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OldClaudio” post=123047Aggiungo; A me risulta che l’installazione di ghostscript permette di editare qualsiasi file in formato .ps ed .eps. Questo file viene aggiornato con regolarità. Non è un programma storico com psfrag.
Installare ghostscript su una macchina Linux non dovrebbe essere particolarmente difficile, anzi; in fondo è stato creato per lavorare con Linux.Ma l’installazione contiene un secondo programma che su certe piattaforme si chia gsview, che consente non solo di vedere una di queste immagini, ma anche di “cropparla”, di modificarla e anche di salvarla in formato .pdf.
Non posso essere più preciso, perché sono anni che non lo uso più ne sui miei vecchi Linux, ne sui miei vecchi Windows; ma a suo tempo ne facevo un grande uso; oggi preferisco usare imoduli della Adobe (acrobat e reader) il secondo limitato a poche operazioni, ma che consente di formare documenti PDF, il primo che consente di editarli in ogni aspetto e in particolare col suo modulo Preflight, permette di verificare il rispetto delle norme ISO per l’archiviabilità che a me interessano di più dei disegni PostScript; Ne ho fatti molti in passato, ma ora da persona very old, non me ne occupo più.
il problema non è trasformare gli eps in pdf (anche facendo psfrag per ogni singola immagina come ho scritto sopra). il mio desiderio era automatizzarlo o magari non cambiare proprio il codice. comunque alla fine lo sto facendo con una mia “toppa” ed ho pure studiato ed iniziato ad usare tikz che inizerò ad utilizzar per gli schemi a blocchi
(non so perché il sito non mi carichi più ne le immagini ne i pdf… ma ormai credo che la cosa sia chiara)
::MatteoF” post=123046Se ho capito bene, il pacchetto [tt]psfrag[/tt] permette di modificare il testo all’interno di un’immagine eps, tramite il flusso latex-dvips-ps2pdf… giusto?
Se è così, potresti semplicemente:
- usare [tt]psfrag[/tt] per modificare le sole immagini eps in immagini pdf;
- incorporare le immagini pdf ottenute in un qualsiasi documento pdflatex/lualatex (article, beamer, ltx-talk, …)
In questo modo manterresti le tue centinaia di immagini eps originali e andresti a creare le immagini pdf che di volta in volta necessitano di modifiche al testo.
In definitiva dovrai creare due flussi separati: uno per la modifica delle immagini; un altro per la creazione vera e propria del documento.
alla fine è la soluzione che ho scelto ma è davvero onerosa in termini di tempo. si deve fare per ogni immagine e la procedura automatica che è disponibile in rete per qualche motivo non mi funziona. ho semiautomatizzato il processo ma comunque prende tempo…
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forse l’esempio che allego è troppo minimalista ma è il materiale che mi sono trovato sotto le mani. allego la stessa slide con e senza psfrag per uno schema a blocchi.[attachment]C:\fakepath\im1.pdf[/attachment]
[attachment]C:\fakepath\im2.pdf[/attachment]
per questo specifico caso sarebbero esistite almeno 3-4 soluzioni alternative, da pstrick a tikz a inkscape per non menzionare il fatto che molti sw hanno anche opzioni di export in latex (come matlab).
le situazioni per le quali utilizzavo psfrag sono due:
– sorgente non facilmente replicabile, magari è un plot di risultati sperimentali fatti 10 anni fa che uso per didattica o in alcune presentazioni sul quale voglio cambiare il nome di una variabile per renderlo consistente con il resto del documento. non saprei dove andare a riprendere i dati e non è detto che li abbia io.
– anche se il nome delle variabili è lo stesso se uso la figura in un documento o in una presentazione la dimensione del font è in genere diversa.una volta iniziato ad usare psfrag circa 20 anni fa poi tutte le mie immagini erano encapsulated postscript e le importavo con psfrag…
è pur vero che intorno a me sono(ero) rimasto quasi da solo ad utilizzarlo… 🙂
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In realtà il problema, nato dall’esigenza di passare a pdflatex, è fondamentalmente la difficoltà di trova un pacchetto con le funzionalità di psfrag, in particolare la sostituzione del font.Esiste una soluzione che passa dal pacchetto `auto-pst-pdf` con successiva compilazione con `pdflatex -shell-escape yourdocument.tex`.
Per qualche strano motivo non mi funziona. Poiché il pacchetto chiama in background latex-dvips-ps2pdf alla fine ho deciso di farmelo in casa prendendo spunto da questo
https://github.com/darcamo/epsfrag2pdf
(che pure non mi funziona…).
Ho scritto uno script bash che rende “semi”automatica la conversione delle immagini eps in pdf con la sostituzione del font.
Oltre a doverlo fare per tutte le immagini l’altro difetto è che una volta generato il pdf la dimensione del testo non scala più con il documento nel quale è importato ma pazienza.
grazie ancora per i commenti,
g.
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grazie mille per la risposta.la mia situazione è questa: ho centinaia di immagini generate con SW diversi fra di loro (principalmente un sw di calcolo numerico, MATLAB e DIA). Sono tutti eps in formato vettoriale. Queste immagini mi servono in contesti diversi nei quali il testo può cambiare sia nei contenuti che nelle dimensioni (devo cambiare la notazione in base al contesto).
Per molte di queste immagini mi è praticamente impossibile risalire ai sorgenti (sono passati oltre 20 anni anche per me) e dovrei rifarle da zero.
Queste immagini mi servono ogni anno perché ricompilo il materiale per i corsi.
Insomma, psfrag per me è (era) uno strumento formidabile. Adesso sto provando con pstool o fragment per compilare in pdflatex ma, per motivi diversi, non funzionano.
Devo decidere che strada prendere ma cambiare il s.o. è fuori discussione così come rifare le centinaia di immagini…
ciao e grazie ancora per la risposta,
g.
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grazie per la risposta. ho scoperto solo ora che il doppio dollaro è un simbolo nativo di TeX, passerò al \[per quanto riguarda il contenuto ho semplificato al massimo in modo da evidenziare il problema (la riga vuota), matematicamente sono equazioni alle differenze matriciali alle quali ho levato il grassetto.
al momento l’uso del singolo dollaro sembra aver risolto il problema della riga vuota.
grazie ancora,
g.
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sei utilizzi linux un semplice comando da shellsam2p nomefile.jpg nomefile.eps
altrimenti, sia sotto linux che windows puoi utilizzare gimp, e’ un software open source (gratuito) e converte in molti formati.
se ti serve conservare il formato vettoriale (per utilizzare psfrag ad esempio) pero’ non vanno bene.
g.
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ti ringrazio, questo e’ quello che piu’ o meno faccio adesso.non avevo riflettuto che questo comando
`\setlength{\unitlength}{0.01\textwidth}`
rende piu’ semplice fornire i dati ma in ogni caso ho bisogno di compilare diverse volte anche se faccio cose semplici come:
`\documentclass{beamer}
\begin{document}
\begin{frame}
\setlength{\unitlength}{0.01\textwidth}
una giornata molto calda
\begin{picture}(0,0)\sffamily
\onslide<2>\put(-10,-1) {\vector(2,1){10}}
\end{picture}
\onslide<2>{fredda}
\end{frame}
\end{document}`
15 Settembre 2009 alle 14:10 in risposta a: cambiare localmente la baseline in un documento prosper #36906 -
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