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13 Maggio 2009 alle 22:45 in risposta a: Il posizionamento delle immagini tra due paragrafi è brutto? #3377913 Maggio 2009 alle 22:11 in risposta a: Il posizionamento delle immagini tra due paragrafi è brutto? #33777::
1.
`
\DeclarePairedDelimiter{\abs}{\lvert}{\rvert}
`
e probabilmente anche quello nella riga successiva. Ho controllato la documentazione di mathtools, poiche’ non mi funzionava la definizione del comando abs, e ho notato che la definizione giusta e’:
`
\DeclarePairedDelimiter\abs{\lvert}{\rvert}
`Nessun problema, qui. La definizione
`\DeclarePairedDelimiter{\abs}{\lvert}{\rvert}`
funziona benissimo, al pari di quella con una coppia di parentesi graffe in meno
`\DeclarePairedDelimiter\abs{\lvert}{\rvert}`
Effettivamente, nella documentazione di mathtools è proposta quest’ultima definizione di \abs, anche se la sintassi generale del comando \DeclarePairedDelimiter riportata qualche riga prima è la seguente:
`\DeclarePairedDelimiter{}{ }{ }`
In conclusione, dovrebbero andare bene entrambe (anche se quella con la coppia di graffe in più mi sembra didatticamente più chiara). A questo punto, per individuare e risolvere il tuo problema con \abs occorre un esempio minimo compilabile.2. http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX090511.pdf
In questa bozza (pag. 197-198) ho riportato un esempio di sorgente “ben scritto”, come proposto da Francesco. Purtroppo il risultato finale non mi soddisfa molto. Innanzitutto il codice, piuttosto lungo, è faticoso da leggere (i caratteri a spaziatura fissa non si prestano molto per comporre lunghe parti di testo).
Poi c’è un altro problema filosofico, a mio parere classico quando si compone un “modello” di documento: il testo riportato è pretestuoso e insulso, scritto solo per far vedere come funzionano comandi e ambienti. Questo problema è meno grave scrivendo una guida: lì gli esempi sono confinati in opportuni ambienti e vengono commentati “dall’esterno” ( “a un livello metalinguistico”, mi pare che si dica). Per esempio scrivere
La composizione delle formule matematiche è uno dei punti di forza di LaTeX. La seguente formula è un esempio:
`
\[
2+2=4
\]`(si noti l’uso dell’ambiente “codice”) va benissimo: si capisce che l’esempio è solo… un esempio, e il flusso del discorso principale (“La composizione delle formule matematiche è uno dei punti di forza di LaTeX”) non viene interrotto.
Invece scrivendo un “modello” senza usare opportuni ambienti per gli esempi, questi ultimi vengono a trovarsi sullo stesso piano del discorso generale, che perde coerenza. Una cosa come
La composizione delle formule matematiche è uno dei punti di forza di LaTeX. La seguente formula è un esempio:
2+2=4è meno facile da leggere, perché “2+2=4” è allo stesso livello del discorso principale.
Non so se sono riuscito a spiegarmi… In ogni caso, mi piacerebbe conoscere il vostro parere al riguardo.
Ciao,
L.Ciao Lorenzo!
Secondo me va bene, al massimo potresti specificare nel testo che bisogna leggere con attenzione l’esempio proposto.
Oppure, se si vuole eliminare il problema del testo su “due livelli” si potrebbe fare una lista di esempi, cioè spezzare l’esempione in parti, come al solito, cioè con il commento a fianco.
Preambolo — Commento (notare i commenti sui pacchetti, limitare i comandi personalizzati a quelli effettivamente utili, ecc…)
Le sezioni — Commento (chiarezza nella divisione del documento, label messa subito dopo il comando di sezionamento, ecc…)
Oggetti mobili — Commento (inserirli tra paragrafi, label contenente il prefisso fig: o tab: …)
La matematica — Commento
e così via.
In ogni caso, così com’è va comunque bene.
Grazie dell’ottimo lavoro!
Ciao ciao.
Fra
::Sull’Arte ci sono le indicazioni essenziali, ho l’impressione che aggiungendo altri dettagli si appesantirebbe troppo il discorso.
Sì sì, su questo sono d’accordissimo. Pensavo ad un’appendice tipo promemoria con gli strumenti migliori per ogni conversione, limitandosi chiaramente alla più comuni. Comunque era solo un’idea, è che spesso aiutando qualche mio amico mi accorgo quanti problemi abbiamo in queste operazioni.
Sull’Arte le indicazioni di cui parli di sono, tuttavia inserire un riassunto potrebbe essere una buona idea. Il solo problema è dove scriverlo. Visto che richiede conoscenze presentate nel corso del lavoro, un esempio di quel tipo andrebbe alla fine. Però creare un’appendice a sé è forse eccessivo. Ci penso su.
Sì, in effetti non è banale trovargli una sistemazione consistente. . .
Buongiorno a tutti,
anch’io ho notato che ognuno usa, in pratica, una propria modalità per scrivere il sorgente. Non credo che ce ne sia una “corretta”: in fondo, se i comandi sono corretti, LaTeX fa il proprio lavoro e l’output viene compilato correttamente.
Lo si dice anche a proposito delle tabelle da qualche parte: non occorre che le colonne siano allineate, tuttavia l’allineamento rende il sorgente più leggibile.
Date un occhio ai sorgenti corposi che scrive Enrico (faccio il suo nome perché lui ne scrive da anni e anni): sono ordinati e molto leggibili, ma anche se scritti diversamente, funzionano.Credo che, in definitiva, ognuno deve trovarsi a proprio agio anche nel proprio disordine. Ma questa è soltanto la mia modestissima opinione. Da parte mia, cerco di essere molto ordinato, inserendo molti commenti del tipo
Code:
%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%
%%PER INSERIRE UNA PAGINA BIANCA PARI%%
%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%nel preambolo, per ricordarmi le funzioni di segmenti di codice, oppure allineando meticolosamente le colonne delle tabelle, oppure andando a capo dopo ogni punto fermo per trovare con facilità l’inizio delle frasi nei segmenti di testo particolarmente lunghi, e via dicendo.
Ciao
TommasoSì sono d’accordo Tommaso sul trovarsi bene nel proprio disordine 🙂
Spesso però, indipendentemente dai nostri gusti, un codice scritto in un certo modo aiuta sia noi sia gli altri che dovessero lavorare sullo stesso sorgente.Vabbè comunque non prendetemi in considerazione, sono fissato sul fatto che dovrebbero realizzare degli editor più orientati alla lettura del codice (il LyX per puristi, o l’emacs per i comuni mortali)
Ciao ciao.
Fra
::
Ciao a tutti,come sempre complimenti per l’Arte.
Due idee. La prima riguarda la modifica della parte sulla conversione delle immagini. Per ora compare solo una lista di ottimi software. Si potrebbero mostrare esempi di comandi per le conversioni più comuni per un utente LaTeX e gli strumenti più adatti per ognuna.
La seconda invece riguarda l’aggiunta di un eventuale paragrafetto sulla corretta scrittura del sorgente. Mi spiego. Avere un sorgente pulito è molto utile, aiuta a leggerlo sia nella sintassi che nei contenuti, diminuendo quindi gli errori e la necessità di vedere l’output.
Ovviamente Lorenzo già usa queste buone regole negli esempi ma forse sarebbe interessante avere un piccolo riassunto. Ad esempio: inserire gli oggetti mobili (figure e table) tra due capoversi separandoli dal resto con una o due righe bianche. Scrivere del sorgente leggibile senza troppe complicazioni o comandi personalizzati. Inserire le note a piè di pagina possibilmente alla fine del capoverso, in una nuova riga. Ecc. . .
Poi una domanda off-topic. Come usate gli “a capo” in un sorgente? Cioè fate sì di andare a capo più o meno dopo un certo numero di caratteri oppure sfruttate l’a capo automatico del vostro editor? Io uso questo secondo metodo altrimenti se rendo più o meno uniforme il sorgente con degli a capo manuali, poi basta una semplice correzione per sballare tutto il capoverso.
Sperando di non aver fatto delle proposte troppo fuori luogo vi saluto!
Ciao ciao.
Fra
::
Io uso (purtroppo) Windows Vista ma MikTeX non mi ha mai dato problemi.A meno che tu non sia già passato a TeXLive, puoi provare a disinstallare MikTeX e cancellare qualsiasi cosa lo riguardi, compresa la cartella da te indicata nei temporanei di Windows.
Dopodiché riavvia, scarica il “Basic MiKTeX 2.7” Installer e riprova.
Se non va potresti provare con la versione 2.6 ancora disponibile sul sito. Almeno vedi se è un problema del tuo pc o del loro installer.
Ciao ciao.
FraPS: non è che usi qualche programma particolare per scaricare anziché quello di default del tuo browser?
30 Aprile 2009 alle 14:38 in risposta a: [Risolto]usare un TrueTypeFont con Xelatex/xetex in Ubuntu #32882::Grazie della dritta, ma uso Ubuntu, non c’e’ tra i font installati (o almeno non compare nel menu’ a tendina).
Uhm. . . non posso aiutarti molto, uso Linux (Gentoo) solo come server.
Però immagino che tra i pacchetti di Ubuntu ci siano qualcosa come Windows-font o simili. . . forse all’interno c’è anche il font che cerchi.Attendiamo consigli da chi usa Ubuntu.
Ciao ciao.
Fra
::
Capisco la fretta ma non hai letto proprio bene il mio messaggio. (Ah! Poi ricorda che sul forum è buona norma scrivere nel miglior italiano possibile, quindi anche maiuscole, accenti ecc. . . al posto giusto) 😉A parte questo io avevo detto di passare da dvi a ps e poi da ps a pdf.
Invece tu hai fatto da dvi a pdf direttamente.
Non conosco bene le differenze tra i due metodi perché sono anni che genero direttamente il pdf, in ogni caso mi sembra di ricordare che passare per il ps sia meglio.Veniamo alle tue domande.
Per includere un’immagine eps ed ottenere il documento in pdf hai varie possibilità che sono già ampiamente trattate sul forum e sulle guide. Le possibilità sono 1. compili con pdflatex ed usi il pacchetto epstopdf, 2. compili con latex e trasformi il dvi in pdf come hai fatto te, 3. compili con latex e trasformi il dvi in ps e poi il ps in pdf come ti suggerivo io, 4. compili con xelatex.L’ “ipertesto” non sballa le pagine (almeno credo). A volte i collegamenti di hyperref puntano in posti sbagliati ma questo è un altro discorso già ampiamente trattato.
(Un’altra regola del forum è che è bene non fare più di una domanda per discussione)Ciao ciao.
Fra
::
Come immaginavo.
Avresti dovuto studiare un po’ di più però. . .Dopo aver ottenuto il documento in dvi come tu lo vuoi, lo trasformi in ps con F4, ed infine trasformi il ps in pdf con F8. (Guarda il menù Tools per capire F4 ed F8 a quali iconcine corrispondono). Così vedrai che funzionerà tutto.
Quello che facevi era compilare il tuo documento con pdflatex. Ovviamente con opportuni accorgimenti lo potresti fare ma il tempo stringe e non è il caso.
Ciao ciao.
Fra
::Salve
sto scrivendo la mia tesi con latex, ho creato le immaggini con latexdraw ma:
1) se incollo il codice creato da latexdraw mi va in errore
2) se converto l’immaggine con lo stesso latexdraw in eps e poi la inserisco il risultato
è che con dvi la vedo nel pdf no (compare solo la caption, anche se la generazione non da errore)aiutatemi ho pochissimo tempo
grazie
Concentriamoci sul secondo caso, il più semplice.
Come generi il pdf? Spero convertendo il dvi in ps e poi il ps in pdf. Vero?Fra
24 Aprile 2009 alle 12:09 in risposta a: [Risolto]usare un TrueTypeFont con Xelatex/xetex in Ubuntu #32880::Grazie per l’aiuto,
Mi servirebbe esattamente bookantiqua.
Potresti provare ad usare il motore XeTeX anziché pdfTeX per compilare i tuoi documenti.
Avresti a disposizione dei comandi molto semplici per scegliere un qualsiasi font tra quelli installati nel tuo sistema, come faresti con un semplice documento di Word od OpenOffice.
Ecco un esempio molto semplice di preambolo. Il documento andrà compilato con xelatex pippo.tex
`\documentclass[a4paper]{book}
\usepackage{xltxtra} %xltxtra carica fixltx2e, etex, xunicode, fontspec
\setmainfont{Lucida Sans Unicode}`Ciao ciao.
FraSi conosco xelatex, grazie. Dove posso trovare il font bookantiuqua e installarlo per farlo funzionare con xelatex?
Apri Word, OpenOffice o qualsiasi altro programma simile e cerca di scrivere con il font “Book Antiqua”. Se c’è nella lista significa che già è installato sul tuo pc e quindi xelatex lo può già usare. È sufficiente scrivere:
`\setmainfont{Book Antiqua}`Se invece non fosse già installato non so come aiutarti. Credo si possa scaricare da internet. Comunque “Book Antiqua” è un font di sistema di Windows, dovresti già averlo.
Ciao ciao.
Fra
::
Suppongo che tu abbia scelto di non usare xelatex dato che LEd non lo supporta. Io non saprei dirti come modificare le impostazioni dato che non lo uso. Inoltre non so neanche se gestisce l’utf8.Allora prima di tutto lascia inputenc così come lo usi di solito.
Devi solamente aggiungere al tuo preambolo la riga suggerita da Enrico oppure le righe suggerite nella pagina che ti ho segnalato e cioè:
`\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[scaled]{uarial}
\renewcommand*\familydefault{\sfdefault} %% Only if the base font of the document is to be sans serif`Il file di esempio che stai usando lascialo perdere, mi raccomando.
Ciao ciao.
Fra
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AutoreRisposte