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Vorrei sapere se è possibile (immagino proprio di sì) inserire del testo tra il titolo della bibliografia e le voci citate quando si usa l’ambiente `\bibliography{…}`
E se si volesse suddividere una bibliografia piuttosto vasta in sezioni (non necessariamente rispettanti la suddivisione in capitoli del documento), e quindi inserire del testo proprio tra le varie voci citate (listate nell’ordine in cui si trovano nel file .bib)?
Pacchetto chapterbib. Leggiti la documentazione che sta alla fine del file.
Ciao
Enrico
7 Marzo 2005 alle 20:45 in risposta a: Andare a capo in un punto preciso (mantenendo la giustificaz #5224::Postilla: anche se il problema può essere risolto in più modi (usare l’ambiente displaymath, lasciare che LaTeX spezzi la formula, modificare leggermente il testo, …) mi resta sempre la curiosità:
è possibile fare in modo che LaTeX vada a capo in un punto preciso di una frase, mantenendo la giustificazione?. ❓
…disse il piccolo Principe che non dimenticava mai una domanda una volta che l’aveva fatta (e che presumibilmente non aveva letto la netiquette…) 😉\linebreak
Ciao
Enrico
::Salve,
ho un problema con la bibliografia della mia tesi.
Utilizzando thebibliography ho ottenuto ciò che volevo ma non vorrei nessun tipo di riferimento.
Mi spiego, nel testo non ho nessun tipo di cite, quindi nella bibliografia vorrei un elenco e basta al limite puntsato ma non con i numeri di progressione.
Si può fare?
Scusate, ma dovrei consegnarla domani e nella ricerca del forum ho trovato qualcosa di simile ma non proprio lo stesso mio caso….
Grazie.Nel preambolo`\makeatletter
\renewcommand{\@biblabel}[1]{\textbullet}
\makeatother`Poi`\begin{thebibliography}{\textbullet}
\bibitem{a} Citazione 1
\bibitem{b} Citazione 2
\end{thebibliography}`Al posto di \textbullet puoi mettere ciò che vuoi, anche niente.
Ciao
Enrico
::[quote]Se si scrive`…nell'opera “Elementi di analisi” (1986), Tizio dice che…`secondo Voi ci vuole lo spazio insecabile tra analisi” e (1986)?
Può essere indicato metterlo e non fa troppo male.
Scusa la petulante insistenza, ma mi resta il dubbio di fondo: quand’è che, da un punto di vista logico, due parole non vanno separate in righe diverse, all’interno di un paragrafo?
Perché si deve usare lo spazio insecabile nell’espressione “per l’equazione~(2.1)” e non in “Elementi di analisi~(1986)”?
Di più: se posso addirittura spezzare una parola (che è un oggetto che più “monadico” non si può), perché non posso spezzare l’espressione “equazione~(2.1)”???
Sono preda di dubbi filosofici. :roll:[/quote]Non farti troppi dubbi filosofici. Ciò che non si vuole è che una riga finisca con quello che gli americani chiamano “cliffhanger” (nella terminologia dei telefilm è quando si finisce una puntata a un momento decisivo). Il numero di equazione non va lasciato alla riga successiva per evitare equivoci; il cognome non va staccato dall’iniziale del nome per non lasciare un punto alla fine della riga; l’anno di pubblicazione va, preferibilmente, attaccato al titolo, ma non è un’esigenza così terribile.
Ripeto: mettine quando ti pare necessario, anche più di quanti dovrebbero andarne; poi li rivedrai se sarà il caso.
Ciao
Enrico
::Hai vagliato la possibilità`\DeclareMathOperator{\Re}{Re}` fornita da amsmath?
Se lo faccio sic et simpliciter, LaTeX mi dà errore: “command \Re alredy defined”. Dove sbaglio?
Invece, con `\renewcommand{\Re}{\mathop{\mathrm{Re}}\nolimits}`tutto funziona alla grande.
Non so rispondere alla domanda di Enrico… 😳Il comando \DeclareMathOperator non accetta di ridefinire comandi già definiti. Precedilo con la formula magica \let\Re\undefined.
L’esercizio è un piccolo trucco che si impara leggendo l’appendice G del TeXbook (ebbene sì, l’ho fatto :D); se l’argomento di \mathop, dopo varie operazioni, consiste di un solo carattere, questo viene messo tenendo conto non della linea della riga (quella dove stanno appoggiati i caratteri normali), ma dell’asse delle formule e centrato rispetto a questo; così accade che il simbolo di sommatoria stia dove sta.
Usa \DeclareMathOperator e vivi tranquillo, eventualmente con l’incantesimo di cui sopra; ma attento: non ridefinire comandi se non sai precisamente che cosa stai facendo.
Ciao
Enrico
::Voglio ridefinire il comando “parte reale” del numero complesso $z$.
Ho pensato di fare così`\renewcommand{\Re}{\mathrm{Re}\,}`e funziona egregiamente (il risultato è quello che voglio io), ma mi sembra troppo “artigianale”.Non solo è artigianale, ma è sbagliato! 🙂
Sotto parecchi punti di vista. Ti hanno già suggerito la cura, ma vorrei commentare un po’.
Si tratta di definire un operatore del tipo “log” (cioè un gruppo di lettere che vanno in carattere diritto indipendentemente dal contesto).
Questi operatori si devono comportare in modo diverso se seguiti da una parentesi o da un altro tipo di simbolo. Per esempio, la costruzione`\log\log x`produce due piccoli spazi fra i due “log” e “x”. Invece in`\log(x+y)`non ci sono spazi fra “log” e “(“.
Vedi dove il tuo comando non funziona? Se tu volessi la definizione artigianale corretta dovresti scrivere`\renewcommand{\Re}{\mathop{\mathrm{Re}}\nolimits}`(e qui vedi comparire il desiderato \nolimits). Attento a non fare cose del tipo`\newcommand{\aaa}{\mathop{\mathrm{A}}}`perché avresti strane sorprese. Invece`\DeclareMathOperator{\aaa}{A}`funziona. Domandina: perché la prima definizione con \mathop funziona e la seconda no? (Attenzione, \nolimits è irrilevante).
Ciao
Enrico
::Vorrei creare un ambiente che
1. metta in riquadro del testo (credo si dica “medaglione”);
2. sia contrasseganto da una didascalia come accade con la caption delle figure e delle tabelle, di questo genere: “Quadro n: blah blah blah”
Sul Beccari ho trovato qualcosa, ma – al solito – non ci ho capito gran che…Assumendo che il testo della didascalia non sia troppo lungo, puoi provare con una variazione sul seguente tema:`\newenvironment{medaglione}[1]{\begin{quotation}\begin{center}#1\end{center}}
{\end{quotation}}`
da usare come`testo
\begin{medaglione}{Albert Einstein}
Famoso scienziato, noto per l'equazione $e=mc^{2}$.
\end{medaglione}`Ciao
Enrico
::So che lo spazio insecabile va usato:
1. quando ci si riferisce ad una formula, come`per l'equazione~(\ref{eq:eqazione})`2. nelle abbreviazioni, come`Chiar.mo Prof.~A.~Einstein`Basta così? Se si scrive`…nell'opera “Elementi di analisi” (1986), Tizio dice che…`secondo Voi ci vuole lo spazio insecabile tra analisi” e (1986)?
Insomma, lo spazio insecabile quando va usato?Può essere indicato metterlo e non fa troppo male. Poi, alla fine, deciderai se toglierlo in casi difficili. Melius abundare quam deficere è una massima sempre valida.
Per quanto riguarda \eqref, Lapo ha ragione, è meglio di (\ref{…}); ma devi caricare amsmath.
Ciao
Enrico
::Immagino sia possibile impostare una variabile di tipo stringa, come mi pare sia possibile impostare variabili contatore. Ad una prima ricerca sul forum non ho trovato nessuna indicazione sull’argomento, che non è trattato nemmeno sulle principali guide on-line; avrei perciò bisogno di qualche indicazione sui comandi per:
– dichiarare
– leggere
– impostare
una variabile stringa. Grazie.Non esistono variabili stringa nel linguaggio. Puoi simularle con comandi macro:`\newcommand{\my}{stringa}`Se vuoi anche maneggiarle, devi imparare a usare \def e \edef (TeXbook), dove trovi anche le “liste di oggetti” (token lists).
Ciao
Enrico
::Qual è, in tipografia, l’unità di misura piu’ piccola?
Mi sembra di aver letto da qualche parte che Nostro Padre Knuth, preciso quant’altri mai, avesse introdotto un’unità ancora piu’ piccola del punto!
Ricordo male?
LorenzoNon ricordi male, ma non è una unità di misura tipografica; si tratta dell’unità interna di TeX; si chiama sp (scaled point) e 65536sp sono 1pt.
Ciao
Enrico
::Vorrei sapere se è possibile (immagino proprio di sì) inserire del testo tra il titolo della bibliografia e le voci citate quando si usa l’ambiente `\bibliography{…}`
Con gli stili standard no. Ma “natbib” è un tuo amico.
Dal Companion, 2 ed.:`\usepackage{natbib}
\bibliographystyle{plainnat}
\newcommand{\bibpreamble}{Testo da mettere prima delle citazioni.\par}`
Ciao
Enrico
::Se faccio`(a+(b+(c+d)))`
Sua Maestà LaTeX compone le parentesi tutte con la stessa grandezza.Ovvio.
Anche usando \left e \right LaTeX insiste.`\left(a+\left(b+\left(c+d\right)\right)\right)`
\left e \right non usano più spazio di quanto sia richiesto da ciò che delimitano.
Per avere le parentesi più esterne di un corpo maggiore l’unica è intervenire a mano con i vari \Big e \bigg:`\bigg(a+\Big(b+(c+d)\Big)\bigg)`Eppure a me sembra che quest’ultima forma sia la più leggibile. Che cos’è che mi sfugge??
Vai tranquillo; le parentesi più grandi non servono. Impara ad annidarne il meno possibile. Nei casi in cui non puoi farne a meno, ma sono rari, devi andare a mano.
Ciao
Enrico
::In attesa di provare le soluzioni da Voi proposte, me ne è venuta in mente una “spiccia e sporca”: usare la classe report e inserire “a mano” delle pagine bianche, quando serve. Però ho visto che non basta usare`\newpage
\newpage`Infatti, non fa nulla.`\newcommand{\ejectblankpage}{\newpage\null\newpage}`
Ma se vuoi qualcosa di meglio, come per esempio un comando per far lasciare una pagina completamente vuota dopo un certo punto, non obbligandoti a dare \newpage e quindi riempiendo bene le pagine, puoi provare con`\usepackage{afterpage}
\newcommand{\makeblankpage}{\afterpage{\thispagestyle{empty}\null\clearpage}}`La pagina successiva a quella in cui compare il comando \makeblankpage sarà completamente vuota.
Per completezza: \null è il comando più economico per scrivere una cosa del tutto invisibile, ma che comincia una pagina (più precisamente un paragrafo).
Ciao
Enrico
::Ciao a tutti.
Sto scrivendo la bibliografia di un libro con l’ambiente “thebibliography” e
utilizzo entrate del tipo:`\bibitem[A]{[A]} D. Arapura, Building mixed Hodge structures,etc.`Il problema si presenta quando inserisco la riga:`\bibitem[\L o]{[\L o]} S. \L ojasievicz, triangulation of semianalytic sets,etc.`per ottenere la lettera polacca giusta.L’argomento obbligatorio di \bibitem è semplicemente l’etichetta che usi per citare l’oggetto nel testo. Quindi può essere anche [green]pincopallino[/green], se vuoi. L’argomento opzionale invece dice come deve apparire la citazione.`\bibitem[A]{A} D. Arapura, Building mixed Hodge structures,etc.
\bibitem[{\L}o]{Lo} S. {\L}ojasievicz, triangulation of semianalytic sets,etc.`Nel testo citi il primo con \cite{A} e il secondo con \cite{Lo}.
Ciao
Enrico
::è andata bene. faccio notare che da showconfiguration appare che è previsto il percorco: /home/user/texmf, quindi bastava copiare la cartella del pacchetto.
Domanda: non sono riuscito a capire che file devo modificare per trasformare il suddetto percorso in /home/user/.texmf ?
Vorrei possibilmente farlo a mano.
Il motivo per cui uso i pacchetti di miktex è puramente contingente: a suo tempo avevo scaricato miktex e lo avevo masterizzato, ma visto che non uso più windows, mi è rimasto il cd, e allora perché non usarlo, tutto qui.Le ultime distribuzioni settano automaticamente HOMETEXMF (ma senza farlo esplicitamente, usano una libreria che evita di doversi definire le variabili a mano). Puoi però modificarla tu nei tuoi file di configurazione personali. La libreria kpathsea fornisce le variabili necessarie solo se non già definite nell’ambiente. Quindi “export HOMETEXMF /home/user/.texmf” va benissimo nel tuo .bashrc. Non sarei molto d’accordo sul nascondere la directory, ma sono affari tuoi 🙂
Ciao
Enrico
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