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Ciao,
Confrontare due documenti è una buona idea ma dovrebbe essere presentata in modo essenziale per non appensantire troppo.
Per esempio, non un intero documento ma una parte alla volta dedicata a un singolo problema.
La tipografia non è così semplice.Due ore sono tante. Hai spazio anche per fare la cosa più semplice: mostrare in funzione il sistema.
Una volta feci una cosa simile per alcuni colleghi e le maggiori manifestazioni d’interesse le ricevetti durante la compilazione di alcuni semplici sorgenti.Del resto questa è proprio la differenza più importante tra TeX e il word processing.
Assemblerei quindi la lezione in due parti:
la prima sulla tipografia con brevi esemplificazione
la seconda con dimostrazioni pratiche in una sessione live di compilazione.Buon lavoro!
R.
Ps. e chissà se da questa esperienza non scriverai poi un articolo per Ars…
24 Marzo 2017 alle 8:19 in risposta a: Posizionare oggetto a una distanza esatta dal margine di pag #110057::OldClaudio” post=110289Proabilmente devi coambiare l’espressione mettendoci metà del risultato`0.5\dimexpr\oddsidemargin-\evensidemargin\relax`oppure`\dimexpr(\oddsidemargin-\evensidemargin)/2\relax`
Ciao.
Il segno della correzione cambia a seconda della pagina pari o dispari.
Allora ho scritto questo codice che sembra funzionare:
`\documentclass[a4paper]{book}
\usepackage[showframe]{geometry}\geometry{hmargin={32mm,20mm}}
\usepackage{tikz}\newcommand\cartiglio{%
\noindent
\ifodd\value{page}%
\kern\dimexpr(\evensidemargin-\oddsidemargin)/2\relax
\else
\kern\dimexpr(\oddsidemargin-\evensidemargin)/2\relax
\fi
\makebox[\textwidth]{\tikz[red] \draw (0,0) rectangle (210mm,60mm);}}\begin{document}
% odd page
\noindent pippo\cartiglio
\noindent pippo
\newpage
% even page
\noindent pippo\cartiglio
\noindent pippo
\end{document}`Quello che mi rimane ancora da chiarire è la sicurezza del test \ifodd sul valore di pagina (in questo caso il test può fallire?), e chiarire se è preferibile usare \hskip o \kern per imporre lo spostamento.
Grazie.
R
24 Marzo 2017 alle 6:15 in risposta a: Posizionare oggetto a una distanza esatta dal margine di pag #110055::mario60″ post=110254Salve
esiste un tool e/o procedura consigliata per pubblicare una tabella mySQL in LaTeX?
Nel mio caso presente si tratta di un paio di tabelle in relazione 1:M da trasformare in elenchi puntati nidificati.
Ho visto alcuni post vecchi di 5/6 anni, mi domando se esiste qualche cosa di più recente.Grazie
saluti
mariops ho provato con LibreOffice Base, dalla costruzione del report si può esportare in Latex. L’esportazione è Ok, ma la creazione del report in Base è inutilmente complicata.
In effetti quello che sto chiedendo è un modo di creare un report direttamente in LaTex da un tool GUI per mySQL, che comprenda tabelle in relazione 1:M.ps vedo ora LaTeXDB – http://hgesser.de/software/latexdb/. Qualcuno lo usa? Non sembra aggiornato.
Ciao.
In generale ti consiglio di scrivere il codice per conto tuo.
Qualsiasi tool che non sia “primitivo” alla fine impone delle limitazioni che di per se non ci sono.Le soluzioni sono:
1 – scrivere un programma che generi il file .tex che compilato da il report;
2 – scrivere un programma all’interno del file .tex che si connetta al db, esegua le query e componga i dati;Ho usato con successo e ormai con un po’ di esperienza entrambe le soluzioni.
Trovi (o troverai) su Ars un articolo per entrambe le soluzioni.R.
::marco_stara” post=110178Ciao a tutti,
sto leggendo la grande (in tutti i sensi) guida del GuiT “Introduzione all’arte…”.
Tra i vari utilissimi pacchetti che vengono menzionati, ne ho appena scoperto uno di cui non avevo ancora conoscenza, che si chiama “tabu” e che consente un grande controllo dell’aspetto delle tabelle.
Ho cercato la documentazione nel CTAN e ho scoperto che il suo sviluppo si è fermato al 2011.
Ora, nel mondo del software quando noto una cosa del genere mi insospettisco e per lo più evito di installare programmi non più sviluppati da anni. Ma poi, ripensando alla stabilità raggiunta dal TeX/LaTeX, ho pensato che probabilmente questo non significa molto, dato che ogni pacchetto da quanto ho capito si appoggia su basi di linguaggio oramai ben consolidate e difficilmente suscettibili di variazione. Se è così un pacchetto ben fatto nel decennio scorso, ha buone probabilità di funzionare ancora a lungo e forse a tempo indeterminato visto che il motore di composizione che sta sotto probabilmente non sarà soggetto a modifiche che causino incompatibilità coi ‘vecchi’ pacchetti.Vorrei conforto da voi su queste mie considerazioni.
Grazie.
Marco
Ciao Marco.
Sono d’accordo con te: un pacchetto stabile può tranquillamente funzionare ancora per molto tempo dal momento del cessato sviluppo.
Tuttavia, le cose possono essere sempre migliorate, possono essere sempre aggiunte nuove funzioni, possono essere risolti bug.
Lo sviluppo dell’idea e dell’implementazione dovrebbe proseguire, anche ispirato dalle richieste degli utilizzatori.Se lo sviluppo cessa per un qualsiasi motivo, viene a mancare la dinamica stessa del software.
Ma questo è solamente il punto di vista dell’utente.
Sarebbe interessante conoscere i motivi del congelamento del progetto.
A volte, l’Autore potrebbe aver compreso i limiti dell’idea iniziale e ne sta sviluppando una ex novo.
Oppure nessuno a più raccolto il testimone.
So invece che per alcuni pacchetti importanti, per esempio pstricks o Metapost, qualcuno a raccolto il testimone.R.
::Marluxia” post=110174Ciao 168grani,
potresti fornirci un esempio minimo compilabile che generi l’errore? Inoltre potresti indicare quel editor e distribuzione usi?
Un esempio di codice minimo compilabile è questo (che ho scritto io e mi restituisce come risultato upsilonO’):
`
\documentclass{article}
\usepackage[italian]{babel}\begin{document}
$\upsilon_{O'}$
\end{document}
`
prova a compilarlo e facci sapere se funzionaVediamo se funziona:
\upsilon_{O’}
::Aboeufs” post=110159Salve a tutti,
ho provato con la funzione di ricerca ma stranamente (a mio avviso) non ho trovato nulla in merito all’argomento. Fino ad ora ho sempre utilizzato come editor di testo il programma TexWorks, con cui continuo a trovarmi molto bene. Vorrei però riuscire a cambiare il colore dello sfondo dal classico bianco con scritte nere ad un meno affaticante nero con scritte bianche o verdi, come del resto è norma per la quasi totalità dei programmi per la programmazione e la compilazione. Vorrei sapere se è possibile cambiare il colore dello sfondo o se, in alternativa, esiste un altro editor che mi consenta di scrivere su sfondo nero e salvaguardare la mia vista.
Grazie 🙂Ciao.
Io uso due editor, uno in fase di costruzione e uno in fase di finitura.
Il primo editor può essere un qualsiasi editor di testi. Io uso Atom con un tema a sfondo scuro.
Il secondo editor per comodità è uno shell editor per TeX. Io uso TeX Works.Non è la risposta che volevi, ma è comunque un altro punto di vista della questione 🙂
R.
::
Ciao.
Apri una shell e fai questa prova:`$ gnuplot –help`
Se ottieni un messaggio che il comando non esiste, allora hai problemi di configurazione/installazione.In Linux ottengo questo messaggio:
`$ gnuplot –help
Usage: gnuplot [OPTION] … [FILE]
for X11 options see 'help X11->command-line-options'
-V, –version
-h, –help
-p –persist
-d –default-settings
-c scriptfile ARG1 ARG2 …
-e “command1; command2; …”
gnuplot 5.0 patchlevel 3
`
Bye
R.
::DirkPitt” post=110149
Quale classe usi?
R.Book.
Ma la semplice soluzione proposta da Claudio dovrebbe andare bene per il mio caso (la provo nel giro di un paio d’ore).
E ad ogni modo, penso che alla fine mi convincerò ad un semplice \section{Introduzione}. Sto esitando solo perche negli altri capitoli non c’è.Grazie
Ops, io e Claudio stavamo scrivendo nello stesso momento.
La sua soluzione è efficace, cosa che mi fa pensare che avrei dovuto chiedere aiuto per il mio caso…
R.
::DirkPitt” post=110145Ciao,
sto scrivendo un libro ed all’inizio di ogni capitolo, prima che il primo comando \section{..} sia dato, scrivo una sorta di breve introduzione al capitolo, ma senza che essa figuri come una sezione (credo che ciò abbia un nome…?).
In genere si tratta di un pezzo di testo abbastanza breve, ma per un capitolo in particolare questa parte arriva alla seconda pagina del capitolo stesso. Come conseguenza, mi trovo nella testatina della seconda pagina “Section 7.0”.
Sto considerando di includere questa parte in una sezione vera e propria, ma se non volessi farlo che soluzione mi consigliereste?
Grazie, ciao.
Dunque, l’ideale sarebbe scorciare questa introduzione in modo che rientri nella pagina.
Il trucco immagino sia quello (TeXnico) di far comporre il mark come 7.1 senza alterare il riferimento di pagina a dove effettivamente comincia la 7.1.Recentemente ho affrontato temi simili per un documento diviso in articoli con numerazione progressiva e fatto da parti, titoli, e capi.
Ho dovuto studiare il codice della classe book piuttosto bene e scrivere diversi \renewcommand, lavorando poi con titlesec e titletoc.
Ma il problema è che si sta alterando la rigida struttura del documento.Al limite puoi inserire queste introduzioni in sezioni vere e proprie, cambiando il punto di vista.
Quale classe usi?
R.
::kirillov81″ post=110131Ciao a tutti,
dopo anni di utilizzo di LaTeX mi rendo conto che la domanda va contro la logica intrinseca allo strumento, ma ne sono forzato da autorità superiore…: avrei bisogno di inserire uno header personalizzato per ogni singola pagina di alcune istruzioni operative, in modo che sia eventualmente possibile indicare nella singola pagina la data di revisione della stessa… 😳
Grazie e buon lavoro a tutti
AlexIo proverei a definire una stile con fancyhdr e a attivarlo per quelle pagine.
R.
::letteracdp” post=110107
[…]
Immagino che ridefinire \par a \@@par non sia una buona idea.
[…]Ovviamente no, in generale 🙂 : quella particolare definizione di [tt]\par[/tt] (e, in particolare, il fatto che il [tt]\@@par[/tt] che vi è contenuto sia circondato da parentesi graffe — sia, cioè, avvolto in un gruppo) è vitale per il corretto funzionamento degli ambienti di tipo [tt]\list[/tt]. Tuttavia, l’ambiente [tt]center[/tt] è basato su [tt]\trivlist[/tt], non su [tt]\list[/tt], e in quanto tale, se non sbaglio, non dipende dalla primitiva [tt]\parshape[/tt]; ne consegue che, nel caso particolare di [tt]center[/tt] (o [tt]flushleft[/tt], o [tt]flushright[/tt]), ridefinire [tt]\par[/tt] come [tt]\@@par[/tt] potrebbe essere innocuo. Io, ora come ora, non ho voglia di provare: se vuoi fare un esperimento tu, e raccontarci poi com’è andata… 😉
Ciao.
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GustavoCiao.
Nenache io ho voglia di farlo…
Il mio “cruccio” è che dovrebbe filare sempre tutto liscio, e invece…
Grazie Gustavo.
::egreg9″ post=110043Una riga vuota inserisce [tt]\par[/tt]. Nell’ambiente [tt]center[/tt] la definizione di [tt]\par[/tt] è
`
> \par=macro:
->\if@newlist \advance \par@deathcycles \@ne \ifnum \par@deathcycles >\@m \@noitemerr {\@@par }\fi \else {\@@par }\fi .
`
Mi pare normale che questo crei problemi. 😉Ciao
EnricoImmagino che ridefinire \par a \@@par non sia una buona idea.
In altre parole, meglio lasciare stare queste definizioni di LaTeX ed evitare linee bianche nel codice.
Grazie.
Ciao.
R.
::Parmenas” post=110045Da un po’ di tempo ricevo ogni giorno una mail dal titolo WARNING!, che comincia così:
This is an automated message from the
mailing list manager List messages sent to your address <[indirizzo elettronico]> have bounced.
If you read this message, your mail system has been probably fixed.
To clear the bounce counter and to prevent automatic cancelation of
your subscription, use the Reply command in your mailer.Qualcun altro ha mai ricevuto un messaggio simile? E c’è da fidarsene (bisogna seguire cioè le indicazioni fornite nel messaggio), o è un tentativo maldestro di impadronirsi di dati personali / entrare nel sistema del computer?
Ciao.
Se si riceve questa mail di “rimbalzo” significa che un messaggio di mailing list non ti è stato recapitato.
Ci sono stati diversi casi, forse dovuti come diceva Claudio, allo spostamento del dominio della Scuola Sant’Anna che ospita i nostri servizi di ML, sia soci che Consiglio Direttivo, forse dovuti a guasti di alcuni server della rete.Il software automatico tiene un contatore di “rimbalzi” per il tuo indirizzo di posta.
Se questo contatore arriva a un certo valore, che non conosco, elimina il tuo indirizzo dalla ML, interpretando i “rimbalzi” come “indirizzo non più in uso”.Mi sono informato un minimo sul funzionamento della posta elettronica e ho scoperto che è un sistema piuttosto complesso e le ragioni di un messaggio non consegnato possono essere davvero molte.
Quello quindi che conviene fare, è fare un “replay” al messaggio di rimbalzo, per avvisare il sistema che l’indirizzo di posta funziona e il problema sta da un’altra parte.
Chi non ha ricevuto nulla, ha ricevuto tutti i messaggi regolarmente.
Controlla il codice numerico nel messaggio automatico, se è sempre lo stesso vuol dire che si tratta sempre del solito rimbalzo.R.
10 Marzo 2017 alle 6:14 in risposta a: Link a ‘l’Arte di disegnare con LaTeX’ nella sezione Guide #109805::samiel” post=110024Senalo che, nella sezione guide, il link a:
la guida introduttiva a TikZ per il disegno programmato ‘l’Arte di disegnare con LaTeX’
non mi si apre:
`Not FoundThe requested URL /LaTeX_files/ArteTikZ.pdf was not found on this server.`
m
Mi dispiace ma non dipende da noi.
Trattasi del link originale.Grazie della segnalazione!
Saluti.
R.
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