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Salve, vorrei inserire in un documento LaTeX un file di testo esterno. Questo file contiene del codice operativo e molti comandi LaTeX che però non devono essere interpretati. Come posso fare? Inoltre è tutto indentato con spazi e tabulazioni che LaTeX ignora! Grazie mille!
In questi casi mi sono trovato bene con il pacchetto fancyvrb (fancy verb) con cui è possibile gestire i numeri di linea volendo e le dimensioni dei caratteri.
E magari utilizzare il pacchetto inconsolata per un font monospaziato un po’ più tondo e semplice di quello standard.
Ciao.
::Buon giorno a tutti,
siano ad oggi ottenevo il frontespizio e tutto il resto della tesi, usando MikTex e Winedit.Causa presenza virus sul computer ho reinsatllato Winedit e MikTex quest’ultimo con il pacchetto frontespizio.
Oggi la compilazione di tesi.tex
si interrompe con un messaggio tipo “frontespizio.sty not found”.Ho inserito tra i pacchetti MikTex ed ho ripetuto l’installazione di MikTex.
Il problema rimane..ho letto il README di frontespizio ma non so dove trovare il file frontespizio.sty, ne dove inserirlo una volta trovato.
potete aiutarmi? 😕
MarcoPotrebbe essere necessario un refresh del database di MiKTeX. Basta avviare il dialogo option e dare un refresh db.
Ciao
::Ciao a tutti.
Ho creato una cartella (Tracce) dove metto la traccia (o il file di lancio o come lo volete chiamare), ossia il file con il prembolo e il call dei file da compilare. Ora però dopo la compilazione non riesco a vedere il dvi e mi appare l’errore The page could not be rendered. Ovviamente il dvi viene creato nella cartella Tracce stessa.Non ci sono errori nella compilazione, e se sposto il file traccia.tex nella cartella superiore (dove si trovava prima) tutto funziona (ovviamente ad ogni spostamento segue l’aggiornamento dei percorsi relativi dei file richiamati 😉 )
Grazie.
Intanto prova a compilare con pdflatex per ottenere direttamente il pdf.
Oppure a tradurre il dvi in pdf con i classici passaggi: dvips e ps2pdf.
Bye
::Salve a tutti,
mi aggiungo a questo post per quanto riguarda la parte della spaziatura verticale. Avrei bisogno di “giustificare” orizzontalmente e verticalmente gli elementi centrali di questa tabella di contingenza in modo da farla apparire perfettamente quadrata. Come fare?
`\begin{table}
\begin{tabular}{cccc}
& & \multicolumn{2}{c}{Variabile $g$}\\
& & 1 & 0 \\\cline{3-4}
\multirow{2}*{Variabile $f$} & 1 & \multicolumn{1}{|c}{$a_{f,g}$} & \multicolumn{1}{c|}{$b_{f,g}$}\\\cline{3-4}
& 0 & \multicolumn{1}{|c}{$c_{f,g}$} & \multicolumn{1}{c|}{$d_{f,g}$}\\\cline{3-4}
\end{tabular}
\end{table}`Inoltre, come potete vedere, le linee verticali trasbordano quelle orizzontali. Non ho trovato una soluzione al momento… 🙁
Ciao,
forse conviene passare ad un pacchetto grafico tipo pgf (compatibile con il formato pdf diversamente da pstricks), con il quale regolare esattamente gli elementi.
Se poi vuoi costruire tante tabelle simili si potrebbe scrivere un comando apposito.
… ma forse è possibile lavorare con un normale ambiente tabular inserendo nelle celle non un elemento ma un box con uno spazio verticale opportuno sopra e sotto.
ByePS. i trattini verticali debordanti sono un effetto del visualizzatore, se ingrandisci opportunamente il pdf puoi controllare.
::
Purtroppo l’opzione notitlepage, dopo aver fatto alcuni test, si rivela fondamentale.
Ho bisogno della magia di notitlepage, altrimenti non funziona niente.
Per il momento preferisco l’emissione del warning piuttosto che il disastro.Eventualmente scriverò ad Herbert Voss.
Ciao (scusa Enrico adesso vado un po’ di fretta, magari ci risentiamo sull’argomento).
::ho cercato nella documentazione di pgf il comando da te usato \Tree che ti da il problema, e non l’ho trovato.
Penso sia quindi un comando del pacchetto speciale uniudpres.Grazie mille, ancora non ho risolto purtroppo. Il pacchetto pgf non lo conosco proprio, per fare gli alberi uso i pacchetti tikz e poi tikz-qtree che è un’espansione del precedente. da li risulta il comando \Tree.
Comunque proverò a vedere come fare per creare un pdf per ogni albero e poi inserirlo…anche se, oltre a supporre che sarà un procedimento davvero lungo, credo che il risultato risulterà non ottimale. A mali estremi…
In ogni modo grazie mille davvero.
Dunque,
ho fatto alcune prove con tikz-qtree (che non conoscevo) e ti confermo la difficoltà di mantenere i rami verticali con nodi testuali (anche in modalità matematica), di larghezza diversa, come nel tuo caso.Il problema si presenta anche con il pacchetto pst-tree, tuttavia in pst-tree esiste il comando \tspace{
} per regolare a mano e per tentativi proprio il posizionamento con etichette di dimensioni variabili.
(l’opzione nodesepB=“stacca” la linea di collegamento dall’etichetta)
L’uso del pacchetto di pstricks presuppone il passaggio di compilazione:
latex -> dvips -> ps2pdf -> pdfcrop (scontornamento dei margini bianchi)
per ottenere il pdf dell’albero.Ecco un esempio:`\documentclass{article}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[italian]{babel}\usepackage{pstricks}
\usepackage{pst-tree}
\begin{document}\pstree[nodesepA=3pt,nodesepB=3pt]{\Tr{\(X\)}}{%
\Tr{\( \{ a, b \}\)}
\tspace{24pt}
\Tr{\( a \)}
\Tr{\( \{ d, e, \{ a,c, \{d\} \} \} \)}
}
\end{document}`
A questo punto invece, proverei a costruire in pgf l’albero utilizzando i nodi, controllando così con precisione la posizione delle etichette nell’albero, senza utilizzare tikz-qtree.Dai un occhiata quì: http://www.texample.net/tikz/examples/feature/trees/
In particolare questo http://www.texample.net/tikz/examples/rule-based-diagram/
Buon lavoro. Ciao
::Ciao,
compilando con latex il seguente listato ricevo un warning di Underfull \hbox descritto nel seguito. Non faccio altro che inserire una linea il cui secondo estremo si posiziona esattamente nello spigolo in alto a sinistra della pagina.
Per informazione, l’origine del sistema assoluto di posizionamento è l’angolo in alto a sinistra, quindi se posiziono un oggetto di 45mm di lato nelle coordinate (45,-45), lo faccio esattamente corrispondere all’angolo della pagina.Listato: `\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[italian]{babel}\usepackage{pstricks}
\usepackage[notitlepage,absolute]{pst-abspos}\pagestyle{empty}
\begin{document}
\null
\psset{unit=1mm}
\pstPutAbs[position=lb](45,-45){% this comment char is important
\psline(-45,45)}
\end{document}`Errore:` v1.10, 2010/01/22) `PST-abspos' v0.2, 2009/09/27 (Herbert Voss)))
No file testps.aux.
[1] (./testps.aux)
Underfull \hbox (badness 10000) in paragraph at lines 18–18
[][][][][]Underfull \hbox (badness 10000) in paragraph at lines 18–18
)
(see the transcript file for additional information)
Output written on testps.dvi (1 page, 1984 bytes).
Transcript written on testps.log.`Come è possibile eliminarlo?
Il warning è “fastidioso” e, come vedete nel listato, ho provato ad eliminarlo inserendo dei comandi \null pensando di inserire nella pagina qualcosa, ma senza risultato.
Dovrebbe essere un qualcosa relativo al riempimento della pagina che viene effettuato con un qualche tipo di oggetti tramite abspos, ma non completamente così che TeX segnala una sorta di anomalia.
E questa “anomalia” si presenta sempre per qualsiasi oggetto da posizionare e per qualsiasi posizione (dentro o addirittura fuori della pagina).
Mi potreste aiutare? Si tratta di codice appartenente ad una classe che spero potrò proporre anche agli altri utenti.
Grazie per l’attenzione.Credo che sia un problema dell’opzione notitlepage. Se la togli il messaggio non appare. Ma perché complicarsi la vita e non scrivere più semplicemente
`\pstPutAbs[unit=1mm](0,0){\psline(45,45)}`
senza bisogno di contorsioni?Ciao
EnricoGià, le contorsioni riguardano solo l’esempio che è il primo che mi è venuto in mente.
Con questo non voglio dire che ho la mente contorta 😉 … o almeno spero che questo progetto non esca troppo dal seminato.Tornando al problema, sono contento che si possa risolvere togliendo l’opzione notitlepage. Grazie mille. Era una delle poche cose che non avevo tentato.
Il manuale di abspos la consigliava e questo corrispondeva alle caratteristiche del mio documento che non ha nessuna pagina di titolo.Farò oggi pomeriggio ulteriori prove.
Grazieeeeeeeeeeeeeeee Enrico.
Ps. non sono riuscito a regolarmi sul numero delle e in grazie. per ora mi sono fermato a 16 che comunque è una bella potenza di 2. Ma cosa si diceva a proposito di menti contorte? 😆
::Ciao a tutti, dopo aver scritto la tesi ora c’è da fare la presentazione 🙂
Anche per questo la nostra università ci fornisce una struttura standard che si può travare, con tutti i pacchetti necessari, dentro questo file .zip.Comincio a scrivere e tutto bene, finché non inserisco uno degli alberi che ho costruito e me lo compile tutto con i rami storti ed è un macello. Qualcuno per caso riesce a dirmi perché e come risolvere il problema? Ho quasi tutta la tesi piena di alberi (e meno male che faccio matematica e non biologia..) e non poterli inserire sarebbe un po’ come dire…chiedo di usare la lavagna invece che il proiettore 🙂
Grazie a chiunque si interessi!! di seguito il codice minimo che mi da l’errore comprensivo però anche della struttura dentro la quale si genera. (sapete anche come evitare tutti quei warning? togliendo l’albero ne restano comunque un bel tot che aumentano ad ogni section o chapter o altro e non arrivo a capire da cosa sono generati).
`\documentclass[italian,landscape]{report}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage{uniudpres}
\usepackage{tikz,tikz-qtree}\graphicspath{{./figure/}}
\begin{document}
\maketitle\chapter{capitolo}
\section{sezione}
\begin{firstheadlineitemize}\item Vediamo gli insiemi come Alberi.
\pause
\begin{secondheadlineitemize}
\item L'insieme $X=\{\{a,b\},a,\{d,e,\{a,c,\{d\}\}\}\}$
\pause
risulterà avere la seguente rappresentazione arborea:
\Tree [.$X$ [.$\{a,b\}$ [.$a$ ]
[.$b$ ]
]
[.$a$ ]
[.$\{d,e,\{a,c,\{d\}\}\}$ [.$d$ ]
[.$e$ ]
[.$\{a,c,\{d\}\}$ [.$a$ ]
[.$c$ ]
[.$\{d\}$ $d$ ]
]
]
]
\end{secondheadlineitemize}
\end{firstheadlineitemize}\end{document}`
Ciao,
ho cercato nella documentazione di pgf il comando da te usato \Tree che ti da il problema, e non l’ho trovato.
Penso sia quindi un comando del pacchetto speciale uniudpres.
Una soluzione alternativa rimane comunque quella di disegnare i grafi ad albero separatamente con pgf ed includerli nella presentazione come immagini pdf.Spero tu abbia risolto il problema o che il suggerimento ti sia utile e comunque che giunga in tempo.
Ciao.
::Ciao a tutti, sono un utilizzatore di LaTeX in ambito accademico (relazioni, tesi). Lo apprezzo per l’elevata qualità dei documenti prodotti e per l’intrinseca caratteristica di essere completamente multipiattaforma (utilizzo ubuntu e texmaker).
Ultimamente stanno nascendo e si stanno sviluppando sempre di più applicazioni web-based, cioè direttamente accessibili da un qualsiasi browser (basti pensare alla posta GMail). Tra queste vi sono anche delle suite office e degli editor di testo, la più famosa delle quali è Google Docs. Girovagando in rete ho trovato dei progetti, per ora in fase iniziale ma già utilizzabili, di editor web per LaTeX. In particolare ho trovato questi:
– LaTeXLab, che si dovrebbe integrare con Google Docs. Ancora è in fase di beta chiusa al pubblico. Per fare il beta tester occorre contattare gli sviluppatori.
– ScribTeX, che mi sembra l’editor in fase più avanzata.
– VerbosusQuesti editor LaTeX dovrebbero presentare i vantaggi e svantaggi tipici degli editor web “tradizionali”.
Svantaggi:
– tipicamente c’è la necessità di essere connessi per lavorare al file. So per certo che con Google Docs stanno risolvendo il problema, consentendo di lavorare offline per poi sincronizzare i cambiamenti alla prima connessione, ma credo sia ancora una funzione sperimentale.
– Alcune operazioni, come per esempio l’upload di immagini, sono limitate dalla bontà della connessione.
– Generalmente gli editor web hanno meno funzioni e sono meno “evoluti” degli editor tradizionali. Questo aspetto sta però pian piano migliorando, poiché si aggiungono sempre nuove funzionalità in tempi molto rapidi.
– Tutti i dati risiedono sul server remoto, e quindi si presenta un “problema” di privacy. “Teoricamente” i dati non dovrebbero essere accessibili se non in modo automatico per generare pubblicità personalizzata, ma per documenti importanti potrebbe comunque essere un rischio, in linea di principio.
– Tipicamente c’è un limite alla dimensione dei file da mantenere sul server.Di contro vi sono vantaggi che, a mio avviso, possono rendere tali editor vincenti:
– Tutti i dati risiedono sul server remoto: questo permette di accedere al mio documento ovunque e da qualsiasi computer. Inoltre i dati, a mio avviso, sono molto più al sicuro rispetto a guasti del computer. Si tratta in pratica di avere una copia di backup sempre aggiornata sul web.
– Sono applicazioni web: l’applicazione gira in remoto, mentre il computer locale costituisce niente di più di un terminale, da cui si inviano i comandi e si riceve risposta, tutto all’interno del browser. Questo permette di lavorare da computer anche poco potenti, da qualsiasi sistema operativo e da qualsiasi browser (compatibile con gli standard web). Posso, in linea di principio, lavorare tranquillamente anche da cellulare.
– Tipicamente vengono utilizzati formati standard e aperti.Su internet la parola d’ordine è interoperabilità, quindi vengono adottati gli standard esistenti. La guerra non si combatte sul formato, ma sul servizio.
– Generalmente vengono tenute in memoria tutte le revisioni del documento. Questo consente di salvare il documento tranquillamente con un unico nome, ma di poter visualizzare versioni più vecchie all’occorrenza.
– Gli editor sono collaborativi: una funzione che viene offerta e che rappresenta un punto di forza delle applicazioni web è che è possibile condividere un documento con chi si vuole e lavorare insieme allo stesso file, anche contemporaneamente. Le modifiche sono trasmesse istantaneamente a tutti gli utilizzatori, senza problemi di sovrapposizione.
– L’applicazione gira in remoto: questo significa che non dobbiamo preoccuparci di aggiornare nessun programma e nessuna distribuzione di pacchetti.Cosa ne pensate? Gli editor web possono/potranno soppiantare gli editor tradizionali?
Qualcuno li ha già provati? Ne conoscete altri?Personalmente ancora non li ho provati, prima volevo avere maggiori informazioni e parlarne qui sul forum. Penso però che possiedano un enorme potenziale e comodità rispetto a quelli tradizionali.
Penso sia una tendenza di sviluppo che potrebbe cambiare nel prossimo futuro il modo di lavorare, tuttavia annoto quanto segue:
➡ le tecnologie web-based per LaTeX consentono nuovi tipi di accesso ma non toccano il linguaggio, che quindi può ricavarne sviluppi solo per via indiretta, per l’aumento degli utilizzatori o per l’attenzione suscitata negli sviluppatori di passaggio.
➡ i risvolti che giustamente facevi notare anche tu, relativi a sicurezza ed ai possibili usi “pubblicitari” possono essere negativi specie a lungo termine.
➡ non scordiamoci che già oggi il web è uno strumento fondamentale per LaTeX perché consente agli utenti di scaricare distribuzioni (MiKTeX Tex Live, MacTeX), sviluppare e lavorare a distanza, comunicare con altri utenti, ecc.
Allora … se son rose fioriranno.
Bye
::[quote]Ho corretto dove si doveva correggere: erano tutti “mycount” dove tu avevi “mycnt”. Prossima versione: un comando generico per definire contatori di questo tipo.
PS: funziona con le modifiche apportate; e funziona anche il nuovo Mac! Fatta la migrazione, ho esattamente tutto come prima (compreso il casino sul Desktop). 🙂
Continua ad esserci l’errore:`\Show ->\showthe \@mycount
l.29 \Show`
Attendo comunque sviluppi!!!
No, non è un errore: è il comportamento normale di \showthe. Quando si deve eseguire un debugging è a volte utile conoscere il valore che TeX ha assegnato a un registro o il significato di un comando; per questo ci sono \showthe e \show, che interrompono la composizione per dare modo di inserire qualcosa, per esempio altri \show.
Ciao
Enrico[/quote]Buono a sapersi.
No, perché il compilatore mi da un exit code di 1 quindi un errore di compilazione.
Ciao.
::Ho corretto dove si doveva correggere: erano tutti “mycount” dove tu avevi “mycnt”. Prossima versione: un comando generico per definire contatori di questo tipo.
PS: funziona con le modifiche apportate; e funziona anche il nuovo Mac! Fatta la migrazione, ho esattamente tutto come prima (compreso il casino sul Desktop). 🙂
Continua ad esserci l’errore:`\Show ->\showthe \@mycount
l.29 \Show`
Attendo comunque sviluppi!!!
::Interessante l’uso di \@ifnextchar.
Al comando non si da alcun argomento, mentre si esegue il parsing dei caratteri che lo seguono, rendendo così molto flessibile la gestione della sintassi.
Sto già consultando più attentamente la tua guida introtex sull’argomento!Grazie Enrico.
Ma funziona? L’ho scritto mentre sto facendo la migrazione dal vetusto e glorioso G4 al nuovo fiammante Mac Pro con Xeon 🙂 🙂
Fra poco di nuovo operativo anche con TeX Live 2009.
Ciao
EnricoFunzionare, non funziona.
Ma dipende da dettagli secondari come un nome sbagliato, ed il comando \showthe che sembra funzionare solo con i nomi dei contatori in stile \count12.Il concetto è quello che conta comunque. Grazie.
Ps. congratulation for the your new pc.
Bye
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