Risposte nei forum create
-
AutoreRisposte
-
::
Rocco M.” post=78172Ora l’ho scritto esattamente come l’hai scritto tu e non funziona più compat=newest… 😕
Forse perché l’hai messo in fondo. Ho modificato il messaggio precedente con una spiegazione. La chiave compat appartiene alla directory radice di pgfplots…
`\pgfplotsset{compat=newest, /pgf/number format/.cd, use comma, 1000 sep={\,}, min exponent for 1000 sep=4}`
::Rocco M.” post=78169Per quanto riguarda il comando che mi avete fornito entrambi, sembra non funzionare… Ottengo l’errore: “I don’t know the key ‘/pgfplots/1000 sep’… Come mai?
Hai scritto il [tt]\pgfplotsset[/tt] esattamente come il mio? Perché devi dire a pgfplots di cercare l’opzione in number format. Da solo pgfplots non sa che 1000 sep appartiene alla directory number format. Per indicarlo, o lo devi specificare per ogni chiave (e quindi una volta per use comma e una per 1000 sep), oppure gli devi indicare di cambiare directory una volta per tutte e cercare lì le opzioni che seguono.
::
Per il separatore delle migliaia, ti ha già risposto Claudio, comunque per essere completi usa:
`\pgfplotsset{/pgf/number format/.cd, use comma, 1000 sep={\,}, min exponent for 1000 sep=4}`per indicare che la separazione ha inizio dopo il numero 10000.Per avere le ordinate in km/s, è sufficiente applicare un filtro. Tra le opzioni di axis aggiungi [tt]y filter/.code=\pgfmathdivide{#1}{1000}[/tt]. A questo punto le impostazioni sul separatore delle migliaia sono superflue.
Per il terzo problema, non so. Il codice mi sembra a posto. Potresti allegare in un file compresso i file dei dati? Altrimenti il codice è incompilabile…
Ciao
Edit: prima di allegare i dati, puoi provare a vedere per conto tuo che succede aggiungendo alle opzioni di axis [tt]restrict y to domain=0:5.6[/tt]
::
Per giocare con i marcatori devi usare le chiavi [tt]mark phase[/tt] e [tt]mark repeat[/tt]. La prima imposta l’ordinale del primo marcatore nel grafico, la seconda imposta il passo. Ad esempio, se vuoi partire dal secondo marcatore e tracciarne uno ogni dieci, scrivi [tt]\addplot [each nth point=10, mark phase=2, mark repeat=10] …;[/tt]. Per il secondo grafico puoi partire dal terzo marcatore e così via. Come vedi, non ho modificato each nth point ma ho solo spostato i marcatori.Secondo me il grafico sta bene così. Con i marcatori diventa ancora più pasticciato e in più, se li trasli, non puoi confrontare direttamente i valori allo stesso istante. Al massimo ispessirei le linee, perché a me piacciono abbastanza spesse. Puoi provare con la chiave [tt]thick[/tt]. Una domanda: sei sicuro che non si possa ridurre ancora il numero di campioni? Perché guardando il grafico sullo schermo mi sembra abbastanza denso.
Un’altra osservazione: le voci della legenda mi sembrano disallineate così. Io userei tra le opzioni di axis, [tt]legend cell align=left[/tt] (oppure right a piacere).
Secondo me meglio 5500 m/s di \(5,5\times10^3\) m/s. 5,5 km/s ovviamente va bene, ma bisogna anche vedere qual è la consuetudine in quell’ambito, dato che l’alternativa non è sbagliata. Un po’ come per le lunghezze d’onda dello spettro visibile: i fisici usano l’angstrom, gli ingegneri il nanometro, ma alla fine bisognerebbe usare il terahertz (cioè riferirsi alle frequenze).
Ciao
22 Settembre 2012 alle 16:34 in risposta a: Comando per scrivere i pedici delle formule matematiche #78278::
[OT]Spoiler
@OldClaudio, grazie per avermi chiamato Loverpool! Mi piace 😉
Detto questo, è assunto \(I_S=\alpha_F I_{ES}\). In più, in regione attiva diretta, tenendo conto delle polarizzazioni, del fatto che \(\alpha_F\) è prossimo all’unità, che \(\alpha_R\) è molto minore di 1 e che \(I_{ES}\) è dell’ordine di \(10^{-14}\) A, è lecito riscrivere l’equazione di Ebers-Moll a temperatura ambiente in quella forma. In letteratura si possono trovare molti riferimenti. Tanto per citarne uno famoso che credo tu abbia, il Gray-Meyer, che mostra che valori tipici per la corrente di perdita della giunzione base-collettore con emettitore aperto dell’ordine di \(10^{-10}\) A, \(10^{-12}\) A a temperatura ambiente, valore che raddoppia ad ogni incremento di 8 gradi.
Allo stesso risultato, si può pervenire direttamente studiando l’effetto transistore, che può dare anche più rapidamente una formula espicita per la \(I_S\). Questa trattazione è più difficile da trovare in letteratura. La trovi ad esempio in Muller-Kamins: Device Electronics for Integrated Circuits (tradotto anche in italiano).
Ciao[/OT]
22 Settembre 2012 alle 14:36 in risposta a: Comando per scrivere i pedici delle formule matematiche #78275::Sostenitore Apple” post=78065`\begin{equation}
I_\textup{c}=I_\textup{s}e^{\dfrac{V_\textup{be}}{V_\textup{t}}},
\label{eq:bjt}
\end{equation}
dove $I_\textup{s}$ rappresenta un parametro tecnologico-costruttivo dei transistori detto \emph{corrente di saturazione
inversa} mentre $V_\textup{t}$ rappresenta una grandezza detta \emph{equivalente termico della temperatura}`Per continuare a fare il precisino (perdonami ma lo faccio solo nel tuo interesse), c, s e be vanno scritti in maiuscolo. Per quanto riguarda la t, le norme CEI con ambito elettrotecnico raccomandano il pedice dritto th per “termico”. Nella letteratura in lingua anglosassone, viene usata la T maiuscola corsiva per la tensione termica (che tu chiami equivalente termico della temperatura 😕 ) perché in essa la temperatura è quella termodinamica assoluta (corsivo perché il richiamo è alla temperatura che è una grandezza), mentre la t minuscola viene riservata alla tensione di soglia (threshold). E per concludere, avrei delle riserve sul fatto che la corrente di saturazione sia un parametro tecnologico-costruttivo, ma forse ho capito male cosa vuoi dire. Per me un parametro tecnologico-costruttivo è un valore che si può assegnare in fase di progettazione nel rispetto delle regole di progetto della tecnologia adottata.
Ciao
::Rocco M.” post=78050Essendo un esercizio non è una mia scelta: devo simulare con passi di tempo da 20s, 10s, 1s, e 0.1s e confrontare i vari risultati con la soluzione analitica del problema.
Allora le strade da percorrere sembrerebbero solo due: LuaLaTeX o l’incremento di main memory (sul manuale del pacchetto l’esempio riporta il valore 90 milioni). Tuttavia io non scarterei il suggerimento di @OldClaudio a priori. In fondo il tuo docente vuole che tu confronti i risultati e per far questo è sufficiente un qualunque sottoinsieme di valori che non “distorca” il grafico originale. Lui vedrà solo il disegno stampato (o sul pdf), perciò non saprà mai quanti punti sono stati effettivamente tracciati. Quindi io un tentativo di sottocampionamento lo farei.
Ciao
::Rocco M.” post=78027Ma di quanto dovrei aumentare la memoria?
Atteso che i consigli degli autorevoli @OldClaudio e @egreg9 sono inappuntabili, non ci crederai ma è difficile calcolare di quanto debba essere incrementata la memoria. Io stesso procedo per tentativi. La memoria fisica di cui tu parli (16 GiB) non è vincolante, per via della presenza della memoria virtuale, che ne simula il comportamento occupando una porzione del disco fisso, perciò non dovresti preoccuparti di “esagerare”. Tuttavia, a chi chiedeva una stima della capacità minima da aggiungere, l’autore del pacchetto rispose che è difficile calcolarla a priori e consigliò di partire con un valore “sufficientemente alto” e poi ridurlo progressivamente per tentativi.
Dopo aver risposto alla tua domanda, se la curva che devi tracciare è abbastanza regolare, io ti consiglio di seguire il suggerimento di @OldClaudio. Non è nemmeno necessario mettere mano al file di dati, perché [tt]\addplot[/tt] ha un’opzione [tt]each nth point={<...>}[/tt] che consente di prendere un punto ogni tot dai dati (vedi sul manuale altre opzioni collegate). Es: un punto ogni cento
`\addplot [each nth point={100}, …] …;`Non sai se la curva è abbastanza regolare? Parti da un numero sufficientemente basso che ti consenta di non sforare la capacità di memoria, osserva l’andamento del grafico e poi ricompila con un valore più alto finché il risultato ti sembra ragionevole. In questo modo il vantaggio visibile per te sta nella velocità di compilazione, nella velocità di apertura del pdf (o di apparizione del grafico sulla pagina) e nella riduzione di dimensioni dello stesso pdf.Poi facci sapere che strada hai preso.
Ciao
::Rocco M.” post=78029Non so se sono riuscito a farvi capire le mie perplessità, ma alla luce di queste nuove informazioni rimanete sulla vostra?
Io sì 🙂 Poi è il contesto che chiarisce la notazione. “pesca” da solo può essere una voce verbale oppure un sostantivo con più significati, ma all’interno di una frase la funzione lessicale diventa quasi sempre inconfondibile.
::Rocco M.” post=78028Quindi le variabili non devono stare fuori dalla riga frazionaria?
Se vuoi rispettare tali raccomandazioni, no. Rif. ISO 80000-2, artt. 2-11.12 e 2-11.15 (per le funzioni di più variabili).
Ricordo che “le raccomandazioni in essa contenute sono primariamente previste per un utilizzo nelle scienze naturali e nella tecnica, ma possono essere applicate anche in altre aree ove si ricorre all’impiego della matematica”.
::Rocco M.” post=77923Volevo sapere qual’è il modo formale per scrivere una derivata della forma df(x)/dx in LaTeX (e in matematica in generale).
Tra le proposte che hai fatto, le norme ISO raccomandano solo la terza (con le modifiche suggerite da Enrico), cioè con la variabile dritta e nel segno di frazione. Se non sei obbligato a seguirle, puoi scegliere in base al gusto personale.
Ciao
::egreg9″ post=78017Nessuna delle due.
`v_{z}(t)^{2}`
è più che sufficiente.Perché non \(v^2_z(t)\)? A me sembra molto meglio. In fondo si scrive \(\sin^2(t)\). Capisco che si obietti che è la \(v_z\) che è al quadrato e non la \(v\), ma dubito che la notazione possa dare adito a confusione. Se proprio si vuole essere più espliciti, si può inserire un piccolo spazio prima del 2 (oppure un [tt]\phantom{z}[/tt]):
\(v_z^{\,2}(t)\) con [tt]v_z^{\,2}(t)[/tt] o \(v_z^{\;2}(t)\) con [tt]v_z^{\;2}(t)[/tt].Ciao
::ansys” post=77626Questa è forse la prima novità che sento di dissentire: non la trovo granché utile.
Certo, non è da usarsi in continuazione, ma può essere utile. Io stesso l’ho usata recentemente in questo intervento e devo dire che sicuramente ha aumentato la leggibilità della formula. Poi è strano che in un forum su LaTeX e co. non ci fosse la possibilità di inserire formule di quel tipo.
Ciao
13 Settembre 2012 alle 9:37 in risposta a: [Risolto] “Marcatura” dei grafici a barre con pgfplots #78439::Matteo Colombo” post=77564Grazie Liverpool, il tuo codice funziona a meraviglia; l’unico inconveniente, richiedeva la libreria \usetikzlibrary{calc}, ma me l’ha segnalato l’editor.
Prego. Hai ragione: non so perché nel copia-incolla era saltato il preambolo. Ora l’ho corretto a beneficio degli altri utenti.
Ciao
-
AutoreRisposte