robitex

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  • in risposta a: MiKTeX vs TeXLive #49665
    robitex
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      Ciao Tommaso,

      TeX Live funziona in modo un po’ diverso da MiKTeX: da settembre a maggio, che è il periodo in cui si può aggiornare la distribuzione via Rete, ogni tot viene rilasciata su CTAN una distribuzione aggiornata, in modo che non ci si trovi a scaricare e installare un sistema TeX troppo datato. Ma per i pacchetti che via via vengono aggiornati, ci vuole Internet. Si dovrebbe poter fare anche a mano, ma vedi tu se vale la pena… 😀

      Sono molto altilenante sul da farsi in questo momento. Fino a che non avrò la ragionevole certezza che vi siano più vantaggi nell’uso di TeXLive, credo che resterò su MiKTeX, con il quale mi sono sempre trovato bene.

      Grazie a te e a tutti quelli che hanno espresso (o esprimeranno) la loro opinione,
      Marco.

      Ciao,
      io preferisco usare TeX Live.
      Ho iniziato con MiKTeX ma dopo l’uscita della TeX Live 2008, sono passato a questa distribuzione anche su Windows (XP o Seven che sia).
      La mia preferenza è derivata da:
      – funzionamento corretto con l’interprete Ghostscript (uso massicciamente pdfcrop);
      – identica interfaccia per più sistemi operativi (a casa lavoro con Linux);
      – rapidità nell’aggiornamento dei pacchetti (anche grazie all’uso della linea di comando);
      – migliore supporto al formato Postscript, specie per le piattaforme Windows.

      Non uso più MiKTeX quindi, da un paio di anni, quindi potrebbe essersi evoluta.
      In definitiva la scelta è una questione quasi esclusivamente di gusti, anche se l’unica vera differenza tra MiKTeX e TeX Live si riduce al fatto che quest’ultima è nativamente multipiattaforma. Oggi molto spesso si lavora contemporaneamente con più sistemi operativi. TeX Live è la scelta obbligata in questi contesti.

      Diversamente, visto che moltissimi utenti usano solo Windows, consiglierei tranquillamente MiKTeX (distribuzione più adatta alle abitudini degli utenti Windows), specie per iniziare.
      Poi, naturalmente TeX Live!

      in risposta a: codice del comando \LaTeX #49096
      robitex
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        Esercizio: perché i % alla fine delle righe numerate 3 e 11 sono inutili

        Provo una risposta: perché TeX quando costruisce un valore dimensionale legge il valore numerico e l’unità di misura. Esso termina la lettura del testo che rappresenta l’unità di misura quando incontra un altro token od uno spazio di separazione come accade per i comandi macro.

        Quindi un codice come questo non comporta spazi spuri:
        `\newdimen\mydim
        \mydim=45 pt % qui ci sono degli spazi
        \multiply\mydim by 2 % qui ci sono altri spazi`

        Comunque, è stata un occasione per imparare finalmente cosa fa il comando \kern ed i trucchi che si basano sulla potenza compositiva dei box.
        Grazie Enrico.

        in risposta a: codice del comando \LaTeX #49092
        robitex
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          Apro la documentazione di LaTeX con il comando di console texdoc source2e.

          Dall’indice del pdf che texdoc apre, clicco sulla sezione Logos e leggo:

          `3 \DeclareRobustCommand{\LaTeX}{L\kern-.36em%
          4 {\sbox\z@ T%
          5 \vbox to\ht\z@{\hbox{\check@mathfonts
          6 \fontsize\sf@size\z@
          7 \math@fontsfalse\selectfont
          8 A}%
          9 \vss}%
          10 }%
          11 \kern-.15em%
          12 \TeX}`

          Bye

          in risposta a: Ordine caricamento pacchetti #48935
          robitex
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            Ciao a tutti,
            dopo un paio di mesi ho cercato di ricompilare un documento su cui stò lavorando. Nel frattempo ho aggiornato Miktex. Ora ottengo un errore che prima non avevo. Dopo diverse prove sono riuscito a capire che si presenta nel momento in cui le seguenti due righe
            `\usepackage{scrtime}
            \usepackage[draft,time,italian]{prelim2e}`
            vengono caricate dopo
            `\usepackage[sl]{capiton}`
            Come mai? La soluzione stà semplicemente nello scambiare l’ordine di caricamento dei pacchetti?
            Più in generale: come sapere qual’è l’ordine ottimale di caricamento?

            Grazie,
            Daniele

            Bella domanda…
            L’ordine di caricamento non dovrebbe essere significativo, tranne in alcuni casi come con il pacchetto hyperref che deve essere l’ultimo.

            Tu non riporti l’errore che ottieni. Immagino tuttavia, che sia dovuto al caricamento di pacchetti con opzioni: infatti se un pacchetto viene caricato dietro le quinte da un secondo, caricarlo esplicitamente nel sorgente con opzioni non è consentito da LaTeX.
            Pertanto può capitare che la situazione di option clash possa essere risolta caricando i pacchetti in ordine diverso.
            Altra soluzione è caricarli senza opzioni e poi utilizzare i comandi appositi del pacchetto per impostare parametri.
            Ciao

            in risposta a: impossibile copiare file *.sty nella directory #48918
            robitex
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              ho scaricato da CTAN il pacchetto layaureo , sto cercando di copiarlo nella directory /usr/local/texlive/texmf-local … ma questa opeazione è impossibile .
              la domanda è questa … è corretto copiare li il file sty ? e se si come posso fare ?? l’operazione non è consentita neppure da utente root

              Non credo che il sistema possa rifiutare un comando dell’utente root!!!
              Dunque i percorsi che puoi seguire sono due:
              1 – installazione manuale
              prova ad avviare il gestore di finestre con i diritti di superutente (sudo nautilus se si tratta di Gnome), e con questa sessione aperta copiare il file nella dirctory giusta (segui il sentiero che ti ha indicato Lorenzo). Poi dare un comando texhash per aggiornare l’albero dei file noti a TeX.
              2 – installazione con tlmgr
              Si tratta dell’utility inclusa in TeX Live per i compiti amministrativi, come l’installazione dei nuovi pacchetti e gli aggiornamenti, ma non è disponibile nella versione di TeX Live dei repo ufficiali di Debian (per le politiche di sicurezza e stabilità della distro), ma solo se TeX Live proviene direttamente dai mirror di CTAN.

              Comunque in ogni caso, devi essere un po’ più severo con il tuo pc!! Un ordine deve essere eseguito immediatamente 8) … altrimenti è ammutinamento.
              Bye

              in risposta a: Programma per disegni o schemi #48828
              robitex
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                Grazie 1000 delle risposte , il pacchetto PGF mi sembra molto utile pe i lavori che devo fae anche se non ho ben capito come si usi … se non ho capito male ci dovrebbe essere una sorta di editor che poi produce il file TeX ? se fosse così non saprei dove trovare l’editor pe dargli un occhiata ho scaricato il pacchetto .zip ma non vedo alcun editor

                PGF è un pacchetto come tutti gli altri!
                Basta inserire nel sorgente l’ambiente tikzpicture e compilare al solito.
                Comunque esiste anche una specie di editor che compila al volo il codice PGF che stai scrivendo e lo visualizza. Si chiama ktikz ed è disponibile solo per Linux ( http://www.hackenberger.at/blog/ktikz-editor-for-the-tikz-language ).

                Ti consiglio naturalmente di cominciare a scrivere codice e compilare con pdflatex.
                Leggi i tutorial nel manuale di PGF per iniziare (per visualizzarlo digita alla riga di comando texdoc pgf).
                A dimenticavo, il pacchetto PGF si installa comodamente nella tua distribuzione TeX con le utility messe a disposizione (i.e tlmgr per TeX Live).

                Esempio di codice:
                `\documentclass{minimal}
                \usepackage{tikz}
                \begin{document}
                \begin{tikzpicture}
                \draw (0,0) — (10,0) — (10,10) — cycle;
                \end{tikzpicture}
                \end{document}`

                Buon lavoro!

                in risposta a: Programma per disegni o schemi #48826
                robitex
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                  Salve a tutti , qualcuno di voi avrà qualche arma nel cassetto .. in alcuni articoli devo inserire delle figure (+ che altro schemi) magari con uno stile di freccie e sopratutto lettere che si addice ai caratteri di latex ! qualche consiglio???
                  magari qualche software unix 😉

                  Io userei senz’altro il pacchetto PGF, disponibile con un linguaggio frontend piuttosto buono e con risultati eccellenti.
                  Galleria qui: http://www.texample.net/tikz/examples/ .

                  (comunque interessante l’elenco di link del messaggio precedente)
                  Ciao

                  in risposta a: Programma software grafica vettoriale – Asymptote #48467
                  robitex
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                    Possibile è anche ottenere un immagine vettoriale in formato pdf da AutoCAD.
                    Basta stampare con driver postscript, convertire il risultato in pdf e ritagloiare con pdfcrop.

                    Ottieni così grafici tecnici vettoriali (qualche cosa si perde con i font), perfettamente in scala.
                    Ovvio che se il tuo processo di produzione non passa da AutoCAD, conviene utilizzare programmi “visuali” già indicati.
                    Bye

                    in risposta a: Opzioni di pacchetto con xkeyval #48337
                    robitex
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                      Secondo voi, si potrebbero definire più variabili nello stesso comando \dim, magari in termini di variabili solo precedentemente definiti?
                      Ebbene si!!! basta elaborare la lista \XKV@rm (con l’ausilio del pacchetto etextools):
                      `\documentclass{report}
                      \usepackage{etextools}

                      \usepackage{xkeyval}

                      \makeatletter
                      \DeclareCmdListParser{\parser@csv}{,}
                      \def\dim#1{%
                      \setkeys*{dimfam}{#1}
                      \ifx\XKV@rm\empty
                      \setrmkeys{dimfam}%
                      \else
                      \parser@csv[\definesingle@key]{\XKV@rm}
                      \setrmkeys{dimfam}%
                      \fi
                      }
                      %
                      \def\definesingle@key#1{\make@newkey#1\@nil}
                      \def\make@newkey#1=#2\@nil{%
                      % creo la nuova dimensione
                      \expandafter\newdimen\csname #1\endcsname
                      %
                      % creo la chiave ad essa associata
                      \define@key{dimfam}{#1}{%
                      \csname #1\endcsname=\dimexpr##1\relax
                      }
                      }
                      \makeatother

                      \begin{document}
                      \dim{a=10mm,b=30mm}a=\the\a;b=\the\b.

                      \dim{a=10mm,b=\a/2,c=\b/2}a=\the\a;b=\the\b;c=\the\c.

                      \end{document}`

                      Alla prossima!

                      in risposta a: Opzioni di pacchetto con xkeyval #48336
                      robitex
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                        Ecco un altro tema: creazione on the fly di chiavi xkeyval.
                        Ammettiamo di voler gestire dimensioni attraverso la sintassi chiave valore. Vorremmo un comando per esempio \dim il cui argomento è appunto un assegnazione di una misura ad un registro (con sitassi TeX) \dimen.
                        esempio:
                        `\dim{a=100pt}
                        \dim{b=1mm}
                        `
                        La sostanza di tutto questo è: prima di poter assegnare un valore ad una variabile occorre creare la chiave tramite gli opportuni comandi del pacchetto xkeyval.

                        Allora basta che la prima e solo la prima volta che avviene una definizione venga creata l’oppurtuna chiave, per esempio con il codice:
                        `\documentclass{report}
                        \usepackage{xkeyval}

                        \makeatletter
                        \def\dim#1{%
                        \setkeys*{dimfam}{#1}
                        \ifx\XKV@rm\empty
                        \setrmkeys{dimfam}—esisting key—%
                        \else
                        \expandafter\make@newkey\XKV@rm\@nil
                        \setrmkeys{dimfam}—new key—%
                        \fi
                        }
                        %
                        \def\make@newkey#1=#2\@nil{%
                        % creo la nuova dimensione
                        \expandafter\newdimen\csname #1\endcsname
                        %
                        % creo la chiave ad essa associata
                        \define@key{dimfam}{#1}{%
                        \csname #1\endcsname=##1
                        }
                        }
                        \makeatother

                        \begin{document}
                        \dim{xMain=1mm}Dimensione xMain=\the\xMain.

                        \dim{xMain=100mm}Dimensione xMain=\the\xMain.
                        \end{document}`

                        Si può fare anche qualcosa di più interessante: definire variabili in funzione di altre. Basta caricare il pacchetto etex che rende disponibili le estensioni di etex appunto, e far lavorare il comando \dimexpr. Bellissimo direte voi (se non lo state dicendo ditelo immediatamente perché potrete scrivere \dim{a=10mm+4pt}\dim{b=\a/2}). Ecco il codice modificato:
                        `\documentclass{report}
                        \usepackage{etex}
                        \usepackage{xkeyval}

                        \makeatletter
                        \def\dim#1{%
                        \setkeys*{dimfam}{#1}
                        \ifx\XKV@rm\empty
                        \setrmkeys{dimfam}%
                        \else
                        \expandafter\make@newkey\XKV@rm\@nil
                        \setrmkeys{dimfam}%
                        \fi
                        }
                        %
                        \def\make@newkey#1=#2\@nil{%
                        % creo la nuova dimensione
                        \expandafter\newdimen\csname #1\endcsname
                        %
                        % creo la chiave ad essa associata
                        \define@key{dimfam}{#1}{%
                        \csname #1\endcsname=\dimexpr##1\relax
                        }
                        }
                        \makeatother

                        \begin{document}

                        \dim{xMain=1mm}Dimensione xMain=\the\xMain.

                        \dim{xMain=100mm}Dimensione xMain=\the\xMain.

                        \dim{xMain=\xMain/2}Dimensione xMain=\the\xMain.

                        \dim{xMain=45pt+45pt}Dimensione xMain=\the\xMain.

                        \dim{xMain=5pt+5pt}Dimensione xMain=\the\xMain.

                        \dim{yMain=30pt}Dimensione yMain=\the\yMain.

                        \dim{yMain=\xMain*2}Dimensione yMain=\the\yMain.

                        \end{document}`

                        Il tallone di Achille del comando \dim è che se si inseriscono alla prima chiamata, spazi prima e/o dopo il nome della chiave sono guai, mentre quello della sintassi è che la chiave è un nome standard (tipo a o b come abbiamo visto), mentre se vogliamo usarne il valore (a secondo membro) occorre che premettere il backslash per crearne la control sequence.
                        Altra cosetta è che occorre tener presente la sintassi prevista per il comando \dimexpr (se interessati leggere anche questo post http://www.guit.sssup.it/phpBB2/viewtopic.php?t=7576 ), e che il tutto si basa sul fatto che la lista delle chiavi sconosciute è vuota (cosa che può nono essere se in altri unti del codice abbiamo usato la versione asteriscata di \setkeys).

                        Bye

                        in risposta a: TeXmaker: uscita la versione 2.0 #48158
                        robitex
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                          Di solito utilizzo più editor a seconda del tipo di lavoro (per esempio uso spessissimo SciTE per le modifiche veloci e per l’elaborazione del testo (supporta le regular expression), e TeX Works per le sue capacità di ricerca tra pdf e sorgente), e quindi sul pc ho sempre parecchi di questi programmi.

                          Avevo anche TeXMaker che per la verità usavo poco per via della mia tendenza recente ad usare editor minimali, ma grazie a questa segnalazione di francesco.biccari, ho prima aggiornato e poi valutato un po’ meglio l’ambiente di lavoro di TeXMaker.

                          Devo dire che mi piace. Apprezzo una generale efficienza dell’editor e le sue “scorciatoie” di digitazione e quindi (forse) tornerò alle comodità moderne 😆 …

                          Grazie Francesco e Saluti a tutti.
                          R.

                          in risposta a: Opzioni di pacchetto con xkeyval #48335
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                            Potresti realizzare una piccola guida su come si imposta una
                            classe e un pacchetto per LaTeX. Se è ben fatta e utile gli amministratori
                            potrebbero decidere di pubblicarla sul sito del GuIT.

                            Ok, mi ci butto. Appena c’è qualcosa vi passo il link.

                            Quello che so l’ho imparato dagli appunti di Enrico,
                            dalla guida clsguide e dallo studio di altre
                            classi e pacchetti (oltre, ovviamente, da Google e dalla documentazione di pacchetti
                            come xkeyval, ecc. . .)

                            Le guide che mi hai indicato le ho stampate e rilegate appena ho iniziato a studiare programmazione in LaTeX, più i manuali di numerosi pacchetti. In realtà non ho ancora letto proprio tutto tutto, perché alcune cose sono abbastanza ostiche e da prendere a piccole dosi (la guida di Enrico, in particolare).

                            La mia guida vorrebbe colmare una lacuna che ho riscontrato nella documentazione esistente nelle lingue che conosco: un semplice e pratico tutorial che tratti unicamente le opzioni di pacchetto e di classe con xkeyval, scritto con un linguaggio comprensibile anche ad un debuttante (come me). In pratica, se riuscirò a capire ciò che scriverò, sarò già soddisfatto :D.

                            Ciao,
                            mi interessa risolvere un problema di “peso” di un opzione con xkeyval, che potrebbe interessarti.
                            Pensiamo di voler generare un oggetto tramite un comando “\build” che accetta parametri chiave valore.

                            Vorrei ottenere questo comportamento:
                            dando l’opzione “localmente” al comando il parametro agisce solo per questa volta (il parametro tornerà a quello di default al termine dell’esecuzione del comando).
                            dando invece l’opzione “globalmente” con un comando apposito tipo \setup, ottengo che tutti i successivi oggetti saranno costruiti con il nuovo valore.
                            `
                            \buid{my data} % il parametro assume il valore di default
                            \build[param=value]{my data} % il nuovo valore agisce localmente
                            \build{my data} % ottengo quindi lo stesso oggetto di partenza
                            \setup{param=value}
                            \build{my data} % ora il valore di default è quello nuovo
                            `

                            So che si tratta di un arzigogolo, ma sapendo che TeX dispone dei gruppi, la soluzione sarebbe un’ottima cosa per il codice a cui sto lavorando.
                            Grazie per la pazienza.

                            in risposta a: Dimensione tabella #48355
                            robitex
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                              Esiste anche la soluzione per oggetti flottanti:

                              `\documentclass{article}

                              \usepackage{booktabs}
                              \usepackage{graphicx}

                              \begin{document}

                              Pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo.

                              \begin{table}
                              \resizebox{\linewidth}{!}{%
                              \noindent\begin{tabular}{cc}\toprule
                              N.& Nome\\\midrule
                              1 & primo\\
                              2 & secondo\\\bottomrule
                              \end{tabular}}% è importante non lasciare spazi dopo \end{tabular}
                              \end{table}

                              Pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo.
                              \end{document}`

                              Non si finisce mai d’imparare.
                              Bye

                              in risposta a: Dimensione tabella #48354
                              robitex
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                                E’ possibile ingrandire la dimensione della tabella??

                                Se inserisco la tabella “classica” e la centro la dimensione è piccola per il mio caso. mi servirebbe ingrandirla, in modo quasi da farla combaciare con la formattazione del testo.

                                Puoi ingrandirla con il comando \scalebox{h-scale}[v-scale]{text} del pacchetto graphicx.
                                `\documentclass{article}
                                \usepackage{graphicx}
                                \usepackage{booktabs}

                                \begin{document}

                                \scalebox{3}{
                                \begin{tabular}{cc}\toprule
                                N.& Nome\\\midrule
                                1 & primo\\
                                2 & secondo\\\bottomrule
                                \end{tabular}
                                }

                                \end{document}
                                `

                                Tuttavia il fattore di scala deve essere vicino, molto vicino ad 1 altrimenti dal punto di vista tipografico si produce un orrore.

                                Esiste anche la soluzione automatica grazie ad un altro comando di graphicx: \resizebox:
                                `\documentclass{article}

                                \usepackage{booktabs}
                                \usepackage{graphicx}

                                \begin{document}

                                Pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo.

                                \noindent\resizebox{\textwidth}{!}{%
                                \begin{tabular}{cc}\toprule
                                N.& Nome\\\midrule
                                1 & primo\\
                                2 & secondo\\\bottomrule
                                \end{tabular}}

                                Pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo pippo.
                                \end{document}`

                                `Bye`

                                in risposta a: problemi con le reference ad immagini #48349
                                robitex
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                                  allora io ho un file principale chiamato tesi.tex che inizia cosi

                                  \documentclass[12pt,a4paper]{book}
                                  \usepackage{hyphenat}
                                  \hyphenation{Manager ges-to-re}
                                  \newcommand{\ThesisTitle}{Sistemi di telecamere intelligenti per la videosorveglianza}
                                  \newcommand{\ThesisAuthor}{Federico Avanzini}

                                  % if you want to compile only some chapters,
                                  % you can comment out from here the chapters that
                                  % you do not want to compile. Remove/add lines
                                  % depending on the number of your chapters

                                  \includeonly{
                                  ./format , %%%%%% this has always to be included
                                  ./macros , %%%%%% this has always to be included
                                  ./ch_00preface/00preface ,
                                  ./ch_one/one ,
                                  ./ch_two/two ,
                                  ./ch_three/three ,
                                  ./ch_four/four ,
                                  ./ch_five/five ,

                                  tutte le informazioni sui pacchetti inclusi ecc… sono dentro il

                                  format.txt

                                  che termina con il pezzo di codice che ho postato prima

                                  lo so che è pieno di commenti inutili…ma mi hanno dato il template cosi e non penso che mi serva mettermi a cancellare tutti quei % =)

                                  A mio parere è un brutto codice.
                                  Copia il contenuto dei file format e macros direttamente nel tuo preambolo ed eliminali dalla lista di \includeonly.
                                  Se devono essere caricati comunque, perché questi file devono essere coinvolti in \includeonly?
                                  Bye

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