warsaw

Risposte nei forum create

Stai visualizzando 15 risposte – dal 31 al 45 (di 73 totali)
  • Autore
    Risposte
  • in risposta a: [XeTeX] fontspec carica il font sbagliato? #29096
    Up
    0
    Down
    ::


    prova a mandare un messaggio alla lista di XeTeX, qui: http://www.tug.org/mailman/listinfo/xetex

    in risposta a: [XeTeX] fontspec carica il font sbagliato? #29092
    Up
    0
    Down
    ::

    Allora, no. Intanto sto usando questo codice qua:
    \setsansfont[Scale=MatchLowercase, Mapping=tex-text, BoldItalicFont={HelveticaNeue-HeavyItalic}, BoldFont={HelveticaNeue-Heavy}, ItalicFont={HelveticaNeue-Italic}]{Helvetica Neue}
    che “funziona”, nel senso che carica correttamente Helvetica Neue Heavy (ma non altrettanto Heavy Italic, per dire) però come Upright mi carica ancora Helvetica Neue Italic e non Helvetica Neue… ora, ok che lo devo usare solo nei titoli e quindi userò sempre la variante bold/heavy, però è fastidioso ugualmente…

    che sia qui il problema? Credo tu debba usare HelveticaNeue

    in risposta a: [XeTeX] fontspec carica il font sbagliato? #29090
    Up
    0
    Down
    ::


    Non ho capito cosa devi fare. Vuoi usare l’Helvetica medium al posto di cosa? al posto del regular? al posto del bold? Ti basta fare la sostituzione adeguata nel codice. Io non ho un Helvetica medium, ma presumo tu posssa richiamarlo così: HelveticaNeue-Medium

    in risposta a: [XeTeX] fontspec carica il font sbagliato? #29088
    Up
    0
    Down
    ::


    Su che sistema operativo sei? Perché per richiamare un font con XeTeX devi usare il suo nome postscript. Su Mac OS X, apri Font Book, seleziona il font e fai mela i. Da li leggi il nome postscript. Prova con questo codice:

    `
    \setsansfont[Mapping=tex-text,
    BoldItalicFont={HelveticaNeue-BoldItalic},
    BoldFont={HelveticaNeue-Bold},
    ItalicFont={HelveticaNeue-Italic}]
    {HelveticaNeue}
    `

    in risposta a: problemi con simoncini garamond #29078
    Up
    0
    Down
    ::


    1) che font stai usando? opentype? truetype?
    2) posta un esempio minimo di codice

    in risposta a: simoncini garamond [RISOLTO] #29072
    Up
    0
    Down
    ::


    Sì sì, usa pure il terminale, senza problemi. Usa TeXShop solo per recuperare il template di XeTeX.

    ciao

    in risposta a: simoncini garamond [RISOLTO] #29070
    Up
    0
    Down
    ::


    Il simoncini garamond è un font commerciale, lo puoi comperare qui:

    http://www.linotype.com/1476/simoncinigaramond-family.html

    Immagino tu già sappia che è il font che l’Einaudi utilizza da sempre. Per usarlo potresti considerare l’ipotesi di utilizzare XeTeX, già inclusa nella TeXLive 07, che ti permette di accedere a tutti i font installati in Font Book, senza installazioni ulteriori. Ipotizzando di avere il Simoncini Garamond installato nel Font Book, apri TeXShop, imposta un template per XeLaTeX e dove c’è la dichiarazione dei font metti:

    \setromanfont{SimonciniGaramondStd}

    ciao

    in risposta a: Lavorare in editor #28747
    Up
    0
    Down
    ::


    Io uso TextMate su Mac OS X che ha due comodità che possono risolvere questo tipo di problemi.

    1. Supporta il folding text, ovvero il ripiegare dei blocchi di testo per poterli nascondere. Il LaTeX bundle di TextMate inoltre mi da in automatico questa possibilità, ogni volta che vado a creare una sezione, un paragrafo o un sottoparagrafo del mio testo. Allego un’immagine che credo sia la cosa più chiara in assoluto.

    http://img354.imageshack.us/my.php?image=picture2cd6.png

    2. Le funzioni LaTeX di TextMate riconoscono in automatico la strutturazione interna di un documento e mi propongono un menù per poter visualizzare e raggiungere rapidamente una parte del mio testo. Ecco l’immagine relativa, è lo stesso testo dell’immagine precedente ed è ancora una bozza.

    http://img229c.imageshack.us/img229/9545/functionpopupmu8.png

    Non so che sistema operativo usi, ma secondo me tutto sta nel cercare un editor con qualche funzione avanzata.

    Ciao

    p.s. se ti interessa sapere qualcos’altro su TextMate, ho buttato giù qualche appunto.

    in risposta a: Tesi di letteratura #28617
    Up
    0
    Down
    ::


    per la bibliografia c’è anche il pacchetto biblatex, che permette di gestire le citazioni così come vuole l’usanza delle tesi umanistiche.per la mia tesi sto cercando di usare quello, un passetto alla volta.

    in risposta a: Fonti archivistiche #28473
    Up
    0
    Down
    ::


    Al momento non ho nemmeno io le idee ben chiare. Inserire le fonti archivistiche nel file .bib potrebbe avere vantaggi e svantaggi. Tra gli svantaggi:

    – una difficile collocazione delle fonti nei tipi di record di BibTeX. l’unico che vedo possibile sarebbe il record misc, ma sinceramente non saprei come uscirne.

    – una difficile gestione delle fonti. in pratica ogni singolo documento citato avrebbe un suo record. nella mia tesi ho circa 10.000 singoli documenti, sarebbe molto scomodo andare a recuperare la chiave di citazione di ogni documento.

    Tra i vantaggi invece ci sarebbe la gestione di biblatex, che renderebbe automatica scrittura dei vari ivi, ibidem, etc.

    Ho provato a fare qualche ricerca in giro ma non ho trovato gran che. Vediamo se qualcuno ha qualche buon consiglio.

    in risposta a: Fonti archivistiche #28471
    Up
    0
    Down
    ::


    Non sono in grado di risponderti ma ti scrivo perché sto affrontando pure io lo stesso problema. Tesi di laurea in storia, archivio di Stato di Treviso. Ti faccio una domanda: ha senso inserire nel file .bib le fonti archivistiche? La citazione puntuale delle fonti, nel mio caso, avverrà solamente in nota mentre alla fine andrò a citare in termini generali i fondi consultati.

    Quale sarebbe l’utilità? Io per il momento ho un file .bib solo con la letteratura secondaria. Ma mi interessa capire come lavori tu, grazie.

    in risposta a: Descrivere un cerchio #25416
    Up
    0
    Down
    ::


    credo intendesse chiedere come far sì che il luogo dei punti sia composto dalle lettere, ovvero scrivere in maniera circolare. credo…

    in risposta a: Per ossessivi: punti ellittici, \dots, ellipsis #24990
    Up
    0
    Down
    ::

    Per Warsaw: definire nuovi comandi può essere utile o dannoso, a seconda dei casi.

    Per esempio (classico), se devi scrivere un libro di botanica e vuoi che tutti i nomi latini delle piante appaiano in corsivo, è utile definire un nuovo comando che stampa il suo argomento in corsivo: in questo modo, se l’editore dovesse successivamente chiederti di comporre i nomi latini in neretto e non in corsivo, basterebbe una sola modifica al documento.

    Ci sono casi, invece, in cui definire nuovi comandi non solo è inutile, ma può finire con l’intorbidare le acque. Un comando come
    `\newcommand{\a}{\alpha}
    `
    permette di risparmiare qualche carattere, ma rischia di rendere il sorgente poco leggibile (soprattutto se ci sono molti comandi di quel tipo), e anche poco portabile. Mi è capitato di dover raccogliere in un unico documento lavori scritti da autori diversi; se un autore definisce
    `\newcommand{\a}{\mathcal{A}}`
    ed un altro dà di \a la definizione precedente, i due preamboli sono incompatibili e bisogna metterci mano.

    tutto chiaro, grazie mille.

    in risposta a: Per ossessivi: punti ellittici, \dots, ellipsis #24988
    Up
    0
    Down
    ::

    Per Warsaw: per convincerti che \dots e \ldots non sono la stessa cosa, basta che compili questo esempio:
    `\documentclass{minimal}
    \usepackage{amsmath}
    \begin{document}
    $a+\dots+b$
    $a+\ldots+b$
    \end{document}
    `
    Quanto all’idea di ridefinire \dots come \dots\unkern, non funziona: lo spazietto che segue i punti ellittici a volte ci va, a volte no. Per esempio:
    `Che ne pensi di Tizio, Caio, \dots? % Qui lo spazietto ci va
    Parlammo (di Tizio, Caio, \dots). % Qui lo spazietto non ci va
    `
    Come scritto nella documentazione di ellipsis, il (piccolissimo!) bug di LaTeX sta nel mettere *sempre* quello spazietto, anziché limitarsi ad aggiungerlo solo nelle occasioni in cui è necessario.

    Naturalmente, concordo con Enrico sull’utilità di definire un apposito comando
    `\newcommand{\omissis}{[\dots\negthinspace]}
    `Tuttavia ciò non risolve tutti i problemi relativi alla spaziatura dei punti ellittici. Per esempio, se non si usa il pacchetto ellipsis bisognerebbe scrivere
    `Parlammo (di Tizio, Caio, \dots\unkern).
    `che è un po’ scomodo (soprattutto perché nel documento è facile che qualche \unkern scappi, producendo risultati difformi).

    Grazie, ora è abbastanza chiaro. Non uso LaTeX in modo matematico, non mi ero mai imbattuto nel comando \dots, ho sempre usato \ldots e mai a fine frase, ma solo tra parentesi quadre, per indicare un omissis.

    Comunque non proponevo di ridefinire \dots ma di creare un nuovo comando\Dots
    `\newcommand{\Dots}{\dots\unkern{ }}`
    da utilizzare quando serve. Più che altro mi interessava capire se il mio suggerimento è una strada percorribile o meno, o meglio, se la creazione di nuovi comandi in generale sia una pratica da seguire o da non utilizzare eccessivamente.

    in risposta a: Per ossessivi: punti ellittici, \dots, ellipsis #24984
    Up
    0
    Down
    ::


    mi permetto un suggerimento: e provare con un:

    `\newcommand{\Dots}{\dots\unkern{ }}`

    No? Oppure è una pratica sconsigliata usare questi newcommand? Tra l’altro, qual è la differenza tra \dots e \ldots?

Stai visualizzando 15 risposte – dal 31 al 45 (di 73 totali)

Go to top