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  • in risposta a: problema con /frontmatter e /mainmatter #56707
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    Tieni anche presente, però, che la classe book non definisce l’ambiente [tt]abstract[/tt] di proposito, perché si ritiene che, per un libro, un sommario sia del tutto inappropriato: fai il confronto con la classe report, che invece lo definisce.

    Ora, saprai tu cosa stai scrivendo e che tipo di documento è; volevo solo raccomandarti di non fare pasticci. Forse per il tuo documento è più appropriata, per l’appunto, la classe report, magari con le opzioni [tt]twoside[/tt] e [tt]openright[/tt].

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Badness 1303 #106716
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    Sono stupido io, il tuo preambolo l’avevi già inviato nel primo messaggio.

    Scrivere testi matematici è già un’arte difficile di suo, comporli in colonne strette può avvicinarsi al virtuosismo o, addrittura, risultare impossibile; sicuramente obbliga ad accettare compromessi. Per esempio, io ho provato a riscrivere il tuo capoverso nel modo mostrato nel codice che segue.

    `
    \documentclass
    [11pt,twocolumn,a4paper]
    {article}
    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[utf8]{inputenc}
    \usepackage[italian]{babel}
    \usepackage{amsmath}

    \begin{document}

    \begin{description}
    \item[Come lo fai tu:]
    vedi capoverso seguente.

    Si può ottenere una trasformazione T componendo opportunamente le
    operazioni di inserimento o aggiornamento appena descritte come
    \(T=\langle f_1, f_2, \dotso, f_m \rangle \) dove ogni operazione \(f_x
    \in \{O_{Op}^F (\cdot, C_a ), O_{Op}^T (\cdot, C_b ), O_{Op}^? (\cdot
    ,C_c ), O_E (\cdot, C_d ), \\
    O_S^{S,n} (\cdot, C_e ), O_S^{B,n} (\cdot, C_f ), O_D^L (\cdot, C_g ),
    O_D^S (\cdot, C_h ), \\ O_R (\cdot, C_i)\} \). La trasformazione
    risulta diversa se si cambiano l’ordine delle operazioni o dei blocchi
    su cui si applica. Perciò \( \langle \cdot \rangle \) è un insieme
    ordinato di funzioni di composizione dove \(\langle f_1, f_2, \cdots,
    f_m \rangle \) rappresenta la funzione \(g\) definita da
    \(g(x)=f_m(\cdots f_2 (f_1 (x)) \cdots)\).

    \typeout{Sotto la linea comincia la mia versione: ci sono avvertimenti?}
    \typeout{—————————————————————-}

    \item[Come lo farei io:]
    vedi capoverso seguente.

    % Questo andrebbe messo nel preambolo:
    \newcommand*{\MyO}[3]{O_{#1}^{#2}(\,\cdot\,,C_{#3})}
    % (saprai scegliere tu un nome più opportuno per il comando).

    È possibile ottenere una trasformazione~$T$ componendo opportunamente le
    operazioni di inserimento o aggiornamento appena descritte come
    \[
    T = \langle f_1, f_2, \dots, f_m \rangle
    \]
    dove ogni operazione
    \begin{align*} % questo è uno sporco trucco!
    \begin{split}
    f_x \in \bigl\{ & \MyO{Op}{F}{a}, \MyO{Op}{T}{b}, \MyO{Op}{?}{c}, \\
    & \MyO{E}{}{d}, \MyO{S}{S,n}{e}, \MyO{S}{B,n}{f}, \\
    & \MyO{D}{L}{g}, \MyO{D}{S}{h}, \MyO{R}{}{i} \bigr\}
    \end{split}
    \end{align*}
    La trasformazione risulta diversa se si cambiano l’ordine delle
    operazioni o dei blocchi su cui si applica. Perciò \( \langle \,\cdot\,
    \rangle \) è un insieme ordinato di funzioni di composizione dove \(
    \langle f_1, f_2, \cdots, f_m \rangle \) rappresenta la funzione~$g$
    definita da
    \[
    g(x)=f_m(\cdots f_2 (f_1 (x)) \cdots)
    \]
    \end{description}

    \end{document}
    `

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Badness 1303 #106715
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    miren” post=106849[…] per le lettere accentate uso`\usepackage[utf8]{inputenc}` ho provato a cambiarlo come dici tu (commentando il precedente) […]

    No, no, no, per le lettere accentate devi usarli entrambi: sia fontenc, sia inputenc. Scrivi così:
    `
    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[utf8]{inputenc}
    `
    Manca ancora la classe di documento. Dicevi anche che usi [tt]twocolumn[/tt], o sbaglio?

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Badness 1303 #106713
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    miren” post=106847Per quanto riguarda gli avvisi di Underfull \hbox nè ho ancora alcuni relativi però ad altre linee. Sono di questo tipo:
    `
    Underfull \hbox (badness 10000) in paragraph at lines 69–71
    []\OT1/cmr/m/n/10.95 Si puo ot-te-ne-re una tra-sfor-ma-zio-
    []
    `
    Riesci a spiegarmi a cosa è dovuto? Così correggo la cosa 🙂

    Bisogna vedere il codice sorgente alle linee citate (e magari anche un po’ prima e un po’ dopo). Serve anche sapere la classe di documento, il formato di carta usato ([tt]a4paper[/tt], immagino), se carichi il pacchetto geometry e, in caso affermativo, con quali impostazioni. Il carattere usato lo si vede già: usi [tt]11pt[/tt] e non usi`\usepackage[T1]{fontenc}`Quest’ultima linea di codice, invece, ti consiglierei di inserirla, fra i primissimi pacchetti che carichi, visto che scrivi in italiano. Guarda, neanche a farlo apposta, nella tua [tt]Underfull \hbox[/tt] la seconda parola contiene un accento!

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Badness 1303 #106711
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    Dimenticavo: l’avvertimento (non errore) di [tt]Underfull \hbox[/tt] compare ancora? Tu sai che, sebbene non impediscano di portare correttamente a termine la compilazione, questi avvertiemnti indicano un problema nella giustificazione del testo che andrebbe risolto prima di realizzare la versione finale del documento.

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Badness 1303 #106710
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    Guarda bene e confronta le parentesi più esterne con quelle più interne: la differenza è appena percettibile (infatti deve essere una sorta di tocco subliminale), ma dev’esserci!

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: titolo delle pagine #106748
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    illinguista1972″ post=106838[…]
    Benvenuta nel forum 🙂

    Per scoprire come fare, ti puoi scaricare L’arte di scrivere con LaTeX e cercare lì quello che ti serve, per esempio. Guarda la sezione documentazione qui sopra.

    Ciao
    Tommaso

    Io sono un po’ più indulgente di Tommaso e ti suggerisco anche il paragrafo da guardare: è il 3.8, intitolato «Stili di pagina», e in particolare il sottoparagrafo «Gestire le testatine».

    Ci sarebbe anche un altro metodo, che è quello che io uso ordinariamente in situazioni del genere, ma non so se sia il caso di insegnarlo a un(a) principiante… 😉

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Gestione spazi in tabella matematica #106738
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    Probabilmente tu intendi fare qulcosa del tipo mostrato nel codice seguente, che si compila senza errori. Nota i punti seguenti:

    1. come definisco lo specificatore [tt]M[/tt];
    2. (anche se non c’entra nulla con il problema) che non uso [tt]displaymath[/tt], ma l’ambiente [tt]equation*[/tt] definito dal pacchetto amsmath, che raccomando vivissimamente.

    `
    % My standard header for TeX.SX answers:
    \documentclass[a4paper]{article} % To avoid confusion, let us explicitly
    % declare the paper format.

    \usepackage[T1]{fontenc} % Not always necessary, but recommended.
    % End of standard header. What follows pertains to the problem at hand.

    \usepackage{amsmath} % matematica superiore
    \usepackage{array} % per poter usare “\newcolumnntype”
    \newcolumntype{M}[1]{>{\centering\arraybackslash $}m{#1}<{$}} \begin{document} Testo prima. \begin{equation*} \begin{array}{c|c|M{2cm}} [\lambda_{m_{0}}] & \dot{\psi} & \dot{y} \\ \hline \hline &&\\ [-3mm] V_{JK_{x}} & -\dfrac{JK}{2}\cdot\dfrac{\partial\beta}{\partial\psi}\cdot\sin\beta - IJ\cdot\dfrac{\partial\beta}{\partial\psi}\cdot\sin\eta_{0} & \\ [3mm] V_{JK_{y}} & \dfrac{JK}{2}\cdot\dfrac{\partial\beta}{\partial\psi}\cdot\cos\beta - IJ\cdot\dfrac{\partial\beta}{\partial\psi}\cdot\cos\eta_{0} & \\ [3mm] \hline &&\\ [-2mm] \omega_{JK} & \dfrac{\partial\beta}{\partial\psi} & \\ [3mm] \hline &&\\ [-3mm] V_{KL_{x}} & -AK\cdot\sin\psi_{0} - \dfrac{KL}{2}\cdot\dfrac{\partial\beta}{\partial\psi}\cdot\sin(\beta+\beta_{0}) & \\ [3mm] V_{KL_{y}} & AK\cdot\cos\psi_{0} + \dfrac{KL}{2}\cdot\dfrac{\partial\beta}{\partial\psi}\cdot\cos(\beta+\beta_{0}) & \\ [3mm] \hline \omega_{KL} & 1 & 1 \\ \end{array} \end{equation*} Testo dopo. \end{document} ` Un’altra cosa che raccomando vivissimamente (e che tu non fai :wink: ) è di seguire le raccomandazioni dell’Arte circa il modo di comporre tabelle, sfruttando anche il pacchetto booktabs.

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Badness 1303 #106708
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    Certo, ecco subito spiegata la ragione dell’errore: non vedi che alla fine della seconda linea dell’ambiente [tt]split[/tt] manca il [tt]\\[/tt]? 🙂

    Suggerirei anche un paio di miglioramenti al codice che mi vengono in mente di primo acchito (magari ce ne sono altri): migliorare lo spazio attorno a [tt]\cdot[/tt] e differenziare leggermente per dimensione le parentesi annidate di ugual tipo. Ecco il codice emendato:
    `
    \item Esecuzione di \( O_E({}\cdot{}, S_{01}) \):
    \begin{equation*}
    \begin{split}
    V & \gets (V – \{S_{01}\}) \\
    & \cup \{ \xi(S_{01}) \}, \\
    E & \gets \bigl(E- \{(S_{01}, B_1), (P_1^F, S_{01})^F\}\bigr) \\
    & \cup \bigl\{ \bigl(\xi(S_{01}), B_1\bigr),
    \bigl(P_1^F, \xi(S_{01})\bigr)^F \bigr\}.
    \end{split}
    \end{equation*}
    `

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Esempio minimo compatibile #106733
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    In realtà, non è indispensabie caricare il pacchetto mwe per includere immagini “segnaposto”: basta che il pacchetto sia presente sul proprio sistema. La directory di tale pacchetto, che dovrebbe essere`$TEXMF/tex/latex/mwe/`contiene, oltre al file [tt]mwe.sty[/tt] in cui risiede il codice del pacchetto stesso, anche un certo numero di immagini da usare, appunto, a mo’ d’esempio, nei quattro formati EPS, JPG, PDF e PNG; il nome di gran parte di questi file comincia con [tt]example-image[/tt]. Poiché si trovano in una delle (tantissime) directory in cui TeX cerca automaticamente i file da leggere, esse vengono trovate semplicemente dandone il nome; per esempio,
    `
    \documentclass[a4paper]{article}
    \usepackage{graphicx}

    \begin{document}
    \begin{center}
    \includegraphics[width=.5\linewidth]{example-image}
    \end{center}
    \end{document}
    `
    funziona perfettamente, anche senza caricare il pacchetto mwe.

    Tuttavia, caricando espressamente mwe si hanno alcuni vantaggi:

    1. Se si sta compilando con uscita PDF, il pacchetto ridefinisce le precedenze tra i formati grafici in modo tale che le immagini vengano incluse nel formato PDF; senza caricare mwe, l”immagine viene inclusa in formato PNG, leggermente meno “pregiato”.
    2. È possibile denominare le immagini omettendo il prefisso [tt]example[/tt]; per esempio, si può scrivere semplicemente`\includegraphics[width=.5\linewidth]{image}`
    3. Il pacchetto mwe carica automaticamente anche graphicx, lipsum e blindtext.

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Badness 1303 #106706
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    Il messaggio [tt]Underfull \hbox[/tt] (che è un avvertimento e non un errore) non c’entra assolutamente nulla con l’errore (questo sì che lo è) che si verifica poco dopo, e che riguarda un ambiente [tt]split[/tt] mal formato. L’errore, dunque, si verifica alla linea 242 e non alle linee 215–216. Dalle parti della linea 242 ci dovrebbe essere un’equazione contenente, appunto, un ambiente [tt]split[/tt]: prova a farci vedere il codice completo di quell’equazione.

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: ! Missing $ inserted. $ #106670
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    schwarz89it” post=106778[…]Mi intrometto nella discussione, quali sono le righe magiche?

    Credo che @robitex si riferisse ai commenti del tipo`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode`che istruiscono alcuni tipi di editor circa la codifica sotto la quale il sorgente è scritto.

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Ottimizzazione formule matematiche #106658
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    Più che da «ottimizzare», qui c’è da riscrivere tutto daccapo, dopo aver letto almeno la documentazione dei pacchetti amsmath ([tt]texdoc amsmath[/tt]) e mathtools ([tt]texdoc mathtools[/tt]). Elenco alla rinfusa una serie di “brutture” (per non dir di peggio…) che balzano all’occhio anche a una rapida lettura.

    1. Imparare a usare gli ambienti di base forniti da amsmath, come [tt]equation[/tt], [tt]gather[/tt], [tt]align[/tt], [tt]multline[/tt] (l’elenco non è completo) e le relative forme asteriscate.
    2. Imparare a usare l’ambiente [tt]split[/tt] per spezzare una singola equazione su più righe mantenendo però un unico numero di equazione.
    3. Imparare che esiste il comando [tt]\text[/tt] per includere testo descrittivo (come «where») all’interno di formule.
    4. Imparare a usare con giudizio il comando [tt]\,[/tt]. Qui si apre anche una discussione delicata circa il modo in cui scrivere i differenziali e gli integrali: io scrivo semplicemente`f'(x) = \frac{df}{dx}`e`\int_{a}^{b}f(x)\,dx`o simili: c’è chi mi fucilerebbe per questo, e io sono disposto a farmi fucilare, ma non cambio idea (con tanti saluti postumi all’ISO). Però`\int_{a}^{b}f(x) dx`non lo posso proprio vedere!
    5. Imparare a usare (anche qui, con giudizio) i costrutti [tt]\left( … \right)[/tt], [tt]\bigl[ … \bigr][/tt], [tt]\biggl\{ … \biggr\}[/tt], solo per citarne alcuni (e non [tt]\begin{Bmatrix} … \end{Bmatrix}[/tt]!), per dimensionare correttamente i vari tipi di parentesi che racchiudono una sottoespressione.
    6. Collegato al punto precedente: imparare la differenza che passa tra [tt]|x|[/tt] (o [tt]\vert x\vert[/tt]) e [tt]\lvert x\rvert[/tt].
    7. A sua volta collegato col punto precedente: imparare almeno l’uso di base della dichiarazione [tt]\DeclarePairedDelimiter[/tt] del pacchetto mathtools per definire comandi orientati alla semantica, come, per esempio, un comando [tt]\abs[/tt] da usarsi in contesti quali [tt]\abs{x}[/tt] o [tt]\abs*{\frac{a}{b}}[/tt].
    8. Imparare che non esiste solo [tt]\lim[/tt], ma anche [tt]\log[/tt] ed [tt]\exp[/tt] (e molti altri).
    9. (Basta, sono stanco…)

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Errore – Classe toptesi #106633
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    Ah, è perché volevo che il codice riflettesse la situazione attuale, cioè che c’è uno spazio dopo la graffa. In altre parole, quella non era la correzione, ma la descrizione del (venialissimo) refuso. Parto dal presupposto che l’utente finale non si metta a modificare il codice dei pacchetti delle distribuzioni, e quindi nemmeno mi ponevo il problema di descrivere la correzione. 🙂

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Inserire tempo in LaTeX #106653
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    Ah, dicevi «delle varie compilazioni» in senso cumulativo: non avevo capito, scusa. Be’, perché no? Memorizzando, ad accumulo, le varie date in un file ausiliario, magari. Peccato che TeX non consenta, per quanto so io, di aprire file in modalità append: ciò obbliga a ricopiare ogni volta tutte le date precedenti.

    Sì, bisogna scriverci su un po’ di codice: prova a lavorarci, e facci sapere! 🙂

    Ciao.


    Gustavo

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