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Io uso kile sotto gnome in Ubuntu Hardy Heron.
E’ solo un po lento il primo avvio di kile per via del caricamento delle librerie necessarie.
Pertanto si installa tutto tramite pacchetti deb (Debian package).Mandrivia invece utilizza il formato rpm, pertanto la cosa più semplice è procurarsi i file rpm della distribuzione TeXLive 2007 e di Kile ed installarli con un comando rpm da console.
Penso sia anche possibile utilizzare software ad interfaccia grafica (package manager) in Mandrivia, ma in questo caso dovresti essere connesso al web direttamente, altrimenti l’installazione diviene più complessa della soluzione da console.
Dai un occhiata al manuale di TexLive 2007 per delucidazioni su dove scaricare i pacchetti rpm.
Per kile dai un occhiata quì http://rpmfind.net/linux/rpm2html/search.php?query=kile, trovi gli rpm per mandrivia.Dovresti anche investire un po di tempo per capire come avviene la gestione dei pacchetti in Mandrivia consultando la documentazione della distro.
Spero che altri sappiano dirti di più.
::Penso sia utile e interessante, indicare e suggerire particolari programmi
per la creazione di disegni a seconda se uno vuole utilizzare latex o pdflatex.
in questo modo, probabilmente, si potrebbero evitare richieste su come
trasforamre un file vettoriale in raster e viceversa.
StefanoIn un documento LaTeX è possibile inserire un disegno in due modi:
1 – costruire un grafico vettoriale per mezzo di pacchetti appositi (ps-trick, ambiente picture, PGF, etc);
2 – costruire un grafico esternamente ed inserirlo nel documento come immagine in uno dei formati supportati dal programma con cui si compila (per esempio pdflatex non supporta il formato postscript).A mio avviso è meglio chiarire queste due diverse modalità per una visione generale dell’enorme campo della grafica in LaTeX (a cui è dedicato il bellissimo libro “The Latex Graphics Companion”).
La risposta alla tua domanda sarebbe quindi piuttosto corposa: dovrebbe spiegare almeno i principali pacchetti della prima modalità, e indicare almeno una panoramica del software esterno a LaTeX con cui si costruiscono disegni vettoriali o raster.
Per me, per esempio, è particolarmente interessante la possibilità di inserire disegni vettoriali provenienti da AutoCAD passando dal formato PostScript (massima qualità grafica contro una procedura più laboriosa rispetto a quella di costruire un immagine gif o png del disegno attraverso screenshot dello schermo).Mi trovo comunque molto spesso ad utilizzare il pacchetto PGF per costruire disegni o addirittura loghi aziendali semplicemente scrivendo comandi nel sorgente.
Roberto.
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Scusate, non ho letto i precedenti messaggi, volevo solo dire che il link da cui scaricare il pacchetto è il seguente: http://www.math.leidenuniv.nl/~gill/prodint.tar.gz
Grazie.
::Buongiorno.
Trovandomi ad implementare LaTeX per la produzione di una rivista umanistica, ho convertito in TeX attraverso Openoffice un articolo (originariamente in DOC) e il risultato in PDF è stato sorprendentemente buono.
Prima di capire come posso “ripulire” l’articolo per farlo aderire agli standard della rivista in questione, creando magari un template ad hoc, vorrei capire alcuni errori che Texmaker mi dà: http://pastebin.com/m3ac7f608.
Si parla di un dizionario olandese, se non sbaglio e di “Underfull /hbox” e “Overfull /hbox” ma questo va oltre la mia conoscenza.
Qualcuno che li ha visti già può darmi una mano?
Grazie dell’aiuto e buona giornata.carra
Ma, io penso che LaTeX richieda una fase di apprendimento iniziale importante (per es. fatta su una buona guida di base), in cui si fa un passo alla volta (o più passi ma sempre con criterio).
Anzi penso che con LaTeX non si finisca mai d’imparare ad utilizzare questo potente strumento.La funzione di OpenOffice.org di traduzione in LaTeX del documento non mi ha molto impressionato (anzi direi che rispetto ad un sorgente “fatto a mano” il risultato è ingestibile).
Dunque, se vuoi utilizzare LaTeX non ti rimane che rimboccarti le maniche.
Certo, prima è possibile rendersi conto del risultati anche con un sorgente tradotto da OOo, ma poi occorre capire e costruire: l’uomo rimane sempre al centro con LaTeX.Se non si vuole rinunciare a LaTeX ma si trova che il processo di redazione della rivista non risulta idoneo logisticamente, si può provare Lyx (http://www.lyx.org/).
Non credo quindi che sia possibile aiutarti direttamente sugli errori di compilazione che hai trovato, ma che sia più utile indirizzarti all’analisi degli strumenti software con l’acquisizione di un punto di vista più generale, piuttosto che pensare possa essere saltata a piè pari la costruzione del sorgente (tra l’altro parli anche di un template e questo richiede appunto olio di gomito).
Buon lavoro. Roberto
::Salve a tutti,
sono nuovo per cui mi scuso subito se questo non è lo spazio adatto in cui esporre il mio problema. Per una relazione di analisi 2 per l’università ho bisogno di sapere come disegnare, posto che sia possibile farlo, delle spirali con latex. Ho visto su altri topic che viene spiegato come disporre un testo a spirale, ma il mio problema non è questo, è proprio disegnare fisicamente la spirale. Io uso windows xp, ho installato il pacchetto pict2e e curves, e li ho utilizzati con successo per altri disegni, però per questo non so proprio come fare (non so nemmeno se siano adatti, a occhio e croce no) e anche cercando su internet, laddove ho guardato (diversi e più o meno affidabili pdf) non ho trovato indicazioni valide. Magari il problema è semplicissimo, magari c’è un comando apposito, ma non ho proprio idea di come fare. Se qualcuno vorrà rispondermi gli sarò grato.Forse la cosa migliore è rivolgersi al software Asymptote.
Guarda qua http://asymptote.sourceforge.net/gallery/spiral.pdf, ed ecco il codice per questa spirale:
`size(0,150);
import graph;real f(real t) {return exp(-t/(2pi));}
draw(polargraph(f,0,20*pi,operator ..));
xaxis(“$x$”,-infinity,1.3);
yaxis(“$y$”,-infinity,1);labelx(1);
labelx(“$e^{-1}$”,1.0/exp(1),SE);`Credo che si faccia anche con PGF, ma questo software offre maggiori capacità grazie al linguaggio di programmazione stile C++ o Java.
Ciao
::Ciao a tutti.
Qualche giorno fa un mio amico di universita’ consiglia a dei colleghi di utilizzare LaTeX per scrivere la tesi.
Risposta: “LaTeX, cosa?”
“LaTeX e’ quel programma con cui i prof scrivono dispense che vengono cosi bene!”
“Davvero?! Bellissimo lo scarichiamo subito”.
Click, fine telefonata.
In serata, gli amici si incontrano per cena.
“Bhe avete scaricato LaTeX?”
“Macche’! L’abbiamo cercato ovunque, su tutti i siti pirata dove abbiamo trovato i software di econometria, su siti di crack, BitTorrent, Emule…ma trovavamo solo filmati porno! Devi dirci come fare, tu su che sito pirata l’hai trovato?”.
Fine.Spesso anche nell’utilizzo della tecnologia c’e’ bisogno di educazione al suo utilizzo: evidentemente cio’ che viene preinstallato sui nostri computer e utilizziamo forzatamente non ci permette di accorgerci delle alternative spesso infinitamente migliori che ci sono.
Io sarei curioso invece del seguito della storia: se cioè, una volta spiegata la libertà di LaTeX ai tesisti, poi questi passino effettivamente ad utilizzarlo od invece dopo qualche breve esperimento, tornino al software solito e probabilmente pirata.
Tienici informati!
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Ha funzionato, ecco la ricetta “esoterica”:
definizione con edef (che espande tutto quel che trova e paradossalmente incontra istruzioni \noexpand 😆 ), con un noexpand per ogni token complesso.tre expandafter 😆 😆 😆 più alcuni intercalati all’interno della definizione di toks@.
… e alla fine ho raggiunto il risultato sperato.Grazie,
Roberto.
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Caro Enrico,
le cose stanno così: mentre la parte del codice che pensavo fosse più difficile da realizzare è un successo, quella più “banale” mi da i maggiori problemi.
Infatti vorrei formattare con il pacchetto numprint il valore contenuto nel registro fltpoint.
Questo lo faccio normalmente se carico il materiale direttamente nel registro di token, mentre non è possibile se l’append viene svolto con edef.
Dunque se utilizzo edef non posso passargli anche un \numprint{\mynumber}, mentre se utilizzo l’append diretto nel registro funziona il numprint ma il valore del registro diventa l’ultimo:
`%funziona senza numprint
\fpRegSet{myreg}{1000,85}\fpRegGet{myreg}{\mynumber}
\edef\temp{Il numero adesso vale: \mynumber}
\toks255=\expandafter{\temp}
\the\toks255
\fpRegSet{myreg}{8541256321,45}\fpRegGet{myreg}{\mynumber}
\edef\temp{\the\toks255 Mentre ora vale: \mynumber}
\toks255=\expandafter{\temp}
\the\toks255
`
`%funziona con numprint ma i registri mantengono tutti l'ultimo valore
\fpRegSet{myreg}{1000,85}
\fpRegGet{myreg}{\mynumber}
\edef\temp{\mynumber}
\toks255={Il numero adesso vale: \numprint{\temp}}
\the\toks255
\fpRegSet{myreg}{8541256321,45}
\fpRegGet{myreg}{\mynumber}
\edef\temp{\mynumber}
\toks255=\expandafter{\the\toks255 Mentre ora vale: \numprint{\temp}}
\the\toks255
`Credo sia necessario passare al piano B, ovvero l’utilizzo esclusivo dei registri tokens senza utilizzare edef.
Imparare correttamente la programmazione (La)TeX richiede molto tempo per svolgere un corso completo ed approfondito magari semplicemente studiando buon materiale con metodo.
Passare immediatamente alla fase applicativa invece, è la via che effettivamente si percorre (almeno per gli autodidatti), perchè il tempo è poco e si vuole giungere ad un risultato corretto al proprio problema o si vuole sviluppare le proprie idee in un pacchetto.
In questo caso ho utilizzato esclusivamente comandi LaTeX ma per forza di cose sono passato ad utilizzare TeX per rivolvere un paio di problemi, ed in particolare questo: preparare una tabella evitando la barriera dei gruppi impliciti delle singole celle.Grazie.
PS. spero ancora di giungere al risultato finale che vi svelerò in una maniera o nell’altra, e comunque non senza indicare i contributi ricevuti.
::[quote]Ecco qui come si può fare:
`\toks255=\expandafter{\the\toks255\expandafter\space\number\value{index}\\}`Se provo ad eliminare \expandafter\space succede che viene ottenuto il numero corrispondente a \number\value{index} e attaccato al numero di registro, quindi un pasticcio.
Dunque è utile inserire uno \space precedentemente a quello che sarà il valore del contatore.
Tuttavia il seguente codice funziona:
` \newcounter{idx}\setcounter{idx}{1234}
\toks255=\expandafter{\the\toks255\space\number\value{idx}}
\the\toks255`
ovvero, la domanda: perchè è necessario inserire un secondo \expandafter interno?Certo, se non vuoi incrementare il valore del contatore idx. Infatti il registro \toks255 conterrà esattamente
`\number\value{idx}`
Aggiungendo \expandafter invece avresti
`1234`
C’è una bella differenza, non trovi?Ciao
Enrico[/quote]Già, ancora un abbaglio…
… speravo “implicitamente” che funzionasse perchè non riesco a far digerire i token giusti al registro in quest’altro caso:`\fpRegSet{myreg}{1000}
\fpRegGet{myreg}{\mynumber}
\toks255=\expandafter{Il numero adesso vale: \expandafter\space\number\mynumber\\}
\fpRegSet{myreg}{50000}
\fpRegGet{myreg}{\mynumber}
\toks255=\expandafter{\the\toks255 mentre adesso siamo a: \expandafter\space\number\mynumber}
\the\toks255
`
utilizzo il pacchetto fltpoint salvando un valore numerico nel registro denominato myreg, dal quale posso ricavarne il valore depositandolo in un comando (fantasiosamente nominato come \mynumber).
Se compilato il codice produce la stessa situazione precedente, ovverro nel registro viene salvato il token complesso di \mynumber e quindi scaricare i token con \the\toks255 fa apparire solo l’ultimo valore del registro quello attuale.
Come posso fare per inserire invece i token relativi al valore che \mynumber ha in quel momento?Dopo aver provato un po’ di tutto mi sono arreso 🙄 . Grazie.
Ps. perchè invece questo funziona?
`\newcommand\posizione{}\renewcommand\posizione{primo}
\toks255=\expandafter{\posizione}
\the\toks255\renewcommand\posizione{ultimo}
\toks255=\expandafter{\the\toks255 \posizione}
\the\toks255`
::Ecco qui come si può fare:
`\toks255=\expandafter{\the\toks255\expandafter\space\number\value{index}\\}`Se provo ad eliminare \expandafter\space succede che viene ottenuto il numero corrispondente a \number\value{index} e attaccato al numero di registro, quindi un pasticcio.
Dunque è utile inserire uno \space precedentemente a quello che sarà il valore del contatore.
Tuttavia il seguente codice funziona:
` \newcounter{idx}\setcounter{idx}{1234}
\toks255=\expandafter{\the\toks255\space\number\value{idx}}
\the\toks255`
ovvero, la domanda: perchè è necessario inserire un secondo \expandafter interno?Grazie.
PS. un ulteriore ringraziamento per gli appunti di programmazione in LaTeX e TeX 💡
::
Già,
pergiunta fuori norma: http://publications.europa.eu/code/it/it-370300.htm[citazione]
Posizione del codice o del simbolo negli importi in cifreIl codice EUR o il simbolo si mette dopo la cifra, da cui è separato con uno spazio:
Una somma di 30 EUR
Questa regola si applica in tutte le lingue, salvo in inglese, dove il codice appare davanti alla cifra:
An amount of EUR 30
[\citazione]… ma se qualche bontempone aggiunge una cifra davanti …
per inciso sugli assegni non rischierei (oppure son diventato paranoico sulla questione)
Ciao
::
Certo è assurdo,
ma in alcuni casi come specificare l’importo numerico sugli assegni metterlo prima facilita l’aggiunta di eventuali cifre solo in coda dove sono trascritti i centesimi.Pertanto, nella pratica del lavoro, scrivendo per esempio lettere aziendali e rapporti economici, mi sono geneticamente riadattato a mettere il simbolo prima.
Si tratta di una contorsione mentale distruttiva !!!
Ma nel mondo aziendale ed economico non si sa mai, così è avvenuta la mutazione.
Ciao.
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AutoreRisposte