca di capire dove sta commentando parti dei capitoli.
    Non è che, per caso, usi doppie spaziature da qualche parte?
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Numeri romani minuscoli #5756
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    Un altro dubbio filisofico.
    Uso spesso i numeri romani minuscoli per contrassegnare gli elementi di un elenco, nell’ambiente enumerate. Li preferisco a quelli arabi perché si evita una possibile confusione con la numerazione di capitoli e sezioni, e perché trovo che il loro aspetto grafico sia molto più gradevole di quello dei numeri romani maiuscoli — che per me è troppo “pesante”.
    Il mio dubbio è: facciamo bene a usare i numeri romani minuscoli? Per quanto ne so, i Romani non conoscevano le lettere minuscole. Ho il sospetto che siano stati gli americani (che in certe cose sono un po’ provincialotti) ad equivocare e ad introdurli, senza rendersi conto di compiere un “falso storico”.
    Facciamo bene ad usare una notazione che, storicamente, è nata come uno “sfondone”?

    P.S. OT nell’OT. In tante cose, trovo che gli americani abbiano gusti un tantino pacchiani, eccessivi, kitch: sto pensando a Las Vegas, alle cheer-leaders, all’Hummer, alle limousione di 10 metri, alle campagne elettorali con i candidati presidenti sul palco a duettare con star del cinema e della musica… Personalmente, trovo che la sobria eleganza di un programma (made in USA) come LaTeX sia molto “europea”.

    Sul “kitsch” (si scrive così, è tedesco) degli americani si può discutere a lungo. Ma hai mai visto Jesolo? E quanto a campagne elettorali non siamo tanto distanti.

    Argomento principale: i numeri romani. Certo, i romani usavano solo i simboli I, V, X, L, C, D, M. Che non sono lettere, anche se con il tempo sono diventati uguali alle lettere a cui assomigliavano. Per esempio M era scritto in antico come CID (la D sta per una specie di C rovesciata) e la D per 500 è giusto la metà di questo simbolo. La I sta per un dito, la V per una mano e la X per due mani. C non può essere un’abbreviazione di “centum” come viene talvolta detto, perché il simbolo è nato prima della riforma ortografica che ha portato da KENTUM a CENTUM.

    Detto questo, usa pure le lettere minuscole; sono meno pesanti. Ah! Non vengono dagli USA, ma dall’Inghilterra.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: minuscole dopo il punto (e maiuscole dopo i due punti) #5759
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    Mi chiedevo se sia corretto questo codice, che ho visto spesso:`…Succede che:
    \begin{enumerate}
    \item uno;
    \item due.
    \end{enumerate}`In questo modo, infatti, “uno” e “due” hanno l’iniziale minuscola anche se si trovano dopo un punto, e questo non mi sembra molto logico.
    Ho visto spesso anche questo:`\begin{figure}…

    \label{Etichetta}
    \end{figure}`In questo modo “Etichetta” ha l’inziale maiuscola, pur trovandosi dopo i due punti. Non lo trovo logico.

    I punti che ti danno fastidio non sono punti che indicano la fine di un periodo, ma fanno parte della “marca”.
    Quanto alla maiuscola dopo i due punti: Che male c’è?
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: \langle \rangle e spaziatura insoddisfacente #5781
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    Per “spaziatura insoddisfacente” in $\langle a\mid b\rangle$ intendo che $a$ e $b$ non sono perfettamente centrati nello spazio tra le “parentesi ad angolo” e la “sbarra verticale”: si vede che è una scelta di LaTeX, mi fido!
    Ciò detto, il risultato che si ottiene con \mathbin{|} mi piace di più.

    Infatti non viene eseguita alcuna centratura. Per questo con \mathbin{|} il risultato è leggermente migliore.
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: \langle \rangle e spaziatura insoddisfacente #5779
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    Il codice`$\langle a\mid b\rangle$`mi sembra produrre una spaziatura insoddisfacente: $a$ e $b$ non sono ben centrati fra la “parentesi ad angolo” e la “sbarra orizzontale”.
    Invece`$\langle a| b\rangle$`dà un output troppo “appiccicato”, IMHO.
    Per contro,`$\langle\,a\,|\,b\,\rangle$`mi sembra andare meglio, ma è troppo artigianale.

    È un effetto ottico dovuto all’ascendente della lettera b e al fatto che è meno larga
    della a. La spaziatura è perfettamente identica a sinistra e a destra della sbarra. Prova con $\langle a\mid a\rangle$ e vedrai.
    La seconda possibilità che dai è un obbrobrio che non si dovrebbe nemmeno pensare 🙂 mentre la terza è un orrore (ne trovi nella famosa galleria). 😀
    Google con “galleria orrori latex”
    Se ti pare che lo spazio sia troppo, puoi trattare la sbarra come un simbolo di operazione`\newcommand{\bmid}{\mathbin{|}}
    \newcommand{\scalar}[2]{\langle#1\bmid#2\rangle}`Ciao
    Enrico

    in risposta a: cambiare carattere (me lo confermate?) #5674
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    vi ringrazio tutti per i consigli.
    Ho riscontrato il seguente fatto:
    se scrivo in Courier non rispetta i margini. Come posso fare per evitare questo inconveniente?
    Mi è successo anche in un articolo (20 paginette) che avevo scritto in CM e poi ho modificato scrivendole in Times … in una (1) riga non rispetta la formattazione ma deborda.
    Cmq, verrò apostrofato in qualche modo, ma la differenza tra il Times e il Courier è minima a livello di tipo di carettere … è solo un po’ più piccolo e un po’ più in grassetto

    E hai anche ottenuto messaggi del tipo “Overfull \hbox” compilando.
    È normale; a volte (e questo succede più spesso quando usi un carattere a spaziatura fissa e la sillabazione è disabilitata) è impossibile spezzare un paragrafo rispettando i rigorosi criteri di TeX; da qui il “debordare” con avvertimento. La soluzione è di riscrivere il paragrafo incriminato.
    Ciao
    Enrico

    PS: insisto, Times e CM sono molto diversi. Interpreto così il tuo ultimo paragrafo; sicuramente non volevi paragonare Times e Courier 😀

    in risposta a: Spazio superfluo tra capoversi #5691
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    Quando nel testo sono presenti molte figure, spesso il LaTeX inserisce degli spazi tra capoversi successivi in modo da riempire tutta la altezza della pagina. Personalmente non condivido molto questa scelta e preferirei avere delle pagine non riempite completamente in verticale ma senza spazi aggiuntivi tra i capoversi.

    Ecco! A me è successa una cosa del genere in un documento e pensavo ad un bug o ad un mio errore subdolo da qualche parte… Anch’io sono del tuo stesso avviso (me la sono cavata in modo “sporco” a dosi \\ e \noindent nei paragrafi incriminati — una porcata, ma funziona…).

    La cura ovviamente non è né questa né \raggedbottom. L’impaginazione finale, se si ha tempo, va accuratamente verificata e le imperfezioni come quella segnalata curate con:

      aumento dello spazio riservato alla figura (in alcuni casi è conveniente)
      uso giudizioso di \enlargethispage (naturalmente su coppie di pagine affacciate)
      altri trucchetti che vengono in mente guardando la composizione

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Sillabazione multilingue #5620
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    La sillabazione multilingue dovrebbe essere abilitata. Se vado su Programmi -> MikTeX -> MikteX options -> Languages, le voci english, french e italian sono contrassegnate dal segno di spunta.
    Ho provato a modificare il codice così:`\bibitem{schwartz-fonctions} L.~Schwartz,
    \begin{otherlanguage}{french}\emph{Théorie générale des fonctions: théorie des distributions}
    \end{otherlanguage}, Parigi~1791.`,(giusto?) ma adesso compare uno spazio 😡 (che non voglio e che vorrei eliminare) tra “distributions” e la virgola prima di “Parigi”.

    Certo, lo spazio c’è, non vedi la fine riga dopo la graffa?
    Se le parole non vengono sillabate, vuol dire che non ce n’è bisogno: hai per caso messaggi di underfull o overfull hbox?
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: italian come opzione di documentclass #5646
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    C’è differenza tra`\documentclass[a4paper,italian]{book}

    \usepackage{babel}
    \usepackage{…}

    “\documentclass[a4paper]{book}

    \usepackage[italian]{babel}
    \usepackage{…}

    `?
    Ho letto che selezionare l’opzione italian in documentclass influenza anche gli altri pacchetti.

    Nel primo caso l’opzione è globale, quindi viene passata a tutti i pacchetti che carichi; se non sanno che farsene, non succede niente. È comodo per evitare di doverla specificare anche in quei pacchetti dove serve (per esempio, varioref).
    Nel secondo caso l’opzione è passata solo al pacchetto indicato.
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Apostrofo e virgolette #5637
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    Una sciocchezza da ossessivo. Devo scrivere`…l' “audace” calcolo simbolico di Heaviside fu aspramente criticato…`Come si rende l’ “audace”? Non mi sembra bello accostare apostrofo e virgolette. Lo “audace” ha sapore ottocentesco. Usare il corsivo e non le virgolette non mi pare del tutto appropriato, visto che “audace” è quanto dicono i detrattori di Heaviside — ci vanno le virgolette.

    Questo “audace” calcolo simbolico…
    Consiglio: usa le virgolette con molta parsimonia
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Sillabazione multilingue #5617
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    Sono alle prese con una bibliografia che contiene testi francesi e inglesi. Per avere la sillabazione corretta, ho fatto così:`\usepackage[french,english,italian]{babel}

    \bibitem{schwartz-fonctions} L.~Schwartz,
    \emph{\foreignlanguage{french}{Théorie générale des fonctions: théorie des distributions}},
    Ann.~Univ.~Grenoble, Grenoble~1947.
    … `e così via. Noto però che delle circa cento voci biblografiche presenti, nessuna parola è spezzata da LaTeX per andare a capo di riga, e questo mi insospettisce.
    In effetti, l’unico cambiamento visibile è che LaTeX inserisce di suo — nelle voci francesi — uno spazio fra i due punti e la parola immediatamente precedente (mi pare di ricordare che questa sia una caratteristica della tipografia francese).
    Va tutto bene?

    Devi prima abilitare la sillabazione in francese, ricompilando il formato (come saprai, come si fa effettivamente) dipende dalla distribuzione.
    Non devi poi usare \foreignlanguage, ma l’ambiente otherlanguage, proprio per evitare il problema che citi: lo stile tipografico in quei casi dovrebbe essere quello generale del documento. Il comando \foreignlanguage serve per comporre testi in più lingue, usando appunto le convenzioni tipografiche (e anche le parole standard: capitolo, eccetera).
    Un conto è comporre o riportare integralmente una larga parte di testo in francese, un altro è scrivere il titolo in una citazione bibliografica.
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Problema col comando \ref #5611
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    Ciao a tutti;
    quando uso il comando \ref per riferrmi a un equazione, a cui ho dato un nome col comando \label al posto del numero della formula mi da (??) controlland osul terminale ho trovato il seguente messaggio:
    “LaTeX Warning: Reference `eq:Spp’ on page 9 undefined on input line 295.”
    Se potete aiutatemi.
    Ciao.

    Compila un’altra volta. È semplice; del resto te lo dice anche l’ultimo messaggio del compilatore, no?
    Il procedimento consiste nel raccogliere le informazioni sui riferimenti incrociati durante una compilazione e immagazzinarle nel file .aux; la volta successiva il file .aux viene letto e i riferimenti risolti. Ci può essere qualche problema quando un documento è stato modificato nel frattempo, ma in questo caso c’è l’avviso finale che è necessaria un’altra compilazione.
    Non cancelli il file .aux, vero?
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Corso LaTeX Università di Bologna #5534
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    Permettete lo sfogo: ho proposto di fare un mini corso di LaTeX alla Statale di Milano (proprio avendo visto che in molte università si fa e mi sembrava scandaloso che a Milano nessuno si offrisse), il corso l’avrei fatto a titolo gratuito e pensato in particolare per le maticole. Bene… tenetevi forte… la risposta da parte del professore di geometria che si occupa dei corsi di azzeramento per le matricole (non faccio nomi che è meglio) è stata che ScientificWP fa tutto quello che fa Latex ma meglio e dunque è inutile imparare LaTeX…

    E naturalmente che tutti gli studenti possiedono una copia di ScientificWP, a soli $245 (che fanno 188 euro, al cambio attuale), secondo il listino prezzi della MacKichan. Da due dei tre distributori in Italia non sono riuscito a ottenere il prezzo (senza inviare schede informative); quello che mostra il prezzo fa un prezzo “Academic”: 520 €.
    La versione ridotta, Scientific Word, costa $170, che diventano 370 € per il distributore italiano.
    Piccolissimo e irrilevante particolare: il software citato gira solo su Microsoft® Windows®. 🙄
    Prova a insistere, chissà che ti diano retta.
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: note a margine … quando va a capo?? #5508
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    Oddio, perché io non ci sto capendo
    più niente?? Allora, tra i miei prova
    e riprova ho notato che se inserisco
    l’allineamento a sx NON va mai a ca-
    po (indipendentemente dai \tolerance)
    mentre se non gli dico nulla (e quindi
    il LaTeX giustifica) c’è qualche a ca-
    po, ma la resa non è molto diversa con
    il comando \tolerance o senza.
    Inoltre se utilizzo l’allineamento a sini-
    stra la nota a margine è meno estesa ver-
    ticalmente, come se ci fosse un interlinea
    differente rispetto al testo giustificato, è
    possibile?
    Ho provato \hspace{0pt} ma , da quel che
    ho visto, inserisce solo un rientro nella pri-
    ma riga della nota a margine.Per risponde-
    re a Enrico, volevo solo dirgli che non è
    che non vada a capo nelle note a margine,
    ma ci va come nel resto del documento
    cioè poco. Io vorrei che sillabasse le paro-
    le praticamente in ogni riga in modo da ave-
    re una colonna piena di testo.
    Adesso provo anche questa nuova stringa di comandi.

    Se usi \raggedright, è ovvio che la sillabazione sia meno frequente. È normale. Non usare \raggedright. Per il rientro, è vero; dipende dalle macro di LaTeX; usa \hskip0pt e non l’avrai.
    Ciao
    Enrico

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