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La soluzione di comodo che ho trovato, almeno per pararmi le spalle qualora dovesse succedere quacosa che mi impedisca di compilare direttamente la tesi, è stata quella di utilizzare il pacchetto per il frontespizio contenuto nella classe toptesi:
`\usepackage{topfront}`
che, per un verso genera in maniera facile il frontespizio, e per altro verso ti permette di caratterizzare la tua tesi con i pacchetti che più ti piacciono. Probabilmente la stessa strada è praticabile con l’intera classe toptesi.Io non sono un purista ma ti rispondo ugualmente. Il frontespizio della tesi insieme al curriculum vitae è una di quelle poche cose che non hanno canoni precisi. Io per entrambe non sono riuscito a trovare pacchetti che mi dessero un risultato che mi soddisfacesse e quindi ho iniziato a studiare le varie soluzioni usate qua e la fino a scrivermi un codice ad hoc. Per questo motivo, non vedo niente di male nell’usare pezzi di pacchetti o di classi (ad esempio toptesi). Per quanto riguarda il frontespizio, io all’inizio avevo cercato di includere il codice nel preambolo della tesi ma mi creava troppi problemi e quini ho finito per avere due documenti: uno con il corpo della tesi e uno solo con il frontespizio. Io consiglio ad ognuno di usare la tecnica che trova più comoda.
::Se continui ad avere problemi, prova con
`\raggedbottom`
nel preambolo.Se non ho capito male, lui ha un problema di spazi orizzontali tra parole, non verticale tra voci della bibliografia. Anche io ho notato che spesso la bilbiografia presenta questi problemi nel dvi. Tuttavia il pacchetto microtye (che funziona però su pdflatex) risolve completamente il problema.
::Non è un fatto scorretto, ma devo solo fare un listato di figure, per altri motivi che non vi sto a spiegare. Il discorso è che non ho bisogno di subfigure perché sono figure differenti, non dello stesso soggetto, ed ognuna con la propria caption.
Perché dovrebbe essere sbagliato tutto ciò?Niente è giusto o sbagliato. Io, da lettore, odio figure non spiegate nel testo perché rendono molto più faticosa la lettura. Detto questo, sei libero di fare le scelte che ritieni più opportune.
::Quindi “tipograficamente” parlando è sbagliato o proibito mettere tante figure una dopo l’altra? Non si possono mettere?
La tipografia non è matematica: non esiste giusto o sbagliato. Sicuramente è “tipograficamente sconveniente” e ti spiego come mai. Se hai molte figure e poco (o nessun) testo possono essersi verificate due cose: (1) nel testo non hai spiegato le figure, oppure (2) tutte le figure si riferiscono allo stesso argomento e dunque hai poco testo che le descrive tutte. Se sei nel caso (1) dovresti aggiungere una spiegazione per ogni figura che inserisci altrimenti il lettore non troverà alcun legame tra il testo e le figure, rendendo queste ultime perfettamente inutili. Se sei nel caso (2), allora capirai come mai ti è stato ripetutamente consigliato il pacchetto subfigure. Ricorda che ogni subfigure può avere una sua didascalia.
Se c’è del testo tra una figura e l’altra gli piace di più? Se la risposta a questa domanda è sì (anche se non capirei perché) non ce lo posso “fregare con un phantom?
La risposta è NO. Se hai 30 figure ognuna separata da una riga di testo, LaTeX avrà comunque problemi a posizionarle. Il fatto è che il rapporto testo/figure dovrebbe essere più altro. Non importa quanti paragrafi hai.
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