Andrea Carpignani

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  • in risposta a: Musica con XeLaTeX #65454
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    Ti ringrazio dell’aiuto. Per adesso, comunque, non ho fretta e posso anche attendere i pacchetti ad hoc. Quello che, invece, debbo imparare subito è come si utilizza questo gioiellino! Ho provato a fare qualche tentativo, ma per adesso mi ci trovo malino… meglio che con MusixTeX di certo, però.

    Riguardo al vecchissimo programma che utilizzavo, saranno passati a dir poco 10 anni, perché lo utilizzavo all’inizio del liceo, per ricopiare gli spartiti del coro che spesso erano dei veri e propri ritagli con mille aggiustamenti. Da quando ho MAC (e saranno almeno 6 o 7 anni) non l’ho neppure più visto in giro e non so se esista anche in versione MAC. Vista la mia simpatia con i programmi TeX, preferisco sempre utilizzare programmi di scrittura di quella forma, piuttosto che quelli WYSIWYG (o come diavolo si chiamano) che mi sembrano sempre imprecisi!

    Grazie davvero per l’aiuto,

    Andrea

    in risposta a: Musica con XeLaTeX #65452
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    Ciao!

    Ho scaricato l’ultimissima versione di TeXShop, tanto per andar tranquilli, ed ho impostato, sia pur con immensa fatica, il compilatore perché usi LilyPond. Ora ho un problema: non ho capito niente su come si utilizza. Come vi ho detto, e me ne scuso, non parlo bene la lingua anglosassone (molto meglio con il francese), sicché capisco pure male cosa dice il sito. Dunque avrei bisogno di sapere se potete indirizzarmi voi sul manuale utente. Non vorrei approfittarmi troppo del vostro aiuto, ma se volessi inserire tipo un pezzetto di musica tra tante parole, come faccio a collegare LilyPond con LaTeX???

    Grazie di cuore, mi piace moltissimo questo nuovo gingillo!

    Andrea

    in risposta a: Musica con XeLaTeX #65451
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    Grazie sia ad Enrico che a Tommaso per il suggerimento. Confesso che anni fa utilizzavo Finale e questa nuova prova mi sembra difficilissima da superare. Però all’epoca utilizzavo anche Word ed adesso non sono neppure in grado di scrivere una letterina con Word, mentre con LaTeX mi trovo molto meglio. Sicuramente vorrei utilizzare LilyPond con TeXShop, ma non credo di essere in grado di farlo. Ho scaricato il programma LilyPond dal sito suggeritomi da Enrico, ed ho anche guardato il documento essay.pdf di Tommaso, ma devo dire che ci ho capito pochissimo. Provo adesso a vedere come configurare TeXShop per usare LilyPond, ma se non trovo un file di esempio da replicare sono fregato 🙁

    Grazie per l’aiuto,

    Andrea

    in risposta a: Il vostro editor preferito? #1978
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    Io utilizzo TeXShop, ovviamente su MAC OS X.

    Ciao,

    Andrea

    in risposta a: Stile del testo straniero in un documento #64674
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    Sam Qasbah” post=63753
    Se si dovessero mettere in corsivo tutte le parole straniere in un testo italiano di informatica le pagine, più che illegibili, sarebbero proprio inguardabili.

    A costo di apparire un po’ antiquato, secondo me ogni parola andrebbe tradotta in italiano. Capisco di essere una mosca bianca, ma ricordo ancora con ammirazione il mio docente di probabilità a Pisa che preferiva si dicesse funzione superiettiva piuttosto che suriettiva perché la seconda gli sembrava un’errata traduzione dal francese; egli, addirittura, quasi buttava fuori agli esami chi chiamava mappa una funzione. Sarò viziato dagli insegnamenti dei vecchi maestri puristi della lingua italiana, ma mi piacerebbe che tutte le parole tecniche fossero scritte in italiano.

    Ciao,

    Andrea

    in risposta a: Stile del testo straniero in un documento #64672
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    Io penso che il testo straniero debba essere sempre scritto in corsivo. Se questo è vero per le grammatiche, lo dovrebbe essere anche di più in qualsiasi altro documento. Nella mia grammatica tedesca, come ha detto Claudio, uso sempre il carattere fratto per il tedesco, anche per un testo molto lungo. Certamente si tratta di un carattere piuttosto difficile da leggere, ma tipico della cultura tedesca, ed è questo il motivo per cui l’ho scelto. D’altra parte, se devo mettere in evidenza, nel testo italiano, una parola tedesca od un costrutto tipico della lingua tedesca, la scrivo sempre in corsivo.

    Penso che questa scelta dovrebbe essere legge: qualsiasi testo si componga, se compare un vocabolo in lingua straniera, od un testo in lingua straniera, dovrebbe sempre essere messo in corsivo.

    Ciao,

    Andrea

    in risposta a: Font matematici su XeLaTeX #64615
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    Caro Claudio,

    Ho fatto come mi hai detto, copiando nel preambolo i pacchetti così come me li hai suggeriti tu, ma sia il corsivo che il carattere “BB” sono differenti da quelli che utilizza pdfLaTeX con il pacchetto lmodern. Il “BB” non si può vedere, ma anche il “nuovo corsivo” è un po’ brutto. A me è sempre piaciuto molto il vecchissimo \mathcal che ha sempre utilizzato in plain TeX senza cambiarlo mai. Forse i caratteri ai quali mi riferisco sono della AMS e non dei Latin Modern??? 😕 😕 ???

    Riguardo ai caratteri greci diciamo “antichi”, metterei volentieri un jpg di esempio, se soltanto fossi in grado di digitalizzare un pezzettino di quei libri che mi piacciono tanto (più che altro vecchi libri editi dalla Boringhieri, oppure dalla MIR, ora pubblicati da Editori Riuniti). Ad ogni modo, se riuscirò a far fare questo da qualche studente, posterò un frammento di librino.

    Ciao e grazie,

    Andrea

    in risposta a: Cambiare il comando \ref #64145
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    Grazie mille! Lo sapevo che doveva essere una scemenza, ma non sono riuscito a trovarla da solo!

    Grazie ancora,

    Andrea

    in risposta a: Caratteri lituani #64034
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    Io utilizzerei XeLaTeX con il pacchetto polyglossia che sostituisce babel ha anche il lituano come lingua. Non è affatto difficile da usare, poi leggendo l’introduzione ci metterai un secondo a districarti nelle piccole differenze con LaTeX.

    Ciao,

    Andrea

    in risposta a: Tesi e C…e Varie -.- #64013
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    Prova a dare la descrizione “sintetica” nell’argomento opzionale di \caption, e togli dal label i dollari! Prova a mettere una cosa tipo
    `
    \caption[Secondo Test sul Maschio Angioino]
    {Secondo Test sul Maschio Angioino. Precisione $85,3155\%$}
    \label{fig:Secondo Test}
    `
    Dovrebbe andare in questa maniera.

    Ciao,

    Andrea

    in risposta a: Tesi e C…e Varie -.- #64009
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    A me sembra di sì. Ma toglimi una curiosità: graficamente si percepisce la differenza tra 16pt ed i 17,28pt di \LARGE??

    Ciao,

    Andrea

    in risposta a: Tesi e C…e Varie -.- #64005
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    Vuoi il comando per il capitolo? Se sì, ti posso proporre questo qua:

    `
    \titleformat{\chapter}[display]
    {\filleft\LARGE\bfseries}
    {\chaptertitlename\ \thechapter}{24pt}{}
    `

    Se hai ancora delle difficoltà, puoi controllare gli esempi (molto chiari) della guida a titlesec che puoi consultare con texdoc.

    Ciao,

    Andrea

    in risposta a: Tesi e C…e Varie -.- #64003
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    L’Introduzione all’arte della composizione tipografica dice che \LARGE corrisponde a 17,28pt. Sarò un po’ sempliciotto, ma credo che nessuno noterà la differenza tra 16pt e 17,28pt. Un modo per cambiare la grossezza del testo impostando i punti potrebbe essere quello di utilizzare XeLaTeX ed il pacchetto fontspec. C’è una bellissima guida molto semplice a XeLaTeX scritta da Enrico Gregorio. Mi dispiace non saperti aiutare meglio.

    Andrea

    in risposta a: Tesi e C…e Varie -.- #64001
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    Ciao! Io cambio sistematicamente la grandezza dei paragrafi con titlesec. Ti lascio qui di seguito un esempio:

    `
    \usepackage{titlesec}

    \titleformat{\section}[hang]
    {\filright\large\bfseries}
    {\thesection.\quad}{0pt}{}
    `

    e se vuoi una grandezza maggiore, sostituisci \large con \Large ecc. Per il capitolo, al posto di hang dovresti mettere display e fare qualche altra piccola modifica, ma modificando appena questo esempio dovresti riuscire a cambiare subito la grossezza.

    Ciao,

    Andrea

    in risposta a: Note a pie’ di pagina #63920
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    Molte persone fanno le note a quel modo, ma a me sembrano orrende. Però io non sono da meno, visto che le mie note sono fatte con il numero e la parentesi tonda alla sua destra tutto ad apice, come ad esempio (…bla bla1) bla bla). Qualche collega usa invece mettere il numero racchiuso entro parentesi quadre, sempre tutto ad apice, ma non ho ancora capito se in quel modo mi piace!

    Ciao,

    Andrea

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