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OldClaudio” post=62379Qualcosa del genere è capitato anche a me e ho risolto tutto disinstallando tutto TeXShop con una piccola applicazione gratuita che si chiama AppCleaner.app; riesce a togliere ogni traccia, anche di file invisibili, dal Mac; poi ho scaricato ex novo l’ultima versione di TeXShop 3.04 per Lion,; certamente ho dovuto riconfiguralo un pochino, anche per evitare quel fastidiosissimo encoding di default del Mac, seleziona la doppia ricerca diretta e inversa con synctex e con find, non uso mai “click destro + Sync” ma uso sempre “mela +click” in entrambi i versi della ricerca e funziona benissimo.
per la riga magica del file root, uso semrpe la macro Root dal menu macro e sono sicuro che la scrive bene senza caratteri spuri; evito sempre di scrivere la riga magica a mano. Non uso mai o quasi mai il comando \input per un intero capitolo, ma uso sempre \include; non so se il riconoscimento di % !TeX root funzioni solo con \include e non con \input, ma a me , quando non ha funzionato era perché lo scrivevo a mano.
Certo è relativamente antipatico che quando arriva una versione nuova vengano mantenute le stesse impostazioni della versione precedente; talvolta sono incompatibili e quindi AppCleaner.app diventa indispensabile.
Un altro punto; quando ho installato Lion ho avuto un mucchio di problemi che sparivano se cliccato la piccola icona di TeXShop nell’angolo in alto a destra per spezzare la schermata in due; bastava trascinare con il mouse la riga di separazione in basso fino, in sostanza, ad avere una finestra sola, e il tutto funzionava lal perfezione. Poi ho avuto un aggiornamento automatico del sistema e la pulizia e reinstallazione di TeXShop 3.04 e tutto funziona come un orologio svizzero.
Ciao
ClaudioGrazie, chiarito il mistero, almeno apparentemente. Sembra che una scrittura di questo tipo non sia ammessa:
`% !TEX TS-program = pdflatex
% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
% !TEX root = tesi.tex
% !TEX spellcheck = it_IT`ma che invece deve essere scritto così:
`% !TEX TS-program = pdflatex
% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
% !TEX root = tesi.tex
% !TEX spellcheck = it_IT`Quegli spazi sembrano dare problemi. Almeno a me. Io non sapevo che non si potessero incolonnare i segni di uguale. La funzione SyncTeX continua a darmi problemi. Che siano correlate le due cose? Immagino di sì. Ma in che modo?
Ciao
Tommaso
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Che bello, pensate che dopo aver visto la scritta “Benvenuti a TeX Live”, l’installazione è ripartita da capo in modo automatico, perché c’erano dei Warnings…Comincio a pensare che sia Wyndouse 7 ad avere dei problemi… (intendo quell’installazione in particolare).
Stasera riprovo con netinstall.tl. Certo che su Mac l’installazione dura meno di 4 minuti… Grazie a tutti per le dritte! (Ah, prima del tentativo di ieri sera avevo installato Strawverry Perl e disattivato l’antivirus).
Ciao
Tommaso
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Grazie Claudio 🙂
La faccenda è complicata, dunque. Almeno un poco.
Siamo un po’ arenati su una tabellina semplice nella quale vorremmo mettere i tre percorsi affinché l’utente trovi o crei texmf e la ramifichi opportunamente per sistemarci un file .sty da usare. Il fatto è che c’è più di una cartella texmf, anche…
Ma ci riusciremo! 😉Ciao
Tommaso
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Hai provato il Linux Libertine? Per i testi scientifici non è niente male.Ciao
TommasoPS: guarda http://www.tug.dk/FontCatalogue/
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Prova con`\usepackage[style=philosophy-modern,hyperref,backref,square,natbib]{biblatex}`
Che succede?
Caro Tom, ti consiglio di levare MiKTeX e di installare TeX Live 2011. Dove trovi lo stile che cerchi? Mah, se l’installazione di MiKTeX è completa come dici, sono sicuro che gli stili philosophy di Ivan ci sono già dentro!
Ciao
Tommaso
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Grazie 🙂Il comando \comandox funziona, mentre gli altri no 🙁 L’errore che ottengo è un numero di parametro illegale in \gobble. Ovviamente non so metterci le mani.
Vorrei sapere delle altre cose.
1.
\comandox funziona, meglio, va usato per i caratteri che mi hai indicato e solo per quelli perché quelli sono i caratteri che creano problemi a MakeIndex. Corretto?2.
Gli altri due comandi che hai definito vanno usati solo per ottenere in stampa e nell’indice analitico \{ e \}. Giusto?3.
Ora la cosa più importante. Volendo mandare nell’index tutti i comandi che non siano del tipo \looseness, cioè le varie sequenze \#, \\, \, eccetera, qual è il modo corretto di procedere? Si può usare tranquillamente \comando facendo delle prove per vedere se si ottengono errori, oppure è meglio fare altrimenti? E come?Perdono per tutte queste domande.
Ciao
Tommaso
::egreg9″ post=61847Esempio?
Ciao
EnricoPronti. Il comando è
`\DeclareRobustCommand*{\comando}[1]{\mbox{\lstinline!\\#1!}\index{#1@\texttt{\makebox[0pt][r]{\textbackslash}#1}}}`
e si usa con \comando{textsf} per ottenere dopo la composizione “\textsf”. Dopo aver eseguito MakeIndex mi trovo \textsf anche nell’indice analitico.
Fantastico. Ma ci sono, appunto, alcuni caratteri come @ che non vengono mandati nell’indice analitico. Scrivendo \comando{@} mi trovo “\@” nel testo, ma solo “\” o addirittura niente nell’analitico (ci sono però i riferimenti alle pagine). Insomma: alcuni caratteri danno problemi. E sono @, la barra rovescia, le graffe. Forse sono proprio i caratteri particolari di LaTeX, perché un segno di punteggiatura (pensiamo a \; non dà questi problemi).Può bastare come esempio?
Ciao
Tommaso
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Certo, molto diversi, ma forse nell’intimo, non esteriormente. Uno rientra la prima riga di tutti i capoversi che contiene per segnalarne l’inizio, l’altro non lo fa ma aggiunge spazio supplementare tra di essi. Per il resto, almeno esteriormente, mi sembra che la resa sia quasi uguale.Il fatto è che si dice, e lo dice anche Lamport, se non sbaglio, che quote si usa per citazioni di un capoverso, mentre quotation per citazioni più consistenti. Come se fosse la presenza o meno del rientro a determinare la consistenza di un blocco di testo. E allora perché non farlo anche quando il testo non è in display?
Mi sembra, francamente, una baggianata (non la tua risposta 😉 ). Ho testato quoting, e mi sembra che per quello che deve fare lo faccia molto bene, e risparmia la definizione di un nuovo ambiente per citazioni in corpo più piccolo, come dovrebbero essere. E, in più, controlla le righe orfane (o almeno dice di farlo).
Ciao
Tommaso
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