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E poi: perché diavolo i margini della classe book sono pre-definiti così? 👿 Perché schiacciare la parte stampata così vicino ai margini? Potrei capire se LaTeX facesse il contrario (per allonatnare le parole della rilegatura “fisica” che rilegherà il libro).
Margini esterni ampi per lasciare spazio alle annotazioni.
Non sottovalutare chi ha disegnato quella classe. Se vuoi spazi di manovra maggiori, prova con la classe memoir. Che è abbondantemente documentata.
Ciao
Enrico
::Certo, non capisco il tuo dubbio in proposito.
Semplicemente, non mi pare appropriato andare a capo in una formula!
Be’, è appropriato. Non sempre il risultato è ottimale, ma le righe non sono lunghe quanto serve.
Da quello che capisco, non sei uno che abbia grandi esperienze con il mondo della composizione tipografica. Giusto avere proprie idee, ma giusto anche fidarsi di chi un po’ di esperienza ce l’ha.
Ciao
Enrico
16 Febbraio 2005 alle 18:11 in risposta a: \ref prima di aver definito la corrispondente \label #5106::Carissimi, ho notato che se mi riferisco ad un oggetto prima di averlo etichettato, LaTeX non restituisce la numerazione corretta.
Per esempio, se faccio`….vedi ad esempio la seguente figura \ref{fig:figura}:
\begin{figure}
\includegraphics{figura}
\caption{….} \ref{fig:figura}
\end{figure}`LaTeX aumenta di 1 la numerazione della figura, che in questo modo risulta scorretta.Benedetto figliolo! E come farà mai LaTeX a sapere il numero prima di averlo generato? Hai guardato la fine del log (o i messaggi sullo schermo che ti dicono`Label(s) may have changed.
Rerun to get cross-references right`per indicarti con precisione che cosa fare?
Spero comunque sia solo un errore di battitura, ma dopo \caption ci va \label.
Ciao
Enrico
::ciao a tutti,
prima di fare danno vi chiedo una cosa che non ho trovato spiegata a dovere nel forum e nel sito, sperando come sempre di poter essere utile
Ho tutto ciò che serve per installare il pacchetto “eco”, tuttavia non ho solo il classico file .sty, ma ho anche una cartella con i fonts e atra roba.
La domanda è: è sufficiente copiare questi file e cartelle nelle cartelle di tex oppure c’è da compiere qualche operazione?
Aggiungo che il pacchetto eco così come lo ho, l’ho preso da miktex, ma diversamente dagli altri pacchetti non so come installarlo in linux.
spero di essere stato chiaro,Abbastanza chiaro. La cosa più semplice da fare è crearsi una directory texmf nella propria home, dove “duplicare” la struttura dell’albero di TeX. Perciò avrai una sottodirectory fonts, con a sua volta le classiche tfm, vf, type1; una directory tex/latex/eco.
Metterai i font nelle directory corrispondenti (es. i tfm in ~/texmf/fonts/tfm/public/eco) e i file di stile in ~/texmf/tex/latex/eco
A questo punto apri una shell e digita`kpsexpand '$HOMETEXMF'`Se non succede niente, devi agire sul tuo profilo (.bashrc o .bash_profile secondo le tue preferenze, con bash; .tcshrc o .login con tcsh) e definire la variabile d’ambiente`export HOMETEXMF ~/texmf
setenv HOMETEXMF ~/texmf`Uno solo: dipende dalla shell, naturalmente.
Se invece il comando di prima ti dà un valore, questo dovrebbe essere /home//texmf. Se non è, ti basta spostare la directory che hai creato in modo da rispettare quel percorso.
A questo punto hai a disposizione un luogo dove depositare roba personale o aggiornamenti ultimi. Ogni tanto, soprattutto se aggiorni la distribuzione, devi dare un’occhiata e togliere la roba che eventualmente è in più.
Ciao
Enrico
::Ho notato che se c’è una formula non in modalità display, LaTeX me la spezza – se ha bisogno di andare a capo.
E’ normale?Certo, non capisco il tuo dubbio in proposito.
Comunque, per forzare LaTeX a tenere insieme tutta la formula, ho usato \mbox$…………$} e funziona.
No, non funziona. La spaziatura fra i simboli non è adeguata a quella generale della riga in cui si trova la formula. Le formule vengono spezzate solo in certi punti, precisamente dopo un simbolo di relazione o, meno frequentemente, dopo un simbolo di operazione. Se un punto non ti va, mettici \nobreak subito dopo`$a=\nobreak b$`
Ciao
Enrico
::stò scrivendo una nuvoa classe.
Come faccio a far comparire il titolto in pdftitle come segue`\ifpdf
\RequirePackage[unicode,naturalnames,plainpages=false,%
pdfstartview=FitH, pdfborder=0 0 0,bookmarksnumbered]{hyperref}
\hypersetup{pdftitle=????}
\fi`ho provato con \def\title#1{\gdef\@title{#1}\hypersetup{pdftitle=#1}} ma non funzionaIn che senso “non funziona”? Che cosa ti dà errore? Quando? Secondo il codice che hai scritto, il pacchetto hyperref viene caricato solo quando usi pdflatex. Se non lo carichi, evidentemente il comando \hypersetup è sconosciuto.
Ah, dimenticavo! “Sto” si scrive senza accento.
Ciao
Enrico
::Vi ringrazio tantissimo per l’aiuto. Ho risolto il mio problema.
Ma la prossima volta, ti prego, non limitarti a dire che hai un problema. Cerca di capire che cosa lo provoca, con il solito sistema di togliere quello che funziona finché ti rimane il minimo esempio. Il tuo log era abbastanza esplicito per chi ha già visto problemi del genere. In altri casi è ben difficile ricostruire ciò che viene chiesto senza uno straccio di appiglio.
Ciao
Enrico
::Ho installato sul mio pc il miktek.
Dopo solo una pagina di documento il compilatore mi evidenzia il seguente errore:
! TeX capacity exceeded, sorry [input stack size=15000].
\quote ->\quote
\sffamily
l.11 \begin{quote}If you really absolutely need more capacity,
you can ask a wizard to enlarge me.Ho provato anche a cambiare il valore della variabile indicata ma…niente!
(Inizialmente ifatti era impostata su 1500)
Mi sapreste dare qualche consiglio?
Grazie.Sì, la definizione`\renewenvironment{quote}{\begin{quote}\sffamily}{\end{quote}}`è un colossale errore. Non puoi definire un comando in termini di sé stesso (parlando genericamente a un non esperto; i comandi che eseguono ricorsioni richiedono vasta esperienza). Stai facendo come la canzoncina “C’è un buco nel secchio,” che ritorna a capo senza che si possa riparare il buco.
Quando vuoi modificare un comando o un ambiente, devi dargli un nuovo nome.`\newenvironment{sfquote}{\begin{quote}\sffamily}{\end{quote}}`
Ciao
Enrico
::Ciao,
magari si tratta di una richiesta stupida, ma ho cercato nel forum e non ho trovato la soluzione al problema.
Esiste un modo per dire a Latex di non separare due paragrafi con una interruzione di pagina?
Mi spiego meglio. Ho il testo
`Lorem ipsum dolor sit amet, consectetuer adipiscing elit, sed diam nonummy nibh euismod tincidunt ut laoreet dolore magna aliquam erat volutpat. Ut wisi enim ad minim veniam, quis nostrud exerci tation ullamcorper suscipit lobortis nisl ut aliquip ex ea commodo consequat.
Luca`Vorrei che questi due paragrafi restassero sulla stessa pagina, mentre nel mio documento la “firma” Luca finisce nella pagina successiva, creando un effetto poco gradevole. Posso “costringere” Latex a mantenere uniti questi due paragrafi, anche alla fine di una pagina?Quel codice non contiene due paragrafi 😀
`Paragrafo 1\nopagebreak
Paragrafo 2`Ciao
Enrico
::Sto ri-scrivendo la mia tesi e c’è un paragrafo che termina in questo modo: “[…] Euler illustra i suoi argomenti nel modo seguente: [segue figura]”.
Capisci che, in questo caso particolare, la figura DEVE trovarsi subito dopo la fine del paragrafo, esattamente dove la voglio io, non dove vuole LaTeX!!
La figura è piccola, e di spazio per metterla in mezzo alla pagina ce ne sarebbe d’avanzo.
Non capisco: qualche giorno fa avevo compilato il documento e LaTeX aveva posizionato la figura esattamente al centro della pagina. Poi ho attivato l’opzione della sillabazione italiana su MikTeX, e adesso LaTeX non ne vuole sapere e mette la figura al top…
Ho provato con`\begin{figure}[!h]
\centering
\includegraphics[width=0.6\textwidth]{gruppo}
\caption{Blah blah.}
\end{figure}`
ma niente: LaTeX la mette al top.
Ho provato anche con`\begin{figure}[!H]
\centering
\includegraphics[width=0.6\textwidth]{gruppo}
\caption{Blah blah.}
\end{figure}`dopo aver installato il pacchetto float (come suggerito da Emiliano). Peggio ancora: LaTeX mette la figura in fondo al documento, al centro di una pagina a sé stante…
Ci sarà pure un modo di uscirne…
LorenzoSì, naturalmente. Non devi usare l’ambiente figure, tutto qui. Se l’oggetto deve stare esattamente là e non in altri posti, non ha alcun bisogno della didascalia, perché fa parte del flusso del testo.`Euler illustra i suoi argomenti nel modo seguente:
\begin{center}
\includegraphics[width=0.6\textwidth]{gruppo}
\end{center}`Ciao
Enrico
::Ciao, ho definito un nuovo ambiente così:
`\newenvironment{citazione}{\begin{quotation}\noindent\small}{\end{quotation}}`Quasi perfetto: l’unica cosa è che c’è una piccola, fastidiosa indentazione nella prima lettera della citazione, che non capisco da dove diavolo venga e che non voglio….`\newenvironment{citazione}
{\begin{quotation}\small\noindent\ignorespaces}
{\end{quotation}}`
Lo spazio è quello alla fine della riga \begin{citazione}. Tuttavia non mi sembra corretto non rientrare il primo paragrafo della citazione, visto che i successivi rientrano. Se devi scrivere citazioni di un solo paragrafo, usa quote.
Ciao
Enrico
::Buona settimana a tutti!
Ho letto sul libro di Beccari che, nelle equazioni, le costanti vanno poste in \mathrm (per differenziarle dalle variabili, poste di default in corsivo).
Anche la “d” di derivata andrebbe posta in mathrm. Per esempio:`\int_a^b f(x) \mathrm{\,d} x`Il risulltato tipografico, però, non mi pare entusiasmante. Che ne pensate??Si tratta di una normativa ISO che è “obbligatoria” solo per gli ingegneri. In matematica “possiamo” continuare a scrivere le “costanti” come ci pare. A parte che la normativa specifica che certe costanti fisiche non sono da considerare costanti (?), in quanto il loro valore può cambiare per migliori approssimazioni. Bah. Sulla “d” di differenziale io trovo che sia certamente meglio in corsivo: sono rarissimi i casi in cui ci possa essere ambiguità e una notazione scelta con cura li evita. Se però vuoi usare la “d” diritta, la sintassi è`\int_{a}^{b}f(x)\,\mathrm{d}x`Il comando di spaziatura non appartiene al \mathrm.
Ciao
Enrico
1 Febbraio 2005 alle 18:11 in risposta a: Simbolo | (tale che) come delimitatore ad altezza variabile #4851::Salve gente!
Ho di nuovo bisogno di voi. Voglio comporre una formula di questo tipo:`\left\{ Caratteri piuttosto alti | caratteri piuttosto alti \right\}`Le parentesi graffe, usando left e right, vengono rese come delimitatori ad altezza variabile, ma non il simbolo | “tale che”.
Me la sono cavata “artigianalmente”, usando i vari \bigg| e Big| in modo da avere una sbarretta ad altezza soddisfacente, ma procedere a tentoni, giudicando il risultato ad occhio mi sembra “poco LaTeX”.
Vorrei che il carattere | venisse reso un delimitatore ad altezza variabile, ma nelle varie guide di cui dispongo non ho visto come si fa.Se usi una distribuzione recente di TeX, la risposta è semplice:`\left\{…\middle|…\right\}`perché viene usata l’estensione eTeX. Altrimenti devi andare a mano.
Ciao
Enrico
1 Febbraio 2005 alle 9:36 in risposta a: Configurazione del comando \part (contatore e grafica) #4829::Beh che dire grazie tante.
Se possibile però approffiterei ancora della tua gentilezza per chiederti un chiarimento, il codice che mi hai fornito
`\part*{Parte\\sperimentale\\\includegraphics{xxx}}
\addcontentsline{toc}{part}{Parte sperimentale}`
permette anche l’introduzione di ambienti, come figure, picture ecc…?È un equivoco in cui cadono spesso coloro che sono abituati a sistemi diversi. L’ambiente “figure” serve per inserire una figura fuori testo. Spesso questa figura fuori testo è formata da un’immagine (in formato eps o pdf o jpg o …) con la sua didascalia. Ma un oggetto grafico di quel genere può andare ovunque. E infatti, se hai notato, avevo aggiunto un comando \includegraphics proprio là dove forse non te l’aspettavi. Ci puoi mettere, se così desideri, un ambiente “picture”, perché no? Ovviamente, se ti accontenti di adeguare il posizionamento “a mano”. Se devi progettare il formato di un libro, probabilmente definirai uno stile di pagina e comandi appositi per le pagine di inizio delle parti. Ma già così puoi fare parecchio. Per una semplice applicazione può andare anche un po’ di quello che Lamport chiama “visual formatting”.
Ciao
Enrico
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