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dearick” post=100537Ciao Gustavo, si avevo capito che dovevo inserire un ambiente matematico, ma come faccio a creare la parentesi graffa con le quattro equazioni?
Come ti ha fatto vedere mcl1962 dovrebbe funzionare.
dearick” post=100537[…]
p.s. se tolgo l’opzione [overload] riesco a compilare, se la lascio (l’opzione) non riesco a compilare.
[…]Si può vedere esattamente che codice usi (esempio minimo compilabile, per favore :smile:), e anche che errori risultano?
Ciao.
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Gustavo
::golden_boy” post=100516io non ho configurato TeX per girare in modo batch (anche perchè ancora non saprei come fare 😀 ) e neanche lei!
forse il suo relatore ha questa “abilità” o sa fare solo in quel modo, ma meglio aggiustare il codice a dovere 😉Ho chiaramente tirato a indovinare, ma non so cos’altro pensare: il tuo codice deve produrre un errore, se “soggettivamente” la compilazione appare come priva di errori, vuol dire che gli errori sono stati “artificialmente” (= con arte) inibiti…
Ciao.
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Gustavo
::dearick” post=100531Ciao Claudio, se tolgo l’opzione [overload] riesco a compilare, se la tolgo ricevo errore. Non so.
Strano. Ma, di nuovo: quale errore? (Immagino sia: «se la lascio, ricevo errore». Se invece intendi «se lascio l’opzione [overload] riesco a compilare, se la tolgo ricevo errore», allora non c’è nulla di strano! :smile:)
Ciao.
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Gustavo
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Poiché nel messaggio originale veniva usato l’ambiente subequations, credevo di aver capito che si volesse produrre un insieme di equazioni con numerazione del tipo 13a, 13b, 13c, ecc., invece del semplice 13, 14, 15, ecc. Evidentemente avevo capito male, e in particolare, nella fretta, non avevo notato che in realtà si voleva semplicemente raccogliere con una graffa delle equazioni numerate normalmente. Non posso però fare a meno di notare che, comunque sia, l’uso dell’ambiente subequations che viene fatto nel messaggio iniziale è in ogni caso errato: il seguente codice illustra e nel contempo spiega l’uso corretto:
`
\documentclass[a4paper]{amsart}
% Carica automaticamente anche il pacchetto amsmath.
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[italian]{babel}\title{Sottoequazioni}
\author{G.~Mezzetti}\begin{document}
\maketitle
L'ambiente \texttt{subequations} non d\`{a} inizio di per s\'{e} a un'equazione,
ma modifica il modo in cui sono numerate le equazioni successive, che devono
essere incluse ciascuna in un suo proprio ambiente \texttt{equation}.Un'equazione numerata per conto suo:
\begin{equation}
e^{\pi i} = 1
\qquad\mbox{(definizione del “$\pi$ pesante'').}
\end{equation}Equazioni con sottonumerazione:
\begin{subequations}
\label{eq:gruppo}
ci pu\`{o} anche essere del testo in mezzo. Ecco la prima
“sottoequazione'':
\begin{equation}
e^{x+iy} = e^{x}\bigl(\cos(y) + i\sin(y)\bigr) \mbox{;}
\label{eq:Eulero}
\end{equation}
in particolare, per un numero immaginario puro abbiamo:
\begin{equation}
e^{i\theta} = \cos(\theta) + i\sin(\theta) \mbox{.}
\end{equation}
\end{subequations}Il riferimento al gruppo \`{e} un riferimento all'equazione~\eqref{eq:gruppo};
di queste, la~\eqref{eq:Eulero} \`{e} l'identit\`{a} di Eulero.\end{document}
`L’errore «Missing $ inserted» è causato proprio dal fatto che subequations non dà inizio, di per sé, al modo matematico.
Ciao.
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Gustavo
::golden_boy” post=100514sisi, mi scuso per la svista, me ne ero accorto e ho copiato l’errore di log nel messaggio. sto continuando ad aggiustare il codice che è un pasticcio, nel senso che… non capisco come abbia potuto produrre un pdf funzionante. questo mistero non lo capirò mai 😀
Considera il seguente codice, che contiene già al suo interno una possibile risposta:
`
\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[english,italian]{babel}
\usepackage{amssymb}\newcommand*{\engl}[1]{\foreignlanguage{english}{\emph{#1}}}
\scrollmode
% \batchmode % questo addirittura sopprimerebbe i messaggi d'errore su terminale\begin{document}
La formula $(x_n)_n_\in_\mathbb{N}$ produce vari errori \engl{double subscript};
ci\`{o} nonostante, la stampa prodotta \`{e} la stessa che si otterrebbe dicendo
$(x_n)_n{}_\in{}_\mathbb{N}$ (come \TeX\ stesso spiega se si chiede aiuto al
relativo messaggio d'errore). Se uno compila in uno dei modi che sopprimono
l'interazione con l'utente (p.e., \verb|\scrollmode|) pu\`{o} anche non
accorgersi della differenza.Naturalmente, tutto ci\`{o} non toglie che il codice corretto sia
$(x_n)_{n\in\mathbb{N}}$; e forse solo uno che fosse abituato a compilare in
modo \engl{batch} potrebbe concepire l'idea di scrivere un obbrobrio come
\verb|$(x_n)_n_\in_\mathbb{N}$|!\end{document}
`Il mondo è pieno di persone fatte a modo loro, e ce ne sono anche di quelle che configurano il proprio TeX per girare in modo batch: non potrebbe essere questo che capita alla tua ragazza (quella delle due che ha la consegna venerdì :wink:)?
La configurazione in tal senso può avvenire, oltre che per mezzo di un comando dato espressamente nel sorgente, anche in altri modi: per esempio, con l’opzione -interaction specificata sulla linea di comando, o tramite lo stesso formato usato per la compilazione… Adesso non mi vengono in mente tutti.
Ciao.
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Gustavo
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Vorrei anch’io capire meglio. Innanzitutto, tu vuoi comporre il testo del tuo pieghevole con LaTeX, giusto? E sicuramente vuoi ottenere tre “antine” di circa 10cm x 21cm, giusto? Se è così, mi sembra che quel che devi fare è comporre a tre colonne con l’orientazione “landscape”. Mi pare che così facendo il risultato venga giusto… O sto sbagliando qualcosa? 🙁Ciao.
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Gustavo
10 Marzo 2015 alle 15:51 in risposta a: Impaginazione ‘twoside’ – problema di spaziatura immagini #100674::tivi92″ post=100393[…]
Altrimenti utilizzo questa soluzione “drastica” che pare funzionare bene.
[…]Scusa se insisto, ma cerca di evitare con tutte le tue forze l’uso di “\raggedbottom” in un documento a facciate affiancate (twoside). Tieni presente che — se dato nel preambolo — è un’impostazione globale che modifica tutto il documento.
Quasi mi pento di avertelo suggerito! 🙂 È che mi è venuto naturale pensarci in connessione al passaggio da “oneside” a “twoside”; ma, piuttosto che “\raggedbottom”, che si applica a tutto il documento, se proprio sei costretto a usare una soluzione d’emergenza, metti un “\newpage” subito prima del blocco di testo indivisibile che ti provoca lo stiracchiamento (bisogna saper capire qual è il punto giusto, però): almeno “\newpage” si applica a quella pagina soltanto! Ma meglio di tutto è lasciar ”galleggiare” l’inserto.
Ciao.
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Gustavo
9 Marzo 2015 alle 21:27 in risposta a: Impaginazione ‘twoside’ – problema di spaziatura immagini #100672::tivi92″ post=100382Grazie della risposta,
Con OneSide tra le figure e il testo sottostante non avevo quegli spazi esagerati come nella foto che ho postato in allegato..
Effettivamente però in alcune pagine in fondo veniva lasciato dello spazio.. ma credo sia normale no?
Preferisco avere degli spazi in fondo alle pagine piuttosto che tra figure e testo..Dipende: se le pagine devono affiancarsi come in un libro, non sono mica tanto belli neanche gli spazi in fondo. È ben per questo che “twoside” imposta “\flushbottom” di default.
tivi92″ post=100382Come si fa a rimettere \raggedbottom ? Forse risolvo il problema con il tuo suggerimento
Si scrive “\raggedbottom’ in un punto qualsiasi del preambolo (e in realtà, si può dare anche a documento già iniziato, ma è cattiva pratica). Di solito lo si mette assieme alle altre dichiarazioni di stile sul tipo di “\pagestyle”. Dev’essere però ben chiaro che io non ti raccomando affatto questa soluzione! Segui piuttosto il consiglio di OldClaudio e lascia i tuoi inserti più liberi di muoversi. Nella maggior parte dei casi, le decisioni tipografiche che il LaTeX prende di default sono piuttosto buone.
Ciao.
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Gustavo
9 Marzo 2015 alle 18:27 in risposta a: Impaginazione ‘twoside’ – problema di spaziatura immagini #100669::
Per caso, quando componevi con l’opzione oneside ti avanzava dello spazio in fondo ad alcune pagine, anziché avanzartene fra figure e testo? Tieni presente che, con le classi standard, con l’opzione “oneside” viene impostato di default “\raggedbottom”, mentre con l’opzione “twoside” il default è “\flushbottom”.Ciao.
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Gustavo
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Ci avrei scommesso, che subito sotto c’era un’equazione con un ambiente split (che non può essere spezzato tra due pagine, visto che produce un’unica scatola) 😉 Hai già capito da te qual era la soluzione; in futuro, però, cerca di evitare di scrivere codice così. Non ti offendere, ma il tuo stile di programmazione in LaTeX non è proprio di quelli da citare a esempio… 🙂Ciao.
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Gustavo
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Caro caesar753, non ho provato il tuo codice, perché non è compilabile così com’è. La ragione del problema potrebbe essere non direttamente imputabile alle sole linee di codice che producono la stampa nella quale il problema si manifesta. Dovresti cercare di spedire un sorgente completo che sia il più corto possibile e ciononostante produca ancora l’errore che tu lamenti (il cosiddetto Esempio Minimo Compilabile, EMC).Il tuo problema potrebbe essere causato da un blocco di testo, che segue la frase che finisce con «…equazioni di maglia e di nodo», il quale non può essere spezzato tra due pagine; ma sto tirando a indovinare, con le sole informazioni che hai fornito è impossibile diagnosticare correttamente la causa.
Ciao.
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GustavoP.S.: Comunque, nel codice che hai mandato sembra esserci più di qualcosa non esattamente raccomandabile: non vedi che la soluzione dell’esercizio precedente finisce all’inizio di una nuova pagina, staccata dall’esercizio stesso? E conosco parecchia gente che di fronte a`\textbf{\underline{Soluzione:}}\\`storce alquanto il naso!
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Oltre alla soluzione mostrata in LaTeX SX (citata nel messaggio di Ivan), c’è sempre la possibilità di adottare la procedura d’emergenza, e cioè modificare direttamente il file .bbl, ovviamente solo un attimo prima di produrre la versione “assolutamente finalissima” della tesi. Rimane la questione: di cosa diavolo si occupa questo relatore che se ne viene fuori con trovate così originali? E se gli autori sono molti, cosa scrive: «et alii» o «& Co.»? 😆Ciao.
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Gustavo
::OldClaudio” post=100178Gustavo, spesso divento nostalgico anch’io, ma poi ho imparato che ci sono delle cose che con Plain TeX vanno bene e con LaTeX sono sconsigliate.
D’accordissimo: in generale è del tutto sconsigliabile mischiare LaTeX e plain TeX.
OldClaudio” post=100178Una è \centerline perche è un comando verticale e si può usare solo in modo verticale. se non si è in modo verticale lo forza e la riga dopo comincia un nuovo capoverso. (non è esatto ma rende l’idea).
Eh, è ancora peggio di così: completamente espanso, “\centerline” si riduce a`\hbox to\hsize {\hss #1\hss}`(nota: nessun “\par” prima di “\hbox”), quindi esso non provoca l’abbandono del modo verticale, ma inserisce una «scatola» di larghezza “\textwidth” nel bel mezzo de (la lista orizzontale in cui si va accumulando il contentenuto de) il capoverso; molto raramente questa scatola avrà punti di cesura praticabili sia immediatamente prima che immediatamente dopo, e quasi sempre il risultato sarà una «overfull \hbox».
OldClaudio” post=100178Se uno sta attento si possono fare le cose bene, ma come vedi oltre a \centerline hai dovuto mettere anche degli skip veritcali.
Certo, e stare bene attento ai “%” in fin di riga… 🙂
OldClaudio” post=100178Una tabella non numerata centrata in display simette usando l’ambiente center che provvede al centraggio e agli spazi in modo coerente conil resto del testo.
Qui è @Fascio («Fascio»?! Sarà nel senso della coomologia dei…) che non è chiarissimo su cosa vuole ottenere. Poiché dici — mi rivolgo ora direttamente @Fascio — che la tabella esce dai margini del testo, ma non della pagina, io ho interpretato la cosa nel senso che vuoi far debordare la tabella dai margini del testo, in modo che debordi della stessa distanza da ambo i lati. Con l’ambiente “center” si ottiene invece una «overfull \hbox» e la tabella deborda solo a destra (se lo desideri, le ragioni TeXniche dettagliate di ciò possono facilmente essere spiegate: in sintesi, dipendono dal fatto che “center” usa comunque il costruttore di capoversi, il che preclude l’impiego di colla infinitamente accorciabile). L’interpretazione di @Samiel è invece che tu voglia “schiacciare” la tabella per farla rientrare nei margini. Potresti spiegare meglio cosa vorresti ottenere, esattamente?
OldClaudio” post=100178Tutto sta a vedere se la tabella non è troppo larga da sforare la giustezza; nel qual caso […] basterebbe mettere quella tabella dentro l’argomento di \makebox[\textwidth]{…} che fa più o meno le stesse cose di \centerline, ma meglio.
…però sempre ricordandosi di terminare il capoverso e, verosimilmente, di inserire un po’ di spaziatura verticale.
Un’ultima cosa per quanto riguarda il confronto tra «antichi» e «moderni»: bisogna ricordare che, dopo tutto, “\resizebox” era già descritta nel libro di Lamport del ‘94… 🙂
Ciao.
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Gustavo
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