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C’è però il problema di tlmgr che va fatto andare da “root”; devi installare quella modifica a PATH anche per l’utente root:
`sudo su -l
cd /root
echo 'export PATH=/usr/local/texlive/2010/bin/i386-linux:${PATH}' >> .bashrc`
e poi usare tlmgr sempre dando prima “sudo su -l”. Non sono riuscito a capire come (e se si possa) far passare la faccenda con un semplice “sudo tlmgr -gui”.Non mi preoccuperei degli aggiornamenti alla TeX Live/Debian, è quasi un anno che non ce n’è uno.
Ciao
EnricoProporrei un semplice alias per risolvere il problema dovuto al fatto che sudo non riconosce il path di tlmgr se i percorsi agli eseguibili sono settati nel file .profile nella home dell’utente.
Basta dare il comando:
`echo 'alias sutlmgr=”sudo /usr/local/texlive/2010/bin/i386-linux/tlmgr”' >> ~/.bash_aliases`Dopo di che se si desidera lavorare con i diritti di root e tlmgr, basterà lanciarlo con il nome di sutlmgr, per esempio per aggiornare si lancia:
`sutlmgr update –all`
Mi pare comodo no?
Ciao
::Qui mi sono espresso male. Volevo chiedere se sulle distro Linux come Ubuntu l’aggiornamento viene effettuato con la stessa frequenza che per gli altri S.O. Ovvero, se oggi scarico e installo TeXLive su Ubuntu, ho la stessa versione di quella che avrei se oggi scaricassi e installassi TeXLive su Windows o su Mac? (In ogni caso darò una letta alla guida dove viene spiegata l’installazione sui vari S.O.)
Si se installi la versione direttamente da CTAN (consigliato), no se installi dai repo.
P.S. Già che ci sono, vorrei porti una domanda. Che distro Linux usi tu? Ubuntu è certamente la più pubblicizzata, ma tu consiglieresti un’altra distro? (Anche in riferimento all’uso di LaTeX.) Grazie mille!
Uso Ubuntu, sinceramente è la prima distro che ho provato (dalla 6.06) e non ho mai sentito la necessità di cambiare. Normalmente installo solo le LTS, per cui oggi ho la Lucid Lynx (alias 10.04).
Ciao.
::Ciao robitex,
mi accorgo che ho sbagliato a scrivere quel che ho scritto, e me ne scuso. Non volevo far nascere una discussione, ma è ovvio che così non poteva essere. Un paio di considerazioni sul S.O. e poi sull’utilizzo di LaTeX su un diverso S.O..
1 – esprimere confronti su sistemi operativi diversi, sia utile solo se ne conosce piuttosto bene ed in molte aree di utilizzo le caratteristiche;
Come ho specificato nel mio messaggio, i miei giudizi li ho dati in base a ciò che riguarda ME. Ritengo poco fondate le molteplici critiche fatte a Windows nell’ottica di un utilizzatore del computer come me. Quando uso il computer lo faccio principalmente per utilizzare LaTeX, software matematici, di grafica o di utilità. Finora ho provato due S.O.: Windows e Ubuntu 10.04, e in QUESTO utilizzo del computer ho trovato prestazioni per niente diverse (non saprei dire qual’è il più rapido, a parte il boot, ma non vorrei far ridere nessuno), ma utilizzabilità sostanzialmente diverse. Ribadisco: nel MIO utilizzo.
2 – possono essere utilizzati sistemi operativi diversi a secondo dello scopo che si vuole raggiungere;
Sono d’accordo. Io finora non ho trovato alcun valido motivo per passare da Windows a Linux, ne per utilizzare LaTeX, ne tanto meno per altre applicazioni… Quello che intendo dire è che per lo scopo che voglio raggiungere nell’uso del computer, Windows (almeno per ora) non ha nulla da invidiare a nessun’altro S.O., sotto tutti gli aspetti.
Occorre uscire dalla logica “Windows” vs “Linux” (o viceversa) oppure “Mac” vs “Windows”, a favore di una più utile visione che risiede nella seguente frase: il sistema operativo è lo strumento fondamentale per il funzionamento di un computer, il cui utilizzo diventa ogni giorno più importante.
Io ritengo che molti utenti (come me, d’altronde) devono decidere come fare le STESSE cose con DIVERSI sistemi operativi, e qui non può che nascere un confronto “Windows vs Linux” o “Windows vs Mac”. Purtroppo credo che chi utilizza come me il computer non potrà mai fare a meno di Windows o di un Mac….
Per quanto riguarda l’uso di LaTeX, mi riferivo al fatto che l’aggiornamento della distribuzione TeX sia molto più lenta. Non è così?
Io ho a disposizione un computer su cui c’è Ubuntu 10.04, come faccio a disinstallare la TeXLive passata e installare la 2010? Sul Sofware Center non mi viene indicata la versione (2009 o 2010 che sia)… Installare in questo momento la TeXLive 2010 è davvero semplice come per Windows?
Grazie mille e ciao,
Marco.P.S. Voglio ribadire l’ennesima volta che quello che ho detto sui S.O. riguarda il MIO utilizzo e non vuole avere pretese di generalità, ne tanto meno fomentare discussioni. Si tratta semplicemente della mia opinione. Grazie ancora! 😀
Forse dovevo utilizzare qualche faccina sorridente 🙂 …
Tranquillo, non volevo polemizzare ma solo precisare, per cui mi scuso se ho dato impressione di contrapposizione.Ti invito a consultare la guida di TeX Live ormai disponibile anche in italiano per tutte le problematiche di installazione della distro.
Dico solo brevemente che la lentezza di download dipende dalle capacità della connessione internet e da quelle del mirror CTAN (quello italiano è di solito molto lento ma si può scaricare da quello svizzero per esempio).Bye
::Ciao robitex,
Oggi molto spesso si lavora contemporaneamente con più sistemi operativi. TeX Live è la scelta obbligata in questi contesti.
Per ora non mi pare che distribuzioni Linux come la tanto nominata Ubuntu siano poi tanto superiori a Windows (anzi, alcuni test mostrano Windows7 superiore per velocità e gestione dell’energia… ma questo è un altro discorso), e quindi non so se passerò mai a un S.O. Linux. In ogni caso non voglio chiudere definitivamente la “porta” e, allora, mi sorge una curiosità: come si gestisce l’installazione di TeXLive su Ubuntu? Presenta qualche problema come mi sembra di aver capito?
Ciao e grazie,
Marco.P.S. Ciò che ho detto riguardo ai S.O. è riferito all’utilizzo che ne può fare una persona come me. Per l’utilizzo di LaTeX non mi sembra che ci siano differenze sostanziali. Ci saranno sicuramente alcuni utilizzi in cui un sistema operativo Linux prevale su Windows.
Occorre uscire dalla logica “Windows” vs “Linux” (o viceversa) oppure “Mac” vs “Windows”, a favore di una più utile visione che risiede nella seguente frase: il sistema operativo è lo strumento fondamentale per il funzionamento di un computer, il cui utilizzo diventa ogni giorno più importante.
Se il sistema operativo è uno strumento, all’utente non rimane che valutarne le caratteristiche e le condizioni d’uso per ottenerne soluzioni al proprio lavoro. Penso quindi che:
1 – esprimere confronti su sistemi operativi diversi, sia utile solo se ne conosce piuttosto bene ed in molte aree di utilizzo le caratteristiche;
2 – possono essere utilizzati sistemi operativi diversi a secondo dello scopo che si vuole raggiungere;
3 – tutti i programmi di sistema e applicativi devono essere legalmente installati.Allora aprire le porte ad altri sistemi può essere il risultato di una valutazione di strumenti software approfondita e ragionata, ed il risultato potrà essere favorevole a Windows, a Linux, a Mac, a FreeBSD, ecc.
Tuttavia non escludo che applicare “le tre leggi della robotica” espresse precedentemente porti alla scelta di una distribuzione Linux, ideale in molte aree di utilizzo e specie per, per studenti, insegnanti, professionisti ed ambiti famigliari.… allora, mi sorge una curiosità: come si gestisce l’installazione di TeXLive su Ubuntu? Presenta qualche problema come mi sembra di aver capito?
Venendo al modo di gestione della distribuzione TeX Live su Ubuntu, preciso solamente quello che ho già detto: si gestisce allo stesso modo che in Windows, o in Mac o sotto OpenSolaris, ecc (*).
E per questo che sostanzialmente asserivo la mia preferenza a TeX Live.Ciao.
(*) nota: esiste una modalità aggiuntiva in particolare per Ubuntu che consiste nel rivolgersi per l’installazione ai repository ufficiali (veri e propri “magazzini” di programmi organizzati e gestiti in modo molto comodo tramite pacchetto), ma è solo un alternativa utile solo in alcuni casi.
::Ciao Tommaso,
TeX Live funziona in modo un po’ diverso da MiKTeX: da settembre a maggio, che è il periodo in cui si può aggiornare la distribuzione via Rete, ogni tot viene rilasciata su CTAN una distribuzione aggiornata, in modo che non ci si trovi a scaricare e installare un sistema TeX troppo datato. Ma per i pacchetti che via via vengono aggiornati, ci vuole Internet. Si dovrebbe poter fare anche a mano, ma vedi tu se vale la pena… 😀
Sono molto altilenante sul da farsi in questo momento. Fino a che non avrò la ragionevole certezza che vi siano più vantaggi nell’uso di TeXLive, credo che resterò su MiKTeX, con il quale mi sono sempre trovato bene.
Grazie a te e a tutti quelli che hanno espresso (o esprimeranno) la loro opinione,
Marco.Ciao,
io preferisco usare TeX Live.
Ho iniziato con MiKTeX ma dopo l’uscita della TeX Live 2008, sono passato a questa distribuzione anche su Windows (XP o Seven che sia).
La mia preferenza è derivata da:
– funzionamento corretto con l’interprete Ghostscript (uso massicciamente pdfcrop);
– identica interfaccia per più sistemi operativi (a casa lavoro con Linux);
– rapidità nell’aggiornamento dei pacchetti (anche grazie all’uso della linea di comando);
– migliore supporto al formato Postscript, specie per le piattaforme Windows.Non uso più MiKTeX quindi, da un paio di anni, quindi potrebbe essersi evoluta.
In definitiva la scelta è una questione quasi esclusivamente di gusti, anche se l’unica vera differenza tra MiKTeX e TeX Live si riduce al fatto che quest’ultima è nativamente multipiattaforma. Oggi molto spesso si lavora contemporaneamente con più sistemi operativi. TeX Live è la scelta obbligata in questi contesti.Diversamente, visto che moltissimi utenti usano solo Windows, consiglierei tranquillamente MiKTeX (distribuzione più adatta alle abitudini degli utenti Windows), specie per iniziare.
Poi, naturalmente TeX Live!
::Esercizio: perché i % alla fine delle righe numerate 3 e 11 sono inutili
Provo una risposta: perché TeX quando costruisce un valore dimensionale legge il valore numerico e l’unità di misura. Esso termina la lettura del testo che rappresenta l’unità di misura quando incontra un altro token od uno spazio di separazione come accade per i comandi macro.
Quindi un codice come questo non comporta spazi spuri:
`\newdimen\mydim
\mydim=45 pt % qui ci sono degli spazi
\multiply\mydim by 2 % qui ci sono altri spazi`Comunque, è stata un occasione per imparare finalmente cosa fa il comando \kern ed i trucchi che si basano sulla potenza compositiva dei box.
Grazie Enrico.
::
Apro la documentazione di LaTeX con il comando di console texdoc source2e.Dall’indice del pdf che texdoc apre, clicco sulla sezione Logos e leggo:
`3 \DeclareRobustCommand{\LaTeX}{L\kern-.36em%
4 {\sbox\z@ T%
5 \vbox to\ht\z@{\hbox{\check@mathfonts
6 \fontsize\sf@size\z@
7 \math@fontsfalse\selectfont
8 A}%
9 \vss}%
10 }%
11 \kern-.15em%
12 \TeX}`Bye
::Ciao a tutti,
dopo un paio di mesi ho cercato di ricompilare un documento su cui stò lavorando. Nel frattempo ho aggiornato Miktex. Ora ottengo un errore che prima non avevo. Dopo diverse prove sono riuscito a capire che si presenta nel momento in cui le seguenti due righe
`\usepackage{scrtime}
\usepackage[draft,time,italian]{prelim2e}`
vengono caricate dopo
`\usepackage[sl]{capiton}`
Come mai? La soluzione stà semplicemente nello scambiare l’ordine di caricamento dei pacchetti?
Più in generale: come sapere qual’è l’ordine ottimale di caricamento?Grazie,
DanieleBella domanda…
L’ordine di caricamento non dovrebbe essere significativo, tranne in alcuni casi come con il pacchetto hyperref che deve essere l’ultimo.Tu non riporti l’errore che ottieni. Immagino tuttavia, che sia dovuto al caricamento di pacchetti con opzioni: infatti se un pacchetto viene caricato dietro le quinte da un secondo, caricarlo esplicitamente nel sorgente con opzioni non è consentito da LaTeX.
Pertanto può capitare che la situazione di option clash possa essere risolta caricando i pacchetti in ordine diverso.
Altra soluzione è caricarli senza opzioni e poi utilizzare i comandi appositi del pacchetto per impostare parametri.
Ciao
::ho scaricato da CTAN il pacchetto layaureo , sto cercando di copiarlo nella directory /usr/local/texlive/texmf-local … ma questa opeazione è impossibile .
la domanda è questa … è corretto copiare li il file sty ? e se si come posso fare ?? l’operazione non è consentita neppure da utente rootNon credo che il sistema possa rifiutare un comando dell’utente root!!!
Dunque i percorsi che puoi seguire sono due:
1 – installazione manuale
prova ad avviare il gestore di finestre con i diritti di superutente (sudo nautilus se si tratta di Gnome), e con questa sessione aperta copiare il file nella dirctory giusta (segui il sentiero che ti ha indicato Lorenzo). Poi dare un comando texhash per aggiornare l’albero dei file noti a TeX.
2 – installazione con tlmgr
Si tratta dell’utility inclusa in TeX Live per i compiti amministrativi, come l’installazione dei nuovi pacchetti e gli aggiornamenti, ma non è disponibile nella versione di TeX Live dei repo ufficiali di Debian (per le politiche di sicurezza e stabilità della distro), ma solo se TeX Live proviene direttamente dai mirror di CTAN.Comunque in ogni caso, devi essere un po’ più severo con il tuo pc!! Un ordine deve essere eseguito immediatamente 8) … altrimenti è ammutinamento.
Bye
::Grazie 1000 delle risposte , il pacchetto PGF mi sembra molto utile pe i lavori che devo fae anche se non ho ben capito come si usi … se non ho capito male ci dovrebbe essere una sorta di editor che poi produce il file TeX ? se fosse così non saprei dove trovare l’editor pe dargli un occhiata ho scaricato il pacchetto .zip ma non vedo alcun editor
PGF è un pacchetto come tutti gli altri!
Basta inserire nel sorgente l’ambiente tikzpicture e compilare al solito.
Comunque esiste anche una specie di editor che compila al volo il codice PGF che stai scrivendo e lo visualizza. Si chiama ktikz ed è disponibile solo per Linux ( http://www.hackenberger.at/blog/ktikz-editor-for-the-tikz-language ).Ti consiglio naturalmente di cominciare a scrivere codice e compilare con pdflatex.
Leggi i tutorial nel manuale di PGF per iniziare (per visualizzarlo digita alla riga di comando texdoc pgf).
A dimenticavo, il pacchetto PGF si installa comodamente nella tua distribuzione TeX con le utility messe a disposizione (i.e tlmgr per TeX Live).Esempio di codice:
`\documentclass{minimal}
\usepackage{tikz}
\begin{document}
\begin{tikzpicture}
\draw (0,0) — (10,0) — (10,10) — cycle;
\end{tikzpicture}
\end{document}`Buon lavoro!
::Salve a tutti , qualcuno di voi avrà qualche arma nel cassetto .. in alcuni articoli devo inserire delle figure (+ che altro schemi) magari con uno stile di freccie e sopratutto lettere che si addice ai caratteri di latex ! qualche consiglio???
magari qualche software unix 😉Io userei senz’altro il pacchetto PGF, disponibile con un linguaggio frontend piuttosto buono e con risultati eccellenti.
Galleria qui: http://www.texample.net/tikz/examples/ .(comunque interessante l’elenco di link del messaggio precedente)
Ciao
::
Possibile è anche ottenere un immagine vettoriale in formato pdf da AutoCAD.
Basta stampare con driver postscript, convertire il risultato in pdf e ritagloiare con pdfcrop.Ottieni così grafici tecnici vettoriali (qualche cosa si perde con i font), perfettamente in scala.
Ovvio che se il tuo processo di produzione non passa da AutoCAD, conviene utilizzare programmi “visuali” già indicati.
Bye
::
Secondo voi, si potrebbero definire più variabili nello stesso comando \dim, magari in termini di variabili solo precedentemente definiti?
Ebbene si!!! basta elaborare la lista \XKV@rm (con l’ausilio del pacchetto etextools):
`\documentclass{report}
\usepackage{etextools}\usepackage{xkeyval}
\makeatletter
\DeclareCmdListParser{\parser@csv}{,}
\def\dim#1{%
\setkeys*{dimfam}{#1}
\ifx\XKV@rm\empty
\setrmkeys{dimfam}%
\else
\parser@csv[\definesingle@key]{\XKV@rm}
\setrmkeys{dimfam}%
\fi
}
%
\def\definesingle@key#1{\make@newkey#1\@nil}
\def\make@newkey#1=#2\@nil{%
% creo la nuova dimensione
\expandafter\newdimen\csname #1\endcsname
%
% creo la chiave ad essa associata
\define@key{dimfam}{#1}{%
\csname #1\endcsname=\dimexpr##1\relax
}
}
\makeatother\begin{document}
\dim{a=10mm,b=30mm}a=\the\a;b=\the\b.\dim{a=10mm,b=\a/2,c=\b/2}a=\the\a;b=\the\b;c=\the\c.
\end{document}`
Alla prossima!
::
Ecco un altro tema: creazione on the fly di chiavi xkeyval.
Ammettiamo di voler gestire dimensioni attraverso la sintassi chiave valore. Vorremmo un comando per esempio \dim il cui argomento è appunto un assegnazione di una misura ad un registro (con sitassi TeX) \dimen.
esempio:
`\dim{a=100pt}
\dim{b=1mm}
`
La sostanza di tutto questo è: prima di poter assegnare un valore ad una variabile occorre creare la chiave tramite gli opportuni comandi del pacchetto xkeyval.Allora basta che la prima e solo la prima volta che avviene una definizione venga creata l’oppurtuna chiave, per esempio con il codice:
`\documentclass{report}
\usepackage{xkeyval}\makeatletter
\def\dim#1{%
\setkeys*{dimfam}{#1}
\ifx\XKV@rm\empty
\setrmkeys{dimfam}—esisting key—%
\else
\expandafter\make@newkey\XKV@rm\@nil
\setrmkeys{dimfam}—new key—%
\fi
}
%
\def\make@newkey#1=#2\@nil{%
% creo la nuova dimensione
\expandafter\newdimen\csname #1\endcsname
%
% creo la chiave ad essa associata
\define@key{dimfam}{#1}{%
\csname #1\endcsname=##1
}
}
\makeatother\begin{document}
\dim{xMain=1mm}Dimensione xMain=\the\xMain.\dim{xMain=100mm}Dimensione xMain=\the\xMain.
\end{document}`Si può fare anche qualcosa di più interessante: definire variabili in funzione di altre. Basta caricare il pacchetto etex che rende disponibili le estensioni di etex appunto, e far lavorare il comando \dimexpr. Bellissimo direte voi (se non lo state dicendo ditelo immediatamente perché potrete scrivere \dim{a=10mm+4pt}\dim{b=\a/2}). Ecco il codice modificato:
`\documentclass{report}
\usepackage{etex}
\usepackage{xkeyval}\makeatletter
\def\dim#1{%
\setkeys*{dimfam}{#1}
\ifx\XKV@rm\empty
\setrmkeys{dimfam}%
\else
\expandafter\make@newkey\XKV@rm\@nil
\setrmkeys{dimfam}%
\fi
}
%
\def\make@newkey#1=#2\@nil{%
% creo la nuova dimensione
\expandafter\newdimen\csname #1\endcsname
%
% creo la chiave ad essa associata
\define@key{dimfam}{#1}{%
\csname #1\endcsname=\dimexpr##1\relax
}
}
\makeatother\begin{document}
\dim{xMain=1mm}Dimensione xMain=\the\xMain.
\dim{xMain=100mm}Dimensione xMain=\the\xMain.
\dim{xMain=\xMain/2}Dimensione xMain=\the\xMain.
\dim{xMain=45pt+45pt}Dimensione xMain=\the\xMain.
\dim{xMain=5pt+5pt}Dimensione xMain=\the\xMain.
\dim{yMain=30pt}Dimensione yMain=\the\yMain.
\dim{yMain=\xMain*2}Dimensione yMain=\the\yMain.
\end{document}`
Il tallone di Achille del comando \dim è che se si inseriscono alla prima chiamata, spazi prima e/o dopo il nome della chiave sono guai, mentre quello della sintassi è che la chiave è un nome standard (tipo a o b come abbiamo visto), mentre se vogliamo usarne il valore (a secondo membro) occorre che premettere il backslash per crearne la control sequence.
Altra cosetta è che occorre tener presente la sintassi prevista per il comando \dimexpr (se interessati leggere anche questo post http://www.guit.sssup.it/phpBB2/viewtopic.php?t=7576 ), e che il tutto si basa sul fatto che la lista delle chiavi sconosciute è vuota (cosa che può nono essere se in altri unti del codice abbiamo usato la versione asteriscata di \setkeys).Bye
::
Di solito utilizzo più editor a seconda del tipo di lavoro (per esempio uso spessissimo SciTE per le modifiche veloci e per l’elaborazione del testo (supporta le regular expression), e TeX Works per le sue capacità di ricerca tra pdf e sorgente), e quindi sul pc ho sempre parecchi di questi programmi.Avevo anche TeXMaker che per la verità usavo poco per via della mia tendenza recente ad usare editor minimali, ma grazie a questa segnalazione di francesco.biccari, ho prima aggiornato e poi valutato un po’ meglio l’ambiente di lavoro di TeXMaker.
Devo dire che mi piace. Apprezzo una generale efficienza dell’editor e le sue “scorciatoie” di digitazione e quindi (forse) tornerò alle comodità moderne 😆 …
Grazie Francesco e Saluti a tutti.
R.
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