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Ecco il linkhttps://www.dropbox.com/s/12v4awr8tl387sk/Q1.png?dl=0
Aggiungo solo che per il momento è meglio concentrarsi su una classica pagina A4, perchè non è detto che non mi chiedano poi (conoscendo i miei polli) di poterlo stampare; inoltre in ospedale abbiamo dei classici schermi casalinghi 16:9, per cui la tua idea anche se interessante non è fattibile (questo testo serve per delineare bene alcuni pattern a gente che non sa leggere un EEG e quindi ).
Il problema dei dettagli non è così acuto, visto che al limite si usa lo strumento zoom del PDF viewer (basta che ovviamente le figure non vengano tutte spiaccicate).
Se otteniamo un buon risultato così provo a dirgli questa cosa e vediamo che ne pensano.Mi incoraggia che si possa fare tutto con LaTeX: aspetto le tue prove!
28 Settembre 2012 alle 12:48 in risposta a: [Risolto] Consigli per rendere meglio un grafico multiplo #7917628 Settembre 2012 alle 10:50 in risposta a: [Risolto] Consigli per rendere meglio un grafico multiplo #79174::
Grazissime! È perfetto direi, i valori e i simboli son giusti. Visto che poi le diapositive vanno proiettate sul classico tendone mi sembra che l’aspect ratio vada bene.
Fra l’altro mi devi aver letto nel pensiero (sarà stato Inception? :lol:) perchè mi ero accorto giusto ieri che le migliaia erano separate col puntino, e volevo vedere come si metteva il corretto spazio sottile.È un codice per ora fuori dalla mia portata, ma con più calma non vedo l’ora di studiarmelo per capirci di più e meglio. Spero non sia un problema se riuppo il topic per chiedere lumi.
27 Settembre 2012 alle 14:41 in risposta a: [Risolto] Consigli per rendere meglio un grafico multiplo #79172::Liverpool” post=78365
Purtroppo mettendo l’ambiente [tt]groupplots[/tt] si ottiene un guaio
Ma è il comportamento corretto. Groupplot genera tre grafici completamente indipendenti ma allineati. Quindi 1, 2 e 3 non devono essere più SOMA, NUCLEO e NUCLEOLO, ma quello che sta nella legenda. Ovviamente le barre vanno raggruppate diversamente: tutte le barre (1) nel primo grafico, quelle (2) nel secondo e così via.
Ehm continua a non venirmi correttamente: riunendo tutte le colonne 1 2 e 3 mi genera una colonna unica per grafico con tutti i valori dentro 😕 Inoltre non ho capito perchè cambiare le label dell’ascissa con quelle della legenda: i grafici dovranno avere ciascuno un unica [tt]xtick[/tt] (nello specifico SOMA, NUCLEO e NUCLEOLO) con le sue 3 colonne, e la legenda spiega la chiave dei colori.
Come si fa a passare questa istruzione a pgfplots?Se ti ricordi mi avevi spiegato tu questa tecnica (invece di [tt]symbolic x coords[/tt]) perchè poi bisogna definire le coordinate per il simbolo della significatività.
27 Settembre 2012 alle 14:09 in risposta a: [Risolto] Consigli per rendere meglio un grafico multiplo #79169::
Molto carino questo effetto, peccato proprio non usare Beamer. (:evil: però almeno con PowerPoint ho fatto in fretta)Purtroppo mettendo l’ambiente [tt]groupplots[/tt] si ottiene un guaio:
`
\documentclass[10pt,a4paper]{scrbook}\usepackage{etex}
\usepackage[eulermath]{classicthesis}
\usepackage{arsclassica}\usepackage{pgfplots}
\pgfplotsset{/pgf/number format/use comma, compat=newest}
\usepgfplotslibrary{groupplots}
\usetikzlibrary{calc}\usepackage[
output-decimal-marker={,},
per-mode=symbol,
abbreviations=false,
separate-uncertainty,
]{siunitx}\begin{document}
\begin{figure}[htbp]%morfometria intera logyaxis
\centering
%\tikzsetnextfilename{log}
\begin{tikzpicture}
\begin{groupplot}[small,
group style={group size=3 by 1, ylabels at=edge left},
%xmin=0, ymin=0, height=6cm, width=5cm,
%group/horizontal sep=0pt,
%group/vertical sep=0pt,
%font=\sffamily,
enlarge x limits=0.30,
legend style={at={(-1,-0.42)}, anchor=north,legend columns=1, font=\large, cells={anchor=west}},
%bar width=24,
width=0.5\textwidth,
ybar,
ymin=0, ymax=1100,
ymajorgrids=true,
ylabel={Area (\si[detect-family]{\square\micro\meter})},
xtick pos=left,
xtick={1,2,3}, xticklabels={SOMA, NUCLEO, NUCLEOLO},
nodes near coords,
]
\nextgroupplot
\addplot+[error bars/.cd, y dir=both, y explicit,]%ctrl
coordinates{
(1, 1008.11) +- (9.01, 9.01)
(2, 141.55) +- (11.1, 11.1)
(3, 8.02) +- (1.05, 1.05)
};
\draw ($(axis cs:1,910) + (+0.5pt,0)$) node [anchor=south] {\S};
\nextgroupplot
\addplot+[error bars/.cd, y dir=both, y explicit]%btz 8w
coordinates{
(1, 864.03) +- (48.48, 48.48)
(2, 125.63) +- (7.26, 7.26)
(3, 7.17) +- (0.26, 0.26)
};
\draw ($(axis cs:2,135) + (+0.5pt,0)$) node [anchor=south] {\S};
\nextgroupplot
\addplot+[error bars/.cd, y dir=both, y explicit]%btz fu
coordinates{
(1, 964.42) +- (20.71, 20.71)
(2, 137.8) +- (4.26, 4.26)
(3, 7.5) +- (0.36, 0.36)
};
\draw ($(axis cs:3,7.5) + (+0.1pt,0)$) node [anchor=south] {\dag};
\draw ($(axis cs:3,8) + (+25pt,0)$) node [anchor=south] {\P};\legend{CTRL, BTZ 8w, BTZ-FU}
\end{groupplot}
\end{tikzpicture}
\end{figure}\end{document}
`In pratica, invece di fare un grafico SOMA, un grafico NUCLEO e un grafico NUCLEOLO, ne crea 3 usando in sequenza le coordinate (completamente sbagliato perchè invece dovrebbe riunire tutte le coordinate [tt]1, XXX[/tt] per il grafico che ha [tt]xtick=1[/tt] e [tt]xticklabel=SOMA[/tt], e così via) e riferisce tutte le barre ai controlli.
Ma con l’ambiente standard [tt]axis[/tt] non succede così 😕
27 Settembre 2012 alle 11:40 in risposta a: [Risolto] Consigli per rendere meglio un grafico multiplo #79166::cfiandra” post=78329Io rifletterei su un fatto: se hai fatto un solo grafico perché vuoi fare un confronto su SOMA, NUCLEO e NUCLEOLO allora io lascerei il grafico così com’è perché il messaggio che ne deduco è proprio la disparità di area. Poi ovviamente non conosco quale sia il problema alla base del grafico, quindi forse fai bene a scorporarli.
Il punto di avere tre grafici in linea, specialmente su diapositiva (e rabbrividisco a pensare al PowerPoint), è che non hai tutto questo spazio e ho paura che il sistema ti si ritorca contro. Molto meglio la soluzione di Liverpool: mostrali uno per volta. E ti assicuro che con Beamer sarebbe tutta un’altra cosa…
Ciao
ClaudioEh, vuolsi così colà dove si puote come si vuole…; figurati che il “formato ufficiale” è PowerPoint…2003!! E non vi mostro il modello di frontespizio che gira qui… (vi dico solo che il nome del candidato finisce nell’angolo in basso a destra, ovviamente uso il formato di [tt]frontespizio[/tt] e tanti saluti).
Tuttavia non so se con Beamer sarei riuscito a gestire tutte le transizioni che mi servivano con PowerPoint (quando hai solo 7 slide e un mucchio di dati devi ingegnarti), ho invece apprezzato i consigli su come strutturare le slide.Parlando del grafico, il confronto deve essere, per SOMA NUCLEO e NUCLEOLO fra controlli e trattati per far vedere che in questi ultimi c’è una diminuzione dell’area, quindi di fatto sono tre grafici distinti riuniti per comodità descrittiva.
27 Settembre 2012 alle 11:28 in risposta a: [Risolto] Consigli per rendere meglio un grafico multiplo #79165::Liverpool” post=78318Difficile darti un consiglio. Sicuramente scarterei l’ipotesi ordinata logaritmica. Perché hai fatto un unico grafico? Hai necessità di confrontare (cioè di evidenziare le differenze) fra i tre grafici? In tal caso tre scale diverse per le ordinate non vanno bene e quindi scarterei anche l’ipotesi di tre grafici distinti. Probabilmente io farei vedere un grafico alla volta (con scala differente) in piena diapositiva con una transizione e poi mostrerei il grafico generale che hai già realizzato come riepilogo.
Se invece non hai necessità di confronto, allora perché hai realizzato un singolo grafico? Vanno bene tre grafici distinti ognuno con una scala propria. Con grouplot si possono allineare orizzontalmente come vuoi tu.Il motivo per cui ho riunito i tre grafici in uno solo è perchè, come sottolinea Claudio sopra, lo spazio di una slide non è moltissimo e così se ne risparmierebbe; altri motivi non ce ne sono, anzi nel cartaceo son divisi. Quindi anch’io in linea generale li dividerei, ma non li farei vedere uno dopo l’altro perchè ho paura che ci sarebbero roppe immagini affastellate in una slide sola.
Come mai scartare la logaritmica? In matematica sono debole, ma non è proprio per “accorciare” la scala che si usa questo accorgimento?Adesso mi cimento con [tt]groupplots[/tt], spero di cavarmela da solo ma dagli esempi ero un tantino preoccupato…
Liverpool” post=78318Per modificare le impostazioni dei font a carattere generale, devi agire sulla chiave [tt]every axis[/tt]. Questo non basta, perché le etichette delle tacche dell’asse delle ordinate sono in modo matematico. Trovi la soluzione completa sul manuale a pag. 53 nel paragrafo che inizia con “This includes document-wide…” (puoi anche scrivere le opzioni tra quelle di axis invece che nel preambolo). Per qualche motivo che ora mi sfugge, quando aggiungi il valore [tt]\large[/tt] tra le opzioni di legend, sovrascrivi il valore \sffamily dato a livello generale. Allora dovresti dare il valore [tt]\sffamily\large[/tt] (a meno che non si trovi un’altra soluzione).
Mi sa che ho un serio problema a cercare le info nelle guide 🙁 Ma tu la sapevi già questa cosa o l’hai dovuta cercare anche tu? Perchè a me non è proprio venuto in mente di cercare lì…
Liverpool” post=78318P.S. Se il codice ti serve solo per generare la figura, allora invece di usare la libreria externalize, puoi usare la classe standalone, dopo avere eliminato l’ambiente figure che qui non serve a niente e tutti i pacchetti che non sono necessari a generare correttamente la figura (es. classicthesis).
Non conoscevo questa possibilità: in realtà uso quel codice perchè mi piacciono i numeri in Euler.
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Scusate se non ho più risposto ma non avevo Internet fino ad ora 😳Alla fine ho risolto con la prima soluzione di Antonio Macrì; la seconda faceva uso di [tt]autocite[/tt], quindi presumendo che bisognasse cambiare le chiamate in bibliografia in tutto il documento ho lasciato perdere… (la consultazione della doc di biblatex non mi ha poi chiarito molto le idee su questo comando)
Grazie a tutti dei vostri suggerimenti!
::Dr Spencer Reid” post=77880non so se fa al caso tuo, ma io ho creato 2 bibliografie distinte (e con nome diverso) usando l’ambiente \thebibliography{}
potrebbe servirti??
No, con [tt]\thebibliography[/tt] è assolutamente improponibile gestire 170 record bibliografici, oltretutto adesso che sono in dirittura d’arrivo e non ci penso proprio a rimetterci mano.
13 Settembre 2012 alle 15:14 in risposta a: [Risolto] Stiracchiare l’indice di Classic Thesis #7851013 Settembre 2012 alle 13:57 in risposta a: [Risolto] Stiracchiare l’indice di Classic Thesis #78508::
Ciao Lorenzo, intanto vorrei ringraziarti perchè fra Arte, modelli e articolo sui grafici son riuscito a fare un ottimo lavoro (con apprezzamento per la mancanza dell’interlinea a 2 (!!!) e del corpo 12 o superiore, di serie su tutte le altre tesi che ho visto).Ti volevo chiedere: come mai tu imposti a mano la numerazione di pagina invece di usare \frontmatter, \mainmatter e \backmatter (che peraltro consigli nell’Arte)? C’è qualche vantaggio o è magari per abitudine?
13 Settembre 2012 alle 13:51 in risposta a: [Risolto] Stiracchiare l’indice di Classic Thesis #78507::egreg9″ post=77577
Da fare solo quando sei sicuro che tutto sia a posto (cioè che all’indice non verrà più aggiunto nulla):
`\addtocontents{toc}{\protect\enlargethispage{2\baselineskip}}
\tableofcontents`
Aggiusta il 2 finché ti verrà a posto (ricorda che occorre compilare due volte perché si veda il risultato dopo una di queste modifiche).Grazie Enrico, col comando riesco a far stare tutto l’indice su una sola pagina neanche malaccio; tuttavia mi piacerebbe fare proprio il contrario, cioè aumentare la distanza fra i blocchi di testo dell’indice per spedire qualche riga alla seconda pagina, adesso che c’è la testatina (già così è migliorata un pochetto). Di suo è molto fitto, quindi secondo me un po’ d’aria gli farebbe bene.
egreg9″ post=77577No, ma senza sapere che fai è difficile rispondere.
Ciao
EnricoTutto risolto, avevo pasticciato con i \pagestyle e non me lo ricordavo più, adesso ho sistemato come ha fatto Lorenzo e viene prodotta correttamente la testatina.
13 Settembre 2012 alle 9:28 in risposta a: [Risolto] “Marcatura” dei grafici a barre con pgfplots #78438::Liverpool” post=77542Seguendo la strada delle annotazioni personalizzate, potresti fare una cosa del genere:
`\begin{document}
\begin{tikzpicture}
\begin{axis}[
%enlarge x limits=0.40,
legend style={at={(0.5,-0.12)}, anchor=north,legend columns=-1},
%width=0.75\textwidth,
bar width=24pt,
ybar,
ymin=0, ymax=10,
minor y tick num=3,
ymajorgrids=true,
ylabel={Area (\si{\square\micro\meter})},
xtick pos=left,
xtick={1}, xticklabel={NUCLEO},
]\addplot+ [error bars/.cd, y dir=both, y explicit]
coordinates{(1, 7.17) +- (0.26, 0.26)};
\draw ($(axis cs:1,7.45) + (-13pt,0)$) node [blue, anchor=south] {\S};\addplot+ [error bars/.cd, y dir=both, y explicit]
coordinates{(1, 7.5) +- (0.36, 0.36)};
\draw ($(axis cs:1,7.88) + (13pt,0)$) node [red, anchor=south] {\#};\legend{CTRL, BTZ}
\end{axis}
\end{tikzpicture}
\end{document}`
[tt]13pt[/tt] sono la somma di mezza larghezza delle barre (24 pt) + mezzo bar shift (2 pt). Nota come ho dovuto trattare la tacchetta sull’asse orizzontale diversamente da te.
Indicati con \(x\) l’ascissa comune alle barre, con \(w\) la larghezza delle barre, con \(d\) lo scostamento tra barre adiacenti, con \(n\) il numero di barre con la stessa tacca e con \(i\) la i-esima barra a partire dalla più a sinistra, la formula generale per trovare l’ascissa delle etichette è
\[x-\frac{n-1}{2}(w+d)+(i-1)(w+d)=x+\left(i-\frac{n+1}{2}\right)(w+d)\;,\quad i=1,\ldots,n\]
Il secondo addendo corrisponde a [tt]-13pt[/tt] e [tt]13pt[/tt] nel mio codice.Ciao
Grazie Liverpool, il tuo codice funziona a meraviglia; l’unico inconveniente, richiedeva la libreria \usetikzlibrary{calc}, ma me l’ha segnalato l’editor.
13 Settembre 2012 alle 8:47 in risposta a: [Risolto] “Marcatura” dei grafici a barre con pgfplots #78436::robitex” post=77541Ciao.
Non puoi semplicemente usare comandi \draw con il sistema di coordinate axis cs?
Un saluto.
R.Infatti è quello che proponeva, più o meno, il paragrafo sulle Custom Annotations; il problema è che l’ho trovato spiegato veramente male e sopratutto con pochi esempi (invece mi sembra una funzione molto utile), e i comandi di Tikz non li so proprio usare.
Il suo manuale poi mi scoraggia: infatti ho cercato lì qualche info su \draw, ma non ci ho cavato un ragno dal buco.Se non era per l’articolo di Lorenzo e Tommaso poi non mi sarei mai sognato di crearmi i grafici, ma li avrei senz’altro importati.
Con la conoscenza empirica dell’esempio di Liverpool magari ci capirò di più.
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Grazie Ivan, ci sono riuscito!!!È bastato mettere \hyphen al posto dei trattini incriminati (lasciando ovviamente uno spazio con la parola dopo) e le parole finalmente si sono spezzate. Mi resta il dubbio se non ci sia veramente il modo di implementare questo comportamento senza dover riscrivere il file .bib ogni volta…
Avevo letto la guida di biblatex, ma quella parte mi era sfuggita (mi ero fermato all’opzione babel=hyphen); cercherò di prestare più attenzione.
Grazie a tutti per l’impegno.
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