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Ciao, la pagina di soli oggetti flottanti si raccomanda di solito per le figure abbastanza ingombranti, diversamente si cerca di inserirle insieme al testo. un metodo un po’ sporco a mio avviso, ma che ti permetterebbe di inserire solo una figura e quella di far seguire alla figura stessa il comando `\clearpage` che consente di scaricare le code. A suo tempo risolsi il problema con questo artificio.
Suggerisco comunque di leggere bene le implicazioni che ha questo comando poiché non usandolo più da molto tempo, mi sono dimenticato tutti i risvolti che ha.
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Ciao, è difficile aiutarti senza un esempio minimo compilabile. Comunque io ho il sospetto che tu non abbia chiuso l’ambiente dell’elenco.
Una nota a margine, se inizi con un formato di elenco, mantieni quello per tutto il documento, al momento hai una pagina con lettere minuscole, una con le maiuscole e una con numeri romani.
::OldClaudio” post=111421Gustavo ti ringrazio per avermi segnalato gli errori che ho commesso; in realtà \makeatother l’avevo segnalato. per il refuso ci guardo meglio.
Tuttavia permettimi di dirti che il capoverso che hai evidenziato in corsivo, non è la terminologia giusta. In italiano capoverso è un brano di testo fatto di uno o più periodi ma che termna con un punto e a capo; quello che in italiano si chiama capoverso in inglese si chiama paragraph e capisco perfettamente la possibile confisione fra questi “false friends’. Di default LaTeX non numera mai i capoversi nemmeno se usi il comando \pagragraph; per farli numerare bisogna impostare il contatore secnumdepth almeno al valore 4, cosa che nessuno fa mai.Nell’introduzione non numerata i paragrafi, se ci sono , potrebbero venire numerati come dici tu; ma il codice pieno di \ifnum cerca di non numerare niente con lo zero.
Hai perfettamente ragione che bisogna allargare il campo dei numeri negli elenchi delle figure e in quello delle tabelle, magari ricorrendo al pacchetto tocloft. MA è per questo che il relatore mostra tutta la sua conoscenza dei Word processor, ma la totale ingoranza della tipografia.
Inoltre da professore universitario, sia pure in pensione, non insisto mai abbastanza che la tesi è una proprietà intellettuale del laureando, e che il compito del relatore non consiste nell’indicargli come scrivere i numeri delle figure e delle tabelle, e la tesi in generale, ma nel guidarlo o assisterlo nello svolgimento dello studio che porterà poi al lavoro finale chiamato tesi…
Recentemente ho avuto interazioni con le tesi di laurea sviluppate in una università che non nomino. ogni consiglio del corso di studi prescrive norme diverse per la composizione della tesi, norme che non si limitano ad indicare quali informazioni debbano comparire sul frontespizio, am indicano, per esempio il corpo minimo dei font (14pt), la giustzza del testo (15cm), il numero massimo di righe nella pagina (23); lo scartamento indicato col nome di interlinea, che porta all’equivalente di un \linespread di 2,5 o 3. Insomma prescrivono una porcheria indicibile; se chiedi in giro nessuno sa dirti chi sia l’ente (direttore, facente funzione della figura di preside, direttore, segretario, archivista o chi altri) che detta queste specifiche. Se e quando riuscirò a scoprire chi è, vorrei intervistarlo per riuscire a scoprire se è fortemente miope o se è fortemente incompetente.Il relatore di questo nostro frequentatore non sembra fare eccezione. MA sembra anche che non abbia mai scritto niente con le specifiche che ha imposto al suoi laureando. Tu sei troppo buono quando dici che ha voluto inserire una movimentazione per rendere avvincente il ritrovamento delle figure e delle tabelle 😀 😀 😀
Ciao e grazie ancora
Intanto Claudio, io tifo affinché tu possa trovare il lestofante che detta quelle orride direttive, ma per somma fortuna, almeno a Ingegneria a Padova, il laureando è libero di comporre come vuole la tesi.
Quello che invece ti chiedo è: visto che spesso e volentieri i chiarissimi professori non sono realmente esperti in materia tipografica, perché il GUIT non prepara una dispensa da inviare alle varie facoltà, ai dipartimenti, bolge e sottoscale delle università e si fa promotore di indicare – e perché no – dettare le regole per l’unificazione nella direzione di una buona impaginazione seguendo le buone regole della tipografia?
19 Agosto 2017 alle 19:37 in risposta a: [OT] La disciplina sul diritto d’autore: questa sconosciuta [/OT] #111162::
Quindi se uno dovesse citare Mattina di Ungaretti, come dovrebbe fare? L’autore è morto nel ’70 la poesia è di 4 parole più il titolo, e quindi citando solo quello sarei già al 20% del testo. Dovrei chiedere il permesso alla casa editrice che pubblicò per prima la raccolta con tutte le poesie?
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Ciao Lorenzo,
ho provato il tuo codice e anche l’introduzione della modifica suggerita da Stefano, e sono un po’ dubbioso. La scala che usi nelle y ha passo 50, quindi il -50 dove dovrebbe esserci lo 0 mi sembra un po’ inappropriato. Posso chiederti una rapida spiegazione? Altrimenti ho in mente due soluzioni diverse al problema.
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Senza introdurre
`\pgfplotsset{
after end axis/.code={
\node [text width=2.0cm,align=center,above] at (axis cs:60,300) {saccarosio};
\node [text width=2.0cm,align=center,above] at (axis cs:100,260) {nitrato \\ di potassio};
\node [text width=2.0cm,align=center,above] at (axis cs:100,60) {cloruro \\ di potassio};
}
}`Era sufficiente aggiungere tra i settaggi di [tt]axis[/tt] `clip=false`
Il risultato sarebbe stato uguale.
Per l’asse y ti hanno già risposto.
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`\documentclass[a4 paper,10pt]{report}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{tikz-cd}\begin{document}
\begin{tikzcd}
& & &0\\
&0 \ar[dr] & &H_n(X^{n+1}) \\
& &H_n(X^n)\ar[ur] \\
\cdots \ar[r] &H_{n+1} \\
\end{tikzcd}\begin{tikzcd}
A \ar[r] &B
\end{tikzcd}\end{document}
`Ho trovato che c’erano degli & di troppo nelle prime due righe e questo generava il problema. Ti riporto il codice corretto. Ti assicuro che funziona. Copialo e prova a compilarlo. Fammi sapere
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Hai caricato la libreria
`\usetikzlibrary{cd}`Mi ripeto, se ci fornisci il tuo file sorgente, con il problema, qualcuno può aiutarti, per spiegarmi meglio dovresti fornirci qualcosa come
`
\documentclass{book}
\usepackage{tikz}\begin{document}
%comandi che generano il tuo problema
\end{document}
`
Altrimenti andiamo alla cieca.
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