Risposte nei forum create
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AutoreRisposte
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Ciao a tutti! Scusate la latitanza: la scuola mi ha assorbito completamente 🙁Il greco politonico nel file di esercizi (in realtà in un compito) non serve per niente. Avevo fatto il copia e incolla dal file di appunti (dove invece cito alcune parole in greco) per mantenere lo stile tra appunti e compito, ed è rimasto anche quello. So che dovrei fare pulizia, ma non sempre sono in grado di dedicare troppo tempo alla redazione di materiale. Poiché, però, il compito finirà in appendice degli appunti, insieme a tutti quelli futuri, tutto sommato il peccato è veniale, perché se il problema fosse stato di compatibilità con un pacchetto obsoleto, se non ora, sarebbe venuto fuori alla fine dell’anno!
Ciao e grazie,
Andrea
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Ciao! Per il simbolo di trasposta, io ho visto molte più varianti! La “t” minuscola, corsiva, prima della matrice, la “t” minuscola corsiva dopo la matrice, la “t” maiuscola in carattere senza grazie, la daga (\dagger) ecc. Personalmente, la prima e le ultime due sono quelle che meno mi ricordano un elevamento a potenza, ma la prima non mi piace granché, sicché io utilizzo sempre il carattere senza grazie: A^\mathsf{T}. Infine, secondo le norme ISO valgono giusto giusto per gli utilizzatori della matematica. Non conosco due matematici che utilizzino la stessa simbologia.Domando infine ad Enrico se lui scrive anche sen e cos in corsivo, oppure se quelle le scrive in tondo, giusto per curiosità!
Ciao,
Andrea
::skevin93″ post=89224Tengo solo a fare una precisazione: il modo di definire il differenziale c’è sulla guida GuIT, ma non è nel capitolo sui nuovi comandi, ma dove dovrebbe essere, in una apposito sottoparagrafo nel capitolo dedicato alla matematica. Grazie ancora per la segnalazione.
Puoi fare così:
`
\newcommand{\diff}{\mathop{}\!\mathrm{d}}
`Ciao,
Andrea
::OldClaudio” post=89179@skevin, sei una persona attenta, ma non consulti molto la documentazione… oppure non conosci i latino 😉
Enrico ha nella firma dei suoi messaggi sul forum la frase Ceterum censeo differentiale operatorem non esse (pertanto ritengo che il differenziale non sia un operatore. Lui è un matematico e lo sa benissimo.
Per altro le norme ISO relative alla scrittura della matematica nei testi di scienze applicate impongono precise forme per i segni da usare e per il differenziale e prescritto il tondo. Tant’è che nella Guida GuIT nel capitolo Nuovi comandi, è spiegato come e qualmente si possa definire un comando per il segno di differenziale che abbia le spaziature giuste a destra e a sinistra.
Perciò la forma corsiva è per gli scritti di matematica (anche se non è vietata la forma tonda), mentre la forma tonda è prescritta in fisica, ingegneria, eccetera.
Scusate se mi intrometto, il differenziale è un operatore, dallo spazio delle k-forme differenziali nello spazio delle (k+1)-forme. Probabilmente la citazione di Enrico si riferisce a qualche altro aspetto del differenziale.
Ciao,
Andrea
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Grazie! Ora tutto funziona a meraviglia!Ho però fatto un cambiamento: con \newtheoremstyle ho costruito un ambiente senza titolo che ho chiamato “internamente” AFFERMAZIONE. Dunque adesso l’affermazione che voglio numerare la posso inserire nell’ambiente affermazione e così diventa molto simile a un teorema o un’osservazione.
Grazie comunque moltissimo dell’aiuto: la spiegazione ha avuto anche l’effetto collaterale di insegnarmi alcuni fatti sui contatori.
Ciao,
Andrea
::illinguista1972″ post=88352
Ragazzi, se volete usare microtype e i font OpenType, usate lualatex; lua latex ha molte funzioni in più, ma se non le usate, non è molto diverso rispetto ad usare xelatex, ma gestisce microtype.
Ci fai vedere un preambolo minimo? Ma dunque il problema di microtype e Xe sono i font OpenType?
Ciao
TommasoMi associo alla richiesta: ci faresti vedere un preambolo minimo?
Ciao,
Andrea
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È vero: lilypond-book e lilyglyphs non sono proprio il massimo. Tu hai detto molte cose su lilypond-book, un’altra l’aggiungo io: è terribilmente lento.Anche io aspetto che microtype sia a posto per XeLaTeX, ma anche TikZ. Ricordo che alcuni pacchetti di TikZ non funzionano con XeLaTeX. Sicuramente, quando tutto sarà a posto, XeLaTeX sarà il futuro perché la gestione dei font è splendidamente semplice. Peccato che di font matematici ce ne siano veramente pochi.
Riguardo ai pacchetti musicali, sono contento che le persone che citi stiano implementando nuove funzioni, ma come facciamo a sapere quando appaiono questi nuovi pacchetti???
Io aspetto speranzoso, ma per il momento, mi accontento di quello che già abbiamo, e sfrutto lilypond-book con il nuovo pacchetto che mi avete proposto, e che trovo utilissimo.
Ciao e grazie,
Andrea
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Esattamente quello che volevo! Grazie ad entrambi!È stato un po’ complicato far funzionare il pacchetto, perché non sono molto pratico di istallazioni manuali, ma devo dire che alla fine il risultato è proprio quello che volevo ottenere. Il preambolo campione che mi hai mostrato, Tommaso, è stato comodamente utile. Credo che questo pacchetto, insieme con lilypond-book siano molto comodi per scrivere di musica.
Speriamo che più avanti i programmatori di lilypond riescano ad integrare ancora meglio questo programma con LaTeX.
Grazie a tutti,
Andrea
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Ciao a tutti e grazie delle risposte.Per quel poco che ho visto riguardo a MetaPost, sono rimasto molto colpito dal fatto che si possa dare i nomi alle curve e indicizzarle con il ciclo for. Per esempio, avevo disegnato una superficie e ci volevo disegnare sopra le curve di livello. Poi volevo evidenziare un elemento di superficie, ma non riesco a farlo con TikZ perché non riesco a indicizzare le curve per prenderne le intersezioni. Questo è soltanto un esempio di cosa mi ha colpito di MetaPost.
So che che il ciclo for c’è anche su TikZ (\foreach) ma non si può dare i nomi alle curve con la semplicità di MetaPost. Faccio un esempio di MataPost:
`
beginfig(1);
path p[],q[],ics,ips;
u = 1.0cm;
ics = (0,0) — (4,4);
as = (0,0) — (-4,4);
pickup pencircle scaled .6pt;
for i=0 upto 9:
p=ics shifted (i*8.8u,0);
q=ips shifted (i*7.8u,0);
endfor
z4 = p5 intersectionpoint q5;
z5 = p4 intersectionpoint q6;
endfig;
end
`Secondo voi questo si può fare su TikZ?
Ciao,
Andrea
::OldClaudio” post=86516Andrea ti chiedo scusa, ma non ho capito che cosa vuoi fare né filosoficamente né praticamente.
Riepilogo quello che ho capito:
1) scrivi un rapporto con la classe article;
2) alla fine vuoi aggiungere una o più appendici
3) questa o queste occupano una sola pagina perché contengono solo una figura
4) vuoi che ognuna cominci in una nuova pagina
5) vuoi metterci l’intestazione APPENDICE
6) se sono più appendici, non le vuoi numerate né con lettere né in altro modo.Allora, se vuoi comporre una sola appendice, quello che stai facendo dovrebbe essere corretto, purché tu NON usi anche il comando \section, altrimenti nella pagina ti appare sia L’intestazione APPENDICE, sia il titolo A Bla bla bla; a; massimo usi \section* che non usa il “numero” A.
Se vuoi comporre più appendici e vuoi staccarle dal rapporto scritto con articole, leggiti la documentazione del pacchetto appendix (texdoc appendix) che forse può fare al caso tuo, specialmente se usi l’ambiente appendices.
Se invece non ho capito il problema, scusami l’intervento a sproposito.
Claudio, ti chiedo scusa, perché mi sono espresso malissimo io! Tra il caldo e gli impegni scolastici, ho la testa fra le nuvole!
Dunque, hai capito perfettamente: nella relazione devo aggiungere, come appendici, una serie di documenti che i miei colleghi hanno scritto in Word: griglie di valutazione, compiti in classe, ecc. Avevo pensato di mettere nella prima pagina una scritta “APPENDICE” in alto al centro, e quindi in ciascuna pagina importare i documenti word, trasformati in PDF, con \includegraphics, così vengono più piccini ma non sono costretto a ricopiare ogni cosa!
Adesso guardo il pacchetto appendix, ma anche la soluzione che mi hai proposto tu è un’ottima scelta. La questione filosofica consisteva nel fatto che il paragrafo prima delle appendici si conclude a pagina nuova, con il testo centrato “APPENDICE”… ma penso sia una fisima inutile!
Ciao e grazie,
Andrea
::OldClaudio” post=86505Dai, Andrea, prima di ogni appendice scrivi \clearpage e il gioco dovrebbe essere fatto; lascia però \appendix, che cambia la numerazione da araba a letterale. Naturlamente, ma credo che tu lo stia gì facendo, ogni appendice con al classe article si compone con section, non \chapter come bisognrebbe fare nella classe book.
Sì, sto facendo esattamente questo. Il mio dubbio era riferito alla grossa scritta centrata “appendice” fatta a mano così:
`
\clearpage
\begin{center}
\large\bfseries APPENDICE
\end{center}
\appendix
\section{Bla bla}
`In questo modo, la scritta appendice risulta come parte dell’ultima sezione numerata e il mio dubbio è se questa cosa è corretta oppure no. Diciamo che la domanda era più filosofica che non tipografica.
Ciao,
Andrea
::lavocedilassù” post=86491
Salve a tutti,
Scusate il disturbo. Avrei bisogno di inserire della appendici in una relazione scolastica che ho scritto con la classe article. Il comando \appendix però non sortisce l’effetto desiderato, perché le appendici dovrebbero andare tutte a pagina nuova giacché ogni sezione conterrà soltanto una cosa del tipo “Appendice A” e sotto un \includegraphic che mostri una pagina digitalizzata di compiti o schede di valutazione. Come posso fare?
In alternativa mi basterebbe che mi scrivesse a pagina nuova “Appendice” grosso e centrato e sotto A, B, C ecc. Manderò io poi a pagina nuova ogni file importato.
Grazie,
Andrea
Cambiare classe o mandarcela a mano e se vuoi il titolo centrato usare il pacchetto titlesec? 😆
Ciao,
GianniSto già usando il pacchetto titlesec ma di classi conosco soltanto article, report e book. Non vedo comunque come possa aiutarmi il pacchetto titlesec visto le sezioni sono già state configurate per risultare allineate a sinistra e numerate progressivamente.
Forse una possibilità potrebbe essere porre un \clearpage alla fine dell’ultimo paragrafo, quindi centrare il titolo in neretto appendice e successivamente invocare il comando\appendix ma non saprei se questo è tanto regolare!
Ciao,
Andrea
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