Risposte nei forum create
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AutoreRisposte
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`\documentclass[a4paper]{report}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[list-name=asdaff,reset=true,backref=true,split=chapter,%
list-style=itemize]{enotez}
\let\footnote=\endnote
\renewcommand*\enmark[1]{{#1}}
\usepackage{lipsum}
\begin{document}\chapter{Capitolo 1}
\lipsum[1]\footnote{bla bla blaaa}
\printendnotes\chapter{Capitolo 2}
\lipsum[2]\footnote{bla bla blaaa}
\printendnotes\end{document}`
Corretto l’altro errore…m
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ma sai che non trovo quell’opzione nel manuale?
a dire il vero, avevo iniziato questo lavoro proprio con suftesi,
ma poi volevo impostare diversamente le testatine
e qualche altra cosa, così ho desistito. Le cose
le avevo indicate qui:
http://www.guitex.org/home/it/forum/5-tex-e-latex/90431-qualcosa-su-suftesiAppena ho un po’ di tempo verifico, da suftesi (il cui manuale almeno
è breve da leggere) a memoir (e qui col manuale andiamo zoppi…)grazie
m
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Con footmisc ho ottenuto una delle due alternative, semplicemente mediante opzioni disponibili nel pacchetto.
La seconda alternativa temo richieda modifiche all’interno del codice, che non sono in grado di apportare.
Tempo fa avevo sperimentato memoir, ma in modo velocissimo e assai superficiale. Tanto poco particolari
erano le mie esigenze che poi ho trovato il modo di fare tutto con le classi standard e ho accantonato memoir.
Certo, l’elevatissima possibilità di personalizzare è molto intrigante. Ora mi accontento di footmisc prima soluzione,
anche perché devo portare a termine un lavoro e non posso rallentare per problemi di codice. Ma in seguito,
con un po’ più di tempo a disposizione, mi ci dedicherà senz’altro. Solo una curiosità: trattandosi di una classe non standard,
c’è il rischio che venga abbandonata (non ne conosco la storia né so alcunché su chi la mantiene),
oppure che si generino incompatibilità gravi con le classi standard?m
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Ma se hai un testo con citazioni e riferimenti bibliografici, dove metti le fonti? Direttamente dentro il testo?
Il celebre libro di Tschichold purtroppo non ce l’ho perché è esaurito e introvabile.
Numeri sporgenti francamente non ne ho mai visti nei libri…
invece di note me ho svariate decine per capitolo, per cui i numeri e non i simboli
si impongono come la scelta più funzionale. Come dicevo, alcuni editori applicano
una numerazione continua per capitolo, altri ricominciano da 1 ad ogni pagina.
probabilmente non c’è una norma universalmente accettata. Vero però quello che dici
per eventuali riferimenti interni alle note. Resta il problema del codice della OPZIONE 2m
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PRIMO SCENARIO
Numeri delle note che iniziano tutti allineati al margine del testo
spazio fisso fra il numero della nota e l’inizio del testo
testo della nota tutto allineato ai margini del testo:
`\usepackage[perpage,bottom,hang,norule]{footmisc}
\renewcommand{\hangfootparindent}{2em}
\renewcommand{\hangfootparskip}{3pt}
\renewcommand{\footnotemargin}{0.00001pt}
\renewcommand{\footnotelayout}{\hspace{1em}}`
Non ho capito perché, ma mettendo \renewcommand{\footnotemargin}{0pt}
i numeri in apice delle note sporgono a sinistra dal margine.SECONDO SCENARIO
Come sopra, ma con il rientro di prima riga:
soluzione ancora da trovare… Si accettano consigli
Una cosa del tipo
`\renewcommand{\footnotelayout}{\setlength{\parindent}{15pt}\hspace{1em}}`
non produce alcun risultatoPS
Ho dato un’occhiata a testi di differenti editori. Alcuni mettono li rientro di prima riga nelle note,
pari a quello del testo, altri invece no, per cui la prima riga di ogni capoverso è rientrata,
e quella delle note no. Non capisco se sia questione di gusti, o almeno in teoria
ci sia un’opzione tipograficamente più corretta o felice,,,
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Ho provato l’opzione flushmargin di footmisc: in questo modo il testo delle note
inizia allineato col testo della pagina, ma i numeri delle note sporgono.
L’opzione `\setlength\footnotemargin{5pt}` non risolve…Riassumento, vorrei: che i numeri delle note iniziassero tutti allineati al margine del testo
o anche col normale rientro di capoverso, questo non è un problema,
che ci fosse uno spazio fisso fra il numero della nota e l’inizio del testo (uno spazio ragionevole,
visto che non avrò mai numeri di nota come 1234567), e infine
che il testo della nota fosse tutto allineato ai margini del testo (insomma NON come fa
l’opzione hang di footmisc). D’altro canto così vedo stampate le note in miriadi di libri…
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Dopo gli ampi chiarimenti sulla correzione per il corsivo, mi resta un ultimo problema.
Se produco le mie introduzioni con {\em capoverso… capoverso…} il greco risulta in un corsivo
molto spesso (decisamente più nero del sottile corsivo di EB Garamond), un pugno nell’occhio.
Come posso ripristinare il font originario (dritto) che nella fattispecie è il GF Didot?m
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In Stackexchange c’è anche di più, c’è un tale che ha creato un hack apposta per Linux Libertine:
http://tex.stackexchange.com/questions/13340/italic-correction-for-linux-libertine-font
Per quanto riguarda il codice
`\newenvironment{\introd}{\em}{\/}`
forse dopo la correzione non serve, ma probabilmente bisogna valutare caso per caso;
voglio dire che il rischio è che si scontrino l’ultima lettera corsiva e la prima tonda (insomma
dove inizia l’\emph), mentre mi pare che non possa verificarsi il caso opposto.
Non capisco se il codice sopra differenzi il prima e il dopo.
Per quello che riguarda l’opportunità di creare un ambiente apposito,
il fatto è che (come dicevo brevemente sopra) devo scrivere delle introduzioni
a dei testi, che li precedono. Ora, per differenziare il testo è naturalmente in tondetto
e queste note introduttive in corsivo (insomma tondetto per il testo antologizzato
dell’autore, corsivo per la nota introduttiva del curatore, che poi sono io).
Ora, poiché queste note a volte ammontano anche a un paio di pagine
con parecchi capoversi, o scrivo
` \emph{testo}\emph{testo}
\emph{testo}
\emph{testo}
.
.
.`
ogni volta, oppure scrivo solo `\begin{}` all’inizio e `\end{ }` alla fine.
Con una decina di capoversi per introduzione moltiplicata per una ventina di introduzioni, l’ambiente mi pare risultare assai più economicom
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Il mio scetticismo, magari infondato, è basato su cose che ho letto (se non ho frainteso)
in rete, ad esempio proprio in questo forum:
http://guitex.org/home/it/forum/5-tex-e-latex/75917-pstextIn altre parole usa il comando, che provvede
da solo alal possibile correzione italica, non la dichiarazione che ti richiede di esplicitare la correzione italica.oppure qui:
http://tex.stackexchange.com/questions/25911/what-is-the-difference-between-em-and-emph
dove leggo\em is a plain tex command, not something defined by the engine. it requires you to write
your own italic correction commands, which \emph works out for you::
Con l’ambiente che mi hai suggerito, ho semplicemente\begin{introd}
testo testo testo testotesto \emph{testo} testo testo
testo testo \emph{testo} testo
end{introd}
e funziona, nel senso che l’alternanza dell’«enfasi» è prodotta correttamente
(non serve annidare l’ambiente stesso).
Resta la mia incertezza sul fatto che \em produca la corretta correzione italica
che \emph produce da sè…
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