Risposte nei forum create
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AutoreRisposte
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Mi sembra che il codice vada bene. L’opzione di posizionamento p dice a LaTeX che può, se lo ritiene necessario, mettere la figura in una pagina di sole figure alla fine del tuo capitolo.L’errore è normale, capita anche a me, e dipende dall’estensione dell’immagine che hai inserito. pdflatex accetta, per esempio, solo .jpg e .png. Io uso .jpg, e per vedere il risultato DEVO compilare con pdflatex.
Se proprio vuoi la figura lì e basta, puoi caricare il pacchetto float e usare
`\beginfigure[H]{miafigura}`
ma chiunque ti dirà di non usarlo, o almeno di non abusarne.
Ciao
Tommaso
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Ciao.
Ha ragione Lorenzo! LaTeX ha mille buone ragioni per posizionare gli oggetti “galleggianti”, cioè le figure e le tabelle, dove vuole lui. E ti assicuro che lo fa sempre nel migliore dei modi. Sono possibili degli aggiustamenti, certo, ma ti consiglio di farli a stesura ultimata. LaTeX posiziona tabelle e figure, a patto che non siano troppo grandi, sempre in alto nella pagina, e il risultato è davvero gradevole.Ti consiglio di scrivere così:
`\begin{figure}[tbp]`
e lasciar fare a lui.
Ciao
Tommaso
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Buongiorno a tutti,
anch’io ho notato che ognuno usa, in pratica, una propria modalità per scrivere il sorgente. Non credo che ce ne sia una “corretta”: in fondo, se i comandi sono corretti, LaTeX fa il proprio lavoro e l’output viene compilato correttamente.
Lo si dice anche a proposito delle tabelle da qualche parte: non occorre che le colonne siano allineate, tuttavia l’allineamento rende il sorgente più leggibile.
Date un occhio ai sorgenti corposi che scrive Enrico (faccio il suo nome perché lui ne scrive da anni e anni): sono ordinati e molto leggibili, ma anche se scritti diversamente, funzionano.Credo che, in definitiva, ognuno deve trovarsi a proprio agio anche nel proprio disordine. Ma questa è soltanto la mia modestissima opinione. Da parte mia, cerco di essere molto ordinato, inserendo molti commenti del tipo
`%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%
%%PER INSERIRE UNA PAGINA BIANCA PARI%%
%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%`nel preambolo, per ricordarmi le funzioni di segmenti di codice, oppure allineando meticolosamente le colonne delle tabelle, oppure andando a capo dopo ogni punto fermo per trovare con facilità l’inizio delle frasi nei segmenti di testo particolarmente lunghi, e via dicendo.
Ciao
Tommaso
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Ciao a tutti.
Scaricare e installare MiKTeX2.7 è veramente una banalità.
Si scarica e si esegue l’installer da circa 3MB e poi si seguono le istruzioni per scaricare in una cartella dell’HDD il “complete”. Poi si lancia il file “setup.exe” e il gioco è fatto.Il server di Roma ha tempi di download generazionali. Io consiglio senza dubbio il mirror svizzero switch, che compare nell’elenco. Ho scaricato da un amico la TeX Live 2008 per kubuntu nel tempo di mangiare una pizza. È, a detta del mio amico, il più veloce. Potreste impostare i vostri aggiornamenti su quel mirror.
Poi, ho installato MiKTeX2.7 su due portatili con Vista e non ho avuto nessun problema. 😀 E tutto funziona bene.
Ciao
Tommaso
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Ciao a tutti,
che bella discussione sta venendo fuori!
Dunque, ho dato un’occhiata alla bozza di Lorenzo, e il risultato è bellissimo.
Il mio ritorno a MiKTeX è dovuto soltanto a qualche elemento che gioca a mio sfavore: non ho la connessione alla rete, non me la cavo per niente bene con la riga di comando, ma me la vorrei cavare bene, ho imparato a scaricare un singolo pacchetto e a installarlo manualmente. Kubuntu è bellissimo e free, Kile davvero meraviglioso ma, per una cosa o per l’altra, non riesco a compilarci dentro i miei .tex.Per quanto riguarda l’applicazione del libero arbitrio, mi trovi perfettamente d’accordo: una guida così generale dovrebbe mettere al corrente il lettore delle differenti distribuzioni e dei differenti editor senza prendere posizione, ma semplicemente descrivendo le loro caratteristiche, i pro e i contro. Ad esempio, un mio amico ha scritto una tesi in astronomia usando CrimsonEditor, e non l’ha più cambiato. Naturalmente, non è possibile rendere conto di tutti gli editor in commercio, ma di alcuni sì: quelli più usati. Perché Kile è così buono? Perché TeXnicCenter lo è di meno? (Mi sto inventando qualche domanda possibile.) Cosa può fare TeXShop che LEd non fa? (Tutto :D, direte voi, specialmente un noto autore :wink:… Ma rispondere a questa domanda, per esempio, non vuol dire indirizzare gli utenti verso Apple, né denigrare LEd, che uso e con cui mi trovo bene.)
Ogni guida, poi, è inevitabilmente il frutto del punto di vista di chi scrive. Questo aspetto è insopprimibile, a partire dal fatto che chi la redige è portato a pensare che il proprio editor sia il migliore: se no, l’avrebbe già cambiato, no? 😀 E poi, credo che per i livelli raggiunti dalle case produttrici di software, gli editor dedicati a LaTeX siano più o meno allo stesso livello per quanto riguarda la gestione del sorgente. Ecco che far vedere come si presenta uno stesso documento (qualunque) in più di un editor, potrebbe aiutare visivamente l’utente nella scelta. Subentrano, poi, questioni di gusto: o c’è un editor universale, al quale ci adattiamo supinamente, oppure è anche una questione di gusto.
Propongo all’estensore della guida di considerare la possibilità e l’opportunità di separare dall’Arte questo materiale, che potrebbe diventare davvero corposo soltanto inserendo qualche decina di immagini, e di preparare una guida sui problemi dell’installazione e della scelta dell’editor. Così facendo, l’Arte rimarrebbe di dimensioni ragionevoli per gli scopi che si propone, e questo secondo manuale potrebbe prendere il largo senza preoccuparsi di rientrare entro certi paletti. In fondo non è un’idea sciocca: questa è l’unica parte dell’Arte in cui non compaiono codici sorgenti (e non ci devono nemmeno comparire)… E in questa parte non si dà indicazione alcuna su come scrivere con LaTeX…
Che ne dite? Lorenzo, rimango a tua completa disposizione, se vorrai una mano.
Ora vado, che questa sera ho un concerto.
A domani
Tommaso
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Ciao a tutti,
penso anch’io che si debba gettare un po’ di luce su questi aspetti, specie su quale sia la distribuzione “migliore” e come si fa a installarla.
E credo che l’Arte debba dedicare lo spazio adeguato a questi problemi: in fondo, LaTeX non fa nulla, se non è installata una distribuzione, no? 😀Io ho installato kubuntu su una partizione del mio pc, e l’ho fatto una settimana fa. Poi ho installato la TeX Live 2008 e Kile. Ebbene: non posso compilare molti dei miei documenti (non ho la rete a casa) perché il file siunitx.sty non viene trovato dal compilatore… 😯
E sono ritornato a MiKTeX, che non mi dà assolutamente problemi. Lo trovo facile da usare, completo, e regolarmente mantenuto sul suo sito, il che non è poco.
Secondo me, poi, la parte relativa agli editor è priva di qualcosa… Insomma, d’accordo che l’uso di un editor o dell’altro è una questione di gusto, però, magari con qualche screenshot che illustri come si presenta il medesimo documento, o la medesima finestra delle opzioni (tanto per fare un esempio), anche l’Arte acquisterebbe un po’ di colore… 😉
Si potrebbe lanciare un semplice sondaggio sull’editor che gli utenti del forum usano per la maggiore, con qualche domanda di descrizione. Kile è ottimo, mi pare di aver capito e visto, su KDE, TeXShop è una bomba per Mac. Ma per Windoze? Ce ne sono tanti, e forse varrebbe la pena di capire quale va meglio.
Sono soltanto delle riflessioni a voce alta, le mie ,che vanno prese come sono. Lorenzo continua a fare un lavoro che non ha prezzo, e io gliene sono personalmente grato.
A presto
Tommaso
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Grazie, Enrico.
Ma considera la frase “io e te stiamo bene insieme”. Quel “te” è soggetto tanto quanto “io”, eppure “io e tu stiamo bene insieme” non si dice proprio.
Che bello, l’italiano!
Eppure, vedrai, tra qualche anno i dizionari registreranno “centrare” con il significato di “avere a che fare”. La tendenza è questa.Se abc non mi funziona, butto via tutto e passo a mac.
Grazie ancora
Tommaso
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Bentrovato, noto autore. 😀
Grazie per l’indicazione, sto provvedendo a scaricare il necessario. Spero di poter preparare questi frammenti, e inserirli nel mio documento provvisti di didascalia, alla stregua di una figura.Per quanto riguarda la metamorfosi da LPPL a “beerware”, mi pare che ne parli anche Ovidio nel libro XII del suo capolavoro… 😉
Grazie!
Tommaso
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AutoreRisposte