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A quanto mi risulta l’ordinamento di default è name-title-year e se lo vuoi cambiare devi specificare il tipo di ordinamento che vuoi nelle opzioni di biblatex (ad esempio sorting=nyt è name-year-title).
A quanto leggo dalla documentazione sorting=none dovrebbe mettere le voci in ordine di citazione ma non mi è mai capitato di usarlo.
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È un errore che ogni tanto fa biber…per risolvere devi cancellare la cartella cache che ti indica.
Per farlo vai sul finder fai mela-shift-g (comando rapido per “vai alla cartella”) e copiaci l’indirizzo dell’errore/var/folders/2s/6m922tts6vj4sk7cjwby6wn80000gn/T/par-54656f4d6163/
cancella quindi la cartella cache-1ea1c894d061cba85b64a1b380f6c297de02c7c4 e ricompila
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C’è poi un’altra cosa che nei test fatti non emerge ma che, almeno per la mia esperienza, rende latex differente.Io personalmente mi trovo a scrivere poche tipologie di file e quindi mi ritrovo ad utilizzare sempre gli stessi 3-4 template che mi sono scritto.
Quindi per scrivere il primo documento senza dubbio avrei fatto prima con word (anche perché non è che sia proprio un esperto di latex e già leggere la documentazione dei vari pacchetti che si debbono utilizzare porta via tempo), poi però è un lavoro già fatto e al momento di scrivere il secondo documento non mi debbo preoccupare quasi di niente (a parte aggiungere qualche pacchetto o capire come realizzare cose particolari) e la scrittura è veramente rapida e mi consente realmente di concentrarmi solo sul contenuto perché il resto è già pronto.Secondo me non è un dettaglio da poco. Quando scrivo con word tutti i documenti simili richiederanno più o meno dello stesso tempo per essere composti.
Con latex invece non è così. Per il primo ci vuole tempo, già sul secondo il tempo si riduce considerevolmente. Questo rende latex molto conveniente quando si devono scrivere molti documenti con circa le stesse caratteristiche.Ci sono poi esigenze specifiche che possono rendere latex molto conveniente; e sono tutte quelle esigenze in cui il fatto che latex si basi su del codice aiuta 🙂
Mi è capitato di esportare dei risultati (matrici) ottenuti da un codice di calcolo. Con word sarei impazzito, con latex mi è bastato aggiungere al codice di calcolo le 5-6 righe che servono per fargli esportare i risultati in un file di testo già con la sintassi di latex corretta. Il risparmio che ho avuto in termini di tempo e di sanità mentale in quel caso è stato enorme (erano circa 60 matrici 3×3).Insomma oltre ad essere un test fatto ad un campione molto piccolo, trovo che non sia solo il caso della matematica quello in cui latex sia conveniente. Ci sono infatti troppe altre casistiche che non sono state esaminate.
È vero che non si possono esaminare tutte le casistiche ma, allora, ha senso fare un confronto tra due mondi così differenti?
Come sempre alla domanda “quale è meglio” l’unica risposta corretta è “dipende”. Questa è l’unica cosa che secondo me può emergere da un test simile e non ci vuole certo un test per dirlo 😛
::marchetto” post=99262
…a me darebbe molto fastidio prendere di meno (o di più in una relazione) solo in base all’aver scritto 11 o undici… non ha un senso nè logico nè adatto ad un ambito in cui si deve valutare il lavoro pratico.
Giusto per chiarire: non ho mai scritto che l’articolo è per l’università. Certo per scopi scolastici a volte si può essere più flessibili su certe regole che su altre, sempre evitando di inciampare in cadute di stile. Però credo che, almeno nel mio caso, lasciando lasco il controllo su queste formalità, andando avanti col tempo ci si dimentichi la vera forma da usare. Non sarebbe quindi brutta cosa applicare sempre quelle regole, se non altro per non dimenticarle proprio come è successo a me con i numeri scritti in lettere o in numeri.
Marco
Sono pienamente d’accordo su questa linea di pensiero. Una persona dovrebbe sforzarsi di produrre delle cose ben fatte e curate, questo significa che se certe regole esistono e io non le applico perché “tanto la persona X che deve leggere non noterebbe nemmeno che ho rispettato tale normativa” non faccio altro che abituarmi io stesso a non rispettare delle regole che esistono.
È molto più facile imparare le regole e rispettarle sempre che rispettarle solo in alcuni casi particolari dove è richiesto avere e tenere una certa forma.
Abituarsi a fare le cose per bene è l’unico modo per fare le cose per bene 😉Personalmente non ho mai approfondito troppo la questione analizzata in questo 3d e sicuramente mi è capitato di scrivere con il formalismo errato alcune cose. Nessuno me l’hai mai fatto notare e nessuno me ne ha mai fatto una colpa, ma nel prossimo documento che scriverò sicuramente mi impegnerò per fare di meglio, anche sotto questo punto di vista.
Lo farò per me. Utilizzo latex non perché chi legge i miei documenti non si accontenterebbe di un word scritto alla meno peggio ma perché sono io che non mi accontento.
Riguardo il discorso universitario:
Ci sono professori che come materiale didattico forniscono dispense scritte di loro pugno con una grafia incomprensibile, dove una c spesso e volentieri sembra una n (ci vuole impegno eh…)
Non accetterei mai una critica qualsiasi sulla tipocomposizione da una persona che distribuisce a centinaia di studenti ogni anno cose simili (e ne ho incontrati tanti nella mia carriera universitaria). Il problema però non sono le regole, quanto il fatto che ci siamo abituati alla mediocrità, tanto che nessuno non addetto ai lavori nemmeno le conosce queste regole.Anche per questo penso che sforzarsi di utilizzare i giusti formalismi (anche quando non c’è una vera necessità) non è solo corretto, ma è un dovere quasi morale per chi queste regole le conosce 🙂
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Ci sono diversi comandi che beamer mette a disposizione per questo tipo di cose.
La documentazione di beamer è sicuramente il punto di riferimento su cui puoi vedere quali sono questi strumenti e capire quale usare in questa situazione ma, personalmente, ho trovato molto utile anche questa guida che probabilmente come punto di partenza è abbastanza valido
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Presentazioni.pdfSulla documentazione di beamer invece guardati il capitolo 3 (per cominciare) e poi il capitolo 9 che invece parla solamente delle tecniche di overlay
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Nelle varie ricerche avevo letto anche io quel post.
Al momento non ho il tempo per mettermi a capire come fare per installare biber tramite perl partendo dal sorgente. Inoltre nella mia situazione specifica penso che l’impresa non valga la spesa poiché ho altri computer su cui, a bisogno, poter compilare con biber.Intanto cambio il titolo del topic visto che il problema non è l’os ma il fatto che il computer sia ppc e rimango comunque in ascolto (sia mai che qualcuno abbia altre idee 😉 )
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Servono mesi (o magari anche di più) per imparare tikz (difatti io non lo so utilizzare 😉 )…..fortunatamente per imparare a fare un flowchart serve molto meno. La mia esperienza di tikz è iniziata (e finita visto che non ci ho mai fatto cose particolari) con un flowchart e l’approccio (seppur traumatico) mi ha richiesto un 3-4 ore.Tutto questo per dire che tikz è enorme e padroneggiarlo seriamente non è cosa facile e richiede uno studio costante.
Fortunatamente un flowchart sono quadrati e frecce quindi anche i comuni mortali possono riuscire ad imparare a farli senza soffrire in maniera eccessiva 🙂`\documentclass[a4paper,11pt,openright,titlepage]{book}
\usepackage{tikz}
\usetikzlibrary{calc,positioning,shapes.geometric,shapes.symbols,shapes.misc, intersections, shadows, arrows}\begin{document}
\tikzstyle{decision} = [diamond, draw, text width=2.5cm, text badly centered, node distance=3cm, inner sep=0pt]
\tikzstyle{block} = [rectangle, draw, text centered, text width=2.8cm, rounded corners, minimum height=4em]
\tikzstyle{line} = [draw, -latex']
\tikzstyle{cloud} = [draw, ellipse, node distance=3cm,
minimum height=2em]\begin{tikzpicture}[node distance = 2.5cm, auto]
% Place nodes
\node [cloud] (solve) {SolveProblem()};
\node [decision, below of=solve] (time) {time$>$nextime};
\node [block, below= .5cm of time] (nuovi) {newModel \\newNLproblem};
\node [block, below of=nuovi] (mesh) {Meshproblem};
\node [block, below of=mesh] (risolt) {Solved?};
\node [block, below of=risolt] (processo) {Process Fracture};
\node [block, text width=1.5cm, left=2cm of risolt] (end) {end};
\node [decision, below of=processo] (sigma) {$\sigma>\sigma_{u}$};
\node [block, below= 0.5cm of sigma] (nuovo) {New Apex};
% Draw edges
\path [line] (solve) — (time);
\path [line] (time) — (nuovi);
\path [line] (nuovi) — (mesh);
\path [line] (mesh) — (risolt);
\path [line] (risolt) — (end)
node[auto,above left,pos=0,text centered] {yes};
\path [line] (risolt) — (processo)
node[auto, right,pos=0.3,text centered] {yes};
\path [line] (processo) — (sigma);
\path [line] (sigma) — (nuovo);
\path [line] (sigma) — (nuovo)
node[auto, right,pos=0.3,text centered] {yes};
\path [line] (time) -| (end)
node[auto,above left,pos=0,text centered] {no};
\path[line](sigma.east) — ($(sigma.east)+(1,0)$) node[auto,above right,pos=0,text centered] {no} — ($(mesh.east)+(1,0)$) — (mesh.east);
\path[line](nuovo.east) — ($(nuovo.east)+(2,0)$) — ($(time.east)+(2,0)$) — (time.east);\end{tikzpicture}
\end{document}`Per adattare le varie forme al testo devi togliere l’indicazione di text width nella definizione dello stile della figura. Però poi ti escono i blocchi tutti diversi e personalmente non mi piace.
Io cambierei anche il blocco del diamond perché verticalmente occupa troppo spazio (anche rispetto agli altri blocchi). Cercherei piuttosto di metterci un rombo, magari non troppo schiacciato.
6 Gennaio 2015 alle 17:57 in risposta a: Il package color con opzione table litiga con ClassicThesis #99506::samiel” post=99129 @little
come riesci a identificare i valori dei colori?m
Sul mac preinstallata c’è una applicazione dal nome “Digital color meter” dal funzionamento banale che restituisce il codice del colore che si sta selezionando.
Sul win non saprei ma in qualche modo si potrà fare in maniera equivalente
6 Gennaio 2015 alle 11:27 in risposta a: Il package color con opzione table litiga con ClassicThesis #99501::
Come dice anche il mio nickname io sono “piccolo” e senza ombra di dubbio alcune problematiche non le ho sentite.
Ho sempre avuto solamente Apple in casa e il primo sistema operativo che ricordo era il 7.5
Da lì, anche se all’inizio ero troppo piccolo per capirci veramente qualcosa, li ho provati tutti. Fino a Yosemite. Il portatile che ho attualmente quando l’ho preso aveva Leopard attualmente c’è montato sopra Yosemite. Ammetto che ogni aggiornamento che ho fatto non l’ho fatto a cuor leggero, ho sempre prima verificato le compatibilità con i software che mi servivano e molto spesso ho aspettato almeno la 10.x.1 prima di fare l’aggiornamento dell’OS. Non ho mai avuto particolari problemi.
È vero…ci sono alcune cose che si facevano tranquillamente e con risultati paragonabili anche con macchine e sistemi operativi di diversi anni fa, ma ci sono anche moltissimi esempi del contrario.
Fare esempi sull’hardware sarebbe abbastanza facile…ne faccio solo uno software che ho avuto modo di apprezzare personalmente e che, per l’utilizzo che sono solito fare del computer, mi ha veramente dato una grossa mano (tra le altre cose è stato un cambiamento che immagino in pochi abbiamo avuto modo di notare).
Fino a Maverick (se non erro) la gestione del doppio monitor era sempre stato un grande tallone di Achille dell’OS. La gestione che tutti i sistemi precedenti permettevano era talmente poco smart che mi faceva veramente rabbia e rendeva l’esperienza d’uso ai limiti del frustrante.
Maverick l’ho aggiornato appena ho letto che avevano lavorato su questa cosa particolare (tipo 3 giorni dopo l’uscita) e l’utilizzo che faccio io del computer è stato da quel momento differente, migliore. Conta anche questo in fondo: non è solamente l’output che si riesce a fare ma anche il modo in cui ci si arriva 😉In ogni caso è fondamentale, sempre, controllare che i software a cui non possiamo rinunciare siano compatibili prima di installare un OS nuovo. Al contrario l’aggiornamento delle singole applicazioni, quando possibile, cerco di farla sempre.
TexLive lo aggiorno costantemente anche se, forse, non userò mai la maggior parte delle funzioni che vengono aggiunte. Tuttavia non sono sicuro nemmeno di questo, probabilmente se avessi lasciato TexLive 2012 alcune strade mi sarebbero state precluse ma, avendo sempre aggiornato, non me ne sono nemmeno reso conto (anche perché ho iniziato ad utilizzare in maniera coerente latex solamente da un annetto)Tutto questo per dire che, in fondo, dipende tutto dalle esigenze che si hanno 🙂
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Personalmente non ho avuto nessunissimo problema quando ho messo yosemite…Che versione di TexShop hai cercato di aggiornare?
Perché a me un annetto e mezzo fa dava lo stesso problema che poi ho risolto scaricando TexShop dal sito dello sviluppatore e semplicemente sostituendo l’applicazione nella cartella applicazioni (i link per il download sono in alto a destra)http://pages.uoregon.edu/koch/texshop/index.html
Da quel giorno in poi sono riuscito ad aggiornare TeXShop mediante il suo aggiornamento automatico.
L’idea che mi ero fatto io era che il problema fosse di quella specifica versione di TeXShop quindi se hai la stessa versione che avevo io all’epoca probabilmente il problema è lo stesso.Per la codifica…
questo deve funzionare`
% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
% !TEX TS-program = pdflatex\documentclass[a4paper]{book}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\begin{document}
àèòù
\end{document}`
3 Dicembre 2014 alle 5:44 in risposta a: [RISOLTO] Installazione manuale pacchetti in LaTeX [Windows] #98901::
La soluzione rapida è di metterlo nella stessa cartella del .tex in cui lo richiami, la scocciatura è che se ti servirà altre volte lo dovrai duplicare nella directory del nuovo file.
C’è anche come soluzione quella di installarlo nell’albero locale di latex e di farglielo quindi riconoscere ma è una soluzione che non mi è mai capitato di adottare e quindi non mi esprimo 🙂
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