egreg9

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  • in risposta a: note a margine … quando va a capo?? #5505
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    Appena inizia la Nota a margine, anteponi la massima tolleranza possibile per la badness, che sarebbe il parametro che regola l’andata a capo e che di default è pari a 200. Nel *.log trovi, praticamente per ogni riga, il messaggio Underfull \hbox (badness 4068) … ossia, essendo superiore a 200, dà un po’ di problemi.
    Scrivi cioè:`\marginpar{\tolerance=10000 Basso assorbimento…si annulla. \tolerance=200} %torna alla badness predefinita.`Noterai, nella compilazione, meno Underfull \hbox. Questo è il massimo che si può ottenere per le andate a capo, essendo 10000=$\infty$.
    Fonte: capitolo 6 del The TeXbook.

    Così però aggravi il problema delle righe semivuote. Possiamo provare un misto delle varie tecniche:`\newcommand{\mymarginpar}[2][5000]{\marginpar{\footnotesize
    \edef\oldtolerance{\the\tolerance}%
    \tolerance=#1\relax
    \hskip0pt
    #2\par\tolerance=\oldtolerance}}`In realtà il cambio di \tolerance dovrebbe essere già protetto dal fatto che il contenuto di \marginpar è composto in una \vbox, ma rimettere quella di partenza non è un delitto (e mostra la conoscenza dell’uso di \edef :D). Noterai l’argomento opzionale per stabilire, se opportuno, una \tolerance diversa:`\mymarginpar{Ciao} %con \tolerance=5000
    \mymarginpar[10000]{Cocco Bill} % con \tolerance=10000`Ciao
    Enrico

    in risposta a: note a margine … quando va a capo?? #5503
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    riposto un problema nel quale sono inciampato, cercando di dare un’espressione più chiara alla mia domanda:
    nel linguaggio comune si dice semplicemente “andare a capo” intendendo il passaggio alla riga successiva, ma ci sono due modi in cui il latex lo fa:
    1- cambia riga con l’intera parola che sarebbe in eccesso e giustifica il testo (come fa anche word)
    2- mediante sillabazione della parola, proprio come si fa quando si scrive una relazione a mano: si scrive finché c’è posto e poi si va a capo

    TeX lo fa leggermente meglio di Word® 😮

    Da quel poco che ho visto, il latex privilegia la possibilità 1; ciò è sicuramente meglio (facilita la lettura) quando la larghezza del testo è quella tipica delle pubblicazioni (molte parole per ogni riga). Ma nel caso in cui per ogni riga ci stiano solo poche parole; le righe risultano mezze vuote con due problemi: uno visivo (essendo il testo mezzo vuoto) e uno di estensione notevole in altezza (molte righe tutte mezze vuote).
    Sono incappato in questo problema perché devo aggiungere una nota a margine ad una relazione universitaria.
    Quindi vorrei sapere se c’è un modo per costringere il latex ad andare a capo mediante sillabazione delle parole, utilizzando quindi tutto il poco spazio che ho a disposizione.
    L’unica soluzione che mi viene in mente sarebbe quella di compilare, vedere il pdf e utilizzare il comando \\ tra le sillabe delle parole per cambiare riga. Ma questa soluzione non mi sembra certo la migliore. Una mezza soluzione è quella di ridurre le dimensioni del testo, ma è una mezza soluzione.
    Grazie a tutti

    Ovviamente non si va a capo manualmente, ci mancherebbe. La sillabazione, per motivi TeXnici è inibita per la prima parola. Un \hspace{0pt}, in casi problematici, dovrebbe risolvere. Che LaTeX non provi la sillabazione nelle note a margine mi suona strano. In ogni caso, scrivere in colonne molto strette dà sempre problemi.
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Titolo teoremi #5514
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    Salve a tutti.
    Sto scrivendo un documento usando il pacchetto ntheorem per gli ambienti theorem-like.
    Mi domandavo in che modo fosse possibile fare in modo che il titolo opzionale dei teoremi risultasse tra parentesi quadrate invece che tonde.
    Grazie anticipatamente.

    Prendo da ntheorem.sty e modifico`\makeatletter
    \newtheoremstyle{plainbrackets}%
    {\item[\hskip\labelsep \theorem@headerfont ##1\ ##2\theorem@separator]}%
    {\item[\hskip\labelsep \theorem@headerfont ##1\ ##2\ {[##3]}\theorem@separator]}
    \makeatother
    \theoremstyle{plainbracket}
    \newtheorem{bthm}{Teorema}`Così dovrebbe fare ciò che desideri.
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: modifica estetica al pedice di \inf #5494
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    Ciao a tutti,
    mi sono trovato a dover scrivere la formula`\[
    h(A,B) := \max\left\{\ \sup_{a\in A}\ \inf_{b\in B}\ \norma{a-b}\ ,\ \sup_{b\in B}\ \inf_{a\in A}\ \norma{a-b}\ \right\}
    \]`e ho notato (con sommo orrore) che i pedici di sup e inf sono ad altezze diverse!
    Sfogliando il forum ho rimediato questa soluzione artigianale da inserire nel preambolo, che pero’ permette di mettere il pedice solo sotto inf (e quindi in ambiente matematico non displaystyle non rende granche’):`\DeclareMathOperator{\innf}{i\phantom{p}\!\!\!nf}
    \renewcommand{\inf}{\mathop {\innf}\limits}`Beh al di la’ della bruttezza funziona bene per quel che serve a me.
    Un altro metodo poteva essere questo`\let\inf\undefined
    \DeclareMathOperator{\inf}{\mathop {i\phantom{p}\!\!\!nf}\limits}`ma non posiziona i pedici sotto (bensi’ a lato) e non capisco come mai…
    Secondo voi esiste un metodo piu’ efficace?

    Direi meglio`\let\inf\undefined
    \DeclareMathOperator*{\inf}{inf\vphantom{p}}`Nota l’asterisco che rende \inf un operatore come \sum che quindi ha limiti sopra e sotto in \displaystyle. Nota anche \vphantom che (come dice il nome) finge di occupare lo spazio verticale assegnato alla lettera “p”; eviti così di dover tornare indietro “a mano”.
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: File ended while scanning use of \new@command #5491
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    Ciao a tutti!
    Da un po’ di tempo a questa parte non riesco più a compilare file che fino a quale tempo fa non mi hanno mai dato problemi 🙁
    Innanzitutto uso Latex su Linux, per la precisione Kubuntu (derivata da Debian), con il programma Kile.
    Riporto il preambolo del file`\documentclass[12pt,a4paper,openany]{mwbk}
    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[latin1]{inputenc}
    \usepackage[italian]{babel}
    \frenchspacing
    \usepackage{hyperref}
    <...OMISSIS...>
    \newcommand{\è{\`E}
    <...OMISSIS...>`
    e così via. Quando compilo ottengo i messaggi`This is e-TeX, Version 3.14159-2.1 (Web2C 7.4.5)
    entering extended mode
    (./psi.tex
    LaTeX2e <2001/06/01>
    Babel and hyphenation patterns for american, french, german, ngerman, b
    ahasa, basque, catalan, croatian, czech, danish, dutch, finnish, greek, iceland
    ic, irish, italian, latin, magyar, norsk, norsk, portuges, romanian, russian, s
    lovak, slovene, spanish, swedish, turkish, ukrainian, nohyphenation, loaded.
    (/usr/share/texmf/tex/latex/mwcls/mwbk.cls
    Document Class: mwbk 2003/01/30 v0.60 A LaTeX document class (MW)
    *** Beta version. Formatting may change
    *** in future versions of this class.
    (/usr/share/texmf/tex/latex/mwcls/mwbk12.clo))
    (/usr/share/texmf/tex/latex/base/fontenc.sty
    (/usr/share/texmf/tex/latex/base/t1enc.def))
    (/usr/share/texmf/tex/latex/base/inputenc.sty
    (/usr/share/texmf/tex/latex/base/latin1.def))
    (/usr/share/texmf/tex/generic/babel/babel.sty
    (/usr/share/texmf/tex/generic/babel/italian.ldf
    (/usr/share/texmf/tex/generic/babel/babel.def)))
    (/usr/share/texmf/tex/latex/hyperref/hyperref.sty
    (/usr/share/texmf/tex/latex/graphics/keyval.sty)
    (/usr/share/texmf/tex/latex/hyperref/pd1enc.def)
    (/usr/share/texmf/tex/latex/config/hyperref.cfg)
    Implicit mode ON; LaTeX internals redefined
    (/usr/share/texmf/tex/latex/misc/url.sty))
    *hyperref using default driver hdvips*
    (/usr/share/texmf/tex/latex/hyperref/hdvips.def
    (/usr/share/texmf/tex/latex/hyperref/pdfmark.def))
    (/usr/share/texmf/tex/latex/local/epigraph.sty)
    (/usr/share/texmf/tex/latex/fancyhdr/fancyhdr.sty))
    Runaway argument?
    {\^^e8{\`E} \addtolength {\headwidth }{1cm} \usepackage [rilegatura=1\ETC.
    ! File ended while scanning use of \new@command.

    \par
    <*> psi.tex

    ?`Già qui non so cosa rispondere. Se compilo usando il tasto apposito di Kile mi dà il messaggio di errore in oggetto del topic (che tra l’altro vedo anche tra le ultime righe dei messaggi che riporto.
    Su Google non ho trovato nulla e non so cosa pensare.
    Come dicevo, questi file non mi hanno mai dato problemi (con altre installazioni di Linux, però).
    Consigli? Grazie mille a tutti!
    Luca.

    Hai provato a chiudere la graffa nella riga che ho lasciato indicata?
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Subequations: in due nei guai (RISOLTO) #5455
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    Il problema è: utilizzando:`\begin{subequations}
    \begin{align}
    bla bla bla…\\
    bla bla bla…\\
    bla bla bla…
    \end{align}
    \end{subequations}`se sono alla fine di una pagina e l’elenco di equazioni è così lungo che non ci sta, Latex me le mette tutte nell’altra pagina, lasciando il bianco alla fine della precedente. E’ bruttissimo!
    Un collega che ha lo stesso problema ha risolto mettendo \displaybreak dove vuole cambiare pagina, ma non è nella filosofia di Latex fare una cosa simile o, più terra terra, è scomodo! E non fattibile se il problema accada tante tante volte in un lungo testo.
    Qualche idea per dirgli che non le voglio tutte nella stessa pagina? E’ invece fondamentale avere la numerazione 3.20a, 3.20b, 3.20c…
    Grazie a tutti, ciao!

    Lo stesso accade con il solo align, non dipende da subequations.`\begin{subequations}
    \allowdisplaybreaks
    \begin{align}
    bla bla bla…\\
    bla bla bla…\\
    bla bla bla…
    \end{align}
    \end{subequations}`Puoi usare \\* per impedire un cambio pagina.
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: testo dopo tabella #5453
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    avevo provato a togliere il doppio ‘invio’ ma la tabulazione rimaneva ugualmente.

    Scrivo il seguente codice`\documentclass[a4paper]{article}
    \begin{document}

    Sit veniam eum illum facilisis hendrerit eu, consectetuer minim, ut sit wisi
    crisare lobortis erat wisi nulla? Dolore feugait in dolore euismod esse velit
    illum volutpat, qui commodo feugait nostrud lobortis consequatvel dolore
    autem dolore. Quis autem, et nulla
    \begin{table*}[h]
    \centering
    \begin{tabular}{l|c|p{6cm}}
    a&b&testo testo testo testo testo testo testo testo testo
    testo testo testo testo testo testo testo testo testo\\
    \hline
    \end{tabular}
    \caption{ullall\`a}
    \end{table*}
    tation vel duis. Nulla hendrerit ullamcorper consequat ut aliquam eum
    commodo ullamcorper eros esse illum consequatvel. Et feugait
    consequat praesent vel molestie, eum suscipit odio tation illum?
    Ullamcorper in, facilisi nostrud nulla commodo dolor vulputate velit at, velit
    exerci. Magna autem ut in eros iriure esse nulla consequat erat ea.

    \end{document}
    `A parte l’uso di “table*” che ha senso solo se il documento è scritto su più colonne, non ho alcun rientro dopo la tavola fuori testo. Contrariamente a quanto dice fabusdra, un float non fa cominciare un nuovo paragrafo.
    Quindi posso dedurre che non ci stai raccontando tutta la verità. 🙂
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: testo dopo tabella #5446
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    perche’ no ?
    f

    Perchè se, caso raro, il testo continua logicamente il periodo precedente, non occorre un nuovo paragrafo. Questa è la mia, naturalmente.
    G

    Allora non si deve usare una tabella fuori testo con tanto di didascalia. Un oggetto simile va sempre tra paragrafi.
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: sffamily e codifica T1 #5325
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    Avevo capito che i font CM-Super servissero solo per risolvere il problema della “sgranatura” dei font:

    Si può installare il pacchetto dei CM-Super fonts, che risolve il problema della “sgranatura” dei font usando la codifica T1

    e i miei font non sono “sgranati”, né con T1 né senza T1!!
    Comunque prometto di riflettere più a fondo sulle tue risposte, in questo caso e… in quelli futuri! 😉

    Altrimenti puoi ignorare la codifica T1 e non hai quasi alcun problema: solo qualche punto di sillabazione che non viene trovato.

    Ho visto “sperimentalmente ” che ignorando T1, a volte righe e paragrafi diventano leggermente più lunghi di quanto si otterrebbe caricando T1.

    Appunto: la faccenda è che con la codifica T1 si “mancano” alcuni punti di sillabazione, cosa che può influenzare qualche paragrafo; roba da poco.
    I font ti appaiono più “leggeri” perché sono “sgranati”! Nel senso che i programmi di visualizzazione di PDF non funzionano molto bene con i font Type3. Forse è il caso di spiegare meglio la faccenda.
    Se pdflatex non trova il font richiesto in formato Type1, include nel PDF ciò che può, cioè una conversione dal formato pk a PostScript Type3.
    Il fenomeno della sgranatura appare più evidente quando si usano caratteri con grazie, lo è meno con i CMSS che hanno linee con curvature minori.
    I font inclusi sono elencati nel log, potrai vedere che vengono appunto convertiti quelli in formato pk.
    I CM-Super o i Latin Modern sono fatti apposta per risolvere il problema: sono infatti font Type1 e la loro installazione comprende la configurazione dei “map files” che servono a pdflatex per trovare i font da includere.
    Un’alternativa, incompleta, è di usare il pacchetto ae, con i font virtuali annessi.
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: sffamily e codifica T1 #5323
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    Cari compagni di LaTeX, nonostante tutto, non sono ancora soddisfatto. 🙄
    Se faccio`\usepackage{helvet}`come suggerito da Emiliano, trovo (in base ai miei gusti, ovviamente!) che il carattere che viene fuori abbia un aspetto troppo “tondo” e “giocoso” rispetto a quello che si ottiene semplicemente facendo`\begin{sffamily}
    Blah blah
    \end{sffamily}`senza però aver attivato la codifica T1.

    I casi sono due: o leggi ciò che ti scriviamo, oppure no. Mi sembra che tu propenda per la prima ipotesi. Hai provato a installare i font CM-Super? Oppure i Latin Modern? Sono fatti apposta per risolvere il problema della visualizzazione dei PDF ottenuti da un documento LaTeX con la codifica T1. Altrimenti puoi ignorare la codifica T1 e non hai quasi alcun problema: solo qualche punto di sillabazione che non viene trovato.
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: numerazione formule in documento fronte retro #5395
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    Salve a tutti,
    sto scrivendo un articolo in fronte retro, vorrei sapere se c’è un modo per numerare le formule che compaiono nelle pagine dispari a destra e quelle nelle pagine pari a sinistra; un po’ come il numero di pagina può essere collocato nella parte di pagina che non viene rilegata.
    In questo modo, quando si scorre il testo per trovare una formula, la ricerca è, secondo me, più comoda.

    No. Non si fa così. I numeri delle equazioni devono stare sempre dalla stessa parte: è proprio il contrario di come pensi, l’occhio cerca da solo la parte giusta.
    Viceversa, è corretto che i numeri di pagina stiano ai margini esterni. La differenza sta nelle funzioni di quei numeri: i numeri di pagina non appartengono al testo, mentre i numeri delle equazioni sì.

    Ringraziandovi, vorrei anche chiedere un’ultima cosa:
    poiché non piace numerare tutte le formule, ma solo quelle che richiamo, mi capita di impostare un `\begin{equation} `per poi accorgermi che non è necessario, ho visto che semplicemente aggiungendo l’asterisco ` \begin{equation*}` la formula non è più numerata. Ci sono delle controindicazioni o posso utilizzare questa procedura?

    Non ci sono controindicazioni. Se usi amsmath, l’ambiente equation* è perfettamente equivalente a displaymath.
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: \printindex e nuova pagina #5367
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    Salve a tutti,
    sto scrivendo un article e sono incappato nella seguente problematica:

    Problema, per favore 😀

    mentre, ovviamente, tutte le varie section sono una dopo l’altra, compresa la bibliografia `\begin{thebibliography}{99} `l’indice analitico va in una pagina nuova. Il comando che uso è `\addcontentsline{toc}{section}{Indice analitico}
    \printindex `e utilizzo lo schema di “impaginazione” dell’indice che ho trovato nella guida “impara latex e mettilo da parte”
    Ho provato il comando `\nopagebreak[4]`senza ottenere nulla.
    Mi sapreste indicare come fare per evitare che cominci l’indice analitico in un’altra pagina?

    Il problema è tecnico, dovuto al fatto che l’indice analitico è scritto a due colonne usando il comando \twocolumn. Questo comando fa cominciare una nuova pagina in ogni situazione. Una soluzione potrebbe essere di modificare l’ambiente theindex`\usepackage{multicol}
    \makeatletter
    \renewenvironment{theindex}
    {\begin{multicols}{2}[\section*{\indexname}]%
    \@mkboth{\MakeUppercase\indexname}%
    {\MakeUppercase\indexname}%
    \thispagestyle{plain}\parindent\z@
    \parskip\z@ \@plus .3\p@\relax
    \columnseprule \z@
    \columnsep 35\p@
    \let\item\@idxitem}
    {\end{multicols}}
    \makeatother`Non provato, usare con cautela; se usi fancyhdr, potresti voler togliere \MakeUppercase.
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Indice “compresso” in 2 pagine #5361
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    Salve a tutti,
    ho un problema che non riesco a risolvere: sto ultimando la mia tesi ma aggiungendo l’ultimo capitolo (Appendice) mi sono accorto che l’indice richiede un’ulteriore pagina… normale, direte voi: il fatto è che la 3 pagina dell’indice contiene solamente una voce (Appendice) e la cosa mi sembra un pochino antiestetica.
    Cosa fareste in questo caso?

    Ti posso suggerire il pacchetto “tocloft”. Ha un’ottima documentazione, forse riesci a sistemare il tuo problema. Altrimenti, credo che l’unica soluzione sia di inserire qualche spaziatura verticale manualmente con \addtocontents{toc}{\vspace{…}} prima dei vari capitoli, in modo da mandare qualcos’altro sulla terza pagina.
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: sffamily e codifica T1 #5316
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    1. A che cosa 👿 serve la codifica T1?

    Dovrebbe servire per l’inserimento di altri caratteri preparati con l’encoding T1. In particolare, su sistemi GNU/Linux e con i caratteri Computer Modern Roman, l’encoding T1 è controproducente e produce dei font sgranati.

    Si può installare il pacchetto dei CM-Super fonts, che risolve il problema della “sgranatura” dei font usando la codifica T1: http://www.ctan.org/tex-archive/fonts/ps-type1/cm-super/
    Ciao
    Enrico[/url]

    in risposta a: Uso dei puntelli #5250
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    Secondo voi, inserire i puntelli (\rule{0ex}{3ex} ad esempio) per spaziare le tabelle è buona programmazione? Se no, quando andrebbero adoperati? Personalmente tendo ad adoperarli, ma non sono certo che sia cosa buona e giusta…

    La qualità delle tabelle ottenibili con LaTeX non è sempre ottimale, soprattutto se si usano linee orizzontali. In certi casi l’uso di \rule{0pt}{} può rendere migliore l’aspetto di una tabella. Lascerei comunque la sistemazione di questo tipo di dettagli alla revisione finale del documento. E cercherei di evitare l’uso di linee orizzontali nelle tabelle (si può più spesso di quanto si tende a credere).
    Ciao
    Enrico

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