Liverpool

Risposte nei forum create

Stai visualizzando 15 risposte – dal 361 al 375 (di 865 totali)
  • Autore
    Risposte
  • in risposta a: Tikz da Geogebra #84739
    Liverpool
    Partecipante
      Up
      0
      Down
      ::


      Allora, ho studiato il codice delle funzioni esponenziale e potenza. La funzione potenza è definita come \(a^b=\exp(b\ln a)\). La riga incriminata nel codice è proprio quella che calcola l’esponenziale del suo argomento. Questo ci porta a scoprire che il codice della funzione esponenziale presenta un bug che è stato risolto nella versione in via di sviluppo non ancora disponibile (strano perché la revisione è del 2010). Sostituendo la vecchia versione con la nuova, che puoi trovare nel codice evidenziato qui il problema si risolve e funziona anche il tuo codice originale.

      Ciao


      @cfiandra
      , pubblica anche la variante con [tt]pgfplots[/tt]!

      in risposta a: Tikz da Geogebra #84735
      Liverpool
      Partecipante
        Up
        0
        Down
        ::

        EmilLask” post=84162Credo che il punto critico sia però proprio l’esponenziale. E’ così? Puoi spiegarmi?

        Sì. La forma \(\mathrm{e}^x\) viene gestita dalla funzione interna [tt]pow[/tt] che non funziona come ci si aspetterebbe quando l’esponente è negativo, mentre l’altra viene gestita dalla funzione [tt]exp[/tt]. Si tratta di capire cos’è che non va nel codice di [tt]pow[/tt].

        Per inserire il codice in un messaggio, racchiudilo in un ambiente [code]<...>[code preceduto dalla barra] in modo tale che sia più leggibile.

        Ciao

        Edit: il problema non è l’esponente negativo, perché anche \(\left(\frac{1}{e}\right)^x\) con esponente positivo si comporta allo stesso modo.

        in risposta a: Tikz da Geogebra #84732
        Liverpool
        Partecipante
          Up
          0
          Down
          ::


          1) prova con
          `\draw[fill=black,fill opacity=0.1, smooth,samples=50,domain=-2.58:2.58] plot (\x,{exp(-(\x)^2/2)/sqrt(2*pi)}) — (2.58,0) — (-2.58,0) — cycle;`
          2) Oltre a dirti dimension too large, dice anche I can’t work with sizes bigger than about 19 feet. Questo ti sugggerisce che, i valori della funzione che cerchi di disegnare, trasformati in centimetri secondo la trasformazione che hai indicato all’inizio (y*5 cm) superano i 5,79 metri. Se provi a ridurre questi valori al di sotto del centimetro, vedi che a un certo punto l’errore scompare.
          In ogni caso l’errore non l’hai fatto tu, ma pgf. Se utilizzi l’espressione che ti ho indicato prima, l’errore sparisce.

          Ciao

          in risposta a: Tikz da Geogebra #84731
          Liverpool
          Partecipante
            Up
            0
            Down
            ::


            Oltre a dirti dimension too large, dice anche I can’t work with sizes bigger than about 19 feet. Questo ti sugggerisce che, i valori della funzione che cerchi di disegnare, trasformati in centimetri secondo la trasformazione che hai indicato all’inizio (y*5 cm) superano i 5,79 metri. Vuoi davvero disegnare su un foglio così largo? Se provi a ridurre questi valori al di sotto del centimetro, vedi che a un certo punto l’errore scompare.

            Ciao

            in risposta a: Miglioramenti possibili a testi tecnici #84669
            Liverpool
            Partecipante
              Up
              0
              Down
              ::


              Stai scrivendo per una platea anglosassone? Allora ricorda che il separatore decimale è il punto e non la virgola. Se hai usato il pacchetto [tt]siunitx[/tt] sarà facile modificare tutto rapidamente.
              Sei tenuto ad usare le norme ISO? Allora dovresti rivedere l’uso dei pedici (ad esempio la g di gas o la g dell’accelerazione di gravità) e del simbolo di differenziale nell’integrale (che invece è corretto nelle equazioni differenziali). Cerca di mantenere la coerenza dei simboli in tutto il documento (ad esempio il raggio della sfera a volte ha il pedice minuscolo, altre maiuscolo).
              Visto che si tratta di una relazione tecnica, non capisco tutte quelle equivalenze all’inizio (ad esempio tra centimetri e metri). Chi legge la relazione saprà di certo che 0,2 m sono 20 cm!
              Usa il simbolo “circa uguale” quando la corrispondenza in unità di misura differenti non è esatta (es: 45° in radianti).
              Ricontrolla le unità di misura: la pressione (del gas) ha il metro quadrato al denominatore, non al numeratore. Questo errore te lo sei portato avanti più di una volta.
              Nel primo integrale non si capisce qual è l’argomento del coseno. Usa le parentesi oppure il puntino per la moltiplicazione. Quando puoi, semplifica: \(\frac{1-\cos2\phi}{2}=\sin^2\phi\).
              Io eviterei di usare i gradi come argomento delle funzioni circolari.
              Quando hai un prodotto di valori di grandezze, usa le parentesi o il puntino per separarle: non attaccare l’unità di misura della grandezza precedente al valore di quella successiva.
              Separa maggiormente le righe di sistemi, matrici e vettori per aumentare la leggibilità.
              Nella matrice inizierei con eliminare tutte quelle parentesi tonde che (a me) sembrano inutili e occupano spazio. Eventuali soluzioni alternative: a) provare ad utilizzare un simbolo per le espressioni con tre addendi; b) eventualmente ridurre un po’ la dimensione del carattere; c) riscrivere più sinteticamente tutti quei Delta (che hanno il pedice RB in comune).
              Nel vettore dei termini noti proverei ad usare i comandi di LaTeX per le parentesi (tranne che nelle funzioni). Ho il sospetto che tu non l’abbia fatto e penso che aumenti la leggibilità.
              Come ti è stato suggerito, non usare la notazione scientifica per le matrici e i vettori: porta fuori un coefficiente comune e aggiungi al coefficiente l’unità di misura. Dovresti riuscire a risparmiare anche un po’ di spazio. Quando lo fai, ricontrolla cosa succede agli elementi con quattro zeri decimali.
              A pag. 14 c’è un “and” in corsivo più volte.
              La sillabazione inglese è diversa da quella italiana. Stai usando [tt]babel[/tt] per la lingua inglese?
              A pagina 20 hai moltiplicato metri per gradi sessadecimali e ovviamente non ha senso, ma il risultato invece è corretto (quasi). Qui mi ricollego al discorso di @OldClaudio: è inutile strafare con i decimali quando i risultati sono approssimati in partenza.
              Discorso delle unità di misura. Secoli fa avevo l’abitudine di scrivere accanto ad ogni valore la corrispondente unità di misura per verificare nella semplificazione. Poi dal liceo in poi mi hanno scoraggiato e direi quasi minacciato se avessi continuato a farlo, quindi non ti saprei consigliare che strada scegliere; però una cosa è certa: se per ottenere un valore hai bisogno di più passaggi, l’unità di misura va messa (almeno una) alla fine di ogni passaggio. Non ha senso una cosa tipo L=10×5=50 m.

              Ciao

              Liverpool
              Partecipante
                Up
                0
                Down
                ::


                Come ha detto @OldClaudio, non c’è un simbolo standard per quella grandezza. Nelle norme ISO la fase è indicata con la lettera \(\phi\), perciò probabilmente io scriverei \(\phi_\mathrm{m}\), salvo indicarlo al primo utilizzo. Anche un utente del forum, stimato e autorevole docente universitario, in un suo libro utilizza la stessa notazione (\(\varphi_\mathrm{m}\) come il prof. Bolzern), mentre il prof. Nise usa la variante \(\Phi_M\). In realtà nutro qualche dubbio sulla correttezza di questa notazione, perché se è vero che la grandezza è la fase (il che giustifica il simbolo principale), la parola “margine” non è una specificazione per la grandezza (come nel caso di “velocità di gruppo”), quindi probabilmente non è giustificato l’utilizzo del pedice “m” secondo le direttive seguite dall’ISO.

                Il prof. Marro, che nel campo dei controlli automatici in Italia viene considerato un luminare, usa la notazione \(M_F\). Anche qui lo indicherei al primo utilizzo.

                Sui testi americani (di elettronica) mi sembra di notare che la scelta più seguita è quella di scriverlo per esteso: “phase margin”.

                Ciao

                in risposta a: guida per inserire immagini in pgf #84325
                Liverpool
                Partecipante
                  Up
                  0
                  Down
                  ::


                  Se possibile, dovremmo vedere il codice generato per capire cos’è che occupa quello spazio. In linea generale, il pacchetto caption che gestisce le didascalie ha l’opzione [tt]skip[/tt] che definisce la separazione aggiuntiva tra immagine e didascalia (in genere 10 pt). Puoi modificarne il valore tramite il comando [tt]\captionsetup[/tt]. Dovrebbe andare bene qualcosa del genere:
                  `<...>
                  \begin{figure}
                  \centering
                  \input{nomefile.pgf}
                  \captionsetup[figure]{skip=0pt} % oppure prova un valore negativo (pag. 13 del manuale di caption)
                  \caption{testo della didascalia}
                  \clearcaptionsetup[skip]{figure} % resetta il valore di skip (pag. 20 del manuale di caption)
                  \label{fig:etichetta della figura}
                  \end{figure}
                  <...>`
                  Ciao

                  in risposta a: guida per inserire immagini in pgf #84324
                  Liverpool
                  Partecipante
                    Up
                    0
                    Down
                    ::


                    Se possibile, dovremmo vedere il codice generato per capire cos’è che occupa quello spazio. In linea generale, il pacchetto caption che gestisce le didascalie ha l’opzione [tt]skip[/tt] che definisce la separazione aggiuntiva tra immagine e didascalia (in genere 10 pt). Puoi modificarne il valore tramite il comando [tt]\captionsetup[/tt]. Prova a leggere il manuale del pacchetto per qualche esempio.

                    Ciao

                    in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72882
                    Liverpool
                    Partecipante
                      Up
                      0
                      Down
                      ::

                      cfiandra” post=83665[attachment=648]KbYfv.png[/attachment]

                      Buona Pasqua a tutti anche da parte mia.

                      Luigi

                      P.S. Belle le uova! Mi piacciono molto i colori e le “luci”.

                      in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72878
                      Liverpool
                      Partecipante
                        Up
                        0
                        Down
                        ::


                        Nota: è un aggiornamento dell’ultimo messaggio, che ho rimosso contestualmente.

                        lorenzo.pantieri” post=83616la procedura che descrivi per trovarlo non è di certo immediata

                        E’ la costruzione geometrica con squadre, compasso e goniometro. Nel caso dell’arco di ellisse la situazione si complica, perché gli angoli associati agli estremi vanno determinati a partire dalla circonferenza concentrica di diametro pari alla lunghezza di un asse e “proiettati” sull’ellisse parallelamente all’altro asse, oppure equivalentemente a partire dalla circonferenza concentrica inscritta (risp. circoscritta) e “proiettati” parallelamente all’asse maggiore (risp. minore), come nella costruzione geometrica dell’ellisse dati i suoi assi. La motivazione per una tale scelta risiede probabilmente nella possibilità di utilizzare rapidamente l’equazione della conica in forma polare.
                        Questo esempio chiarirà:
                        `\documentclass{standalone}
                        \usepackage{tikz}

                        \begin{document}
                        \begin{tikzpicture}[>=latex, font=\scriptsize]
                        \draw [->] (-2.3,0) — (2.3,0); % asse x
                        \draw [->] (0,-1.3) — (0,1.3); % asse y
                        \draw [gray] (0,0) — (30:1.8); % raggio vettore
                        \node at (0.7,0.16) {$30^\circ$}; % etichetta dell'angolo
                        \draw [->, gray, dashed] (-2.2,0.5) — (2.2,0.5); % linea di proiezione
                        \draw [->] (1,0) arc (0:30:1); % arco sulla circonferenza
                        \draw [opacity=0.4] (1,0) arc (360:30:1); % completamento della circonferenza
                        \draw [->, red, thick] (2,0) arc (0:30:2 and 1); % arco proiettato sull'ellisse
                        \draw [red, opacity=0.4] (2,0) arc (360:30:2 and 1); % completamento dell'ellisse
                        \node at (0,-1.5) {\verb!(2,0) arc (0:30:2 and 1)!}; % didascalia
                        %
                        \begin{scope}[xshift=5cm] % trasla il contenuto di 10 cm verso destra
                        \fill [red!25] (0,0) — (0:2) arc (0:45:2 and 1) — cycle; % sfondo dell'angolo phi
                        \fill [blue!15] (0,0) — (0:1) arc (0:45:1) — cycle; % sfondo dell'angolo theta
                        \foreach \i in {0,22.5,…,360}{
                        \draw [gray] (0,0) — (\i:2.1); % raggio vettore
                        \draw [gray, dashed, very thin] (\i:1) — ({2*cos(\i)},{sin(\i)}); % proiezioni degli archi
                        \draw [gray, dashed, very thin] (\i:2) — ({2*cos(\i)},{sin(\i)});
                        }
                        \draw [->] (-2.3,0) — (2.3,0); % asse x
                        \draw [->] (0,-2.3) — (0,2.3); % asse y
                        \node [blue] at (22.5:0.6) {$\phi$}; % etichetta dell'angolo phi
                        \node [red] at (13:1.3) {$\theta$}; % etichetta dell'angolo theta
                        \foreach \i in {1,2}{ % circonferenze inscritta e circoscritta
                        \draw [-latex] (\i,0) arc (0:45:\i); % arco sulla circonferenza
                        \draw [opacity=0.4] (\i,0) arc (360:45:\i); % completamento della circonferenza
                        }
                        \draw [-latex, red, thick,] (2,0) arc (0:45:2 and 1); % arco proiettato sull'ellisse
                        \draw [red, opacity=0.4] (2,0) arc (360:45:2 and 1); % completamento dell'ellisse
                        \node at (0,-1.5) {\verb!(2,0) arc (0:45:2 and 1)!}; % didascalia
                        \node [font={\scriptsize\sffamily}] at (0,-1.8) {costruzione dell'ellisse dati i suoi assi};
                        \end{scope}
                        %
                        \begin{scope}[xshift=10cm] % trasla il contenuto di 5 cm verso destra
                        \fill [blue!15] (0,0) — (0:2) arc (0:45:2) — cycle; % sfondo dell'angolo theta
                        \fill [red!25] (0,0) — (0:1) arc (0:45:1 and 2) — cycle; % sfondo dell'angolo phi
                        \foreach \i in {0,22.5,…,360}{
                        \draw [gray] (0,0) — (\i:2.1); % raggio vettore
                        \draw [gray, dashed, very thin] (\i:1) — ({cos(\i)},{2*sin(\i)}); % proiezioni degli archi
                        \draw [gray, dashed, very thin] (\i:2) — ({cos(\i)},{2*sin(\i)});
                        }
                        \draw [->] (-2.3,0) — (2.3,0); % asse x
                        \draw [->] (0,-2.3) — (0,2.3); % asse y
                        \node [blue] at (22.5:1.4) {$\phi$}; % etichetta dell'angolo phi
                        \node [red] at (31.7:0.7) {$\theta$}; % etichetta dell'angolo theta
                        \foreach \i in {1,2}{ % circonferenze inscritta e circoscritta
                        \draw [-latex] (\i,0) arc (0:45:\i); % arco sulla circonferenza
                        \draw [opacity=0.4] (\i,0) arc (360:45:\i); % completamento della circonferenza
                        }
                        \draw [-latex, red, thick,] (1,0) arc (0:45:1 and 2); % arco proiettato sull'ellisse
                        \draw [red, opacity=0.4] (1,0) arc (360:45:1 and 2); % completamento dell'ellisse
                        \node at (0,-1.5) {\verb!(1,0) arc (0:45:1 and 2)!}; % didascalia
                        \node [font={\scriptsize\sffamily}] at (0,-1.8) {costruzione dell'ellisse dati i suoi assi};
                        \end{scope}
                        \end{tikzpicture}
                        \end{document}`

                        [attachment=657]e2.png[/attachment]

                        A questo punto la prima domanda è: che relazione esiste tra l’angolo (assegnato) sulla circonferenza concentrica \(\phi\) e l’angolo effettivo sull’ellisse \(\theta\)?
                        Poiché tutti i metodi descritti sono equivalenti, utilizziamo il primo. Consideriamo circonferenza ed ellisse nell’origine perché, dato che ci serve la relazione tra gli angoli, un’eventuale traslazione non ha alcun effetto. L’equazione cartesiana dell’ellisse sia: \[\frac{x^2}{a^2}+\frac{y^2}{b^2}=1\].
                        Sia \(b\) il raggio della circonferenza, allora l’estremo libero dell’arco sulla circonferenza ha coordinate \(P_C(b\cos\phi,b\sin\phi)\). Allora l’estremo libero dell’arco sull’ellisse si determina intersecando la stessa con la retta di equazione \(y=b\sin\phi\) e si ottiene \(x_{1,2}=\pm a\cos\phi\). Va da sé che la soluzione che ci interessa è quella che ha lo stesso segno di \(\cos\phi\), dunque \(x=a\cos\phi\). Quindi il punto proiettato sull’ellisse ha coordinate \(P(a\cos\phi,b\sin\phi)\). Allora l’angolo effettivo in gradi sull’ellisse è:
                        \[\theta= PROTECTED1 \]
                        e di conseguenza, essendo \(\cot\theta=\frac{a\cos\phi}{b\sin\phi}=\frac{a}{b}\cot\phi\Rightarrow\cot\phi=\frac{b}{a}\cot\theta=\frac{b\cos\theta}{a\sin\theta}\),
                        \[\phi= PROTECTED2 \]
                        relazione che può essere utile se si vuole conoscere il valore da inserire nella formula di TikZ. Nelle formule precedenti (che sono banalmente l’estensione della funzione arcocotangente a valori in un angolo giro), l’arcotangente dà valori in radianti e \(\theta\) e \(\phi\) sono espressi in gradi sessagesimali nell’intervallo \([0^\circ,360^\circ[\).
                        Osservazione: se il centro dell’ellisse è \(C(x_C,y_C)\), le coordinate di \(P\) sono \(P(x_C+a\cos\phi, y_C+b\sin\phi)\) e rappresentano banalmente le coordinate di un punto generico dell’ellisse nel sistema di riferimento polare.

                        La seconda domanda è: come costruisco l’ellisse?
                        La costruzione geometrica può essere realizzata con squadre, compasso ed eventualmente goniometro (senza calcolatrice). Si traccia la circonferenza con centro in \(P\) (assegnato) e raggio \(CP\) (essendo noti \(a\), \(b\) e \(\phi\)). Si determina l’angolo \(\theta\) e si traccia per \(P\) il diametro orientato con inclinazione pari a \(\theta\). La scocca del diametro è il centro \(C\) dell’ellisse della quale sono note anche le lunghezze degli assi…
                        La determinazione dell’angolo \(\theta\) non è strettamente necessaria, perché note le coordinate di \(P\) nel sistema \(xCy\), con una traslazione si ricavano le coordinate di \(C\) nel sistema \(xPy\): \(C(-a\cos\phi,-b\sin\phi)\), perciò \(C\) si può individuare squadre e compasso.
                        Analiticamente, indicato con \(P(x_P,y_P)\) l’estremo assegnato dell’arco e con \(\phi_P\) e \(\phi_Q\) gli angoli associati agli estremi dell’arco di circonferenza corrispondente, un generico punto dell’arco ha coordinate \(N(x_C+a\cos\phi, y_C+b\sin\phi)\). Dovendo \(P\) appartenere all’arco, è facile verificare che \(x_P=x_C+a\cos\phi_P\) e \(y_P=y_C+b\sin\phi_P\), quindi le coordinate del centro dell’ellisse sono \(C(x_P-a\cos\phi_P, y_P-b\sin\phi_P)\).
                        Osservazione: quando si vuole tracciare un arco su un’ellisse di centro noto, si può usare l’espressione delle coordinate di \(P\) per determinare uno degli estremi dell’arco.

                        Attachments:
                        You must be logged in to view attached files.
                        in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72877
                        Liverpool
                        Partecipante
                          Up
                          0
                          Down
                          ::

                          lorenzo.pantieri” post=83616la procedura che descrivi per trovarlo non è di certo immediata

                          E’ la costruzione geometrica con squadre, compasso e goniometro. Nel caso dell’arco di ellisse la situazione si complica, perché gli angoli associati agli estremi vanno determinati a partire dalla circonferenza concentrica di diametro pari alla lunghezza dell’asse verticale e “proiettati” orizzontalmente sull’ellisse.
                          Questo esempio chiarirà:
                          `\documentclass{standalone}
                          \usepackage{tikz}

                          \begin{document}
                          \begin{tikzpicture}[>=latex, font=\scriptsize]
                          \draw [->] (-2.3,0) — (2.3,0); % asse x
                          \draw [->] (0,-1.3) — (0,1.3); % asse y
                          \draw [gray] (0,0) — (30:1.8); % raggio vettore
                          \node at (0.7,0.16) {$30^\circ$}; % etichetta dell'angolo
                          \draw [->, gray, dashed] (-2.2,0.5) — (2.2,0.5); % linea di proiezione
                          \draw [->] (1,0) arc (0:30:1); % arco sulla circonferenza
                          \draw [opacity=0.4] (1,0) arc (360:30:1); % completamento della circonferenza
                          \draw [->, red, thick] (2,0) arc (0:30:2 and 1); % arco proiettato sull'ellisse
                          \draw [red, opacity=0.4] (2,0) arc (360:30:2 and 1); % completamento dell'ellisse
                          \node at (0,-1.5) {\verb!(2,0) arc (0:30:2 and 1)!}; % didascalia
                          %
                          \begin{scope}[xshift=5cm] % trasla il contenuto di 5 cm verso destra
                          \draw [->] (-2.3,0) — (2.3,0); % asse x
                          \draw [->] (0,-2.3) — (0,2.3); % asse y
                          \draw [gray] (0,0) — (150:2.3); % raggio vettore
                          \node at (0.17,0.2) {$150^\circ$}; % etichetta dell'angolo
                          \draw [->, gray, dashed] (2,1) — (-2,1); % linea di proiezione
                          \draw [->] (2,0) arc (0:150:2); % arco sulla circonferenza
                          \draw [opacity=0.4] (2,0) arc (360:150:2); % completamento della circonferenza
                          \draw [->, red, thick] (1,0) arc (0:150:1 and 2); % arco proiettato sull'ellisse
                          \draw [red, opacity=0.4] (1,0) arc (360:150:1 and 2); % completamento dell'ellisse
                          \node at (0,-1.5) {\verb!(1,0) arc (0:150:1 and 2)!}; % didascalia
                          \end{scope}
                          \end{tikzpicture}
                          \end{document}`

                          [attachment=646]prova2_2013-03-29.png[/attachment]

                          A questo punto la prima domanda è: che relazione esiste tra l’angolo (assegnato) sulla circonferenza concentrica \(\phi\) e l’angolo effettivo sull’ellisse \(\theta\)?
                          Consideriamo circonferenza ed ellisse nell’origine perché, dato che ci serve la relazione tra gli angoli, un’eventuale traslazione non ha alcun effetto. L’equazione cartesiana dell’ellisse sia: \[\frac{x^2}{a^2}+\frac{y^2}{b^2}=1\]
                          Poiché il raggio della circonferenza è \(b\), l’estremo libero dell’arco sulla circonferenza ha coordinate \(P(b\cos\phi,b\sin\phi)\). Allora l’estremo libero dell’arco sull’ellisse si determina intersecando la stessa con la retta di equazione \(y=b\sin\phi\) e si ottiene \(x_{1,2}=\pm a\cos\phi\). Va da sé che la soluzione che ci interessa è quella che ha lo stesso segno di \(\cos\phi\), dunque \(x=a\cos\phi\). Quindi il punto proiettato sull’ellisse ha coordinate \(P'(a\cos\phi,b\sin\phi)\). Allora l’angolo effettivo sull’ellisse è: \[\theta=\arg(a\cos\phi+ib\sin\phi)\]e di conseguenza:\[\phi=\arg(b\cos\theta+ia\sin\theta)\]
                          La seconda domanda è: come costruisco l’ellisse?
                          La costruzione può essere realizzata con squadre, compasso ed eventualmente goniometro (senza calcolatrice). Si traccia la circonferenza con centro in \(P’\) (assegnato) e raggio \(CP’\) (essendo noti \(a\), \(b\) e \(\phi\), dove \(C\) indica il centro dell’ellisse. Si determina l’angolo \(\theta\) e si traccia per \(P’\) il diametro orientato con inclinazione pari a \(\theta\). La scocca del diametro è il centro \(C\) dell’ellisse della quale sono note anche le lunghezze degli assi.

                          Ciao

                          in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72876
                          Liverpool
                          Partecipante
                            Up
                            0
                            Down
                            ::

                            lorenzo.pantieri” post=83616la procedura che descrivi per trovarlo non è di certo immediata

                            E’ la costruzione geometrica con squadre, compasso e goniometro. Nel caso dell’arco di ellisse la situazione si complica, perché gli angoli associati agli estremi vanno determinati a partire dalla circonferenza concentrica di diametro pari alla lunghezza dell’asse verticale e “proiettati” orizzontalmente sull’ellisse.
                            Questo esempio chiarirà:
                            `\documentclass{standalone}
                            \usepackage{tikz}

                            \begin{document}
                            \begin{tikzpicture}[>=latex, font=\scriptsize]
                            \draw [->] (-2.3,0) — (2.3,0); % asse x
                            \draw [->] (0,-1.3) — (0,1.3); % asse y
                            \draw [gray] (0,0) — (30:1.8); % raggio vettore
                            \node at (0.7,0.16) {$30^\circ$}; % etichetta dell'angolo
                            \draw [->, gray, dashed] (-2.2,0.5) — (2.2,0.5); % linea di proiezione
                            \draw [->] (1,0) arc (0:30:1); % arco sulla circonferenza
                            \draw [opacity=0.4] (1,0) arc (360:30:1); % completamento della circonferenza
                            \draw [->, red, thick] (2,0) arc (0:30:2 and 1); % arco proiettato sull'ellisse
                            \draw [red, opacity=0.4] (2,0) arc (360:30:2 and 1); % completamento dell'ellisse
                            \node at (0,-1.5) {\verb!(2,0) arc (0:30:2 and 1)!}; % didascalia
                            %
                            \begin{scope}[xshift=5cm] % trasla il contenuto di 5 cm verso destra
                            \draw [->] (-2.3,0) — (2.3,0); % asse x
                            \draw [->] (0,-2.3) — (0,2.3); % asse y
                            \draw [gray] (0,0) — (150:2.3); % raggio vettore
                            \node at (0.17,0.2) {$150^\circ$}; % etichetta dell'angolo
                            \draw [->, gray, dashed] (2,1) — (-2,1); % linea di proiezione
                            \draw [->] (2,0) arc (0:150:2); % arco sulla circonferenza
                            \draw [opacity=0.4] (2,0) arc (360:150:2); % completamento della circonferenza
                            \draw [->, red, thick] (1,0) arc (0:150:1 and 2); % arco proiettato sull'ellisse
                            \draw [red, opacity=0.4] (1,0) arc (360:150:1 and 2); % completamento dell'ellisse
                            \node at (0,-1.5) {\verb!(1,0) arc (0:150:1 and 2)!}; % didascalia
                            \end{scope}
                            \end{tikzpicture}
                            \end{document}`

                            [attachment=646]prova2_2013-03-29.png[/attachment]

                            Da qui in poi il commento è in itinere
                            A questo punto la prima domanda è: che relazione esiste tra l’angolo (assegnato) sulla circonferenza concentrica \(\phi\) e l’angolo effettivo sull’ellisse \(\theta\)?
                            Consideriamo circonferenza ed ellisse nell’origine perché, dato che ci serve la relazione tra gli angoli, un’eventuale traslazione non ha alcun effetto. L’equazione cartesiana dell’ellisse sia: \[\frac{x^2}{a^2}+\frac{y^2}{b^2}=1\]
                            Poiché il raggio della circonferenza è \(b\), l’estremo libero dell’arco sulla circonferenza ha coordinate \(P(b\cos\phi,b\sin\phi)\). Allora l’estremo libero dell’arco sull’ellisse si determina intersecando la stessa con la retta di equazione \(y=b\sin\phi\) e si ottiene \(x_{1,2}=\pm a\cos\phi\). Va da sé che la soluzione che ci interessa è quella che ha lo stesso segno di \(\cos\phi\), dunque \(x=a\cos\phi\). Quindi il punto proiettato sull’ellisse ha coordinate \(P'(a\cos\phi,b\sin\phi)\). Allora l’angolo effettivo sull’ellisse è: \[\theta=\arg(a\cos\phi+ib\sin\phi)\]e di conseguenza:\[\phi=\arg(b\cos\theta+ia\sin\theta)\]
                            La seconda domanda è: come costruisco l’ellisse?
                            La costruzione può essere realizzata con squadre, compasso ed eventualmente goniometro (senza calcolatrice). Si traccia la circonferenza con centro in \(P’\) (assegnato) e raggio \(CP’\) (essendo noti \(a\), \(b\) e \(\phi\), dove \(C\) indica il centro dell’ellisse. Si determina l’angolo \(\theta\) e si traccia per \(P’\) il diametro orientato con inclinazione pari a \(\theta\). La scocca del diametro è il centro \(C\) dell’ellisse della quale sono note anche le lunghezze degli assi.

                            Ciao

                            Attachments:
                            You must be logged in to view attached files.
                            in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72875
                            Liverpool
                            Partecipante
                              Up
                              0
                              Down
                              ::

                              lorenzo.pantieri” post=83616e la procedura che descrivi per trovarlo non è di certo immediata.

                              E’ la costruzione geometrica con riga e compasso (e volendo, goniometro). Se ti sembra non immediata, immagina come sarà quella per l’arco di ellisse.

                              Ciao

                              in risposta a: guida per inserire immagini in pgf #84321
                              Liverpool
                              Partecipante
                                Up
                                0
                                Down
                                ::


                                Va bene modificare un messaggio, ma stravolgerlo è un’altra cosa…
                                Se hai già il codice dell’immagine, lo puoi inserire con [tt]\input[/tt] dopo avere caricato il pacchetto [tt]tikz[/tt] nel preambolo. Se vuoi mettere tutti i sorgenti pgf in una cartella, puoi usare il comando [tt]\graphicspath{<...>}[/tt] del pacchetto [tt]graphicx[/tt]. Cercalo su L’Arte di scrivere con LaTeX.
                                Se invece vuoi conoscere la sintassi per tracciare direttamente i disegni, è un’altra storia. La grafica di TikZ e PGF è una guida in italiano, ma è un po’ datata e l’autore non la sta seguendo più. Altri riferimenti li trovi in questa discussione.

                                Il pacchetto [tt]tikz[/tt] ha una libreria per realizzare semplici circuiti elettronici. Per qualcosa di più, puoi anche vedere il pacchetto [tt]circuitikz[/tt] che ha un manuale molto breve. Nella sezione Documentazione->Guide GuIT tematiche del forum puoi trovare la guida Introduzione all’uso di TikZ in Ingegneria che potrebbe esserti utile.

                                Ciao

                                in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72871
                                Liverpool
                                Partecipante
                                  Up
                                  0
                                  Down
                                  ::


                                  Nel punto 1 hai detto tutto bene. Come hai osservato, la direttrice è sempre orizzontale. Direi semplicemente “estremi” e non “punto iniziale/finale” perché possono anche essere scambiati e la parabola viene tracciata ugualmente. Ovviamente esiste al più una parabola che soddisfa quelle condizioni. Quando il vertice non è uno dei due estremi e il problema non ammette soluzione, credo che vengano tracciate le due parabole che soddisfano la condizione sul vertice e su uno dei due estremi alternativamente.

                                  Nel punto 2 il perno di rotazione è l’origine del sistema di coordinate. Se l’opzione è data all’interno di un nodo, il perno di rotazione è la coordinata del nodo, come ha osservato @alegenn.

                                  Punto 3. La sintassi di [tt]arc[/tt] richiede un estremo dell’arco semplicemente perché in tal modo si può “attaccare” ad altri eventuali oggetti nel percorso. Gli angoli sono l’angolo di partenza e di arrivo (con la convenzione della goniometria) sulla circonferenza alla quale l’arco appartiene. Tale circonferenza è univocamente determinata dalla coordinata di uno degli estremi + angolo corrispondente + raggio della circonferenza, mentre l’altro angolo serve solo ad individuare l’arco.
                                  Come si determina la circonferenza (costruzione geometrica con squadre, compasso e goniometro)? Tracciata la circonferenza con centro in uno dei due estremi e raggio assegnato, si traccia il “diametro” con inclinazione pari all’angolo corrispondente. Di questo diametro si individua l’unico estremo che “vede” il centro della circonferenza sotto l’angolo assegnato (se preferisci, la “scocca” del vettore diametro determinato). Tale punto è il centro della circonferenza.
                                  Analiticamente, indicato con \(P(x_P,y_P)\) l’estremo assegnato dell’arco, con \(r\) il raggio dell’arco, con \(\phi_P\) e \(\phi_Q\) gli angoli associati agli estremi dell’arco e con \(C(x_C,y_C)\) il centro (non noto) della circonferenza che contiene l’arco, un generico punto dell’arco ha coordinate \(N(x_C+r\cos\phi, y_C+r\sin\phi)\). Dovendo \(P\) appartenere all’arco, è facile verificare che \(x_P=x_C+r\cos\phi_P\) e \(y_P=y_C+r\sin\phi_P\), quindi le coordinate del centro della circonferenza sono \(C(x_P-r\cos\phi_P, y_P-r\sin\phi_P)\).
                                  Osservazione: quando si vuole tracciare un arco su una circonferenza di centro noto, si può usare l’espressione delle coordinate di \(P\) per determinare uno degli estremi dell’arco.

                                  Il punto 4 mi sembra risolto.

                                  Ciao

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 361 al 375 (di 865 totali)

                                Go to top