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Adrift” post=105565Ciao a tutti,
ho una domanda un pò strana che spiegherò meglio: spesso mi capita di leggere un pdf e decidere di modificare qualche riga. Il problema è che se il testo è abbastanza lungo ci impiego un pò di tempo a trovare il relativo codice, non c’è un metodo più veloce? Ad esempio un comando che mi permetto di indicare un punto sul pdf e mi rimanda al codice di quel punto.
Temo di non aver capito bene.
Se vuoi sapere come passare da un punto del PDF al corrispondente punto del codice e viceversa, allora tutto quello che devi fare è assicurarti di usare un editor che supporti la tecnologia SyncTeX (di fatto, tutti gli editor per LaTeX in circolazione la supportano: TeXworks, TeXStudio, TeXShop, Emacs, eccetera).
Si fa clic sul PDF e si apre l’editor con il codice evidenziato proprio in quel punto.
Ognuno di essi ha modalità proprie per farlo. L’unico paletto, mi pare, è che la cosa funziona solo se apri il PDF con il visualizzatore di PDF integrato nell’editor.
Ciao
Tommaso
::andud” post=105521Buongiorno!
sto scrivendo la tesi (classicthesis, TexWorks, TexLive).In un Appendice ho molte figure (strutture chimiche) e mi chiedevo se nell’indice, invece che avere:
Fig. 1 aaa
Fig. 2 bbb
…
Fig.20 zzzsi potesse ottenere qualcosa tipo:
Fig. 1 – 20 Strutture chimiche
Inizialmente le avevo inserite con \caption*{}, e giustamente non comparivano nell indice, cosa che peraltro non so se è corretta, ma poi ho problemi se devo riferirmi ad esse.
Vi ringrazio!
andrea
Non so aiutarti per il tuo problema. Tuttavia, io penserei bene se davvero al lettore serva l’indice delle figure. Il fatto che si possa mettere non significa che lo si debba mettere.
Ti riferisci spesso a quelle figure nelle altre parti della tua tesi? Oppure quelle figure si trovano solo nella didascalia e basta? Se vale la seconda: al tuo lettore potrebbe davvero importare di che figure si tratta, dato che sono relegate lì?Insomma: un indice delle figure serve solo se al lettore serve uno strumento di consultazione per trovare velocemente quelle figure. Io lo metterei solo se fai riferimento alle immagini anche in altre parti del tuo lavoro.
Ciao
Tommaso
::golden_boy” post=105515Ho risolto con un banale
`
\begin{displayquote}
\textquotedblleft \textit{Il Congresso avrà il potere di promuovere il progresso della scienza e di arti utili, garantendo per periodi limitati agli autori e agli inventori il diritto esclusivo sui loro scritti e sulle loro scoperte}.\textquotedblright
\end{displayquote}
`caricando il package \usepackage{csquotes}
Grazie per le dritte! cercando sul web sono apparse varie soluzioni. All’inizio avevo provato con verbatim e altri box, ma erano farraginosi
Qualche tempo fa, dicesti su questo forum di avere aperto un blog su LaTeX e di mantenere la guida a LaTeX della tua Università. Ti confesso che ho cercato in Rete, ma purtroppo non sono riuscito a trovare nulla 🙁
Ti andrebbe di riportare i link a quelle risorse? 🙂
Ciao
Tommaso
::golden_boy” post=105492Risolto con questo codice, se a qualcuno può servire:
`
\begin{figure}%[!h]
%\centering
\includegraphics[scale=0.2]{1a}
\caption[]{Origini del diritto d'autore\footnotemark{}}
\end{figure}\footnotetext{A destra la regina Anna d'Inghilterra in un dipinto di Sir Godfrey Keller. In basso a sinistra Il combattimento davanti all'Hôtel de Ville, dipinto di Jean-Victor Zchnetz. In alto a sinistra il compositore W. A. Mozart, morto a soli 35 anni in miseria, senza beneficiare di nessun diritto d'autore}
`Non mi pare di aver mai visto una didascalia con una nota al piede. Tanto meno in un ambiente mobile. Credici, c’erano molti altri modi per risolvere la cosa.
Ciao
Tommaso
::s_buonomo21″ post=105454Salve,
il mio problema è riuscire a inserire le immagini proprio nello spazio che desidero. Succede spesso che una volta finito di scrivere qualcosa, se inserisco l’immagine questa va a finire ancora più sotto.
Come si può correggere il posizionamento e il ridimensionamento dell’immagine?
Sono alle prime armi con LaTeX,
Grazie mille per l’attenzioneCiao e benvenuto/a nel forum.
Quello che lamenti non è affatto un problema, ma il normale comportamento di LaTeX. Anzi, vale il contrario: mettere le immagini dove vorresti tu creerebbe, forse, probabilmente, dei problemi che ricadrebbero sul risultato finale.
Ti consiglio di leggere il capitolo Tabelle e figure nella guida L’Arte di scrivere con LaTeX, che puoi scaricare nella sezione Documentazione qui sopra. Lì dentro trovi spiegato tutto quello che ti serve. Se poi hai ancora difficoltà, siamo qui per aiutarti.
Ciao
Tommaso
::ivan” post=105411Tommaso Gordini mi ha segnalato qualche settimana fa il font Cochineal e nel giro di qualche ora ho preso la decisione che attendevo da anni. Il font di Sharpe è veramente completo. Greco (c’è tutto) e cirillico, grassetto, vero maiuscoletto, quattro tipi di figures e supporto per la matematica attraverso newtxmath. Fermo restando che per un lavoro scientifico che abbia almeno un terzo di matematica non avrei dubbi a consigliare il Latin Modern, font campione di chiarezza e leggibilità. Ma per lavori di filosofia della scienza la matematica è resa sufficientemente bene.
Ringrazio Ivan per l’addebito, ma mi sento in dovere di rendere a Cesare quel che è di Cesare precisando che a mia volta ho avuto la segnalazione di quei font da Enrico.
Un po’ come nella Commedia: la Madonna che avverte Santa Lucia di andare da Beatrice per dirle che vada da Virgilio a dirgli di muoversi per soccorrere… Ivan 🙂
(Naturalmente, ogni riferimento a persone e fatti della realtà è puramente casuale!)Ad ogni modo, i Cochineal mi piacciono assai. Al di là delle caratteristiche della famiglia con grazie (addirittura il vero maiuscoletto nero inclinato) trovo che il greco sia esaltante, ma che il cirillico (che manca di soli due glifi, uno per l’ucraino e l’altro per il ruteno, due delle lingue che usano questo alfabeto) non si sposi benissimo con il romano.
Quando dico esaltante, dico che per me si legge benissimo e che sta bene con il font romano.
Certo, i font CB sono i font greci più neutri che ci siano, per me. Chiarissimi, sono i caratteri greci che tutti noi avremmo sempre voluto avere al Liceo e all’Università: leggerli era come sentirsi a casa tra mura confortevoli. Avevamo la percezione che chi li usava (forse però ancora non c’erano e al loro posto si usavano i Didot, simili, credo di non sbagliare) avesse fatto le cose per bene.Ma io non sono di quelli che per forza dice che un font greco deve immergersi alla perfezione in un carattere romano fino a confondersi. Come potrebbero confondersi greco e latino, nella scrittura? Per esempio, a me piace molto anche il greco del Garamond Premier Pro, quello dell’Old Standard, quello dello Junicode, quello dell’EB Garamond (OpenType, naturalmente). Saranno anche barocchi, ma a me piacciono. Sarà per il fatto di aver studiato questa lingua, ma non mi sconvolgo quando un carattere greco non è leggibilissimo: se mi piace, mi piace e basta.
Ma i Cochineal mi piacciono, e soprattutto hanno TUTTO: tutti i glifi normali, tutti quelli politonici e tutti, dico tutti quelli arcaici: coppa, sampi, digamma, stigma, san, heta, caratteri lunati con e senza punto. A voler essere pignoli, mancano dei numerali arcaici. Ma permettono di scrivere anche un testo didattico per mostrare questi caratteri.
Un solo appunto, per il momento: i numeri minuscoli proporzionali mi sembrano (dico mi sembrano) un tantino attaccati. E, questo sì, il numero uno minuscolo non mi piace così com’è: lo vorrei come una lettera i maiuscoletta e non come un numero 1 rimpicciolito. Scrivo a Sharpe per proporre una variante stilistica, non dovrebbe avere difficoltà. Vorrei proporgli anche di inserire una famiglia per lingue non latine: una per l’ebraico e per l’arabo, oppure di fare un pacchetto con queste due lingue retrograde che si accoppi con Cochineal, almeno per completare il panorama degli alfabeti che si affacciano sul Mediterraneo. Servirebbe anche il turco, forse. Ma forse è troppo.
Ciao
Tommaso
::golden_boy” post=105364Scusa l’ignoranza. Ho salvato il file e sto cercando di replicare una copertina, ma non riesco.
Il codice non è molto intuitivo: non c’è un canovaccio base e poi i vari posti dove andare a lavorare di volta in volta (mi metto nei panni di uno che si approccia anche alla title page per la prima volta) 🙂Non capisco che cosa tu abbia salvato, dato che quel pacchetto è presente nella TeX Live.
Il codice alla fine è molto chiaro e commentato, e costituisce proprio il canovaccio che cerchi. E, soprattutto, funziona.Il problema è un altro: leggere la documentazione costa tempo e fatica. Ma per chi deve sistemare la guida a LaTeX della propria Università, sono sicuro che è una quisquilia!
E poi, suvvia, non sei uno che affronta una titlepage per la prima volta 🙂
Ciao
Tommaso
::zerop” post=105228Ciao Ivan grazie della risposta,
purtroppo quella discussione è nel mio browser da un po di giorni e sinceramente non mi ci ritrovo.
Dato che è stato scritto 8 anni fa, secondo me ci sono comandi che non ho ora. Non so, ma non funziona. Non sono magari comandi relativi a una distribuzione di live tex che magari ora è diversa?Per il frontespizio UNIMI speravo proprio che qualcuno mi sapesse indirizzare su uno magari già fatto anche se come ripeto il PDF di frontespizio.frn mi viene anche abbastanza bene, ma come ho detto non so poi come proseguire!
Hai Mac, usa TeXShop 😉
Dai un’occhiata qui
http://www.guitex.org/home/forum/5-tex-e-latex/20173-frontespizio-tesi-universita-degli-studi-di-milanoCiao
IvanNon so aiutarti per il frontespizio della tua Università, ma il frontespizio creato dal pacchetto frontespizio dovrebbe andare bene comunque.
Per quanto riguarda il tuo problema, ti dico che questo codice a me funziona:
`\documentclass[a4paper,titlepage]{book}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{frontespizio}
\usepackage{booktabs}
\usepackage[backend=biber]{biblatex}
\addbibresource{bibliotest.bib}
\begin{document}\begin{frontespizio}
\Universita{Statale}
\Facolta{Lettere e filosofia}
\Corso{Filosofia}
\Annoaccademico{2015-2016}
\Titoletto{Tesi di laurea magistrale}
\Titolo{La mia tesi:\\ Super tesi della filosofia}
\Candidato[PP999999]{Pinco Pallo}
\Relatore{Albert Einstein}
\Correlatore{Quentin Tarantino}
\end{frontespizio}\begin{document}
Ciao
\end{document}`
La sequenza di composizione è nota:1. componi una prima volta il tuo file principale
2. componi il file …-frn-tex creato automaticamente dalla prima composizione per ottenere il frontespizio composto come file a sé
3. componi un’altra volta il tuo file principale e ti vedrai il frontespizio attaccato correttamente alla tua tesiNaturalmente, perché questo possa funzionare bene, bisogna che il file …-frn.tex si trovi nella cartella in cui c’è il file principale della tesi. Non ho idea di dove Texpad metta i file, ma dai miei ricordi non li mette in cartelle nascoste. A ogni modo, puoi sempre modificare questo comportamento nelle preferenze di Texpad.
Un consiglio non richiesto: avendo tu un Mac, ti direi di usare TeXShop. Tra gli editor non difficili (come Aquamacs, per esempio) è senza dubbio il migliore, pur con le sue piccole magagne.
Ciao
Tommaso
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Dunque, per come la vedo io stiamo uscendo dal seminato. Come sempre ultimamente, del resto.Vorrei precisare che Euler non è il font matematico di ArsClassica, né quello di ClassicThesis, su cui ArsClassica è modellato.
Il carattere matematico di entrambi gli stili è il Palatino: il pacchetto mathpazo, infatti, è stato scritto per permettere di avere una matematica coerente con il font testuale Palatino, che pure carica. Perché dico questo? Perché Miede ha messo gli Euler come opzione e non come default, e non ha scritto da nessuna parte nella sua documentazione che è obbligatorio usarli. Né lo ha scritto Lorenzo, il quale li raccomanda, ma non ne fa un obbligo. Se Euler fosse stato il carattere matematico di questi due stili, perché gli autori non lo hanno messo come impostazione predefinita, anziché relegarlo tra le opzioni? Perché non lo è, chiaro.
Il fatto che entrambi gli autori, poi, scrivano le formule matematiche in Euler nelle proprie documentazioni, non è sufficiente a dire che Euler è il font matematico di ClassicThesis e di ArsClassica. È solo una preferenza personale. Che Miede abbia scelto Euler come alternativa a Pazo e che Lorenzo abbia scelto la stessa cosa, è una preferenza personale.
Di sicuro c’è una sola cosa, per me: le formule matematiche in Pazo (o in newpxmath, se si usa quello) sono innegabilmente più immerse nel testo e cozzano meno con il contesto. Euler, come ho detto, è un font che è molto lontano dagli standard (preferenza personale: mi piace moltissimo per il numero delle sezioni, ma non per le formule, anche perché è troppo grande) e mima la scrittura umana alla lavagna, che per forza è diritta! Ma la matematica, mi pare, è una scienza fatta di convenzioni, e l’inclinazione delle lettere conta non poco, e per me usare un carattere che fa il verso a un risultato inevitabile come quello del gesso e della lavagna, è una forzatura, un vezzo. Ma tant’è.
Tanto varrebbe non usare mai il corsivo in un testo: alla lavagna, chi scrive inclinato a destra? 🙂
Anche la piramide di vetro che sta nel cortile del Louvre è molto lontana dagli standard, del resto.Detto questo, il nostro amico di partenza non deve ripiegare su TesiModerna, se non gli piacciono gli Euler: basta che levi l’opzione relativa da quelle passate a ClassicThesis. Può sempre mantenere gli Euler per il numero dei capitoli, essendo anche questa un’opzione.
Da cui discende una sola cosa a casa mia: dato che per avere gli Euler basta scrivere [tt]eulermath[/tt] e che per non averli basta levarlo; visto che entrambi i font, dato che sono opzioni di uno stesso stile, permettono di avere risultati tipografici ottimali (perché previsti entrambi dallo stesso autore), allora vale proprio quello di cui si parlava prima: basta una sola parola (non un’intera riga!) per ottenere risultati tipografici ottimali, indipendentemente dalle 700 righe di ClassicThesis e dalle 300 di ArsClassica.
Concludo dicendo che suftesi è lunga 2719 righe, e che basta scrivere [tt]greekfont=bodoni[/tt] per caricare un pacchetto che modifica in profondità il look della pagina e ottenere un risultato tipografico ottimale.
Ciao
Tommaso
::lorenzo.pantieri” post=105160
Non basta, come vedi. Quei font richiedono impostazioni particolari per regolarne il comportamento. 🙂
Lal mia era semplice curiosità. Sono molto scettico che basti aggiungere la chiamata a un pacchetto che modifica in profondità il look della pagina (cambiando i font, per esempio) per avere un risultato tipograficamente valido. Ripeto: ClassicThesis è lunga 700 righe, ArsClassica 300. Dubito che basti aggiungere una riga per avere qualcosa di buono… 😉
Lo stile ClassicThesis è stato costruito intorno a Euler?
Ciao
Tommaso
::lorenzo.pantieri” post=105154
`\usepackage{newpxtext,newpxmath}`
Per curiosità ho provato, il risultato lascia molto a desiderare, soprattutto per quello che riguarda i limiti…
Quelli sono i migliori pacchetti per il Palatino in circolazione.
Più che altro, nel tuo esempio hai usato i numeri minuscoli…
Ciao
Tommaso
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