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cioè ci va la virgola oppure no?
No.
ovviamente, here, top, bottom, page of floats… non ricordo il !
Obbliga il sistema ad ignorare la maggior parte dei parametri che guidano il posizionamento dei floating objects.
Inoltre volevo chiedere: ho provato ad inserire solo il parametro [h], in compilazione (kile sotto linux suse 9) mi da un warning dicendo che il comando è vecchio e di usare [ht] … questo è l’equivalente del comando here oppure inserisce comunque l’opzione top?
Se non mi son perso qualche evoluzione strana, in realtà il warning dice semplicemente che [h] è stato automaticamente sostituito con [ht]. Per rispondere alla domanda: no, le due impostazioni non sono equivalenti.
esiste un comando per inserire la figura prima della sezione successiva senza cambiare pagina?
Prova il pacchetto placeins, ma prima chiediti se non è il caso di smettere di usare i floating objects: se devi o vuoi realmente controllare in maniera assoluta il posizionamento di tabelle ed immagini, usare un floating object solo per avere una didascalia (errore concettuale che fanno in molti) non ha alcun senso. Per eventuali discussioni su come avere una didascalia senza usare i floating object ti conviene cercare nei vecchi thread.
::Ma come? Se i comandi sono giusti all’interno del file .STY, diventano sbagliati quando li metto in un .TEX? 👿
Puoi mettere tutte le faccine arrabbiate che vuoi, ma la sostanza non cambia: l’errore è tuo e non di TeX.
Nel primo caso ## compare all’interno della definizione di un comando ed ha un certo effetto, nel secondo caso (in cui affermi di usare semplicemente il codice contenuto nella ridefinizione del comando) ## non è più all’interno della definizione di un comando e cambia tutto.
Non ti sei limitato a cambiare l’estensione di un file, ha modificato l’ambiente nel quale si trovava originariamente il codice. Correggi il codice come suggerito dal messaggio di errore e riprova.
::La soluzione citata da egreg9 può essere appropriata?
Proposta:`\makeatletter
\newcommand*{\impostanomesquadra}[1]{\def\@nome@squadra{#1}}
\newcommand*{\nomesquadra}{\@nome@squadra}
\newcommand*{\giocatore}[1]{\nomesquadra\ – #1}
\makeatother\impostanomesquadra{Squadra rossa}
\section{\nomesquadra}
\giocatore{Mario}
\giocatore{Alfredo}
\giocatore{Lucio}\impostanomesquadra{Squadra verde}
\section{\nomesquadra}
\giocatore{Bepi}
\giocatore{Toni}
\giocatore{Aldo}`Esistono innumerevoli variazioni sul tema.
::
Per coloro che potrebbero essere interessati, la classe di cui sopra è stata aggiornata in modo da riprodurre la nuova struttura del cv europeo (secondo me sono riusciti a peggiorarlo… ma visto quello che hanno combinato ieri con i brevetti software c’era da aspettarsi un’altra cantonata anche in questo campo che, dopo tutto, è sicuramente meno importante del futuro dell’IT europeo e delle libertà civili). Come al solito trovate tutto su CTAN.
::Mi restituisce un errore`! Undefined control sequence.
\\hrulefill …rs \hrule height #1\hfill \kern \z
@`
Ho risolto con un \hrule in cui impongo io la lunghezza.Dettaglio rilevante ma tralasciato nel mio messaggio (perché credevo te ne saresti ricordato da solo): ovviamente la ridefinizione deve avvenire nel sandwich \makeatletter…\makeatother.
::Come si fa a controllare lo spessore di una riga ottenuta con \hrulefill?
L’unico modo è ridefinire il comando (che usa \hrule con lo spessore di default di 0.4pt) oppure cercare un pacchetto che fornisca un comando analogo ma configurabile (non ne conosco, ma qualcuno magari salterà fuori con un’indicazione a riguardo). Questo potrebbe funzionare:`\renewcommand*{\hrulefill}[1][0.4pt]{\leavevmode\leaders\hrule height #1\hfill\kern\z@}`ma non fidarti troppo 😉
::Un po’ OT rispetto alla discussione, ma: qual’è la differenza fra \hfill e \hspace{\stretch{1}}?
Rappresentano lo stesso “ordine di infinito”, se mi passate il termine; la prima e’ una primitiva di TeX (assieme a \hfil, che e’ “un po’ meno infinito” :wink:), la seconda e’ una costruzione di LaTeX che in realta’ usa una unita’ di misura “speciale” fill (ci sono anche fil e filll), quindi \stretch{1} e \stretch{2} sono dello stesso ordine, ma il secondo viene “stiracchiato” di piu’.
::Grazie del conisglio: sto combattendo con la documentazione del pacchetto, ma mi sto perdendo…..
Per ottenere diagrammi e tabelle che riportino i dati effettivamente utilizzati dal documento in questione ricordati di usare il comando \currentpage.
E poi: perché diavolo i margini della classe book sono pre-definiti così?
Prendi un libro fatto come si deve, aprilo, “spianalo” e dai un’occhiata ai margini esterni ed a quelli interni: noterai che quelli esterni sono più grandi; immagina la situazione opposta e tieni in considerazione che al lettore finale i margini interni appaiono duplicati perché sono adiacenti.
(per allonatnare le parole della rilegatura “fisica” che rilegherà il libro).
La zona “mangiata” dal processo di rilegatura non è considerata nelle impostazioni delle classi standard perché varia da processo a processo (ed oserei dire da una rilegatoria all’altra). Lo spazio “mangiato” dal fatto che se tratti i libri con cura non li apri come una rivista o come un quotidiano dipende dalle abitudini del lettore, non trovi?
::Aggiungo che il pacchetto eco così come lo ho, l’ho preso da miktex
Mi permetto un piccolo suggerimento: se non usi direttamente MikTeX forse ti converrebbe prendere i pacchetti direttamente da CTAN; salvo alcune rare eccezioni, la maggior parte dei pacchetti (cioè quelli fatti bene) è corredata di istruzioni riguardanti l’installazione.
Per quanto riguarda il non far danni, seguendo i consigli di Enrico ed installando i nuovi pacchetti in una tua directory (NB: nella quale ricordati di eseguire un bel `texhash .` altrimenti farai cilecca), se ti andasse male non avresti comunque sfasciato quasi nulla. Il pacchetto eco non è molto “rognoso” da installare (nel senso che non devi andare a ritoccare altri file di configurazione, né rifare le mappe dei font od altri riti esoterici), quindi In bocca al lupo e facci sapere com’è andata.
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