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Vorrei far calcolare valori dalla funzione \numexpr di pdftex modalità estesa all’interno di comandi pstricks, ma quando il calcolo riguarda valori decimali ricevo l’errore:`! Illegal unit of measure (pt inserted).
` Di seguito riporto il codice di un esempio minimo compilabile che riproduce sul mio sistema (TeX Live 2009) il problema.
`\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage{pstricks}\pagestyle{empty}
\psset{unit=1mm}\begin{document}
\psline(\numexpr0.5\relax,0.5)(65.5,38.5)
\end{document}
`Come vedete il calcolo per \numexpr in questo caso è il più semplice possibile, mentre il risultato di:`\number\numexpr0.55555\relax`
è correttamente 0.55555 con il punto decimale.Naturalmente se vengono tolti di mezzo i decimali tutto funziona.
`\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage{pstricks}\pagestyle{empty}
\psset{unit=1mm}\begin{document}
\psline(\numexpr5\relax,0.5)(65.5,38.5)
\end{document}`\numexpr gestisce solo numeri interi. Un \relax termina la lista da dare in pasto a \numexpr ed è ignorato. Questo spiega perché il secondo esempio funziona: l’espansione di “\numexpr 5\relax” è “5”; nel primo esempio, invece, il token “.” che non è espandibile e non fa parte di quelli ammessi dalla sintassi di \numexpr, termina l’espressione e l’espansione finale di “\numexpr0.5\relax” è “0.5\relax” che a PSTricks non va bene.
Se vuoi trattare numeri decimali devi usare \dimexpr, magari in congiunzione con \strip@pt:
`\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage{pstricks}
\makeatletter
\let\strippt\strip@pt
\makeatother\pagestyle{empty}
\psset{unit=1mm}\begin{document}
\psline(\strippt\dimexpr0.5pt\relax,0.5)(65.5,38.5)
\end{document}`
Adopera i numeri decimali come se fossero numeri puri, ma aggiungendo l’unità di misura “pt”, \strippt si occupa di toglierla.Ciao
EnricoNon sapevo che \numexpr supporta solo gli interi (perché non l’hanno chiamato \intexpr!!!).
Comunque l’alternativa con \dimexpr soffre del solito errore non appena si tenta di lavorare con i contatori:`\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage{pstricks}
\makeatletter
\let\strippt\strip@pt
\makeatother\pagestyle{empty}
\psset{unit=1mm}\begin{document}
\newcount\pippo
\pippo=12
\psline(\strippt\dimexpr\pippo*0.5pt\relax,0.5)(65.5,38.5)
\end{document}
`
Provo a consultare la documentazione di etex.
Grazie Enrico.
::Chi ha aggiornato la TeX Live 2009 con la nuova versione (5.0) di geometry si trova di fronte a un problema cercando di compilare documenti per la classe beamer.
La soluzione, temporanea, in attesa di correzioni (si spera di beamer, ma non ci conterei :() è di scrivere
`\makeatletter\let\ifGm@compatii\relax\makeatother`
PRIMA di \documentclass{beamer}; quindi, per togliere ogni dubbio, il documento dovrà cominciare con
`\makeatletter\let\ifGm@compatii\relax\makeatother
\documentclass[]{beamer}`
Ciao
EnricoCiao Enrico, grazie per la dritta.
In effetti mi è sembrato in un recente aggiornamento di TeX Live 2009 che anche beamer sia stato oggetto di un aggiornamento ma il numero di versione è sempre lo stesso, ovvero 3.0.7.
Penso quindi che l’aggiornamento abbia interessato qualche tema.
Ma perché tu pensi che beamer possa essere difficilmente aggiornato per risolvere il problema?
Grazie.
::Nel codice che sto scrivendo elaboro delle liste separate da virgole di lunghezza variabile, per mezzo del pacchetto etextools.
In base alla posizione della singola stringa nella lista occorre chiamare uno specifico comando. Ho pensato di costruire questi comandi inserendo l’indice nel nome:`\DeclareCmdListParser{\myparser}{,}
\def\defitems[#1]#2{%
\expandafter\def\csname cmd#1\endcsname{#2}}\myparser+[\defitems]{Pippo,Pluto,Paperino}
\csname cmd0\endcsname
\csname cmd1\endcsname
\csname cmd2\endcsname`
La domanda è:
potrei avere dei problemi ad utilizzare dei numeri nel nome del comando?Tenete conto che etextools fa partire gli indici di posizione da zero, e che naturalmente i comandi così creati verrebbero utilizzati da altre macro di loop.
Ho preso in considerazione il comando \romannumeral per creare automaticamente comandi tipo \cmdi, \cmdii, \cmdiii, ecc quindi con lettere, ma il numero zero viene espanso nella stringa vuota. Dovrei così ipotizzare che il semplice \cmd sia il comando corrispondente al primo elemento.
Ho scartato \alph perchè limitato a 26 posizioni.
Grazie.Non è un problema, se usi sempre \csname…\endcsname o un involucro più comodo come
`\def\nameuse#1{\csname#1\endcsname}
\nameuse{cmd0}`
Ciao
EnricoBenissimo. Grazie.
11 Febbraio 2010 alle 8:12 in risposta a: Inserimento dinamico del percorso del file *.tex nel header #41850::Buongiorno,
sto cercando di inserire in maniera dinamica e automatica il percorso del file *.tex nell’header del documento, senza doverlo ridigitare nel momento in cui il percorso cambia. Vorrei fosse il sistema durante la compilazione a mettere il percorso corrente.
Per il momento la porzione di codice inserita è la seguente:\pagestyle{fancy}
\lhead{\url{HOME}}dove al posto di HOME vorrei venisse messo un comando tipo \jobname che inserisca autonomamente il percorso del file e non solo il nome.
Qualcuno ha qualche idea?
GrazieGiorgio
`\documentclass[a4paper]{article}
\newread\filepathstream
\def\filepath#1{%
\immediate\write18{echo `pwd`/#1.tex > temp.ttt}%
\immediate\openin\filepathstream=temp.ttt%
\immediate\read\filepathstream to\filepathname
\immediate\closein\filepathstream}\usepackage{fancyhdr}
\pagestyle{fancy}
\fancyhf{}
\fancyhead[R]{\ttfamily\filepathname}\begin{document}
\filepath{\jobname.tex}
abc\end{document}`
Va compilato con l’opzione -shell-escape attiva.Ciao
EnricoNon si potrebbe usare kpathsea?
Grazie
::Aggiungerei un altro fattore, sempre limitato alla mia esperienza di matematica. Oggi il LaTeX nei dipartimenti di matematica è lo standard. Il che significa che se proprio uno non vuole impararselo, può cercare di farsi scrivere il lavoro da qualcun altro. In ogni caso c’è una forte pressione psicologica (tutti fanno così, i lavori vengono accettati in questo formato ecc.) che spinge ad usare il LaTeX anche se uno non ha interesse a farlo.
Questo fa sì che chi scrive testi matematici senza far uso di LaTeX molto probabilmente non frequenta, e non ha frequentato a lungo, un ambiente universitario. Il che di nuovo non implica che il testo non possa avere valore, ma certo fa sorgere molti dubbi.
Si ma non bisogna cadere nell’opposto: imporre LaTeX anziché vietarlo!!!
[OT]Ringrazio Enrico per avermi fatto riflettere sul rapporto tra laureando e relatore circa la responsabilità sulla tesi, con uno dei post precedenti. Sono d’accordo, la tesi deve essere il frutto di ricerca indipendente e non “governata” dai relatori.
Nel mio caso (ormai antico) il relatore lavorò con lo spirito del revisore, apportando correzioni a matita su copia cartacea su varie bozze.
Sei d’accordo Enrico? Il relatore può intervenire con lo spirito del revisore?[/OT]Ciao.
::La tua domanda Nevermind, caro nuovo utente del forum e di Linux, 🙄 , è in realtà questa: qual’è il miglior editor per LaTeX? allora solo la tua personale esperienza d’uso può dare una risposta.
Mi pare che il nostro amico usi Win, non Linux. Su Windows, alcuni degli editor più diffusi sono TeXnicCenter, WinEdt e TeXworks. Nell’Arte (quassù) ne trovi presentati diversi.
Ciao,
L.Ehi Lorenzo, scherzavo…
intendevo solo fare una battuta dando per scontato che il nostro amico sia nel frattempo passato a Linux, anzi, a quest’ora dovrebbe aver già dato i primi comandi al terminale… 8) 8) 8)comunque se l’argomento del post deve diventare una discussione sugli editor, ci sto.
… a proposito io uso SciTE, il più elementare, multipiattaforma, potente, e veloce editor che io conosca.Ps. Spero di fare battute migliori in futuro (anche se veramente io uso SciTE per la maggior parte del lavoro sui sorgenti 😯 ).
Alla prossima, futuri utilizzatori di sistemi del pinguino…
::Ciao,
e benvenuto. Ti parlo da utente medio, che ha un PC e ha appena comprato un Mac. Non buttare via Windoze, innanzitutto 😉Poi, per quanto riguarda gli editor, ne hai molti tra cui scegliere. Io consiglio sempre TeXworks, gratuito e multipiattaforma. Ha un visualizzatore di PDF integrato, che permette la ricerca diretta e inversa su e da PDF. Solo, non ha ancora la funzione della stampa 😥 Ma verrà implementata nelle prossime versioni. Lo scarichi da qui http://code.google.com/p/texworks/downloads/list (scarica la versione .511).
Io uso Adobe Acrobat Pro per la stampa del PDF, e non mi dà caratteri strani, a dire il vero. In alternativa, primoPDF è gratuito e leggero. Ancora, un naturale complemento di TeXnicCenter è SumatraPDF, che ti consiglio.
pdfLaTeX è un programma, che è già integrato in MiKTeX e nelle altre distribuzioni, dunque non ce n’è uno migliore di altri 😉
A disposizione per altri consigli.
Ciao
TommasoNo, no, Nevermind DEVE cestinare windows!!! 😆
A parte gli scherzi, volevo solo aggiungere una precisazione: pdflatex non è altro che il compilatore stesso!!! la domanda n. 1 non ha quindi molto senso.
Anzi più precisamente pdflatex è un programma che lancia il compilatore pdftex (che è attualmente il compilatore standard del mondo TeX) con il formato LaTeX e per l’output in PDF.Esistono invece editor di testo che offrono un comodo ambiente di costruzione dei sorgenti sia dal punto di vista della digitazione sia da quello del lancio delle compilazioni: spesso per esempio, è possibile fare click su un icona per vedersi apparire il pdf sullo schermo. L’editor non ha fatto altro che invocare l’opportuna sequenza di comandi al sistema operativo, quindi:
1 – se si verifica un errore è molto raro che dipenda dall’editor;
2- a volte non è possibile vedere immediatamente il log di compilazione che invece è fondamentale per capire il nostro sorgente.TeXWorks è un editor multi-piattaforma nato per abbassare la soglia d’ingresso al mondo TeX, ma apprezzabile anche da utenti esperti, ma la cosa che ancora gli manca non è tanto la stampa del pdf quanto la gestione dei progetti (ovvero quando il documento sorgente è strutturato in più file).
In Linux è invece disponibile Kile un interessante editor ricco di funzioni, anche se stabilire quale sia il miglior approccio è forse impossibile ed è proprio questo quello che tenta di fare TeXWorks.
La tua domanda Nevermind, caro nuovo utente del forum e di Linux, 🙄 , è in realtà questa: qual’è il miglior editor per LaTeX? allora solo la tua personale esperienza d’uso può dare una risposta.
Saluti.
::Salve!
Io sto ancora usando la texlive 2007, ma mi piacerebbe installare la nuova 2009.
Sono su ubuntu 9.10. La 2007 la installo da repo, tramite il metapacchetto texlive-full. Mi pare che così mi aveva consigliato, una delle prime volte, qualcuno qua sul forum. Precedentemente avevo provato ad installarmi via via i pacchetti che mi erano necessari, ma con un sacco di problemi. Con la full, invece, sono sicura di avere tutto (anche cose che non mi serviranno mai, ma tanto lo spazio su disco c’è).
Le mie domande sono 2.-
Se scarico e installo la 2009 dai link postati nel primo post, mi trovo tutto come con il mio amato metapacchetto full?
Devo rimuovere la 2007?Grazie, ciao
Certo. Disinstalla la 2007 e scarica lo script di installazione della 2009 da qui: http://mirror.ctan.org/systems/texlive/tlnet/install-tl-unx.tar.gz
(eventualmente modifica il server di download se quello di default è troppo lento e ricordati di attivare i symlink nella schermata di configurazione dell’installazione.
Ricordati anche che rimuovendo la 2007 verranno rimossi eventualmente anche Kile, perché dipendenza obbligatoria della 2007.
Altrimenti lascia al suo posto la 2007.
Dopo aver installato la 2009 prendi confidenza con il nuovo tlmgr script Perl di gestione della distro.
Comunque se tutto va bene con il comando pdftex –v dovresti ottenere il seguente output:
`
roberto@pc-studio:~$ pdftex –v
pdfTeX 3.1415926-1.40.10-2.2 (TeX Live 2009)
kpathsea version 5.0.0
Copyright 2009 Peter Breitenlohner (eTeX)/Han The Thanh (pdfTeX).
There is NO warranty. Redistribution of this software is
covered by the terms of both the pdfTeX copyright and
the Lesser GNU General Public License.
For more information about these matters, see the file
named COPYING and the pdfTeX source.
Primary author of pdfTeX: Peter Breitenlohner (eTeX)/Han The Thanh (pdfTeX).
Compiled with libpng 1.2.39; using libpng 1.2.39
Compiled with zlib 1.2.3; using zlib 1.2.3
Compiled with xpdf version 3.02pl3
`
Happy TeXing!
::Io non sono completamente d’accordo con quello detto da alcuni di voi.
Voi dite che l’università non può imporre che software usare per scrivere la tesi.C’è da ricordare che durante un lavoro di tesi non si è da soli ma, come minimo c’è qualcuno (relatore o correlatore) che ve la corregge. Quindi, la scelta del formato con cui scambiarsi i dati durante la fase di correzione della bozza deve essere fatta da due persone, e non solo dal singolo studente. Non trovo quindi giusto costringere il professore ad imparare latex solamente per correggerci la tesi.
Si potrebbe obiettare che basta stampare la tesi e farla correggere in forma cartacea al relatore. Oltre alla scomodità di doverla stampare tutte le volte, nel caso in cui il proprio relatore sia a 500km di distanza, la forma cartacea è fuori discussione.
E nel caso in cui le persone che la devono correggere sono due (relatore e correlatore). Allora in questo caso vengono molto comode le funzionalità di gestione delle revisioni di Word. E questi strumenti sono decisamente più avanzati in Word 2003 che in OpenOffice 3.Per la tesi specialistica io ho scritto tutto in OpenOffice, salvando in Doc, con una minima formattazione e l’ho fatta correggere contemporaneamente a relatore (a 500km da me) e correlatore (vicino a me). Alla fine ho ricreato tutto in latex, chiedendo di correggere l’impaginazione fornendo direttamente una copia stampata.
Si può obiettare che anche Acrobat (non reader) può gestire le revisioni e cose simili. Per la triennale infatti ho scritto la tesi direttamente in latex ed il mio correlatore l’ha corretta sul pdf con Acrobat. Mi ha odiato profondamente poichè non è uno strumento comodo. Inoltre, per chi riceve le revisioni, non comodo gestirle e importare i cambiamenti in latex.
Detto questo, credo si possa obiettare se il risultato tipografico di Word sia migliore o meno rispetto a quello di Latex (io penso sia meglio latex), ma è indubbio che word permette tutta una gestione della collaborazione che latex, per sua natura, non permette. Non trovo quindi scandaloso che i professori abbiano deciso di vietare l’uso di LaTeX per la scrittura delle tesi.
Poi forse si può trovare il giusto compromesso, come ho fatto io per la specialistica. Scrivere la tesi prima in OpenOffice e poi in latex non mi ha assolutamente portato via del tempo rispetto ad una scrittura dall’origine in latex, ma ha combinato i vantaggi dei due sistemiInnanzi tutto ti ringrazio per aver riportato il tuo pensiero.
E sono d’accordo: nel processo di lavorazione del documento potrebbero essere necessari strumenti semplici e diffusi per effettuare revisioni o correzioni operando con i formati digitali anziché sulla carta (conservo ancora una delle revisioni della tesi completamente ricoperta di correzioni e punti da sviluppare fatte a matita dal mio professore, una meraviglia).
Ma alla fine …
i tuoi relatori non ti hanno impedito di dare consistenza finale alla tesi con LaTeX.Premesso che esistono sistemi di revisione via internet (come CVS) esattamente preposti a questo compito, molto efficienti tra l’altro, quello che non capisco è l’imposizione di strumenti software tout court, senza un giustificato motivo (ricordo che il formato ASCII di un sorgente LaTeX è il formato più sicuro che si conosca dal punto di vista della conservazione dei documenti digitali, e qui aggiungo che la mia tesi stessa, in formato digitale, è diventata illeggibile dopo soli 10 anni dalla redazione, per via dei software che utilizzai all’epoca, nonostante i disperati tentativi di recuperare i file; è rimasta solo una manciata di file anzi di M-file ovvero il codice per Matlab guarda caso in formato ASCII 😆 ).
Inoltre, nella professione le scelte riguardanti il software sono spesso fondamentali. Non vedo perché non impegnare gli studenti fin da subito, a compiere scelte e sperimentazioni anche in questo settore toccando con mano le responsabilità conseguenti l’elaborazione digitale dell’informazione.
Comunque sia, tutti e dico tutti i software utilizzati devono essere legalmente installati. Questo requisito è imprescindibile. Altrimenti non si può neanche cominciare a ragionare sull’argomento. Non vi pare?
Saluti.
*****
…
Inoltre direi che c’è una questione filosofica (passatemelo) che riguarda la nostra concezione più o meno implicita di “testo scritto” (su carta o su pdf). Chi sceglie spontaneamente LaTeX è per sua natura sensibile ad alcune finezze che solo i tipografi professionisti possono capire. Date un’occhiata alla lezione di Enrico al GuIT Meeting di Pisa. Chi ritiene che i contenuti siano indipendenti dalla forma non potrà mai capire LaTeX. C’è una sorta di rispetto verso ciò che scriviamo e che volenti o nolenti rimarrà fisicamente presente per diverso tempo. Consiglio a tutti quelli che non l’hanno ancora fatto la lettura degli Elementi dello stile tipografico di Bringhurst. Bellissimo e coinvolgente come un romanzo.
…
Ciao
IvanGià che ci sono, vorrei fare i miei complimenti a quanto detto da ivan qualche messaggio fa (che riporto quì sopra).
Si tratta di un punto di vista nuovo per me, ma che ho fatto immediatamente mio.
Infatti guardavo il problema puramente informatico, sottovalutando il sottile rapporto tra forma e contenuto.
Grazie ivan!
::Salve a tutti.
Corre voce che i docenti del dipartimento di ingegneria elettronica di Brescia abbiano “vietato” l’uso di LaTeX dietro la motivazione che la formattazione sia rozza e che le ultime versioni di Microsoft Word abbiano molte più funzioni e producano documenti esteticamente più belli. Sembra, a loro dire, che una conoscenza approfondita di Word consenta di avere gli stessi vantaggi di LaTeX (es. figure che non si spostano in capo al mondo, indici e riferimenti, ecc.) e che dunque quest’ultimo sia, oltre che obsoleto, inutilmente più “complicato”.
A quanto pare corre anche voce che le riviste di settore ultimamente preferiscano documenti in Word.Che ne pensate? Qualcuno sa anche se è vera quest’ultima voce?
Io rimango comunque tra i sostenitori di LaTeX e un fedele utilizzatore.
Ciao a tutti.Ciao,
nello stesso ufficio, i miei colleghi utilizzano Word, mentre io LaTeX.
sanno cosa sia LaTeX ed una volta hanno perfino partecipato ad un test linguistico di un ambiente particolare.
Ho naturalmente lanciato una sfida: data una lettera standard, fare una gara a chi consegna prima il documento. Naturalmente hanno tutti disdegnato di battersi, probabilmente per non fare brutta figura 😆 😆 😆 (il punteggio sarebbe stato tipo 4 a 0 per LaTeX).A parte gli scherzi, direi che la questione è interessante ed andrebbe un po’ più dibattuta, anche qui sul forum (word processing o composizione asincrona?).
In merito alla questione posso dire che i pc diventano ogni giorno più potenti e quindi consentono sempre di più di affrontare il punto debole dei sistemi di word processing, ovvero la necessità di effettuare la composizione in tempo reale.
Tuttavia sia Word sia LaTeX sono strumenti che servono per produrre documenti sui contenuti dell’autore. La differenza fondamentale la fa quindi l’idoneità dello strumento informatico allo sviluppo dei contenuti stessi.Paradossalmente, proprio perché LaTeX è un magnifico sistema tipografico asincrono, l’autore ha chiaramente la responsabilità del contenuto quale espressione semantica.
Se poi non si è liberi di scegliere …
Alla prossima.
::Non so se può essere utile, ma per usare la minimals su XP, con la TeX Live 2009 installata, ho usato questa soluzione (non ricordo più dove la trovai):
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Aprire un editor qualsiasi e scrivere:
C:\WINDOWS\System32\cmd.exe /k C:\context\tex\setuptex.bat (i percorsi relativi a ConTeXt possono essere diversi); -
Archiviare il documento come file .bat (per esempio, context.bat).
Quando voglio usare ConTeXt, faccio un doppio clic su questo file che mi apre il Prompt in una finestra. A questo punto posso dare il comando
`context file.tex`
Col codice di Luigi, ottengo questo .pdf: http://freepdfhosting.com/eab49c2e4a.pdf.Ciao
AntonioModifica (21:40)
Trovato: esattamente nel link segnalato da Luigi. Potevo tranquillamente evitare di scrivere. 🙁D’accordo ragazzi, dovrebbe essere facile ma ho già seguito la procedura diverse volte giungendo sempre a conflitti con TeX Live 2009 che non posso assolutamente toccare perché la utilizzo per lavoro.
Quando sarà il momento di certo avrò una minimals funzionante.
Grazie Antonio per il pdf, ero curioso di vederlo (a parte quel brutto rettangolo grigio sovrapposto).
Happy TeXing!
::Per i perfezionisti (e qui certamente non ce ne sono)
In che senso? Penso che già uno che utilizza latex sia un perfezionista 🙂
Scherzavo!
TeXWorks è un compilatore che mi fa visualizzare la stringa di codice in tempo reale? del tipo scrivo il codice e mi visualizza quello che stò scrivendo oppure decido io quando visualizzare il documento PDF?
Nell’editor fai un click destro sul codice e dal menù contestuale ti ritrovi sul pdf e viceversa. TeXWorks utilizza un visualizzatore pdf integrato. Con la TeX Live in Windows te lo ritrovi installato, mentre in Linux devi installarlo.
Ricompilando (CTRL+T) la view del pdf si aggiorna immediatamente.Cmq ho risolto, bisogna inserire la stringa nel modo seguente
`:ACROBAT:: ——————————————————-
// Full Acrobat …
DDEOpen('%$(“AcroRead”)',”acroview”,”control”);
DDEExe('[MenuitemExecute(“GoBack”)]');
DDEClose;:Exit:: ———————————————————-
// Foxit?
FindInString(`%$('AcroRead')`,'Foxit',1,2,1000,1);
IfOK(!”Relax;”,!”JMP('not_foxit')”);
Run('%$(“AcroRead”); “%P\%N.pdf”');
RestoreRegisters(1111111111);
Exit; 🙂 `Poi Option -> Execution Mode aprire la cartella di Acrobat ed inserire il percorso di Foxit ed il gioco è fatto
Ottimo, e mi sembra una cosa piuttosto complicata!! meno male che hai chiesto aiuto tu!!
Ciao.
::Giorno a tutti,
ho riscontrato un problema con Latex, ogni volta che voglio visualizzare il documento in PDF me lo apre correttamente con Foxit Reader che preferisco ad Adobe Reader, però dopo mi da un errore Winedt dicendo che non trova Adobe Reader (e ti credo visto che non è installato sul mio pc :).
Come posso risolvere? I primi tempi chiudevo l’errore in winedt e la mettevo via, ma sono un perfezionista e mi piace visualizzare il mio pdf un sacco di volte, quindi perdo un sacco di tempo a chiudere ogni volta che visualizzo un errore.
L’errore mi viene dato in questa stringa di codice quiDDEOpen(‘%$(“AcroRead”)’,”acroview”,”control”);
Grazie a chi mi vorrà rispondere 😉
Per i perfezionisti (e qui certamente non ce ne sono), perché non usare TeXWorks. Con questo editor la ricerca bidirezionale tra sorgente e pdf è il comportamento di default, è quindi perfetto in fase di revisione finale, per rifinire il documento.
Provare per credere.Per quanto riguarda winedt, credo che basti configurare l’editor nel dialogo di configurazione.
Ciao.
::Per certi documenti mi capita di dover determinare la differenza in giorni tra due date od anche determinare la data che cade dopo un numero di giorni stabilito a partire da una data base.
Il conteggio deve essere assolutamente preciso come se contassi i giorni su un calendario.
Risolvo questo problema utilizzando un foglio di calcolo dove le date vengono gestite internamente come numeri a partire da un istante zero che se non ricordo male è il 1/01/1900 alle ore 0.00 per Excel e Calc (OpenOffice.org).
Tuttavia, se si rimane nell’ambito del conteggio dei giorni, credo non sia difficile implementare il calcolo in TeX utilizzando la matematica dei contatori.
Potrebbe essere un esercizio interessante ed una funzionalità utile per gli utenti di LaTeX.In luatex esistono os.clock(), os.time(), os.date()
`
\starttext
\ctxlua{tex.write(os.date())}
\stoptext
`Tanto per giocare vi riporto il codice luatex per calcolare la differenza tra due date in giorni (si può fare molto di più e molto semplicemente …).
`%
% a luatex test: Days within two date
%\def\datediff#1#2{\directlua{
local date1 = os.time({#1})
local date2 = os.time({#2})
local secperdays = 24*60*60
local daysdiff = (date2 – date1) / secperdaystex.print(math.floor(daysdiff))}}
Test della funzione:
dal 1 dicembre 1998 al 7 gennaio 1999 sono trascorsi
\datediff{day=1,month=12,year=1998}{day=7,month=1,year=1999} giorni.Invece per il periodo lungo dal 22/09/1950 al 12/12/1996 sono trascorsi
\datediff{day=22,month=09,year=1950}{day=12, month=12, year=1996} giorni.Vediamo come se la cava con gli anni bisestili:
dal 1/01/2011 al 1/01/2012 passano \datediff{year=2011, month=1, day=1}{year=2012, month=1, day=1} giorni;
dal 1/01/2012 al 1/01/2013 passano \datediff{year=2012, month=1, day=1}{year=2013, month=1, day=1} giorni.
Sembra proprio che funzioni!!! ma…
dal 28/02/2010 al 29/02/2010 dovrebbe passare \datediff{day=28,month=2,year=2010}{day=29,month=2,year=2010} giorno. Peccato che il 2010 non \`e bisestile.
\end`Compilate il tutto con il comando: luatex test.tex, ne vedrete delle belle!
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