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Mi è ricapitato di dover mettere mano a questo problema e ho provato a “vettorializzare” i bbm slanted.
Ho seguito le istruzioni indicate da Claudio (grazie Claudio!) e sono rimasto stupito dalla “facilità” del processo 🙂La cosa più difficile è stato indicare alla mia distro di usare il mio file map per i nuovi pfb. Nel mio caso, i due file importanti andavano in
`$HOME/texmf/web2c/updmap.cfg
$HOME/texmf/fonts/map/kpsewhich/local.map
`
Segnalo una cosa molto comoda: è possibile usare i propri font senza installarli, aggiungendo
`\pdfmapfile{+local.map}`
al preambolo. Trovato qui.
17 Marzo 2021 alle 10:12 in risposta a: Interazione tra \input, \tabular, texlive 2016 e texlive 2020 #119766::
texdoc source2e è proprio quello che cercavo. Grazie! (è una miniera d’oro 🙂LaTeX3 mi ha sempre fatto paura, finché non ho letto texdoc expl3 e non ho cominciato a scrivere qualche macro (e non ho cambiato modo in emacs per poter editare expl3 in modo decente).
Nel mio piccolo, devo dire che con expl3 sono riuscito a fare cose che con TeX/LaTeX2e da soli probabilmente non sarei stato in grado.
17 Marzo 2021 alle 6:03 in risposta a: Interazione tra \input, \tabular, texlive 2016 e texlive 2020 #119764::
Emacs + LSP + Digestif[forse OT] Segnalo LSP – Language Server Protocol, che non è un editor, ma che può essere sfruttato da qualsiasi editor.
Spiego: diciamo che l’editor non sa nulla del linguaggio che sta editando, allora LSP è un modo che l’editor ha di comunicare con un altro programma che invece sa “tutto” di quel particolare linguaggio.
Quindi l’editor può chiedere al programma: questa stringa che sto editando, è una keyword del linguaggio o il nome di una variabile? Così l’editor sa come fare l’highlight di quella stringa. Può fare cose come l’autocompletamento, la segnalazione di errori sintattici ecc.Naturalmente è stato implementato anche per emacs e per tex/latex (questo tabellone nella pg. di emacs-lsp spiega come installare digestif e mostra tutti gli altri linguaggi supportati).
@CarLaTeX vorrei spezzare una lancia in favore delle combinazioni di tasti di emacs, perché ho trovato molto comodo che sono le stesse usate da molti terminali/shell (credo dipenda dalla libreria readline) 🙂
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You must be logged in to view attached files.4 Giugno 2019 alle 13:46 in risposta a: come si producono le doppie lineette ” in questo modo in emacs [risolto] #115897::
in unicode, “⋅” si chiama “DOT OPERATOR” e ha codice 22C5
in emacs puoi scriverlo digitando
“C-x 8 invio DOT OPERATOR”
oppure
“C-x 8 invio 22c5”la procedura è generica e vale per qualsiasi carattere di cui conosci nome o codice, inoltre hai l’autocompletamento, quindi puoi digitare “C-x 8 invio TAB TAB” per vedere tutti i nomi (sono tanti 🙂 ) oppure provare ad indovinare il nome e “completare” con TAB, ad es.: “C-x 8 invio DOT TAB” (scrivi “DOT” e premi TAB).
Se latex si lamenta che
Unicode character ⋅ (U+22C5) not set up for use with LaTeX.
puoi aggiungere il seguente al preambolo
`\DeclareUnicodeCharacter{22C5}{$\cdot$}`
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segnalavi un problema simile in questo topic:
https://www.guitex.org/home/en/forum/6-altri-programmi/115740-latex-preview-pane-e-aggiornamentoprova a seguire le istruzioni di questi post:
preview pane:
https://www.guitex.org/home/forum/6-altri-programmi/115740-latex-preview-pane-e-aggiornamento?lang=en#115742file di configurazione di emacs:
https://www.guitex.org/home/forum/6-altri-programmi/115740-latex-preview-pane-e-aggiornamento?lang=en#115752
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Hai ragione, ma contestualizzo meglio: formattiamo articoli per una rivista di fisica e, finora, la politica sulle eq. riquadrate era di scoraggiarne l’uso.
Non abbiamo opinioni forti in proposito e pensavamo di cambiare politica e lasciare come fa l’autore.
Dico subito che non abbiamo la possibilità di valutare caso per caso (cioè non posso decidere io questa eq. sì, ma questa no…)Supponendo che l’autore dell’articolo sappia cosa sta facendo, sono dell’idea che se ha messo in evidenza certe eq., allora va bene che restino in evidenza.
Il punto debole però è proprio l’assunto: l’autore sa cosa sta facendo?Forse una valutazione spannometrica potrebbe portare ad un buon compromesso: “se più del 10% delle eq. è riquadrato, allora chiedo all’autore di ridurre il numero di eq. riquadrate”
Sto cercando di pesare i pro e i contro con l’obbiettivo di semplificare la vita a chi leggerà l’articolo 🙂
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la domanda non è molto legata a latex, comunque puoi provare con questo nel .emacs:
`
(if
(string-match “26” (emacs-version))
(load-theme 'monokai t))(if
(string-match “25” (emacs-version))
(load-theme 'sanityinc-tomorrow-day t))
`
Naturalmente i due temi devono già essere installati.
Attento, inoltre, che la stringa ritornata da (emacs-version) è molto lunga e se non scegli bene quello che cerchi (nell’esempio “25” e “26”) potresti avere falsi positivi.
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Certo che è possibile avere più emacs (e più distro latex) sulla stessa macchina, suggerivo solo di “facilitarti” le cose 🙂Di nuovo, non avendo windows mi è difficile essere preciso, ma, in generale, la distro latex usata da emacs dipende dal PATH che emacs “riceve” quando lo lanci, quindi puoi controllare in quella direzione (non chiedermi come si cambia il PATH su windows, non lo so 🙂
Oppure ti definisci qualche funzione nel .emacs come la seguente e le usi per passare da una distro all’altra (esempio con una texlive 2016; nota il path assoluto di pdflatex):
`
(defun texlivepdf16 ()
(interactive)
(setq tex-command “/usr/local/texlive/2016/bin/x86_64-linux/pdflatex”)
(setq tex-bibtex-command “/usr/local/texlive/2016/bin/x86_64-linux/bibtex -min-crossrefs=99”)
;; dangerous: not idempotent!!!
;; (setenv “PATH” (concat “/usr/local/texlive/2016/bin/x86_64-linux:” (getenv “PATH”)))
)
`Altri suggerimenti:
quando sei in latex-mode (basta aprire un file latex), digita `M-x describe-mode`
prova a personalizzare la variabile latex-run-command con
`M-x customize-variable
latex-run-command
`… buona fortuna
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Non uso windows, quindi non so veramente aiutarti.Il path del file di configurazione di emacs è salvato in una variabile che si chiama user-init-file
se, da dentro emacs, digiti
`M-x describe-variable
user-init-file`
dovresti vedere dove punta sulla tua macchina.Qui un paio di link su questo tema (in inglese)
https://www.emacswiki.org/emacs/MsWindowsDotEmacs
https://stackoverflow.com/q/189490/1581629Circa i vari emacs e un unico file di configurazione, sì, mi sembra corretto che diverse versioni di emacs vadano a cercare il file di configurazione sempre nello stesso posto.
Se non hai motivi particolari per tenere più versioni, ti consiglio di salvarti il file di configurazione, disinstallare tutto e installare solo l’ultima versioni di emacs (e rifare la cosa ogni anno) 🙂
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Per il latex-preview-pane in emacs, penso che hai bisogno di auctex e doc-view-mode
Qui c’è qualche dettaglio: https://tex.stackexchange.com/a/190901/56076Però ti consiglierei di usare emacs e un viewer PDF affiancati.
Io trovo comodo okular (non so se c’è anche per windows) che ricarica il file pdf automaticamente ogni volta che compili il tex.
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no, no, nessuna limitazione da quel punto di vista.Sono solo macchine di altre persone alle quali io non ho accesso e che (queste persone) non hanno le competenze per installare font.
Oppure, nel caso di Lua/Xe, macchine su cui girano dei servizi che compilano automaticamente quello che viene loro sottomesso, ma che seguono delle procedure fisse (i.e. sempre pdflatex) che non è possibile cambiare “per-sottomissione”.Tutto qui 🙂
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